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La Parola di Papa Francesco

LA PAROLA DI PAPA FRANCESCO
a cura di Gian Paolo Cassano

“Dio è con noi e si fida ancora di noi!” Così si è espresso il Papa mercoledì 18 dicembre, nell’ultima udienza generale del 2013. E’ Dio che “viene ad abitare con gli uomini, sceglie la terra come sua dimora per stare insieme all’uomo e farsi trovare là dove l’uomo trascorre i suoi giorni nella gioia e nel dolore”.
E’ bello sentire come Dio sia dalla nostra parte: “Gesù è Dio-con-noi; da sempre e per sempre con noi nelle sofferenze e nei dolori della storia. Il Natale di Gesù è la manifestazione che Dio si è ‘schierato’ una volta per tutte dalla parte dell’uomo, per salvarci, per risollevarci dalla polvere delle nostre miserie, delle nostre difficoltà, dei nostri peccati”.
E’ questo “il grande ‘regalo’ del Bambino di Betlemme”: Lui ci porta “un’energia che ci aiuta a non sprofondare nelle nostre fatiche, nelle nostre disperazioni, nelle nostre tristezze, perché è un’energia che riscalda e trasforma il cuore”.
Occorre ricordarlo: “Dio si rivela non come uno che sta in alto e che domina l’universo”, ma “si “abbassa, discende sulla Terra piccolo e povero” e quindi “per essere simili a Lui non dobbiamo metterci al di sopra degli altri”. E’ questo lo stile del discepolo di Gesù; se “si vede un cristiano che non vuole abbassarsi, che non vuole servire, un cristiano che si pavoneggia dappertutto: è brutto, eh? Quello non è cristiano: quello è pagano!”.
E “se Dio, per mezzo di Gesù, si è coinvolto con l’uomo al punto da diventare uno di noi”, allora “vuol dire che qualunque cosa avremo fatto a un fratello o a una sorella l’avremo fatta a Lui”.
All’Angelus di domenica 22 dicembre il Pontefice ha rivolto a tutti l’augurio di “un Natale di speranza, di giustizia e di fraternità” e l’appello perché sia difeso il diritto alla casa per ogni famiglia e perché chi lotta per la giustizia sociale respinga “le tentazioni della violenza”.
Fermandosi sulla figura di Giuseppe, ne ha messo in rilievo la grandezza d’animo, capace di allargare il cuore alla “missione più grande” che Dio gli chiede, perché è un uomo che cerca prima di tutto la volontà di Dio. “Non si è ostinato a perseguire quel suo progetto di vita, non ha permesso che il rancore gli avvelenasse l’animo, ma è stato pronto a mettersi a disposizione della novità che, in modo sconcertante, gli veniva presentata (…) Ma quante volte a noi l’odio, l’antipatia, pure, il rancore ci avvelenano l’anima!” Di qui l’invito a seguire l’esempio di Giuseppe che “è diventato ancora più libero e grande”.
Il Papa, poi, leggendo un grande striscione (“I poveri non possono aspettare”) ha commentato: “E’ bello! E questo mi fa pensare che Gesù è nato in una stalla, non è nato in una casa (…) E io penso oggi, anche leggendo quello, a tante famiglie senza casa, sia perché mai l’hanno avuta, sia perché l’hanno persa per tanti motivi. Famiglia e casa vanno insieme. E’ molto difficile portare avanti una famiglia senza abitare in una casa. In questi giorni di Natale, invito tutti, persone, entità sociali, autorità, a fare tutto il possibile perché ogni famiglia possa avere una casa”.
Gian Paolo Cassano

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