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NESSUNO NE PARLA (O QUASI) news quasi sconosciute a cura di Gian Paolo Cassano

Continua ad essere grave la situazione in Nicaragua, con il governo del presidente Ortega, con una sanguinosa campagna di repressione per arginare le proteste, costate la vita ad oltre 360 persone. Come sostengono la Commissione Inter-Americana sui Diritti Umani (Cidh) e l’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (Ohchr), si denunciano “uccisioni, esecuzioni extragiudiziali, maltrattamenti, torture, arresti arbitrari”.. Le proteste contro Ortega sono iniziate il 18 aprile scorso dopo il fallimento di alcune importanti riforme sociali e sono diventate una richiesta di dimissioni, dopo undici anni di presidenza, con accuse nei suoi confronti di abusi e corruzione.
La Chiesa in realtà sta mettendo in campo iniziative di preghiera e solidarietà accanto alla popolazione che soffre.Il CELAM (Consiglio episcopale latinoamericano), ha indetto – come riferisce Vatican News - domenica scorsa 22 luglio una Giornata di preghiera per esprimere “vicinanza e solidarietà al popolo del Nicaragua e ai suoi pastori profeti di giustizia, di fronte alla drammatica e dolorosa crisi sociale e politica che lì si vive attualmente”. Nel comunicato si esortano i vescovi del Paese ad essere “difensori dei diritti umani e portatori di speranza”. Sabato 21 luglio è arrivata anche la piena solidarietà dei Vescovi europei, con un appello del CCEE (Consiglio delle Conferenze dei vescovi d’Europa), perché riparta il dialogo nazionale e si risolva la crisi, ricordando che “la pace e la vita umana sono beni irrinunciabili e al di sopra di qualsiasi interesse”.
Lunedì 23 luglio, convocati dal card, Leopoldo José Brenes Solorzano (arcivescovo di Managua e presidente della Conferenza episcopale del Nicaragua e della Commissione per il dialogo nazionale), si sono riuniti i vescovi del Paese, per riflettere sulla situazione su come mediare con il governo dopo le dichiarazioni del presidente Ortega che ha accusato i vescovi di “manovre golpiste” contro l’esecutivo e li ha definiti “satanisti”. Il card. Brenes ha affermato al canale 100% Noticias di aver ricevuto molta solidarietà da parte delle Chiese dell’America Latina e dell’Europa.

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