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Nuovi santi

NUOVI SANTI
a cura di Gian Paolo Cassano

Morì, perché la fede in Cristo, valeva più della sua vita.. E’ il beato Josef Mayr-Nusser, morto nel 1945 a Dachau per aver rifiutato di giurare fedeltà a Hitler. Cresciuto in un famiglia semplice, dalle salde radici cristiane, fu subito affascinato dalla figura e opera del beato Federico Ozanam, impegnandosi nelle Conferenze di San Vincenzo per i più poveri. In una lettera del 1940 scriveva agli altri soci: «Quando il confratello della San Vincenzo si accinge a visitare una famiglia di poveri, dovrebbe a tutti i costi organizzarsi il tempo in modo da poter dedicare almeno dai dieci ai quindici minuti alla visita. […] Nel nostro atteggiamento non ci deve essere traccia di fredda condiscendenza, perché in tal modo feriremmo i nostri assistiti. Dobbiamo evitare ogni forma di paternalismo. Non esprimiamo al povero la nostra compassione con frasi fatte; quello che diciamo deve venire dal nostro cuore, solo così potrà trovare la strada al cuore dell’altro».
La sua giornata cominciava con la S.Messa al mattino ed era nutrita dalla preghiera, dalla lettura (dalla Sacra Scrittura a San Tommaso d’Aquino) e dall’impegno in Azione Cattolica
“Josef era fiero della sua identità di cattolico- ha detto il card. Angelo Amato, prefetto della Congregazione dei santi nell’omelia per la sua beatificazione nella Cattedrale di Bolzano il 18 marzo scorso - Per lui il cattolicesimo non era una realtà formale, di facciata, ma la fonte della sua nobiltà di essere discepolo di Gesù e figlio della Chiesa. In un discorso egli afferma: «Vogliamo essere lievito e cercare di trasformare questo nostro mondo dal di dentro in spirito cristiano, con l’esempio e la parola». (…) Per questo non ci sorprende, ma ci edifica, il rifiuto netto e risoluto pronunciato ad alta voce il 4 ottobre 1944.”
Davanti ai nazisti che gli ordinavano di giurare fedeltà a Hitler “soltanto lui - ha detto don Josef Innerhofer, uno dei suoi postulatori - ha alzato la mano e ha detto che non era disposto a fare quel giuramento e il capitano non capiva il perché: “Ma tu non sei un nazista al 100 per cento?”. Allora Josef ha detto: “No, non lo sono e non condivido le direttive di questo partito”. Uno dei suoi compagni gli ha detto: “Ma anche io sono anche un cristiano attivo, però non credo che il Signore ci costringa a rinunciare a questo giuramento. E poi che cosa puoi fare? Verrai ucciso, tua moglie non avrà più il marito, il tuo bambino perderà il padre e la guerra non la fermerai mai”. Allora, lui ha detto: “Se nessuno ha il coraggio di alzarsi e dire che questo non è giusto, non si cambierà mai niente”. Quando l’hanno trovato morto aveva con sé un Rosario, un Messalino e il Nuovo Testamento.”
Joseph Mayr-Nusser ci insegna a conoscere bene la propria fede e a prendere decisioni in coerenza con essa, ad avere il coraggio evangelico di andare controcorrente, non secondo la moda ma secondo la nostra coscienza cristiana.
Gian Paolo Cassano

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