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CONCERTO DI NATALE A VILLABELLA

8 Dicembre 2018

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Avvisi della Parrocchia S. Valerio Occimiano

4 Dicembre 2018

PARROCCHIA S. VALERIO
OCCIMIANO
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DOMENICA 2 dicembre 2018

* S. Messe in settimana
• Lunedì 3 dicembre: ore 18,00
• Martedì 4 dicembre: ore 18,00
• Mercoledì 5 dicembre: ore 18,00
• Giovedì 6 dicembre: ore 18,00
• Venerdì 7 dicembre: ore 16,30

* Domenica 2 dicembre:
• Inizia il tempo di Avvento (Veglia sabato 1 in S. Stefano, ore 21)
• Giornata del Ringraziamento
• Sovvenire: incaricato (in fondo alla Chiesa) per raccolta offerte deducibili
• Giornata della Parola:

* Giornata della Parola di Dio:
• Domenica 2 dicembre (Salone parrocchiale, ore 16): lettura integrale del vangelo di Luca

* Lunedì 3 dicembre:
• Vespri (ore 17,45) - segue: S. Messa

* Mercoledì 5 dicembre:
• Festa del beato Filippo Rinaldi (S. Messa ore 18,00)

* Sabato 8 dicembre (Immacolata):
• S.Messe: ore 9,30 (casa di riposo); 11,00
• Giornata dell’Azione Cattolica
• Mercatino dell’Avvento

* Domenica 16 dicembre:
• Pomeriggio di spiritualità al Carmelo

TELECOMANDO a cura di Gian Paolo Cassano

4 Dicembre 2018

“I GRANDI PAPI” è la serie televisiva che dal prossimo 13 dicembre, sarà trasmessa alle ore 21,25 sul Nove, in esclusiva e in prima TV. E’ una produzione Discovery Italia, Officina della Comunicazione e Vatican Media, in collaborazione con il Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede. La serie (in quattro documentari, di 75 minuti ciascuno) racconta i momenti più significativi del pontificato di Papa Francesco, Benedetto XVI, Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII. Il tutto attraverso le testimonianze dirette di chi è stato loro vicino, di chi li ha incontrati in eventi e situazioni ufficiali, di chi ne ha studiato il pensiero o di chi li vive come ispirazione del proprio agire. Ciascuno dei coinvolti riporta aneddoti vissuti in prima persona e rimanda a momenti intimi che tracciano un ritratto inaspettato di questi uomini, cogliendone la loro parabola umana oltre che spirituale. Discovery “propone – ha detto mons. Dario Edoardo Viganò, assessore del Dicastero per la Comunicazione della S.Sede, alla presentazione ufficiale - per la prima volta una serialità a tema religioso” e con i suoi 180 Paesi coperti riesce a far arrivare lontano “il racconto cristiano”. Infatti (ha affermato Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede) televisione e bellezza “non sono inconciliabili”: in un tempo in cui sembra essersi perso il senso del bello e della “condivisione”, è importante trovare strade comuni per comunicare il trascendente, per “lavorare insieme”, pur usando “linguaggi diversi”.
“CITTA’ SEGRETE” (Rai tre, sabato, o3e 21,40): tre eventi narrativi di alto livello. Tre viaggi inediti nell’anima di tre città iconiche. Un racconto d’autore, ma estremamente popolare. Corrado Augias ci guida alla scoperta di Roma, Londra e Parigi. Una serie di grandi “biografie” delle capitali più simboliche e visitate d’Europa. Un percorso di conoscenza che attraversa personaggi, luoghi, idee. Pagine dense di segreti e di episodi tragici, comici, sentimentali, macabri ed eroici.

NESSUNO NE PARLA (O QUASI) news quasi sconosciute a cura di Gian Paolo Cassano

4 Dicembre 2018

Si è spento nella notte tra lunedì 2 e martedì 3 dicembre a Lima don Ugo De Censi, salesiano, fondatore dell’Operazione Mato Grosso, all’età di 94 anni; nel 1967 aveva fondato l’Operazione Mato Grosso, una missione per i più poveri del Sud America, non tanto per assisterli ma per liberarli dalla povertà e renderli protagonisti, sullo stile di Don Bosco.
Era nato a Berbenno di Valtellina, in provincia di Sondrio, il 26 gennaio 1924, ed ordinato sacerdote tra i Salesiani l’8 marzo 1951. Nel 1965 incontrando in Italia un missionario giunto dal Brasile, viene toccato dalla sua testimonianza sulla povertà e la sofferenza delle popolazioni sudamericane. Non resta indifferente, vuole subito intervenire in modo concreto: raccoglie fondi per andare ad aiutarlo sul posto.
Sarà un’esperienza che coinvolgerà vari giovani, facendo nascere l’idea di una missione non occasionale ma permanente, l’Operazione Mato Grosso per aiutare le popolazioni delle Ande. Nel 1976 si trasferisce definitivamente a Chacas, un paesino nella Cordillera Blanca a 3400 metri d’altezza. Non vuole assistere i poveri da ricco, ma vuole vivere in mezzo ai poveri, fare la loro vita, condividere le loro gioie e le loro sofferenze. Nel 1979 apre una scuola d’intaglio del legno sul modello dei laboratori inventati da Don Bosco. Non desidera solo assistere, ma liberare dalla povertà. Pian piano crea oratori, istituti pedagogici, case per bambini abbandonati e perfino un seminario e un ospedale. Il suo amore per i poveri, in cui vede il volto di Gesù, contagia tantissimi giovani. Le sue comunità si estendono dal Perù all’Ecuador, dalla Bolivia al Brasile.
Dal movimento nascono numerose vocazioni. Don Ugo diceva: “È quasi inevitabile. Noi non chiediamo se credi in Dio o no. Tu lavora, fai la carità, e dopo vedrai che a un certo punto, aiutando i poveri, tu avrai bisogno di Dio, sentirai questa necessità, questo desiderio di conoscerlo. Fate attenzione - dico ai miei ragazzi - che la testa ci porta lontano da Dio. A Lui ci arrivi con il lavoro, con la fatica, le gambe, con le mani e con i piedi, camminando, donando la vita”. Don Ugo aveva incontrato Papa Francesco durante il suo viaggio in Perù nel gennaio di quest’anno. La Repubblica del Perù negli anni scorsi gli ha conferito la cittadinanza onoraria. La sua salma sarà sepolta nella chiesa di Chacas, sulle Ande.

LA PAROLA DI PAPA FRANCESCO a cura di Gian Paolo Cassano

4 Dicembre 2018

Mercoledì 28 novembre, all’Udienza generale, ha concluso la catechesi sui Dieci Comandamenti, considerando che “se sono i desideri malvagi” a rovinare l’uomo, “lo Spirito depone nel nostro cuore i suoi santi desideri, che sono il germe della vita nuova”. Il Pontefice si è riferito così ai frutti dello Spirito (di cui parla S. Paolo nella lettera ai Galati) che sono “amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé”. Infatti “la vita nuova infatti non è il titanico sforzo per essere coerenti con una norma, ma la vita nuova è lo Spirito stesso di Dio che inizia a guidarci fino ai suoi frutti, in una felice sinergia fra la nostra gioia di essere amati e la sua gioia di amarci. Si incontrano le due gioie: la gioia di Dio di amarci e la nostra gioia di essere amati.” Dio “non chiede niente prima di aver dato molto di più”, ma ci invita “all’obbedienza per riscattarci dall’inganno delle idolatrie che tanto potere hanno su di noi”. Occorre “cercare la propria realizzazione negli idoli di questo mondo ci svuota e ci schiavizza, mentre ciò che ci dà statura e consistenza è il rapporto con Lui che, in Cristo, ci rende figli a partire dalla sua paternità.” Così la “vita liberata diventa accoglienza della nostra storia personale e ci riconcilia con ciò che, dall’infanzia al presente, abbiamo vissuto, facendoci adulti e capaci di dare il giusto peso alle realtà e alle persone della nostra vita. Per questa strada entriamo nella relazione con il prossimo che, a partire dall’amore che Dio mostra in Gesù Cristo, è una chiamata alla bellezza della fedeltà, della generosità e della autenticità.”
Per vivere in tal modo, però, abbiamo bisogno “di un cuore nuovo, inabitato dallo Spirito Santo”, grazie al “dono di desideri nuovi che vengono seminati in noi dalla grazia di Dio, in modo particolare attraverso i Dieci Comandamenti portati a compimento da Gesù, come Lui insegna nel ‘discorso della montagna’”. La vita descritta dal Decalogo è “un’esistenza grata, libera, autentica, benedicente, adulta, custode e amante della vita, fedele, generosa e sincera”, cosicché noi “quasi senza accorgercene” ci ritroviamo “davanti a Cristo”. Come nella S. Sindone, “il Decalogo è la sua radiografia (…), come un negativo fotografico che lascia apparire il suo volto. (…) E così lo Spirito Santo feconda il nostro cuore mettendo in esso i desideri che sono un dono suo, i desideri dello Spirito. Desiderare secondo lo Spirito, desiderare al ritmo dello Spirito, desiderare con la musica dello Spirito.” In Cristo vediamo dunque “la bellezza, il bene, la verità” e lo Spirito “innesca in noi la speranza, la fede e l’amore”. Da “una serie di prescrizioni e di divieti”, la legge secondo lo Spirito “diventa vita”, perché “non è più una norma ma la carne stessa di Cristo, che ci ama, ci cerca, ci perdona, ci consola e nel suo Corpo ricompone la comunione con il Padre, perduta per la disobbedienza del peccato”.
In questo modo “la negatività nell’espressione dei comandamenti (non rubare, non insultare, non uccidere …) “quel ‘non’ si trasforma in un atteggiamento positivo: amare, fare posto agli altri nel mio cuore, tutti desideri che seminano positività. E questa è la pienezza della legge che Gesù è venuto a portarci.” In Cristo il Decalogo smette di essere condanna e diventa “l’autentica verità della vita umana” da cui “nasce un desiderio del bene, di fare il bene – desiderio di gioia, desiderio di pace, di magnanimità, di benevolenza, di bontà, di fedeltà, di mitezza, dominio di sé. Da quei ‘no’ si passa a questo ‘sì’: atteggiamento positivo di un cuore che si apre con la forza dello Spirito Santo.” Cercare il Signore nel Decalogo vuol dire allora “fecondare il nostro cuore perché sia gravido di amore, e si apra all’opera di Dio”.
All’Angelus domenica 2 dicembre il Papa ha spiegato come vivere l’Avvento all’accoglienza di Gesù, risvegliando in noi anche l’attesa del ritorno glorioso di Cristo e invitando ciascuno di noi a prepararci all’ “incontro finale con Lui con scelte coerenti e coraggiose”. Occorre “uscire da un modo di vivere rassegnato e abitudinario, alimentando speranze e sogni per un futuro nuovo. Il Vangelo di questa domenica va proprio in tale direzione e ci mette in guardia dal lasciarci opprimere da uno stile di vita egocentrico e dai ritmi convulsi delle giornate.” Un tempo da viver stando svegli e pregando: “il sonno interiore nasce dal girare sempre attorno a noi stessi e dal restare bloccati nel chiuso della propria vita coi suoi problemi, le sue gioie e i suoi dolori, ma sempre girare intorno a noi stessi. E questo stanca, questo annoia, questo chiude la speranza.”
Vigilare significa guardare oltre sé stessi, per aprirci ai fratelli e “al desiderio di un mondo nuovo”, come quello “di tanti popoli martoriati dalla fame, dall’ingiustizia e dalla guerra; è il desiderio dei poveri, dei deboli, degli abbandonati. Questo tempo è opportuno per aprire il nostro cuore, per farci domande concrete su come e per chi spendiamo la nostra vita.” Bisogna poi pregare, cioè rivolgere i pensieri e il cuore a Gesù che sta per venire: “pregare, attendere Gesù, aprirsi agli altri, essere svelti, non chiusi in noi stessi. Ma se noi pensiamo al Natale in un’area di consumismo, di vedere cosa posso comprare per fare quello e l’altro, di fare festa mondana, Gesù passerà e non lo troveremo. Noi attendiamo Gesù e lo vogliamo attendere nella preghiera, che è strettamente legata alla vigilanza.” Bisogna stare attenti (facendo nostro il richiamo di Geremia) a non “mondanizzarci e di perdere la nostra identità, anzi, di ‘paganizzare’ lo stile cristiano”, credendo (come Israele di allora) che Dio realizzerà per noi le sue promesse.

Ringraziamento

4 Dicembre 2018

OCCIMIANO – (gpc) Anche quest’anno, con un’intensa partecipazione, si è rinnovata la Giornata del Ringraziamento domenica scorsa 2 dicembre, organizzata congiuntamente delle organizzazioni agricole del territorio (Coldiretti, Confagricoltura, CIA). Erano presenti il sindaco Valeria Olivieri, il comandante delle Stazione Carabinieri lg.ten m.lo Antonio Caputo, consiglieri comunali e l’organizzatore per gli agricoltori occimianesi Carlo Delodi.
Gli agricoltori si sono ritrovati per partecipare alla S. Messa in Chiesa parrocchiale, durante la quale sono stati portati all’altare (da parte dei bambini) diversi doni e frutti dell’annata agricola e durante la quale è stato sottolineato da parte del prevosto il significato del ringraziamento al termine di un anno, insieme al messaggio della liturgia della I domenica di Avvento con il suo richiamo alla preghiera e alla vigilanza; è stata anche letta (da parte di Carmen Boccalatte Albertazzi) la preghiera dell’agricoltore.
Al termine dell’Eucaristia, è seguita la benedizione delle macchine agricole in piazza Carlo Alberto, per concludersi con il pranzo sociale, presso l’Antica Corte dei Marchesi Da Passano, grazie alla collaborazione della Pro Loco.
Qui si sono uniti anche gli agricoltori di Borgo San Martino, che in precedenza avevano partecipato alla S.Messa nella propria comunità, presieduta dal can. Federico Durante.
Al pranzo hanno portato il loro saluto il sindaco di Occimiano Valeria Olivieri e di Borgo san Martino Giovanni Serazzi.

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occipiupulita.

4 Dicembre 2018

OCCIMIANO – (gpc) #occipiupulita. E’ questo l’hastag (tramite i social Istagram e Facebook) che su iniziativa dell’assessore all’ambiente Stefano Zoccola si propone di monitorare l’abbandono dei rifiuti. Egli infatti ha chiesto ai suoi concittadini di fotografare eventuali abbandoni di rifiuti sul territorio del Comune di Occimiano e pubblicarli. Il motivo è da ricercare sull’imminente inizio della raccolta puntuale (gennaio 2020) che secondo l’Assessore potrebbe portare ad un aumento dell’abbandono dei rifiuti. Per questo motivo ad Occimiano si sta creando un registro elettronico dove catalogare le immagini dei rifiuti abbandonati per capire le dimensioni del fenomeno.

Giornata della Parola

4 Dicembre 2018

OCCIMIANO – (gpc) Facendo eco alla Giornata della Parola promossa dalla Chiesa a fine settembre, per iniziare bene il nuovo anno liturgico la Parrocchia ha proposto una lettura integrale del Vangelo di Luca. Così domenica 2 dicembre, nel pomeriggio, nel Salone parrocchiale, preparo accuratamente dalle Catechiste, c’è stata la lettura pubblica ed integrale del Vangelo lucano che accompagna la liturgia in questo anno. Si sono alternati diversi lettori (uno pe ogni capitolo): il Parroco, il Sindaco, il maresciallo dei Carabinieri, le insegnanti, le catechiste…..
Un’esperienza viva che in tre ore ha permesso di porsi in ascolto della buona notizia del Vangelo.

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Candele per la Pace in Siria

4 Dicembre 2018

Aiuto alla Chiesa che Soffre lancia una campagna natalizia di preghiera, aiuto e solidarietà dal titolo Candele per la Pace in Siria. La campagna ha inizio il 2 dicembre, nella prima domenica dell’Avvento. Si tratta di un’iniziativa che nei giorni scorsi ha visto impegnati oltre 50.000 bambini, appartenenti a diverse religioni, di molte città siriane fortemente colpite dalla guerra, tra cui Aleppo, Damasco, Homs, Marmarita, Hassaké, Tartus a Latakia. I piccoli hanno pregato e dipinto disegni riguardanti la pace sui flambeaux delle loro candele. Croci, colombe e messaggi di speranza attraverso i quali i piccoli siriani, che rappresentano la prima vittima del conflitto tuttora in atto, hanno rivolto al mondo la loro richiesta di pace.
La Fondazione ACS invita le persone di tutto il mondo a rispondere al grido di pace dei bambini di Siria, accendendo una candela, per diffondere il messaggio dei piccoli siriani e infondere speranza durante il tempo dell’Avvento.
Anche il Papa domenica 2 dicembre, ha dato la sua adesione all’iniziativa di “Aiuto alla Chiesa che Soffre”, accendendo un cero insieme a tanti bambini siriani e tanti fedeli nel mondo che oggi accendono le loro candele” e pregando perché i cristiani restino in Siria e in Medio Oriente.
“Questa fiamma di speranza e tante fiammelle di speranza disperdano le tenebre della guerra! Preghiamo e aiutiamo i cristiani a rimanere in Siria e in Medio Oriente come testimoni di misericordia, di perdono e di riconciliazione. La fiamma della speranza raggiunga anche tutti coloro che subiscono in questi giorni conflitti e tensioni in diverse parti del mondo, vicine e lontane. La preghiera della Chiesa li aiuti a sentire la prossimità del Dio fedele e tocchi ogni coscienza per un impegno sincero a favore della pace. E che Dio, nostro Signore, perdoni coloro che fanno la guerra, coloro che fanno le armi per distruggersi e converta il loro cuore. Preghiamo per la pace nell’amata Siria.”
Già nel 2016 ACS aveva dato voce ai piccoli siriani, portando i loro disegni per la pace al Parlamento europeo. In risposta alla drammatica situazione umanitaria e per impedire la scomparsa della presenza cristiana nel Paese, ACS accompagna l’iniziativa Candele per la Pace in Siria con una campagna internazionale di raccolta fondi che la Fondazione sosterrà attraverso le sue 23 sedi nazionali. Un piano di aiuti emergenziali, di ricostruzione e pastorali per un totale di 15 milioni di euro, in aggiunta agli oltre 29 milioni e 350mila euro donati da ACS dall’inizio del conflitto nel 2011. Il piano comprende la distribuzione di pacchi-viveri, medicine e latte in polvere per i bambini; sostegno al pagamento del canone di locazione e del combustibile per il riscaldamento; ricostruzione delle abitazioni delle famiglie cristiane rifugiate e delle strutture ecclesiastiche quali chiese e monasteri; sostegno a sacerdoti e religiose, programmi di assistenza spirituale e psicologica; pagamento delle tasse scolastiche di bambini e studenti universitari; regali di Natale per oltre 15mila piccoli.
Per dare il proprio contributo ed informarsi sulla campagna si può consultare il sito: www.acs-italia.org.

VILLABELLA - Festa anziano e concerto di Natale

4 Dicembre 2018

VILLABELLA – (gpc) Si terrà domenica prossima 9 dicembre la tradizionale festa dell’anziano, organizzata dalla Commissione di partecipazione democratica della frazione con la Parrocchia di S. Agata ed il Circolo O. Simonotti. Per l’occasione (invitato dal Parroco) sarà presente padre Pier Renzo Provera (frate cappuccino residente al Convento di Vigevano, ma che ha le sue radici qui a Villabella e che ritorna sempre volentieri nel paese natio), che celebrerà l’Eucaristia alle ore 11,30 e benedirà i mezzi agricoli sul sagrato. Seguirà il pranzo presso il Circolo Simonotti. Sarà anche presente la prof. sa Isabella Bocchio che proporrà le sue creazioni artistiche.
Intanto, fervono i preparativi per il concerto di Natale con il Coro parrocchiale che si è andato formando in questi mesi e che, diretto da Andrea Bonzano, si esibirà sabato 15 dicembre, alle ore 21,00 in Chiesa parrocchiale.