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LA PAROLA DI PAPA BENEDETTO - ESTATE 2009

Il Papa, come ogni anno si concede un periodo di riposo e di vacanza e quest’anno si è recato in Val d’Aosta, a Les Combes (che già molte volete ospitò il suo predecessore) dal 13 al 29 luglio. Qui è stato accolto  con  molto calore,  grandissima festa e contentezza.
Un piccolo incidente poi  ha segnato il soggiorno del Pontefice: in seguito a una caduta “accidentale” nello chalet che ne ospita il soggiorno in montagna, il Papa ha riportato una frattura al polso destro che venerdì 17 luglio in mattinata  stata sottoposta, dopo gli esami radiologici del caso, a una riduzione da parte dei sanitari dell’ospedale di Aosta.
In giornata poi il Papa è tornato a Les Combes, confermando tutti gli impegni presi ed, in primis, la visita a Romano Canavese, terra natale del card. Tarcisio Bertone (segretario di Stato) domenica 19 luglio.
Qui era giunto verso le 11,45 e, dopo una preghiera all’interno della chiesa dei santi Pietro e Solutore martire, ha sottolineato come la visita fosse un “omaggio” al suo “più stretto collaboratore”, il card. Tarcisio Bertone, scherzando sul suo infortunio: “come vedete, a causa del mio infortunio, sono un po’ limitato nella mia agilità, ma la presenza del cuore è piena, e sono con voi con grande gioia!”. 
Poi ha ringraziato i medici e tutto coloro che lo hanno circondato di affetto e di cure in questi ultimi  giorni: “vorrei in questo momento dire grazie con tutto il mio cuore a tutti: sono stati tanti che hanno mostrato, in questo momento, la loro vicinanza, la loro simpatia, il loro affetto per me e hanno pregato per me, e così si è rafforzata la rete della preghiera ci unisce in tutte le parti del mondo.”
Salutando il vescovo di Ivrea, mons. Arrigo Miglio, il Papa ha affermato come questa sia una terra che conosce bene il valore del lavoro che non deve mai dimenticare che, specie in tempi critici come quelli attuali, la chiave della convivenza sta nella solidarietà e non in una economia di solo profitto: anche qui “molte famiglie sperimentano una situazione di difficoltà economiche a causa della carenza di occupazioni lavorative (…) Cari amici, non scoraggiatevi! La Provvidenza aiuta sempre chi opera il bene e si impegna per la giustizia; aiuta quanti non pensano solo a sé, ma anche a chi sta peggio di loro”.
Nella storia “i valori fondamentali della famiglia e del rispetto della vita umana, la sensibilità per la giustizia sociale, la capacità di affrontare la fatica e il sacrificio, il forte legame con la fede cristiana attraverso la vita parrocchiale e specialmente la partecipazione alla santa Messa” hanno costituito una  vera forza per la nostra gente; lo saranno ancora per “permettere alle generazioni di oggi di costruire con speranza il proprio futuro, dando vita a una società veramente solidale e fraterna, dove tutti i vari ambiti, le istituzioni e l’economia siano permeati di spirito evangelico”.
Benedetto XVI ha avuto  un pensiero particolare ai giovani, rilevando soprattutto la responsabilità educativa degli adulti:, domandandosi che tipo di cultura  venga “loro proposta; quali esempi e modelli vengano ad essi proposti, e valutare se siano tali da incoraggiarli a seguire le vie del Vangelo e della libertà autentica. La gioventù è piena di risorse, ma va aiutata a vincere la tentazione di vie facili e illusorie, per trovare la strada della Vita vera e piena”.
Rifacendosi infine alla ricchezze delle tradizioni cristiane del Canavese, ha esortato la comunità diocesana “ad impegnarsi sempre più nel campo dell’educazione e dell’accompagnamento vocazionale”, sotto l’ausilio della Madonna della Stella, così venerata ad Ivrea.

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