La bellezza nella Parola

“In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”». Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”». Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vàttene, satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”». Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano”. (Mt 4,1-11)

Mi fermo come l’episodio delle tentazioni di Cristo sia stato rappresentato nel XV secolo da Juan De Flandes, pittore fiammingo, ma spagnolo d’adozione, ora conservato presso la National Gallery of Art di Washignton (USA).

Con sapienza narrativa l’artista descrive contemporaneamente tutte le tre tentazioni, anche se l’ambientazione non è quella del deserto, ma di un paesaggio rigoglioso che conferisce al quadro un’idea di serenità.  Il diavolo è rappresentato al centro, travestito da frate, con la corona del rosario che pende dalla cintura, e Gesù, alla sinistra rivista di una tunica nera che richiama la dimensione penitenziale. Il tentatore offre a Gesù (affamato dopo un prolungato digiuno) un sasso, invitandolo a trasformarlo, con un miracolo, in pane. Ha un volto umano, ma si capisce che sia il diavolo per la barba a punta, le corna sulla testa ed i piedi da mostro. Il pittore, vestendo da religioso satana, vuole sottolineare come la sua proposta possa essere accattivante e faccia passare il Male come se fosse il Bene.

Cristo, seduto su una pietra, ha la mano destra alzata in segno di rifiuto deciso con uno sguardo intenso ed autorevole. Più in piccolo, sullo sfondo, sono raffigurate le altre due tentazioni; a destra, il diavolo conduce il Signore sul pinnacolo del Tempio a Gerusalemme, sfidandolo a lanciarsi nel vuoto senza subire conseguenze con l’aiuto dei suoi angeli, mentre a sinistra, in alto, lo porta sulla vetta di una montagna, offrendogli il potere sul mondo intero in cambio di un gesto di sottomissione. Il tutto in un’atmosfera molto delicata e limpida, realizzata con una ridotta varietà cromatica, che ricorda quella delle scene dipinte sui codici miniati.