La bellezza nella Parola

“In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele». Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».” (Gv 1,29-34)

Giovanni Battista riconosce in Gesù l’agnello di Dio, mi fermo pertanto sull’Adorazione dell’Agnello Mistico, simbolo di Cristo, pannello centrale del Polittico (mote tavole dipinte da entrambi i lati) , detto anche Altare di Gand, capolavoro di Jan Van Eyck, l’artista fiammingo più conosciuto e apprezzato del XV secolo, dipinto tra il 1426 e il 1432 per la Cattedrale di Saint-Bavon a Gand, dove ancora oggi si può ammirare.

In questa opera centrale si dispiega un’affollata scena. L’iconografia, piuttosto complessa, ricorda l’Apocalisse (7, 9), che proclama che “la salvezza appartiene al nostro Dio seduto sul trono e all’Agnello”. Nella tavola di Van Eyck, l’agnello è ritto sull’altare del sacrificio, posto al centro di un lussureggiante giardino, che reca l’iscrizione “Ecce agnus Dei qui tollit peccata mundi” (“Ecco l’agnello di Dio che toglie i peccati del mondo” – Gv 1,29). Ha il capo circonfuso di luce e il petto squarciato da un’ampia ferita: il sangue che ne sgorga riempie un grosso calice, simbolo del sacrificio eucaristico.

L’altare è coperto da un paliotto rosso e da una tovaglia bianca, corrispondenti ai colori liturgici delle feste del SS. Sacramento, ed è circondato da numerosi personaggi in adorazione. I primi, più vicini, sono le creature spirituali, cioè gli angeli, che spargono incenso e reggono i simboli della Passione. Apostoli, sante e santi, papi, scrittori antichi, filosofi e profeti sono invece più distanti, organizzati in quattro schiere compatte. Il verde paesaggio intorno allude al Paradiso; la città sullo sfondo, ricca di torri e palazzi, richiama la Gerusalemme celeste. In primo piano, la fontana della vita è zampillante d’acqua. L’immagine simbolica dello Spirito Santo, in alto, emana una luce sovrannaturale in forma di raggi che investono i personaggi in primo piano suggerendo uno schema prospettico.