Homepage - Scrivi a Don Cassano - Scrivi alla Parrocchia di San Valerio

La parola di Papa Benedetto

LA PAROLA DI PAPA BENEDETTO
a cura di Gian Paolo Cassano

“Dio è un Padre che non abbandona mai i suoi figli, un Padre amorevole che sorregge, aiuta, accoglie, perdona, salva, con una fedeltà che sorpassa immensamente quella degli uomini, per aprirsi a dimensioni di eternità”. Lo ha affermato il Papa nel corso dell’Udienza generale di mercoledì 30 gennaio, proseguendo nella sua riflessione sulla preghiera del “Credo”.
Ora dire di credere “in Dio Padre onnipotente” è ritenere che anche l’essere umano più piccolo possa sentirsi figlio dell’immensamente grande: un figlio amato come nessun padre umano potrà mai fare. Infatti “l’amore di Dio Padre non viene mai meno, non si stanca di noi; è amore che dona fino all’estremo, fino a sacrificio del Figlio (…) Noi possiamo affrontare tutti i momenti di difficoltà e di pericolo, l’esperienza del buio della crisi e del tempo del dolore, sorretti dalla fiducia che Dio non ci lascia soli ed è sempre vicino, per salvarci e portarci alla vita eterna”.
Benedetto XVI ha così tracciato le “qualità” dell’amore paterno di Dio per gli uomini: “Dio è un Padre che non abbandona mai i suoi figli, un Padre amorevole che sorregge, aiuta, accoglie, perdona, salva, con una fedeltà che sorpassa immensamente quella degli uomini, per aprirsi a dimensioni di eternità (…) L’amore di Dio Padre non viene mai meno, non si stanca di noi; è amore che dona fino all’estremo, fino a sacrificio del Figlio (…) Noi possiamo affrontare tutti i momenti di difficoltà e di pericolo, l’esperienza del buio della crisi e del tempo del dolore, sorretti dalla fiducia che Dio non ci lascia soli ed è sempre vicino, per salvarci e portarci alla vita eterna”.
La “certezza” di questa presenza paterna arriva dalla fede e dalla storia, segnata dall’incarnazione, dalla croce e risurrezione del suo Figlio. “Noi vorremmo certamente un’onnipotenza divina secondo i nostri schemi mentali e i nostri desideri: un Dio ‘onnipotente’ che risolva i problemi, che intervenga per evitarci le difficoltà, che vinca le potenze avverse, cambi il corso degli eventi e annulli il dolore (…) In realtà, davanti al male e alla sofferenza, per molti, per noi, diventa problematico, difficile, credere in un Dio Padre e crederlo onnipotente; alcuni cercano rifugio in idoli, cedendo alla tentazione di trovare risposta in una presunta onnipotenza ‘magica’ e nelle sue illusorie promesse”.
Domenica 3 febbraio, all’Angelus, nella Giornata per la vita, Benedetto XVI ha auspicato che “ogni essere umano sia tutelato nella sua dignità” ed ha sollecitato ad investire sulla famiglia “quale risposta efficace alla crisi attuale”. Riferendosi al Vangelo domenicale, ha poi ricordato che “Gesù non è venuto per cercare il consenso degli uomini” ma “per dare testimonianza di verità”.
Infatti “il vero profeta non obbedisce ad altri che a Dio e si mette al servizio della verità, pronto a pagare di persona” ed “è vero che Gesù è il profeta dell’amore, ma anche l’amore ha la sua verità. Anzi, amore e verità sono due nomi della stessa realtà, due nomi di Dio”. Accogliere Cristo, “credere in Dio significa rinunciare ai propri pregiudizi e accogliere il volto concreto in cui Lui si è rivelato: l’uomo Gesù di Nazaret. E questa via conduce anche a riconoscerlo e a servirlo negli altri!”.
Gian Paolo Cassano

I commenti sono disabilitati.