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Archivio di Aprile 2016

Gita

Martedì 12 Aprile 2016

CASALE – (gpc) Il fascino di Parga ha conquistato gli studenti del Leardi. Erano infatti oltre 150 (su tre pullman), accompagnati da 11 docenti, coloro che (dal 4 all’8 aprile) hanno vissuto l’intensa esperienza di una gita scolastica.
La partenza di buon mattino (alle 5,30) non ha tolto la voglia di conoscere e di scoprire le bellezza delle capitale ceca, una delle mete del turismo culturale europeo e mondiale.
Interessanti, anche se brevi le due tappe (all’andata e al ritorno) in Germania, rispettivamente a Ratisbona e a Monaco di Baviera.
Nelle capatale ceka hanno potuto vedere alcune dei monumenti più belli, dal Castello alla Cattedrale di san Vito, dal santuario di Gesù Bambino (noto anche da noi, venerato ad Arenzano), dal ponte Carlo ai diversi quartieri storici.
Non è mancata la visita alle sinagoghe del quartiero ebraico e alla piazza S. Vanceslao, come pure l’escursione al Castello di Karstein o la gita in battello sulla Moldava, come pure la possibilità di gustare le specialità della cucina locale.
Un esperienza indimenticabile !
gpc

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Avvisi Parrocchia San Valerio Occimiano

Lunedì 4 Aprile 2016

******** DOMENICA 3 aprile 2016

* S. Messe nella settimana:
Lunedì 4 aprile: ore 18,00
Martedì 5 aprile: ore 18,00
Mercoledì 6 aprile: ore 18,00 (Liturgia della Parola)
Giovedì 7 aprile: ore 18,00
Venerdì 8 aprile: ore 18,00

* Domenica 3 aprile:
Domenica della Divina Misericordia (o in Albis)

* Monastero invisibile:
1 maggio: Pellegrinaggio ad Alba (Cattedrale)
prenotarsi al più presto

* Domenica 10 aprile:
Giornata dell’Università Cattolica

* Domenica 17 aprile:
Giornata Mondiale di preghiera per le vocazioni
Giubileo dei ministranti

* Adotta una rosa, per il Giardino parrocchiale

Telecomando

Lunedì 4 Aprile 2016

TELECOMANDO
a cura di Gian Paolo Cassano

Torna sabato 9 aprile (alle 21,45) su Rai 3 il programma ULISSE - il piacere della scoperta condotto da Alberto Angela. Nelle sei nuove puntate si parlerà ancora una volta di meraviglie della storia, dell’archeologia, della natura e dei segreti della scienza. Il primo sabato ripercorrerà la storia del condottiero macedone Alessandro Magno: Angela per raccontare il guerriero arriverà a Napoli dove si custodisce uno dei mosaici più famosi dell’antichità, in cui Alessandro rischia la vita pur di sconfiggere l’esercito persiano di Dario. La seconda puntata sarà dedicata al Veneto, regione entrata a far parte del Regno d’Italia 150 anni fa: era il 1866 anno della terza guerra d’indipendenza contro gli austriaci. Il Veneto comparirà con le sue meraviglie artistiche - dalla Cappella degli Scrovegni di Padova al Teatro Olimpico di Vicenza -, architettoniche - dalle ville venete al romano anfiteatro dell’Arena di Verona - fino allo scenario delle Dolomiti, patrimonio mondiale dell’umanità.
UNA SOLA MOLTITUDINE (Tv 200, mercoledì, orte 21,15) è una serie di documentari che coniugano storia e attualità per raccontare la vita e le opere di alcuni grandi Santi fondatori di ordini religiosi. Una ricostruzione in costume con attori professionisti ricostruisce la nascita della vocazione, la definizione del carisma, la decisione di costituire l’Ordine, la morte. Attraverso la storia del Santo viene approfondita la regola dell’Ordine che ha ispirato, la vocazione dei membri che ne fanno parte, il loro stile di vita, l’impegno e le opere prestate nella realtà attuale. Protagonisti della serie sono San Francesco d’Assisi e i Frati Minori; Santa Chiara e le Clarisse; Sant’Ignazio di Loyola e i Gesuiti; San Benedetto da Norcia e i Benedettini; San Domenico di Guzman e i Domenicani.
Gian Paolo Cassano

La parola di Papa Francesco

Lunedì 4 Aprile 2016

LA PAROLA DI PAPA FRANCESCO
a cura di Gian Paolo Cassano

Mercoledì 30 marzo, all’udienza generale il Pontefice ha parlato del perdono di Dio, terminando il ciclo di catechesi sulla misericordia nell’Antico Testamento. Dio non si stanca mai di perdonare chi gli chiede perdono, come emerge dai versi del Salmo 51, quello che dà voce al re Davide, oppresso dal doppio, grave peccato che ha commesso: adulterio ed assassinio. Il re confessa la propria colpa, non si vergogna della sua miseria, confida nella misericordia divina. Infatti “l’unica cosa di cui abbiamo davvero bisogno nella nostra vita è quella di essere perdonati, liberati dal male e dalle sue conseguenze di morte. Purtroppo, la vita ci fa sperimentare tante volte queste situazioni; e anzitutto in esse dobbiamo confidare nella misericordia. Dio è più grande del nostro peccato. Non dimentichiamo questo: (…) Dio è più grande di tutti i peccati che noi possiamo fare”.
Il Salmo mostra che l’ammettere il proprio errore è già un modo di celebrare “la giustizia e la santità di Dio”, che non si limita a elargire una sommaria benevolenza al peccatore, ma fa molto di più: distrugge e cancella il peccato. “Ma lo cancella proprio dalla radice, non come fanno in tintoria quando portiamo un abito e cancellano la macchia. No! Dio cancella il nostro peccato proprio dalla radice, tutto!” Con il perdono divino una persona volta letteralmente pagina; così si diventa “creature nuove, ricolmate dallo Spirito, piene di gioia”, anzi, accogliendo la grazia divina, “possiamo persino insegnare agli altri a non peccare più”. Così “se tu cadi per debolezza nel peccato, alza la tua mano: il Signore la prende e ti aiuterà ad alzarti. Questa è la dignità del perdono di Dio! La dignità che ci dà il perdono di Dio è quella di alzarci, metterci sempre in piedi, perché Lui ha creato l’uomo e la donna per essere in piedi”. Ma chi ha ricevuto il perdono di Dio non può che comportarsi altrettanto con gli altri attorno a sé: “tutti coloro che il Signore ci ha posto accanto (…) tutti sono, come noi, bisognosi della misericordia di Dio. È bello essere perdonato, ma anche tu, se vuoi essere perdonato, perdona anche tu. Perdona!”
Il libro della Misericordia di Dio è il Vangelo: lo ha ricordato il Papa domenica 3 aprile, nella Messa della Domenica della Divina Misericordia, incoraggiando a leggere il Vangelo e a continuare a scriverlo con gesti semplici e concreti di amore. Parlando all’umanità, “spesso ferita e timorosa, che porta le cicatrici del dolore e dell’incertezza”, ha messo in evidenza che “ogni infermità può trovare nella Misericordia di Dio un soccorso efficace”; occorre “attingere la Misericordia del Padre e portarla nel mondo”. Per questo occorre “leggere e rileggere il Vangelo”, dove “non tutto è stato scritto”, ma “rimane un libro aperto, dove continuare a scrivere i segni dei discepoli di Cristo, gesti concreti di amore, che sono la testimonianza migliore della misericordia. Siamo tutti chiamati a diventare scrittori viventi del Vangelo”. Francesco ha chiesto “gesti semplici e forti, a volte perfino invisibili”, per portare la tenerezza e la consolazione di Dio. La strada è una sola: “uscire da noi stessi, uscire, per testimoniare la forza risanatrice dell’amore che ci ha conquistati”. Significa fare gesti di compassione e attenzione per “tante persone che chiedono di essere ascoltate e comprese”, avendo sperimentato che “la Misericordia di Dio è eterna; non finisce, non si esaurisce, non si arrende di fronte alle chiusure, e non si stanca mai”. E’ la certezza che “Dio non ci abbandona”, attingendo da Cristo la sua pace “che proviene dal cuore del Risorto, la pace che ha vinto il peccato, la morte e la paura”. E’ la pace che non divide ma unisce, che non lascia soli, ma ci fa sentire accolti e amati, che “permane nel dolore e fa fiorire la speranza”. Di qui l’invito ad “essere noi stessi misericordiosi, per diffondere ovunque la forza del Vangelo, per scrivere quelle pagine del Vangelo che l’Apostolo Giovanni non ha scritto”. Al Regina Coeli il Pontefice ha pensato “al dramma di chi patisce le conseguenze della violenza in Ucraina: di quanti rimangono nelle terre sconvolte dalle ostilità che hanno causato già varie migliaia di morti, e di quanti, più di un milione, sono stati spinti a lasciarle dalla grave situazione che perdura”. A tale scopo, il Papa ha annunciato “una speciale colletta” in tutte le chiese cattoliche d’Europa domenica 24 aprile “ad alleviare le sofferenze materiali” ed “esprimere la vicinanza e la solidarietà”. Ha poi ricordato la Giornata Mondiale contro le mine antiuomo, per cui “troppe persone continuano ad essere uccise o mutilate da queste terribili armi e uomini e donne coraggiosi rischiano la vita per bonificare i terreni minati.” E’ l’invito ad un rinnovato “impegno per un mondo senza mine!”
Gian Paolo Cassano

NESSUNO NE PARLA (O QUASI)

Lunedì 4 Aprile 2016

NESSUNO NE PARLA (O QUASI)
news quasi sconosciute
a cura di Gian Paolo Cassano

E’ stato inaugurato a Gravina, in Puglia, con il nome di Philoxenia, un centro d’accoglienza notturna per offrire ospitalità a persone in difficoltà e migranti. La struttura, su iniziativa di mons. Giovanni Ricchiuti, arcivescovo di Gravina-Acquaviva delle Fonti, è stata adibita al primo piano dell’Episcopio, comprende 15 posti letto e vuole essere un segno permanente del Giubileo della Misericordia, come chiede Papa Francesco.
“Ho lanciato questa proposta, questa idea – ha detto il Vescovo alla Radio Vaticana - quella di adibire a centro di accoglienza notturna il primo piano dentro al Palazzo vescovile, perché il problema riguarda persone che ad esempio dormono in macchina tutte le notti o qualche marito separato che non aveva dove poter dormire.”
Il centro di accoglienza è stato affidato ad una associazione che si chiama “Il buon samaritano”. “Penso – continua mons. Ricchiuti - che tutto questo contribuirà anche ad aprire le porte delle case, non dico per un’accoglienza notturna, perché forse in molte case non c’è questa possibilità; ma per cercare davvero di accogliere, soprattutto nei nuclei familiari, questi bisogni ed esigenze. Perché è necessario coinvolgersi un po’ di più personalmente, senza delegare alle mense o all’Emporio della carità. Sì, queste ultime sono strutture molto belle perché donano talvolta anche privacy e discrezione, ma sarebbe auspicabile e molto bello se le nostre case, proprio quelle delle nostre famiglie, cominciassero ad aprirsi un po’ di più a questa modalità di fare la carità.”
Le domande aumentano di giorno in giorno: è “una testimonianza semplice – aggiunge - ma efficace, trasparente, di quanto celebra nell’Eucarestia: condividere, spezzare il pane, che è Cristo – pane per la nostra vita cristiana – che deve essere accompagnato da una condivisione soprattutto con i più poveri e i più bisognosi.”
Gian Paolo Cassano

CAF

Lunedì 4 Aprile 2016

OCCIMIANO – (gpc) Uno sportello CAF in paese. Infatti, ogni mercoledì, nel palazzo del Municipio sarà aperto, a disposizione di tutti i cittadini, un Centro di assistenza fiscale, come sede distaccata di quello che già è stato aperto a Castelletto Monferrato. L’apertura è nel pomeriggio, dalle 15 alle 17. per ogni informazione: tel. 0131.223073.
gpc

Baratto

Lunedì 4 Aprile 2016

OCCIMIANO – (gpc) Arriva anche in paese il baratto amministrativo. Lo ha approvato il consiglio comunale, applicando quanto previsto dal decreto “Sblocca Italia” del 2014, dando così la possibilità ai cittadini che forniscano ore di lavoro e servizi, in accordo con l’amministrazione, di avere uno sconto o un’esenzione sui tributi comunali. La formula è semplice e richiede un impegno concreto da parte di chi farà domanda (c’è tempo fino al prossimo 30 giugno) per migliorare il territorio affiancando i dipendenti comunali in opere di pulizia e manutenzione del verde pubblico, di piazze e strade. È su base volontaria e a bilancio - dal momento che è il primo anno che viene utilizzata questa formula - è stanziata la somma di € 5.000, suddivisi in moduli da 8 ore del valore di € 60 ciascuno con un limite per famiglia di € 780. Qualora l’importo totale delle richieste fosse superiore ai 5000 euro, è già stata predisposta una tabella per assegnare i punteggi privilegiando le fasce più deboli. L’opzione del “baratto” è riservata a quei contribuenti in situazione debitoria per tributi non versati in passato (pertanto non può sostituire i pagamenti del 2016) e ritenuti non colpevoli dell’impossibilità di corrispondere il balzello dovuto. I richiedenti prestano il proprio supporto in modo spontaneo e gratuito, in una logica di complementarietà e non di sostituzione del personale mancante o insufficiente, offrendo la loro disponibilità per un monte ore tale da coprire l’intera somma dovuta alle casse comunali: 8 ore di partecipazione al “baratto amministrativo” per ogni 60 euro di tributo simbolico da versare. Dunque non si tratta di “beneficenza pubblica”, ma di una forma di sostegno sociale dove il contribuente moroso estingue il suo debito attivandosi in maniera volontaria in opere di pubblica utilità per la comunità.
gpc

Avvisi Parrocchia San Valerio Occimiano

Lunedì 4 Aprile 2016

******** DOMENICA 27 marzo 2016

* S. Messe nella settimana:
Lunedì 28 marzo: ore 10,00 (lunedì dell’Angelo)
Martedì 29 marzo: ore 18,00
Mercoledì 30 marzo: ore 18,00
Giovedì 31 marzo: ore 15,30
Venerdì 1 aprile: ore 18,00

* Domenica 3 aprile:
Domenica della Divina Misericordia (o in Albis)

* Martedì 29 marzo:
Festa diocesana dei Cresimandi col Vescovo (Casale, Oltreponte): ore 15- 18,30

* Monastero invisibile:
1 maggio: Pellegrinaggio ad Alba (Cattedrale)
prenotarsi al più presto

Telecomando

Lunedì 4 Aprile 2016

TELECOMANDO
a cura di Gian Paolo Cassano

I LUOGHI DEL GIUBILEO (Rai 5, mercoledì ore 21,15): è un percorso attraverso i luoghi identitari del Giubileo e, insieme, attraverso i capolavori artistici che a Roma, nella capitale del Cattolicesimo, hanno dato immagine alle forme della spiritualità e della religione. E’ un viaggio nella storia della Chiesa, nelle profondità e nelle mutazioni delle storia, e soprattutto un viaggio nello splendore della bellezza italiana. A condurlo, con competenza e bravura, è il direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci, in un percorso che va dalle grandi basiliche ai luoghi della devozione popolare e a quelli legati al culto dei martiri.
“#TRE TRE 3” (dal lunedì al venerdì, ore 20,05) è la striscia quotidiana interamente ed esclusivamente dedicata all’archivio di Rai3.  In ogni puntata c’è proposta una selezione delle migliori gag dei campioni della satira televisiva: da Corrado Guzzanti a Serena Dandini, da Paolo Rossi a Piero Chiambretti, Luciana Litizzetto, Sabina Guzzanti e tanti altri. Accanto ad essi, tutti gli altri “pezzi forti” della storia di una rete che ha fatto del tentativo di comprendere e raccontare la società italiana il proprio tratto d’identità: le riflessioni in forma di cartolina di Andrea Barbato, i primi e singolari passi di Fabio Fazio, le inchieste di un giovanissimo Michele Santoro, i pensieri acuti sull’essere italiani di personaggi indimenticabili come Indro Montanelli, Enzo Biagi, Federico Zeri, Carmelo Bene. Non manca la musica d’autore, con Lucio Dalla, Fabrizio De Andrè, Vasco Rossi, Antonello Venditti, Pino Daniele e Franco Battiato; tante le performances di artisti internazionali, con focus speciale sugli indimenticabili anni ’80 dei Duran Duran, degli Spandau Ballet e molti altri ancora. Ma grandi protagonisti di #TreTre3 sono anche i normali cittadini italiani, presenti nello straordinario archivio di Rai 3, attraverso i racconti delle vacanze di ieri, gli strani e spassosi esami scolastici sostenuti da candidati impensabili, le testimonianze sui vecchi, ma sempre attuali, problemi del nostro Paese. E attraverso la scoperta e il ricordo di “come eravamo”, la possibilità di riflettere su “chi oggi siamo”.
Prove tecniche di trasmissione per la webradio di inBlu. Si parte con il canale streaming e on demand dedicato alla Musica Sacra. Prossimamente saranno disponibili on line su webradio.radioinblu.it e sulla App di inBlu Radio nuovi  canali musicali dove poter ascoltare sempre e ovunque la musica preferita.
Gian Paolo Cassano

La parola di Papa Francesco

Lunedì 4 Aprile 2016

LA PAROLA DI PAPA FRANCESCO
a cura di Gian Paolo Cassano

I tre giorni della misericordia; sono quelli del triduo pasquale su cui si è soffermato papa Francesco nell’udienza generale di mercoledì 23 marzo. E’ una riflessione che suona come un messaggio di speranza che si riverbera sul mondo oltre i confini della fede: “è una grande storia d’amore che non conosce ostacoli. La Passione di Gesù dura fino alla fine del mondo, perché è una storia di condivisione con le sofferenze di tutta l’umanità e una permanente presenza nelle vicende della vita personale di ognuno di noi. Insomma, il Triduo Pasquale è memoriale di un dramma d’amore che ci dona la certezza che non saremo mai abbandonati nelle prove della vita”.
Nel giovedì santo Dio che si fa cibo nell’Eucaristia e si fa servo ai piedi degli Apostoli: così “Gesù attesta che dobbiamo imparare a spezzare con altri questo nutrimento perché diventi una vera comunione di vita con quanti sono nel bisogno. Lui si dona a noi e ci chiede di rimanere in Lui per fare altrettanto”. Venerdì Santo è il giorno dell’amore al suo culmine, quello che Sant’Agostino definì un amore che “va alla fine senza fine” e che “intende abbracciare tutti, nessuno escluso”. Infine, il Sabato Santo, il giorno di Dio nel sepolcro, “il giorno del silenzio di Dio”, quando “Dio tace, ma per amore. In questo giorno l’amore, quell’amore silenzioso, diventa attesa della vita nella risurrezione. Pensiamo, il Sabato Santo: ci farà bene pensare al silenzio della Madonna, ‘la credente’, che in silenzio era in attesa della Resurrezione. La Madonna dovrà essere l’icona, per noi, di quel Sabato Santo. Pensare tanto come la Madonna ha vissuto quel Sabato Santo; in attesa. È l’amore che non dubita, ma che spera nella parola del Signore, perché diventi manifesta e splendente il giorno di Pasqua”.
Ha poi ricordato Giuliana di Norwich, mistica inglese del Medioevo che, pur analfabeta, descrisse le visioni della Passione offrendo di esse, in modo “profondo e intenso”, il senso “dell’amore misericordioso di Cristo.” Citando un dialogo in cui la Beata ringrazia Gesù per l’offerta delle sue sofferenze, il Papa ha ripetuto la risposta di Cristo alla mistica: “l’aver sofferto la passione per te è per me una gioia, una felicità, un gaudio eterno; e se potessi soffrire di più lo farei” E’ questo “il nostro Gesù, che a ognuno di noi dice: ‘Se potessi soffrire di più per te, lo farei’. Come sono belle queste parole! Ci permettono di capire davvero l’amore immenso e senza confini che il Signore ha per ognuno di noi”.
Nel messaggio Urbi et Orbi domenica 27 marzo, solennità della Pasqua, ha ricordato le ferite del mondo, “pieno di persone che soffrono nel corpo e nello spirito”. Egli si è anche soffermato sul dramma di “efferati delitti che non di rado si consumano tra le mura domestiche” e sulla tragedia “di conflitti armati su larga scala che sottomettono intere popolazioni ad indicibili prove”. Il pensiero è andato, in particolare, alle popolazioni di Paesi martoriati da guerre, alle vittime del terrorismo e ai migranti.
Gesù crocifisso e risorto “ci dona il suo sguardo di tenerezza e di compassione verso gli affamati e gli assetati, i forestieri e i carcerati, gli emarginati e gli scartati, le vittime del sopruso e della violenza”. Il Risorto indica sentieri di pace e di speranza alla “Siria, Paese dilaniato da un lungo conflitto, con il suo triste corteo di distruzione, morte, disprezzo del diritto umanitario e disfacimento della convivenza civile. Alla potenza del Signore risorto  affidiamo i colloqui in corso, affinché con la buona volontà e la collaborazione di tutti si possano raccogliere frutti di pace e avviare la costruzione di una società fraterna, rispettosa della dignità e dei diritti di ogni cittadino”.
Un “messaggio di vita” che “sconfigga la durezza dei cuori”, promuovendo “un incontro fecondo di popoli e di culture nelle altre zone del bacino del Mediterraneo e del Medio Oriente, in particolare  in Iraq, nello Yemen e in Libia”. Ha poi auspicato per la Terra santa “una pace giusta e duratura tramite un negoziato diretto e sincero” e per l’Ucraina “ispirando e sostenendo anche le iniziative di aiuto umanitario, tra cui la liberazione di persone detenute”. Il Papa ha quindi ricordato le vittime del terrorismo “forma cieca ed efferata di violenza che non cessa di spargere sangue innocente in diverse parti del mondo, come è avvenuto nei recenti attentati in Belgio, Turchia, Nigeria, Ciad, Camerun e Costa d’Avorio e Iraq”. Ha guardato ai “fermenti di speranza” per le prospettive di pace in Africa, “in particolare al Burundi, al Mozambico, alla Repubblica Democratica del Congo e al Sud Sudan, segnati da tensioni politiche e sociali”. E per il bene comune in Venezuela. L’annuncio del Cristo risorto è anche un invito a non dimenticare migranti e di rifugiati ( tra cui molti bambini)  “in fuga dalla guerra, dalla fame, dalla povertà e dall’ingiustizia sociale” e la terra ricca di splendore ma tanto maltrattata “da uno sfruttamento avido di guadagno, che altera gli equilibri della natura”.
Papa Francesco ha infine esortato a riascoltare con i fratelli e le sorelle “che sono perseguitati per la fede e per la loro fedeltà al nome di Cristo e dinanzi al male che sembra avere la meglio nella vita di tante persone”, la consolante parola del Signore: “Non abbiate paura! Io ho vinto il mondo! (…) A quanti nelle nostre società hanno perso ogni speranza e gusto di vivere, agli anziani sopraffatti che nella solitudine sentono venire meno le forze, ai giovani a cui sembra mancare il futuro, a tutti rivolgo ancora una volta le parole del Risorto: ‘Ecco, io faccio nuove tutte le cose … A colui che ha sete darò gratuitamente acqua dalla fonte della vita.’ Questo rassicurante messaggio di Gesù, aiuti ciascuno di noi a ripartire con più coraggio e con più speranza per costruire strade di riconciliazione con Dio e con i fratelli. ne abbiamo tanto bisogno”.
Gian Paolo Cassano