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Archivio di Maggio 2021

LA BELLEZZA NELLA PAROLA a cura di gpc

Sabato 29 Maggio 2021

“Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato.” (Mt. 28,19)
In questa domenica (riprendendo il ciclo del tempo ordinario) la Liturgia ci invita a contemplare Dio, comunione di amore, S.S. Trinità. Ci aiuta El Greco con un’opera singolare dipinta per l’abbazia di S. Domigo de Silos nel 1577 ed ora al Prado di Madrid.
Utilizza infatti l’iconografia della deposizione; è il Padre (in abiti pontificali, con una mitria bianca, allusiva al sacerdozio antico), in questo caso, e non Maria, la madre di Gesù, che sostiene il Figlio morto appena deposto dalla croce. L’ampio utilizzo del giallo nelle sue diverse tonalità colloca la scena nella sfera del divino. Non siamo più sul Calvario, ma in Paradiso, nel momento in cui il Padre, alla presenza dello Spirito Santo (sotto forma di colomba), sembra quasi riprendersi quel Figlio che Lui aveva donato all’umanità mediante il mistero dell’Incarnazione.
Da notare il colore bianco della colomba che echeggia quello del copricapo del Padre, quasi che lo Spirito comunicasse il pensiero di Dio a Cristo e di Gesù a Dio, come pure le tenere espressioni di partecipato dolore dei sei angeli che circondano la scena centrale.
El Greco, usando una formula iconografica tipica dell’Occidente cristiano, presenta la vita delle tre Persone divine non come una realtà lontana dall’esperienza umana, ma attraverso l’atto di obbedienza del Figlio alla volontà del Padre. Il pathos del Figlio morto coinvolge emotivamente il Padre, mentre il movimento dello Spirito esprime la comunione dei due, il dinamismo dell’amore che riporta Cristo in vita.
“Non si pensa al Padre senza il Figlio, non si concepisce il Figlio senza lo Spirito Santo.” (S. Gregorio di Nissa)

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Mercoledì 26 Maggio 2021

OCCIMIANO – (gpc) Mercoledì 2 giugno, nella festa del Repubblica, alle ore 10, ci sarà la consueta cerimonia della consegna della Costituzione italiana ai nuovi diciottenni della Leva che faranno poi una riflessione nella ricorrenza del 75° anniversario del voto delle donne che per la prima volta lo espressero nel referendum costituzionale.
Sarà anche l’occasione per un riconoscimento al personale sanitario, medici ed infermieri che si sono prodigate in questo periodo di emergenza covid. Successivamente, nel Parco della rimembranza verrà scoperta e benedetta una targa alla Quercia della memoria che è stata messa a dimora per ricordare le vittime della pandemia.

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“Il sentiero di Aleramo”.

Mercoledì 26 Maggio 2021

OCCIMIANO - (gpc) “Il sentiero di Aleramo”. Verrà aperto ufficialmente domenica prossima 30 maggio a partire dalle ore 15.00 in Via Castello Cavalla, alle ore 15.00 quando prenderà il via la passeggiata inaugurale. Per l’occasione saranno presenti cavalieri e dame medievali che ci accompagneranno alla scoperta della leggenda di Aleramo. La passeggiata si concluderà in Piazza Carlo Alberto con una merenda offerta ai partecipanti.
E’ la bella iniziativa che viene realizzata attraverso la collaborazione tra il Comune di Occimiano (da poco riconfermato comune turistico), la Proloco e le attività presenti sul territorio comunale che hanno “adottato” le sagome utilizzate per rappresentare la storia. A queste prime istallazioni ne seguiranno altre che andranno a integrare e arricchire sempre più il sentiero, grazie ai nuovi sponsor che vorranno aderire al progetto.
Il “sentiero di Aleramo” è una passeggiata lungo alcune strade bianche occimianesi, che consentirà a quanti la percorreranno di ammirare le bellezze del paesaggio monferrino (le colline sono ben visibili lungo tutto il percorso e dietro queste svettano maestose le Alpi) e fare un vero e proprio salto nel Medioevo. Lungo il percorso è infatti illustrata la leggenda di Aleramo e Alasia (o Adelasia) che avrebbe dato origine al territorio del Monferrato. I capitoli della storia sono accompagnati da alcune istallazioni che riproducono personaggi o elementi del racconto e che offrono una visione particolarmente suggestiva anche grazie alla collocazione in mezzo alla natura.
La progettazione grafica delle sagome è stata curata dalla prof.sa Marta Marchisio e dalla dott.sa Carla Debernardi, mentre la realizzazione si deve alle Officine Giorgio Mastroianni.
Il sentiero è lungo 6,29 km. ed è percorribile sia a piedi sia in bicicletta (Occimiano ha nuovamente ottenuto da FIAB- Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, il riconoscimento di Comune Ciclabile) ed è adatto a tutti.
Il percorso è presente anche sull’app Wikiloc e si potrà scaricare attraverso il QR code presente sulle mappe posizionate in Piazza Carlo Alberto e all’inizio del sentiero, in Via Castello Cavalla. Lungo il percorso sarà disponibile un servizio navetta.
Per motivi organizzativi è richiesta adesione contattando (Monica Deambrosis, tel. 328.8825387).

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“Armonie della natura e umane passioni.

Mercoledì 26 Maggio 2021

OCCIMIANO – (gpc) “Armonie della natura e umane passioni. Antonio Vivaldi. Concerti, Sinfonie e sonate a programma” curata da Roberto Allegro e Vittoria Aicardi, pubblicata da Musicorner management Artistico di Mortara è il nuovo volume che esce in occasione della VI Settimana vivaldiana nazionale (presentato nel corso del concerto di sabato 22 maggio). Il libro aiuta a comprendere quella figura poliedrica che è don Antonio Vivaldi. Un’immagine, quella del poliedro (cara a papa Francesco) che ben si addice alla ricca personalità del compositore veneziano, credente, sacerdote, musicista geniale, poeta, uomo di teatro……
Il libro è il frutto dell’impegno appassionato di studi e di ricerca del m.o Allegro e della diott.sa Aicardi ai quali si deve la ripresa delle Settimane vivaldiane.
Così si è aiutati a conoscere il significato della musica descrittiva tra il ‘600 ed il ‘700 che subordina il discorso sonoro ad un elemento extra musicale come nelle “Quattro stagioni”. Qui (ed è ben spiegato nel testo) le immagini poetiche si traducono in affreschi sonori con numerosi effetti onomatopeici (imitazioni di uccelli, rumoreggiare di temporali, suonare di corni….) La ricchezza del volume poi sta nella precisa catalogazione di concerti, sinfonie e sonate per capire la grandezza della musica vivaldiana. Vivaldi è un uomo di fede, un prete che, se vive in maniera particolare il suo ministero, fa della musica uno strumento per esprimere il servizio divino.
Il volume si completa con un repertorio di biblioteche e di bibliografia per approfondirne la figura.

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La “nave della legalità”

Mercoledì 26 Maggio 2021

OCCIMIANO – (gpc) Anche quest’anno, seppure impossibilitati (causa restrizioni per la pandemia) a partecipare con la “nave della legalità” all’appuntamento di Palermo, per dire “no alla mafie”, Occimiano ha voluto dare la sua adesione, accogliendo lo slogan (”Dimostriamo di cosa siamo Capaci”) lanciato dalla Fondazione “Falcone e Borsellino”. Così domenica 23 maggio, in occasione del 29° anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio costate la vita ai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, agli uomini e alle donne delle scorte e a Francesca Morvillo, moglie di Falcone il Comune di Occimiano e il Consiglio Comunale dei Ragazzi hanno dato la loro adesione all’iniziativa di esporre dai balconi un lenzuolo bianco in ricordo di tutte le vittime di mafia, unendosi simbolicamente al corteo che ogni anno porta migliaia di persone sotto l’albero di Falcone, in via Notarbartolo, a Palermo.
I bambini e i ragazzi del CCR hanno steso due lenzuola bianche alle finestre del Municipio, con la speranza è di tornare al più presto a Palermo per riprendere la marcia interrotta a causa della pandemia.

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S. Rita

Mercoledì 26 Maggio 2021

OCCIMIANO - (gpc) Due momenti di festa e di preghiera: il ricordo di S. Rita che quest’anno è stato celebrato nella vigilia con la benedizione delle rose e delle auto tra cui i mezzi della protezione civile e la festa di Maria Ausiliatrice con l’adorazione nel pomeriggio cui è seguita la benedizione e la S. Messa lunedì 24 maggio, quest’anno in coincidenza con la memoria di Maria Madre della Chiesa.

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Settimana vivaldiana nazionale

Mercoledì 26 Maggio 2021

OCCIMIANO – Un concerto appassionante e coinvolgente, come ha sottolineato il lungo applauso finale prima della richiesta del bis (primo movimento della Sinfonia in sol minore TSi7 di Tommaso Albinoni). Parlo del Concerto inaugurale della Settimana vivaldiana nazionale che si è tenuto sabato 22 maggio in Chiesa parrocchiale.
Veramente ottimi i musicisti dell’Orchestra da Camera Italiana “Antonio Vivaldi”, diretta dal M° Roberto Allegro al cembalo), con Ludovico Allegro Matteo Terzaghi, Maurizio Terzaghi (al flauto), Federico Allegro (Oboe), Lucia Allegro, Giulia Arnaud, Paolo Barbaini (violino), Simona Speroni (viola), Cecilia Salmè (violoncello), Giorgio Magistroni (contrabbasso).
Il Concerto, realizzato con il Patrocinio del Comune di Occimiano, con la collaborazione della Parrocchia san Valerio, dell’Associazione Musicale “Antonio Vivaldi” di Occimiano in collaborazione con la Pro Loco e la Fondazione “Ernesto e Carla Rota”, è stato un unicum, poiché per la prima volta tre dei Concerti rispettivamente il primo, il quarto ed il settimo, di quel capolavoro vivaldiano che è l’Estro armonico originariamente concepiti dal grande Maestro veneziano per quattro violini ed anche violoncello concertante (nel primo e nel quarto), sono stati eseguiti con un inedito organico strumentale che prevede tre Flauti ed un Oboe oltre al Violoncello concertante, gli archi ed il basso continuo.
Dopo i saluti del Sindaco m.a Valeria Olivieri (che ha evidenziato il legame tra Vivaldi ed Occimiano, per la presenza nella Villa dei Marchesi per molto tempo della maggioranza dei suoi manoscritti, ora conservati alla Biblioteca nazionale di Torino) e del vice presidente della provincia Gian Paolo Lumi, il Concerto si è aperto con l’esecuzione della Sinfonia in si min. per archi RV 169 “Al Santo Sepolcro”, cui è seguita la presentazione del nuovo volume vivaldiano ) “Armonie della natura e umane passioni. Antonio Vivaldi. Concerti, Sinfonie e sonate a programma” curata da Roberto Allegro e Vittoria Aicardi. Splendida poi l’esecuzione delle celeberrime ed universalmente note Quattro Stagioni, eseguite nella veste di solista dal M° Lucia Allegro (su un prezioso strumento del 1741, l’anno di morte del Prete rosso). In contemporanea venivano proiettati alcuni versi vivaldiani a commento delle Quattro stagioni.
Era presente anche Tele city che ha assicurato un servizio giornalistico sulla manifestazione.
E’ partita così da Occimiano la Settimana Vivaldiana Nazionale (giunta alla VI edizione, che quest’anno, anche per via del covid si dilata in un tempo maggiore), la manifestazione culturale e turistica di rilevanza internazionale che ha come “focus” principale la valorizzazione del grande patrimonio artistico-musicale legato alla figura del celebre musicista veneziano Antonio Vivaldi attraverso la pubblicazione di lavori di ricerca musicale e musicologica e l’organizzazione di conferenze, convegni, seminari e concerti. Domenica 30 maggio ci sarà il secondo appuntamento a San Germano Vercellese, poi il 6 giugno a Saluggia…..
Al termine con l’offerta da parte della Pro Loco di un pensiero gentile (sponsorizzato da Cascina Daneto) è stato possibile visitare la nuova sede dell’Associazione in Occimiano (piazza Oratorio don Bosco) che si propone (come ha evidenziato il m.o Allegro in conclusione) di far conoscere Vivaldi, coinvolgendo il territorio e soprattutto i più giovani e la scuola.

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UN LIBRO PER TE a cura di Gian Paolo Cassano

Mercoledì 26 Maggio 2021

IL LIBRO
R. ALLEGRO – V. AICARDI, Armonie della natura e umane passioni. Antonio Vivaldi. Concerti, Sinfonie e sonate a programma, Mortara (PV), Musicorner, 2021, pp. (€ 20)
E’ il nuovo volume che è uscito in occasione della VI Settimana vivaldiana nazionale (presentato nel corso del concerto di sabato 22 maggio d Occimiano). Il libro aiuta a comprendere quella figura poliedrica che è don Antonio Vivaldi. Un’immagine, quella del poliedro (cara a papa Francesco) che ben si addice alla ricca personalità del compositore veneziano, credente, sacerdote, musicista geniale, poeta, uomo di teatro……
Il libro è il frutto dell’impegno appassionato di studi e di ricerca del m.o Allegro e della diott.sa Aicardi ai quali si deve la ripresa delle Settimane vivaldiane.
Così si è aiutati a conoscere il significato della musica descrittiva tra il ‘600 ed il ‘700 che subordina il discorso sonoro ad un elemento extra musicale come nelle “Quattro stagioni”. Qui (ed è ben spiegato nel testo) le immagini poetiche si traducono in affreschi sonori con numerosi effetti onomatopeici (imitazioni di uccelli, rumoreggiare di temporali, suonare di corni….) La ricchezza del volume poi sta nella precisa catalogazione di concerti, sinfonie e sonate per capire la grandezza della musica vivaldiana. Vivaldi è un uomo di fede, un prete che, se vive in maniera particolare il suo ministero, fa della musica uno strumento per esprimere il servizio divino.
Il volume si completa con un repertorio di biblioteche e di bibliografia per approfondirne la figura.
LA CLASSIFICA (cfr. www.rebeccalibri.it)
1. M. PAPPALARDO, Non chiamatelo ragazzino, Milano, Paoline, pp. 112 (€ 10,90) ▲
2. V. BERTOLONE, Resistenza senz’armi, Milano, Paoline, pp. 112 (€ 12) ❊
3. A. COMASTRI, Il Santo Rosario, Shalom, pp. 160 (€ 5) =
4. A. PREZIOSI, Il Papa doveva morire, Cinisello Balsamo (MI), San Paolo, pp. 240 (€ 22) ❊
5. D. BANZATO, Tutto, ma prete mai, Milano, Piemme, pp. 304 (€ 16,90) ▼

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NESSUNO NE PARLA (O QUASI) news quasi sconosciute a cura di Gian Paolo Cassano

Mercoledì 26 Maggio 2021

Da lunedì 24 maggio a sabato 29 maggio si è tenuto “Contagion”, il Festival del cinema Popoli e Religioni, organizzato dall’Istituto di Studi teologici e storico sociali di Terni, nella convinzione che “il cinema e l’arte – ha detto a Vatican news il direttore artistico Arnaldo Casali - possano essere veicolo di dialogo e pace.”
L’evento, dopo una prima sessione on-line, lo scorso novembre, a causa della pandemia di Covid-19, è tornato ‘in presenza’, con la proiezione al cinema dei film in concorso. E’ tornato col titolo “Contagion” perché è stato organizzato con il virus e non nonostante il virus. Il via all’iniziativa è stato dato lunedì a Roma, presso il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II, con un incontro, aperto al pubblico e trasmesso in streaming, con la partecipazione dell’arcivescovo mons. Vincenzo Paglia, Gran Cancelliere dell’Istituto e lo storico Marco Bartoli, dedicato a due importanti figure della storia della Chiesa, San Francesco e Chiara Lubich. Su di loro si sono confrontati Liliana Cavani, regista di tre film dedicati al Santo di Assisi, e l’attrice Cristina Capotondi, che recentemente ha interpretato la fondatrice del Movimento dei Focolari in un film trasmesso in onda su Rai1. “L’idea - afferma a Vatican News Arnaldo Casali, direttore artistico dell’evento - era quella di lasciarci interrogare dalla pandemia e quindi abbiamo scelto questo titolo che parla non solo di un’epidemia ma anche di un contagio della solidarietà, di un contagio anche positivo”.
Ideato nel 2005 dall’allora arcivescovo di Terni, monsignor Vincenzo Paglia, il Festival è incentrato sul dialogo tra religioni. “È uno dei pochi festival interreligiosi – ricorda il direttore artistico -, abbiamo costituito anche una rete mondiale di festival di varie religioni, non solo festival cattolici o cristiani. Noi crediamo profondamente che il cinema e l’arte possano essere proprio un veicolo di dialogo e quindi anche di pace”.
Oltre 40 i film in concorso di questa edizione, tra cui documentari, cortometraggi e opere di realtà virtuale con diverse le categorie in gara. Molte le opere dedicate alla pandemia, uno al tema dell’immigrazione che racconta l’accoglienza di una famiglia in Turchia. Accanto alle proiezioni, infine, molti i focus organizzati con incontri su diversi temi, dalla scienza, all’intelligenza artificiale, all’attualità e alla cultura.

LA PAROLA DI PAPA FRANCESCO a cura di Gian Paolo Cassano

Mercoledì 26 Maggio 2021

All’udienza generale (nel Cortile di San Damaso) mercoledì 19 maggio Francesco, continuando la catechesi sulla preghiera ha esortato a non scoraggiarsi di fronte all’alternarsi di tempi di consolazione e di aridità, ma a perseverare come ha fatto Giobbe. Tra le tante difficoltà che si possono incontrare nella preghiera il Papa ne elenca tre in particolare: la distrazione, l’aridità, l’accidia che bisogna conoscere, individuare e superare.
Il primo problema che si presenta a chi prega è la distrazione, quando un turbinio di immagini e illusioni in costante movimento ci accompagna, che S. Teresa chiamava “la pazza della casa”. Occorre “ingabbiarla” con l’attenzione, non dando seguito a questa “inclinazione scomposta” Lottare per mantenere la concentrazione è necessario anche per lavorare e studiare bene. Gli atleti “sanno che le gare non si vincono solo con l’allenamento fisico ma anche con la disciplina mentale: soprattutto con la capacità di stare concentrati e di mantenere desta l’attenzione”. La vigilanza è fondamentale per combattere le distrazioni. Le distrazioni non sono colpevoli, ma vanno combattute con la vigilanza, “una virtù che spesso viene dimenticata, ma che è tanto presente nel Vangelo” (come dice il Catechismo della Chiesa cattolica [CCC], al n. 2730). Gesù spesso richiama i discepoli al dovere di “una vita sobria, guidata dal pensiero che prima o poi Lui ritornerà” e loro “non si sono dispersi inseguendo ogni attrattiva che si affacciava alla loro mente”, ma hanno cercato di camminare sulla strada giusta, facendo bene il loro compito.
C’è poi il tempo dell’aridità, per cui “il cuore è insensibile, senza gusto per i pensieri, i ricordi e i sentimenti anche spirituali. È il momento della fede pura, che rimane con Gesù nell’agonia e nella tomba.” (CCC, n. 2731). L’aridità spirituale “può dipendere da noi stessi, ma anche da Dio, che permette certe situazioni della vita esteriore o interiore”, o anche da dolori che impediscono di entrare nella preghiera. Come “al Venerdì Santo, alla notte e al Sabato Santo, tutta la giornata: Gesù non c’è, è nella tomba; Gesù è morto: siamo soli”. L’esperienza della fede (insegnano i maestri spirituali) è come un continuo alternarsi di tempi di consolazione e di desolazione; momenti in cui tutto è facile, mentre altri sono segnati da una grande pesantezza. Il Papa sa che ci sono momenti in cui ci si sente “giù”, tanti giorni grigi: “il pericolo è avere il cuore grigio: quando questo ‘essere giù’ arriva al cuore” lo ammala, per cui “non si può pregare, non si può sentire la consolazione con il cuore grigio! (…) Il cuore dev’essere aperto e luminoso, perché entri la luce del Signore. E se non entra, aspettarla con speranza. Ma non chiuderla nel grigio.”
C’è poi l’accidia, “una vera e propria tentazione contro la preghiera e, più in generale, contro la vita cristiana”, una “forma di depressione dovuta al rilassamento dell’ascesi, a un venire meno della vigilanza, alla mancata custodia del cuore” (CCC, 2733). È anche uno dei sette “vizi capitali,” perché, “alimentato dalla presunzione, può condurre alla morte dell’anima”.
Come fare dunque? “Si deve imparare a camminare sempre.” Egli ha ricordato che tutti i santi sono passati per questa “valle oscura”: infatti, “leggendo i loro diari, ascoltiamo il resoconto di serate di preghiera svogliata, vissuta senza gusto”. I credenti “non spengono mai la preghiera”, perché “il vero progresso della vita spirituale non consiste nel moltiplicare le estasi, ma nell’essere capaci di perseverare in tempi difficili.” San Francesco parlava della perfetta letizia: “non è nelle fortune infinite piovute dal Cielo che si misura la bravura di un frate, ma nel camminare con costanza, anche quando non si è riconosciuti, anche quando si è maltrattati, anche quando tutto ha perso il gusto degli inizi.” Non bisogna poi dimenticare la preghiera del “perché?”, che è quella che fanno i bambini che vogliono “attirare su di sé lo sguardo del papà; e quando noi ci arrabbiamo un po’ con Dio e incominciamo a dire dei perché, stiamo attirando il cuore di nostro Padre verso la nostra miseria, verso la nostra difficoltà, verso la nostra vita. (…) Abbiate il coraggio di dire a Dio: “Ma perché …?”. Perché a volte, arrabbiarsi un po’ fa bene, perché ci fa svegliare questo rapporto da figlio a Padre, da figlia a Padre, che noi dobbiamo avere con Dio.”
A Pentecoste, domenica 23 maggio, al Regina Coeli, il Papa, dalla finestra dello studio su piazza San Pietro, ha ricordato che lo Spirito Santo “ci rende nuove creature” e “mette in comunicazione persone diverse, realizzando così l’unità e l’universalità della Chiesa.” Richiamando l’episodio della Pentecoste degli Atti degli Apostoli “cinquanta giorni dopo la Pasqua di Gesù”, ha evidenziato come sia stata “un’esperienza reale ma anche simbolica”, che “rivela che lo Spirito Santo è come un vento forte e libero. Non si può controllare, fermare, né misurare; e nemmeno prevederne la direzione. Non si lascia inquadrare nelle nostre esigenze umane, nei nostri schemi e nei nostri pregiudizi.” Lo Spirito “procede da Dio Padre e dal suo Figlio Gesù Cristo” e irrompe sulla Chiesa, e su ciascuno di noi quindi, “dando vita alle nostre menti e ai nostri cuori”, perché “è Signore e dà la vita”. Quel giorno a Gerusalemme “i discepoli di Gesù erano ancora disorientati e impauriti. Non avevano ancora il coraggio di uscire allo scoperto”. Così, quando “preferiamo rimanere tra le mura protettive dei nostri ambienti, (…) il Signore sa come raggiungerci e aprire le porte del nostro cuore. Egli manda su di noi lo Spirito Santo che ci avvolge e vince tutte le nostre titubanze, abbatte le nostre difese, smonta le nostre false sicurezze. Lo Spirito ci rende nuove creature, così come fece quel giorno con gli Apostoli.” Con il dono dello Spirito, gli Apostoli “non furono più come prima”, ma uscirono e cominciarono a predicare che Gesù è risorto, “in maniera tale che ognuno li capiva nella propria lingua”, perché “lo Spirito cambia il cuore, allarga lo sguardo dei discepoli” e “li rende capaci di comunicare a tutti le grandi opere di Dio”, oltrepassando “i confini culturali e religiosi entro cui erano abituati a pensare e a vivere”. Possono in questo modo “raggiungere gli altri rispettando le loro possibilità di ascolto e di comprensione, nella cultura e linguaggio di ciascuno. In altre parole, lo Spirito Santo mette in comunicazione persone diverse realizzando l’unità e l’universalità della Chiesa. E oggi ci dice tanto questa realtà dello Spirito Santo, quando nella Chiesa ci sono dei gruppetti che cercano sempre la divisione, di staccarsi dagli altri. Questo non è lo Spirito di Dio: lo Spirito di Dio è armonia, è unità, unisce le differenze.”
Il Papa, poi ha ricordato le parole del card. Giovanni Canestri, che “è stato arcivescovo di Genova” (alessandrino, morto nel 2015 a 96 anni.), che “diceva che la Chiesa è come un fiume, l’importante è stare dentro, che se tu stai un po’ da quella parte e un po’ da quella parte non interessa, lo Spirito Santo fa l’unità”. L’importante “è stare dentro nell’unità dello Spirito e non guardare le piccolezze che tu stai un po’ da questa parte e un po’ da quella parte, che tu preghi di questo modo e l’altro … questo non è di Dio”. La Chiesa “è per tutti, come ha fatto vedere lo Spirito Santo il giorno di Pentecoste”.