Homepage - Scrivi a Don Cassano - Scrivi alla Parrocchia di San Valerio

“Sulle Cime dell’Adamello”

25 Novembre 2019

ALESSANDRIA – (gpc) “Sulle Cime dell’Adamello”: è questo il titolo del libro di Valter Cotti Cometti, che sarà presentato il prossimo venerdì 29 novembre, alle ore 18.00, presso il Salone di Rappresentanza Basile (Via Tortona, 71).
Relatori saranno il dott. Carlo Buffa di Perrero (presidente della delegazione piemontese degli Ordini dinastici di Casa Savoia) e lo stesso autore (dott. Valter Cotti Cometti), con moderatore il dott. Fabrizio Priano (Presidente dell’Associazione Culturale Libera Mente).
Al termine sarà offerto un apericena e vi sarà la possibilità di acquistare copia autografa del libro il cui ricavato sarà devoluto al progetto della Delegazione.

25 Novembre 2019

VALENZA – “Francesco, il papa dei poveri” (Edizioni della Goccia, € 10): è l’ultimo libro di don Gian Paolo Cassano che come giornalista segue settimanalmente il papa specialmente all’ Angelus e alle Udienze Generali. Il libro è stato presentato nel corso di una serata benefica a favore dell’AIDO giovedì scorso 21 novembre al Centro Comunale di Cultura a Valenza. Moderati da Alessandro De Angelis (vice presidente AIDO Valenza), sono intervenuti il sindaco Gian Luca Barbero, il presidente AIDO provinciale Nadia Biancato ed il presidente AIDO di Valenza Andrea Bortoloni oltre all’autore. Il libro che è arricchito dalla prefazione di mons Luciano Pacomio (vescovo emerito di Mondovì) aiuta ad entrare nel vivo della parola del pontefice in un percorso tematico per cogliere alcune dinamiche del suo insegnamento.

dscn6554.JPG

Festa del ringraziamento agricoltori.

25 Novembre 2019

OCCIMIANO – (gpc) Si terrà domenica prossima 1 dicembre la consueta Festa del ringraziamento, promossa dagli agricoltori occimianesi. Il programma comprende l’appuntamento per la S. Messa in Chiesa parrocchiale cui farà seguito la benedizione delle macchine agricole in piazza.
Seguirà il pranzo sociale. Sarà questa anche l’occasione per la distribuzione gratuita di prodotti agricoli.

Comune Ciclabile.

25 Novembre 2019

OCCIMIANO – (gpc) Per il terzo anno consecutivo il Comune di Occimiano ha ottenuto da FIAB- Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta il riconoscimento di Comune Ciclabile.
Occimiano si conferma così la prestigiosa attestazione ed ottiene la valutazione di 2 bikesmiles, incrementando così il proprio punteggio rispetto alle edizioni precedenti grazie alla promozione di iniziative a favore della mobilità sostenibile e dell’uso della bicicletta.

comune-ciclabile.jpg

Coro Vitaas

25 Novembre 2019

OCCIMIANO – (gpc) E’ stato un pomeriggio di festa quello che è stato trascorso dagli anziani ospiti della Casa di riposo san Camillo. Infatti martedì 19 novembre sono stati visitati dal coro Vitaas, accompagnati da don Oscar Comba (parroco di san Giorgio ed animatore spirituale del gruppo) che con diversi acanti hanno intrattenuto piacevolmente i presenti. In realtà il “Concerto” del Coro Vitas era previsto una decina di giorni prima, in occasione della Castagnata, ma era stato rimandato per impegni sopraggiunti. E, ducis in fundo, una buona merenda per tutti con il taglio della torta offerta dalla Cooperativa Civitas che amministra la casa.
E’ stato un grande successo, tanto che si pensa di replicare in primavera, nel Parco della Casa, con l’invito esteso a tutti gli anziani del paese.

concerto-vitas.jpg

Consiglio Comunale dei Bambini e dei Ragazzi (CCR) per #KidsTakeover.

25 Novembre 2019

TORINO – (gpc) C’era anche una delegazione del Consiglio Comunale dei Bambini e dei Ragazzi (CCR) di Occimiano mercoledì 20 novembre a Palazzo Lascaris, sede del Consiglio Regionale del Piemonte, in occasione di #KidsTakeover. L’iniziativa, realizzata dal Consiglio regionale del Piemonte in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale, che hanno aderito all’iniziativa del Comitato italiano per l’Unicef in occasione della Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, ha visto i rappresentanti di ventotto Ccr provenienti dalle otto province del Piemonte illustrare quanto pensato e realizzato negli ultimi anni.
I progetti, illustrati dai rappresentanti del Ccr accompagnati dal sindaco o da un assessore della realtà in cui si trovano a operare, sono stati suddivisi in sette sezioni: storia e rapporti con il territorio, principi della Costituzione, lotta agli sprechi alimentari, difesa dell’ambiente, integrazione, memoria e diritto all’istruzione. Al termine di ogni sessione un esperto ha offerto ai ragazzi alcuni spunti di riflessione.
A rappresentare Occimiano sono stati Andrea Lupano e Christian Rugin con il Sindaco Valeria Olivieri accompagnati anche dai Consiglieri Comunali Giuditta Garavello e Gabriele Cia.
Andrea e Christian, a nome di tutto il CCR, hanno presentato il Progetto Pedibus Bicibus che è attivo a Occimiano da un anno.

Festa di Santa Cecilia

25 Novembre 2019

OCCIMIANO – (gpc) Anche quest’anno si è rinnovata la festa di Santa Cecilia, patrona dei musicisti. Così è stato domenica scorsa 24 novembre innanzitutto durante la S. Messa alle ore 10,30, durante la quale il prevosto ha ricordato il senso della festa di Cristo Re e la necessità di vivere nello stile di Gesù, accettando la sua signoria, nella vita quotidiana e ricordando il valore della musica nella vita e nel suo rapporto con la fede.
Si è ancora una volta verificato il felice connubio liturgico (esperienza quasi unica in Italia) nella proposta di accompagnamento musicale della liturgia con l’esecuzione di due formazioni musicali completamente diverse (un Coro liturgico ed una Banda musicale) che si sono efficacemente preparati (uno per la parte vocale, l’altro per quella strumentale) per animare congiuntamente la Celebrazione Eucaristica. Un sentito bravo va dunque ai musicisti della Banda musicale “La Filarmonica” (con il m.o Mauro Massaro ed il presidente Valeria Amisano) ed ai coristi del Coro Parrocchiale (diretto dalla prof. sa Anna Maria Figazzolo).
Subito dopo la S. Messa la Banda (che vanta una tradizione centenaria) si è intrattenuta sul sagrato (in piazzetta Lanza), dando prova della sua bravura, declinando un breve concerto al femminile, in occasione della Giornata contro la violenza nei confronti delle donne.
E’ seguito il pranzo sociale della Banda presso l’Agriturismo La Fontanella di Cellamonte.

dscn6561.JPG

Avvisi della Parrocchia S. Valerio Occimiano

19 Novembre 2019

PARROCCHIA S. VALERIO
OCCIMIANO
********

DOMENICA 17 novembre 2019

* S. Messe nella settimana:
• Lunedì 18 novembre: ore 18,00
• Martedì 19 novembre: ore 8,30
• Mercoledì 20 novembre: ore 8,30
• Giovedì 21 novembre: ore 18,00
• Venerdì 22 novembre: ore 18,00

* Vespri
• Lunedì 18 novembre (ore 17,45) - segue: S. Messa

* Domenica 17 novembre:
• Sarà presente mons. Graziano Cavalli
• Giornata mondiale dei poveri
• Incontro exallieve (Oratorio, ore 15)

* Presentazione al Tempio (21 novembre): giornata Pro Orantibus
• S. Messa presieduta dal Vescovo al Carmelo Mater Unitatis (ore 11,15)

* Domenica 24 novembre:
• Festa della musica (S.Cecilia)
• Nel pomeriggio (ritrovo in piazza Oratorio don Bosco: ore 15,20) al Carmelo di Montiglio con predicazione di m.a Maria Cristina per tutti coloro che hanno ricevuto lo scapolare, aperto a tutti.

NESSUNO NE PARLA (O QUASI) news quasi sconosciute a cura di Gian Paolo Cassano

19 Novembre 2019

Al Forum biennale del Reaching the Last Mile Forum (RLM) che riunisce i leader impegnati nel mondo nel contrasto alle malattie e che si è aperto lo scorso19 novembre al Louvre di Abu Dhabi, il Papa e lo Sceicco Mohammed bin Zayed Al Nahyan Principe ereditario di Abu Dhabi hanno fatto giungere una dichiarazione congiunta in cui ribadiscono sostegno e cooperazione nel miglioramento della salute tra i più bisognosi e nelle aree svantaggiate del mondo.
Nel testo (come riferisce Vatican news) si sottolinea che la cooperazione nasce dalla convinzione che ogni persona ha il diritto di vivere una vita dignitosa e sana. L’invito congiunto è dunque a rinnovare gli sforzi per promuovere programmi sanitari, sociali ed educativi e per sviluppare adeguate reti mediche di prevenzione, diagnosi e cura, in modo che nessuno resti indietro.
Nella Dichiarazione congiunta si chiede anche alla comunità internazionale di realizzare una collaborazione per raggiungere le popolazioni più vulnerabili con particolare attenzione alle malattie che colpiscono le persone più povere.
Garantire il diritto alle cure per tutte le persone è fondamentale - si legge- dunque il testo termina con l’impegno a sostenere ogni iniziativa vada in questa direzione e con l’invito alla solidarietà di tutti coloro che comprendono le sofferenze di chi è nel bisogno e vive in aree svantaggiate del mondo.

LA PAROLA DI PAPA FRANCESCO a cura di Gian Paolo Cassano

19 Novembre 2019

Continuando la catechesi sugli Atti degli apostoli, il Papa, nell’udienza generale di mercoledì 13 novembre ha riletto il capitolo 18, che narra la tappa di S. Paolo, “evangelizzatore infaticabile”, nella cosmopolita Corinto, dove trovò ospitalità e lavoro nella casa di Aquila e Priscilla, cacciati da Roma. Di qui il pensiero ai “fratelli ebrei”, ancora oggi perseguitati nel mondo: “il popolo ebraico ha sofferto tanto nella storia. È stato cacciato via, perseguitato (…) Nel secolo scorso abbiamo visto tante, tante brutalità che hanno fatto al popolo ebraico e tutti eravamo convinti che questo fosse finito. Ma oggi, incomincia a rinascere qua, là, là, l’abitudine di perseguitare gli ebrei. Fratelli e sorelle, questo non è né umano né cristiano. Gli ebrei sono fratelli nostri! E non vanno perseguitati.”
Negli sposi Aquila e Priscilla al servizio della comunità cristiana nascente a Corinto il Pontefice coglie l’immagine di tanti laici impegnati a evangelizzare, a dare radici profonde alla Parola del Signore nel mondo e a difendere i tanti perseguitati. Il loro è “cuore pieno di fede in Dio” e generoso nel “fare spazio” a chi è forestiero. E’ una sensibilità che “li porta a decentrarsi da sé per praticare l’arte cristiana dell’ospitalità e aprire le porte della loro casa per accogliere l’apostolo Paolo. Così essi accolgono non solo l’evangelizzatore, ma anche l’annuncio che egli porta con sé: il Vangelo di Cristo che è «potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede». E da quel momento la loro casa s’impregna del profumo della Parola «viva» che vivifica i cuori.” Con Paolo non condividono solo lo spazio fisico, ma anche un “lavoro manuale”, quello di costruttori di tende, che Paolo riteneva “uno spazio privilegiato di testimonianza cristiana oltre che un giusto modo per mantenersi senza essere di peso agli altri”. Così la loro casa diventa una “domus ecclesiae”, una “casa della Chiesa”, un “luogo di ascolto della Parola di Dio e di celebrazione dell’Eucaristia”, con le porte aperte ai fratelli e alle sorelle in Cristo, come accade “anche oggi in alcuni Paesi dove non c’è la libertà religiosa e non c’è la libertà dei cristiani.” Anche quando, insieme, lasciano Corinto per raggiungere Efeso e poi Roma, la loro casa continua ad essere “luogo di catechesi”: Aquila e Priscilla sono (come scrive nella Lettera ai Romani) suoi “collaboratori in Cristo Gesù”, grato perché hanno rischiato la vita pur di salvarlo, come accade ancora oggi in tante famiglie che “in tempo di persecuzione rischiano la testa per mantenere nascosti i perseguitati”. I due coniugi rappresentano un modello di vita coniugale per tutte le coppie e tutti i laici, responsabili, a servizio della comunità, impegnati nell’evangelizzazione che ha portato la Parola del Signore fino a noi. “Voi laici siete responsabili, per il vostro Battesimo, di portare avanti la fede. Era l’impegno di tante famiglie, di questi sposi, di queste comunità cristiane, di fedeli laici che hanno offerto l’humus alla crescita della fede”, come diceva Papa Benedetto XVI. “Chiediamo al Padre, che ha scelto di fare degli sposi la sua «vera ‘scultura’ vivente» (…) di effondere il suo Spirito su tutte le coppie cristiane perché, sull’esempio di Aquila e Priscilla, sappiano aprire le porte dei loro cuori a Cristo e ai fratelli e trasformino le loro case in chiese domestiche. Bella parola: una casa è una chiesa domestica, dove vivere la comunione e offrire il culto della vita vissuta con fede, speranza e carità.”
Domenica 17 novembre, celebrando la S. Messa in occasione della Giornata Mondiale per i Poveri, ha esortato ad accogliere il loro grido di aiuto come una chiamata a uscire dal nostro io. In San Pietro ci sono proprio loro, i poveri, “il tesoro della Chiesa”, i “preferiti di Dio” e “i portinai del Cielo”, il cuore pulsante del pontificato di Francesco, uomini, donne, bambini provenienti da diversi Paesi e con diverse storie di vita alle spalle di cui ancora portano i segni, invitati a fare festa alla mensa del Signore. Francesco si è riferito al Vangelo domenicale ricordando che per imparare a comprendere ciò che conta davvero è bene però stare in guardia da due tentazioni: la fretta e l’egoismo. Innanzitutto la fretta: “quante volte ci lasciamo sedurre dalla fretta di voler sapere tutto e subito, dal prurito della curiosità, dall’ultima notizia eclatante o scandalosa, dai racconti torbidi, dalle urla di chi grida più forte e più arrabbiato, da chi dice ‘ora o mai più’. Ma questa fretta, questo tutto e subito non viene da Dio.” Così, attratti dall’ultimo clamore non troviamo più tempo per Dio e per il fratello che ci vive accanto: l’antidoto è la perseveranza, il dono di Dio con cui si conservano tutti gli altri doni. Il secondo inganno è “l’io”, l’egoismo, l’autoreferenzialità, il fare le cose per sentirsi dire “bravo”, a si antepone la lingua del “tu”. Il cristiano non è un discepolo dell’io, non segue le sirene dei suoi capricci ma il richiamo dell’amore. “Parla la lingua di Gesù non chi dice io, ma chi esce dal proprio io. Eppure, quante volte, anche nel fare il bene, regna l’ipocrisia dell’io: faccio del bene ma per esser ritenuto bravo; dono, ma per ricevere a mia volta; aiuto, ma per attirarmi l’amicizia di quella persona importante. Così parla la lingua dell’io.” Ha poi ribadito che la Parola di Dio, spinge ad una “carità non ipocrita” cioè “a dare a chi non ha da restituirci, a servire senza cercare ricompense e contraccambi”. I poveri infatti sono preziosi agli occhi di Dio proprio perché non parlano la lingua dell’io, ma hanno sempre bisogno di chi li sostenga, e ci ricordano che il Vangelo si vive come mendicanti protesi verso Dio. “Allora, anziché provare fastidio quando li sentiamo bussare alle nostre porte, possiamo accogliere il loro grido di aiuto come una chiamata a uscire dal nostro io, ad accoglierli con lo stesso sguardo di amore che Dio ha per loro. Che bello se i poveri occupassero nel nostro cuore il posto che hanno nel cuore di Dio! Stando con i poveri, servendo i poveri, impariamo i gusti di Gesù, comprendiamo che cosa resta e che cosa passa.” Infatti “i poveri ci facilitano l’accesso al Cielo: per questo il senso della fede del Popolo di Dio li ha visti come i portinai del Cielo. Già da ora sono il nostro tesoro, il tesoro della Chiesa. Ci dischiudono infatti la ricchezza che non invecchia mai, quella che congiunge terra e Cielo e per la quale vale veramente la pena vivere: l’amore.”
All’Angelus ha messo in evidenza la chiamata del Signore a collaborare alla costruzione della storia diventando con Lui operatori di pace e testimoni di speranza nella salvezza e nella Risurrezione futura. La speranza in Dio “consente di non lasciarsi abbattere dai tragici eventi. Anzi, essi sono «occasione di dare testimonianza». I discepoli di Cristo non possono restare schiavi di paure e angosce; sono chiamati invece ad abitare la storia, ad arginare la forza distruttrice del male, con la certezza che ad accompagnare la sua azione di bene c’è sempre la provvida e rassicurante tenerezza del Signore. Questo è il segno eloquente che il Regno di Dio viene a noi, cioè che si sta avvicinando la realizzazione del mondo come Dio lo vuole.” E’ il Signore dunque che conduce la nostra esistenza e ci fa “conoscere il fine ultimo delle cose e degli eventi”. Da qui l’invito a “collaborare alla costruzione della storia diventando anche noi operatori di pace e testimoni di speranza nella salvezza e nella risurrezione futura”. Ora “la fede ci fa camminare con Gesù sulle strade tante volte tortuose di questo mondo, nella certezza che la forza del suo Spirito piegherà le forze del male, sottoponendole al potere dell’amore di Dio. L’amore è superiore, l’amore è oltre - potente, ha la potenza, perché è Dio. Dio è amore. Ci sono di esempio i martiri cristiani, i nostri martiri, i martiri cristiani anche dei nostri tempi, che sono più dei martiri del principio, i quali, nonostante le persecuzioni, sono uomini e donne di pace. Essi ci consegnano una eredità da custodire e imitare: il Vangelo dell’amore e della misericordia. Questo è il tesoro più prezioso che ci è stato donato e la testimonianza più efficace che possiamo dare ai nostri contemporanei, rispondendo all’odio con l’amore, all’offesa con il perdono.”