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La Parola di Papa Francesco

LA PAROLA DI PAPA FRANCESCO
a cura di Gian Paolo Cassano

“Dio non si stanca mai di perdonarci !” E’ quanto ha affermato Papa Francesco durante l’udienza generale mercoledì 20 novembre, parlando della remissione dei peccati. Lo Spirito Santo è fonte di pace, di gioia, sorgente per la remissione dei peccati: “lo Spirito Santo ci porta il perdono di Dio passando attraverso le piaghe di Gesù. Queste piaghe che Lui ha voluto conservare. Anche in questo momento, nel cielo, Lui fa vedere al Padre le piaghe con le quali ci ha riscattati. E per la forza di queste piaghe i nostri peccati sono perdonati”. Ora “il potere di perdonare i peccati” Gesù lo ha dato agli Apostoli: “Dio perdona ogni uomo nella sua sovrana misericordia, ma Lui stesso ha voluto che quanti appartengono a Cristo e alla sua Chiesa, ricevano il perdono mediante i ministri della Comunità”. Attraverso il ministero apostolico, il cristiano sperimenta la misericordia di Dio e il perdono delle colpe. Purtroppo tante persone però oggi non capiscono “la dimensione ecclesiale del perdono, perché domina l’individualismo, il soggettivismo”. E anche noi cristiani, ne risentiamo: “Dio perdona ogni peccatore pentito, personalmente, ma il cristiano è legato a Cristo, e Cristo è unito alla Chiesa. E per noi cristiani c’è un dono in più, c’è anche un impegno in più: passare umilmente attraverso il ministero ecclesiale”.
Il Sacramento della Riconciliazione è il momento della sicurezza del perdono: “è Dio che perdona e io sono sicuro, in quel momento, che Dio mi ha perdonato. E questo è bello! Questo è avere la sicurezza di quello che noi diciamo sempre: Dio sempre ci perdona! Non si stanca di perdonare!. Noi dobbiamo non stancarci di andare a chiedere perdono”. Il sacerdote è lo “strumento per il perdono dei peccati”, un uomo che come noi “ha bisogno di misericordia”. E’ uno strumento di misericordia, donando l’amore di Dio Padre: “anche i sacerdoti devono confessarsi, anche i vescovi: tutti siamo peccatori. Anche il Papa si confessa ogni quindici giorni, perché il Papa anche è un peccatore!” Certo “Dio ti ascolta sempre, ma nel sacramento della Riconciliazione manda un fratello a portarti il perdono, la sicurezza del perdono a nome della Chiesa”.
Domenica 24 novembre, chiudendo l’Anno della fede, il Papa ha consegnato durante la S. Messa in piazza S. Pietro, l’Esortazione apostolica Evangelii gaudium (La gioia del Vangelo) a vari rappresentanti della Chiesa e della società. Un “pensiero pieno di affetto e riconoscenza” è andato a Benedetto XVI per la “provvidenziale iniziativa” dell’Anno della Fede: “egli ci ha offerto l’opportunità di riscoprire la bellezza di quel cammino di fede che ha avuto inizio nel giorno del nostro Battesimo, che ci ha resi figli di Dio e fratelli nella Chiesa”.
Salutando i patriarchi e gli arcivescovi maggiori delle Chiese orientali cattoliche presenti alla Messa ha espresso “la riconoscenza del Vescovo di Roma per queste comunità, che hanno confessato il nome di Cristo con una esemplare fedeltà, spesso pagata a caro prezzo”., incoraggiano Tutti i cristiani del Medio Oriente al fine di ottenere per tutti il dono della pace e della concordia”. Il Papa ha messo in evidenza “la centralità di Cristo. Cristo centro della creazione, Cristo centro del popolo, Cristo centro della storia”: se “si perde questo centro, perché lo si sostituisce con qualcosa d’altro, ne derivano soltanto dei danni, per l’ambiente attorno a noi e per l’uomo stesso”. Se “Gesù è al centro, anche i momenti più bui della nostra esistenza si illuminano, e ci dà speranza, come avviene per il buon ladrone nel Vangelo di oggi”.
All’Angelus, Francesco ha rivolto un saluto particolare alla comunità ucraina nell’80° anniversario dell’Holodomor, la “grande fame” provocata dal regime sovietico, che causò milioni di vittime, concludendo una preghiera speciale alla Madonna “specialmente per i nostri fratelli e le nostre sorelle che sono perseguitati a motivo della loro fede !”
Gian Paolo Cassano

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