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Archivio di Aprile 2021

Avvisi della Parrocchia S. Valerio Occimiano

Mercoledì 14 Aprile 2021

PARROCCHIA S. VALERIO
OCCIMIANO
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DOMENICA 11 aprile 2021

* S. Messe nella settimana:
• Lunedì 12 aprile: ore 10,00 (esequie def. Teresina Trisoglio Patrucco)
• Martedì 13 aprile: ore 18,00
• Mercoledì 14 aprile: ore 8,30
• Giovedì 15 aprile: ore 18,00
• Venerdì 16 aprile: ore 18,00

* Domenica 11 aprile:
• Domenica della Divina Misericordia (o in Albis)

* Domenica 18 aprile
• Prima Comunione 1° turno (la S.Messa è anticipata alle ore 9,45)
• Giornata Università cattolica

* Devozione delle “tre Ave Maria”
• In questa settimana offriamo la 3° Ave Maria “perché viviamo concretamente la misericordia del Signore”.

Maria Teresa (la Teresina) Trisoglio è tornata alla casa del Padre.

Mercoledì 14 Aprile 2021

OCCIMIANO – (gpc) Una donna di fede semplice ed umile. E’ Maria Teresa (da tutti conosciuta come la Teresina) Trisoglio che si è spenta serenamente venerdì scorso 9 aprile. Era nata a Lu in una famiglia dalle forti radici cristiane ed è sempre stata vicino ai sacerdoti. Era infatti parente di mons. Evasio Colli (una delle grandi figure sacerdotali luesi del secolo scorso) che fu parroco ad Occimiano e poi Vescovo ad Acireale e a Parma. Tra gli anni ’80 e ’90 ha vissuto la vocazione di collaboratrice familiare del clero assistendo il prevosto don Alessandro Gatti con spirito di dedizione (cui era legata da grande stima) sia per la cura della Casa Parrocchiale che per le necessità personali, finché questi venne ricoverato alla Casa di Riposo.
Così ha portato avanti la cura della sua famiglia, con il marito Pietro Patrucco morto quasi centenario nel 2012. Nello stesso anno ha vissuta anche la difficile prova della morte di una figlia, Anna, che per molti anni aveva combattuto contro il tumore. La sua fede incrollabile l’ha accompagnata fino alla fine.
In questi ultimi anni la salute è andata progressivamente calando come la vista, che non le permetteva più di frequentare con assiduità la Parrocchia, com’era abituata, ma ha sempre continuato a seguire quotidianamente la Messa e a recitare il Rosario con il supporto della televisione. Corona del rosario, consumata da una vita di preghiera, che l’ha accompagnata nel suo ultimo viaggio verso la Casa del Padre. Dopo i funerali lunedì 12 aprile in mattina è stata sepolta nella tomba di famiglia del cimitero di Occimiano. Alle figlie Maria Antonietta, Silvana e Renata (con i parenti) che l’hanno sempre amorevolmente assistita e le sono state sempre vicino vadano le condoglianze dei nostri lettori.

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LA BELLEZZA NELLA PAROLA a cura di gpc

Mercoledì 14 Aprile 2021

L’incontro del Risorto con i suoi apostoli è ben descritto da Duccio di Buoninsegna in una tavola della Maestà del Duomo di Siena (1308-11). Gesù entra nel Cenacolo dove gli apostoli erano riuniti, cogliendoli di sorpresa. L’artista pone il Signore a sinistra, appena entrato nel luogo chiuso; Egli domina su tutte le altre figure, con un’imponente maestosità e nobiltà da Pantocratore bizantino, evidenziandone la ieraticità e dignità regale, espresse anche dalle vesti dove il rosso (tradizionalmente indicante l’umanità), bordato dall’oro regale si unisce al blu della divinità. L’artista ci fa capire che il Signore è risorto, perché, nonostante i segni dei chiodi nei piedi, articola le pieghe dei suoi abiti in oro. “Ormai (commenta mons. Verdon) in Lui vi è solo luce, così che perfino dalle pieghe dei drappeggi (normalmente definite con ombre) traspare la gloria della vita nuova”. Cristo stende le mani verso gli apostoli (che potrebbero essere quelli nella posizione superiore della tavola, con il nimbo) e i discepoli (nella porzione inferiore), ma sembra quasi invitarci tutti ad entrare…
Aggiunge Manzoni: “Nel Signor chi si confida/ col Signor risorgerà.”

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“Un secolo di storia davanti a noi”.

Mercoledì 14 Aprile 2021

“Un secolo di storia davanti a noi”. E’ questo lo slogan della 97° Giornata dell’Università Cattolica del S. Cuore che si celebra in tutta Italia domenica prossima 18 aprile. La “Giornata per l’Università Cattolica” è tra i più significativi appuntamenti del calendario dei cattolici italiani. Una celebrazione che è sguardo di attenzione, stima profonda, sostegno reale. Oggi più che mai, perché le sfide globali sono sempre più impegnative.
Il tema di questa Giornata richiama il centenario di fondazione dell’Ateneo che ricorre quest’anno. Nel Messaggio inviato per questa Giornata i Vescovi italiani fanno memoria del giorno dell’inaugurazione il 7 dicembre 1921, nella nuova sede appena realizzata restaurando e adattando l’antico convento di S. Agnese a Milano.
Così inizia il Messaggio della Presidenza della CEI per la 97ª Giornata per l’Università Cattolica del Sacro Cuore che si celebrerà domenica 18 aprile 2021 sul tema “Un secolo di storia davanti a noi”.
“Finalmente – si legge nel Messaggio - prendeva forma un luogo di alta formazione accademica promosso dalla Chiesa in un tempo in cui i cattolici restavano ancora ai margini della vita sociale e culturale del Paese. L’esultanza perché contro ogni resistenza e contrarietà si realizzava un sogno lungamente coltivato nei decenni che avevano fatto seguito all’unità d’Italia e alla scomparsa dallo scenario pubblico di istituzioni universitarie cattoliche”.
Una sfida affrontata “confidando nel primo e fondamentale protagonista, il Sacro Cuore di Gesù a cui l’Ateneo è consacrato. Il delegato Pontificio, l’allora arcivescovo di Milano, card. Achille Ratti, futuro Pio XII, fece un discorso solenne di grande apprezzamento per l’iniziativa e di forte incoraggiamento per il suo sviluppo che si concluse con la formula augurale: vivat, crescat, floreat”.
La Giornata allora vuole porre attenzione all’impegno culturale dei cattolici italiani che si concretizza nell’Università Cattolica del S. Cuore (il più grande ateneo libero d’Europa) che conferma così la sua vocazione al servizio della comunità ecclesiale come un’istituzione culturale quotidianamente impegnata a ricercare, nella sintesi tra verità e amore, il centro della cultura e della vita. Si tratta di un momento qualificato per confermare la propria vicinanza verso un’istituzione che ancor oggi genera e alimenta valori nel contesto della società italiana. Un appuntamento che si propone di confermare sempre più oggi una singolare passione e dedizione per i giovani, come peraltro testimonia il tema stesso della Giornata:
Sono passati più di 90 anni dalla sua fondazione e la Cattolica con le sue cinque sedi (Milano, Roma, Brescia, Piacenza-Cremona e Campobasso) 14 facoltà, oltre 42.000 studenti e più di 1400 docenti, 87 corsi di laurea, 53 scuole di specializzazione, quasi 100 master e 7 Alte Scuole, si presenta come un Ateneo completo e articolato, sia in ambito umanistico che scientifico, con la vocazione di essere all’avanguardia, aperta al mondo e alle sfide del proprio tempo.
E’ allora importante aiutare, sostenere l’Università Cattolica, anche con le offerte che si raccolgono in tutte le Parrocchie o con il contributo del 5 per mille nella dichiarazione dei redditi (indicando il C.F. dell’Università Cattolica n. 02133120150).

UN LIBRO PER TE a cura di Gian Paolo Cassano

Mercoledì 14 Aprile 2021

IL LIBRO
A. FERRARA, Leggerò leggerò. Guida impertinente alla lettura e all’amore per i libri, Novara, Interlinea, 2021, pp. 148 (€ 14)

In questo prezioso libretto Ferrara ci offre utili indicazioni, invitandoci a “leggere con leggerezza”, per una cavalcata tra strumenti di lavoro, ma anche tra emozioni e suggestioni.
“Sono capitoli brevissimi – ha detto l’autore – e ognuno inizia con la citazione di uno scrittore o di un poeta famoso. Tutti autorevoli compagni di viaggio. Ma prima di essere scrittori dobbiamo essere tenaci, ostinati e formidabili lettori. Lo dico sempre ai ragazzi che incontro e a chi mi chiede come si diventa scrittore: prima si deve leggere, leggere, leggere…. Questa la bella sfida del libro che è anche uno strumentario operativo per i docenti. Si può leggerlo qua e là, senza seguire l’ordine delle pagine. Ogni capitolo è indipendente: giocaci e leggi in maniera leggera.” Il titolo ha il copyright dell’amico scrittore Pietro Formentini, scomparso pochi mesi fa per
Covid, che aveva scelto per un laboratorio per ragazzi e che l’autore ha voluto riprendere come omaggio alla sua memoria.
Antonio Ferrara è uno scrittore amato da giovani lettori, insegnanti e bibliotecari, che qui racconta storie e modi per innamorarsi delle parole, giocarci e usarle al meglio perché «siamo fatti di storie». Ferrara ha pubblicato libri per ragazzi con le maggiori case editrici italiane ed è impegnato da anni in progetti didattici di promozione alla lettura e dell’arte, ricevendo diversi premi per la sua attività (tra cui l’Andersen e il Bancarellino).
Il libro è un manuale per avventurarsi in quell’esperienza misteriosa che è la lettura e si presenta come un originale prontuario di consigli utile a tutti. Allude a tutto ciò che si può fare con la punteggiatura, perché l’italiano è ricco di sfumature, è una lingua femmina perché neolatina. Quello che ne nasce è un piccolo manuale operativo e godibile con tanti spunti per parlare di letteratura in modo diverso.
L’autore fornisce così utili consigli per scrivere, parlare e leggere in pubblico, anche con tutto il corpo, imparando un uso creativo degli errori. Infatti, come diceva Sartre, «ogni parola ha conseguenze. Ogni silenzio anche». E‘ quindi un libro per amare i libri.

LA CLASSIFICA (cfr. www.rebeccalibri.it)
1. L.M. EPICOCO, Con cuore di padre, Cinisello Balsamo (MI), San Paolo, pp. 128 (€ 10) =
2. MAESTRO DI SAN BARTOLO, Abbi a cuore il Signore, Cinisello Balsamo (MI), San Paolo, pp. 320 (€ 25) =
3. A. COMASTRI, Nella notte in cui fu tradito, Cinisello Balsamo (MI), San Paolo, pp. 112 (€ 15) ▲
4. FRANCESCO (J.M.BERGOGLIO), Perché avete paura ? Non avete ancora fede ?, Milano, Piemme, pp. 160 (€ 14,90) ❊
5. F. OCCHETTA, Carlo Acutis. La vita oltre il confine, Torino, LDC, pp. 48 (€ 5) ▲

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NESSUNO NE PARLA (O QUASI) news quasi sconosciute a cura di Gian Paolo Cassano

Mercoledì 14 Aprile 2021

Il clima politico-religioso in India non è facile: crescono le intolleranze nazionalistiche indù che penalizzano le minoranze, come quella cristiana. Un passaggio positivo si registra però con il pronunciamento della Corte suprema che ha respinto un ricorso presentato da un avvocato membro del partito nazionalista Bharatiya Janata Party (Bjp) che chiedeva l’introduzione di una legge nazionale per regolamentare le conversioni ad un’altra religione, confermando che qualsiasi cittadino maggiorenne è libero di scegliere la religione che vuole. Secondo la Corte, infatti, un simile provvedimento sarebbe incostituzionale, in quanto la Legge fondamentale indiana garantisce a ogni cittadino il diritto di professare, praticare e propagare la religione di sua scelta. “C’è un motivo - ha sentenziato il giudice - per cui la parola ‘propagare’ è scritta nella Costituzione”. La Chiesa indiana (come riporta Vatican news) ha espresso grande soddisfazione per una decisione che crea un importante precedente in un momento in cui diversi Stati indiani, sotto la spinta del partito di governo, stanno introducendo ulteriori giri di vite contro le cosiddette “conversioni forzate”.
La sentenza arriva “al momento giusto – ha detto padre Babu Joseph, ex portavoce della Conferenza episcopale (Cbci) - poiché i gruppi pro-indù chiedono a gran voce una legge nazionale per vietare le conversioni, accusando i missionari cristiani di usare mezzi fraudolenti per convertire i dalit poveri e i tribali”.
Finora otto Stati indiani hanno introdotto leggi anti-conversione, che spesso prendono di mira le minoranze musulmane e cristiane. Quattro di essi, l’Uttar Pradesh, l’Uttarakhand, il Madhya Pradesh e da ultimo il Gujarat, tutti a guida Bjp, hanno recentemente approvato ulteriori emendamenti che estendono il campo di applicazione della normativa esistente al matrimonio, con il pretesto di frenare il cosiddetto “Love Jihad”, termine coniato alcuni anni fa per demonizzare i matrimoni tra uomini musulmani e donne non musulmane. Se formalmente queste nuove leggi mirano a punire le conversioni fatte con la violenza o con l’inganno, di fatto, come denunciano i suoi detrattori, vengono utilizzate per criminalizzare tutte le conversioni e limitare la libertà religiosa delle minoranze.

LA PAROLA DI PAPA FRANCESCO a cura di Gian Paolo Cassano

Mercoledì 14 Aprile 2021

All’Udienza generale mercoledì 7 aprile il Papa ha parlato del legame tra la preghiera e la comunione dei santi, poiché la nostra preghiera non è mai solitaria ma ci lega una misteriosa solidarietà con coloro che ci hanno preceduto tramandandoci la fede. Francesco ha sottolineato l’intreccio tra esperienza personale e quella dell’umanità nelle preghiere della Bibbia: liberazioni, deportazioni, esilio, momenti di gioia, dolore … “Le preghiere rinascono sempre: ogni volta che congiungiamo le mani e apriamo il cuore a Dio, ci ritroviamo in una compagnia di santi anonimi e di santi riconosciuti che con noi pregano, e che per noi intercedono, come fratelli e sorelle maggiori transitati per la nostra stessa avventura umana. Nella Chiesa non c’è un lutto che resti solitario, non c’è lacrima che sia versata nell’oblio, perché tutto respira e partecipa di una grazia comune.” Il fatto che un tempo le sepolture fossero situate vicino alle chiese significa “che ad ogni Eucaristia partecipa in qualche modo la schiera di chi ci ha preceduto”. E’ una fede tramandata ed anche il modo di pregare. “I santi sono ancora qui non lontani da noi” e “sono testimoni che non adoriamo (…) ma che veneriamo e che in mille modi diversi ci rimandano a Gesù Cristo, unico Signore e Mediatore tra Dio e l’uomo.” Il santo ci rimanda a Gesù “perché lui ha percorso quella via di vivere come cristiano. I santi ci ricordano che anche nella nostra vita, pur debole e segnata dal peccato, può sbocciare la santità.” Il primo santo canonizzato, da Gesù stesso, è stato un ladro, il buon ladrone; per cui anche nell’ultimo momento della vita è possibile convertirsi: “la santità è un percorso di vita, di incontro con Gesù, sia lungo sia breve, sia in un istante”.
Il Catechismo della Chiesa cattolica spiega che i santi “contemplano Dio, lo lodano e non cessano di prendersi cura di coloro che hanno lasciato sulla terra. […] La loro intercessione è il più alto servizio che rendono al disegno di Dio. Possiamo e dobbiamo pregarli di intercedere per noi e per il mondo intero” (CCC, 2683). E’ “una misteriosa solidarietà” in Cristo tra noi e chi ci ha preceduto. E’ un legame di preghiera “fra noi e la gente che è arrivata” che “sperimentiamo già qui, nella vita terrena: preghiamo gli uni per gli altri, domandiamo e offriamo preghiere… Il primo modo di pregare per qualcuno è parlare a Dio di lui o di lei. Se facciamo questo frequentemente, ogni giorno, il nostro cuore non si chiude, rimane aperto ai fratelli. Pregare per gli altri è il primo modo di amarli e ci spinge alla vicinanza concreta.” Così “pregare per la persona con la quale io sono in conflitto” è “un modo di sciogliere il conflitto, di ammorbidirlo. (…) E qualcosa cambia con la preghiera. La prima cosa che cambia è il mio cuore, è il mio atteggiamento. Il Signore lo cambia per rendere possibile un incontro, un nuovo incontro ed evitare che il conflitto divenga una guerra senza fine.” Chiediamo “ai fratelli, ai santi soprattutto, che preghino per noi”, perché essi “non aspettano altro che di ‘darci una mano’ nella vita, di darci una mano per ottenere da Dio le grazie di cui abbiamo più bisogno.” Occorre ricordare che se siamo capaci di perseveranza, “forse tutto questo, più che ai nostri meriti, lo dobbiamo all’intercessione di tanti santi, alcuni in Cielo, altri pellegrini come noi sulla terra, che ci hanno protetto e accompagnato perché tutti sappiamo che qui sulla terra c’è gente santa, uomini e donne santi che vivono in santità.”
Sia benedetto il Salvatore del mondo per “questa immensa fioritura di santi e sante, che popolano la terra e che hanno fatto della propria vita una lode a Dio. Perché – come affermava San Basilio – «per lo Spirito il santo è una dimora particolarmente adatta, poiché si offre ad abitare con Dio ed è chiamato suo tempio.»”
Nella Domenica della Divina Misericordia 18 aprile, il Papa si è recato a celebrare l’Eucaristia nella chiesa di Santo Spirito in Sassia invitando i fedeli a non cedere all’indifferenza, ma a vivere la condivisione e a chinarsi sulle “ferite” di chi ha più bisogno. Nell’omelia ha parlato di quando i discepoli da “misericordiati, diventano misericordiosi”, evidenziando al riguardo tre doni: pace, Spirito e piaghe. Il primo, la pace, li fa passare dalla paura e angoscia di essere arrestati e fare la stessa fine del Signore, da loro abbandonato e rinnegato, alla riappacificazione con loro stessi: la pace di Gesù li fa passare dal rimorso alla missione. “Non è tranquillità, non è comodità, è uscire da sé. La pace di Gesù libera dalle chiusure che paralizzano, spezza le catene che tengono prigioniero il cuore. E i discepoli si sentono misericordiati: sentono che Dio non li condanna, non li umilia, ma crede in loro. Sì, crede in noi più di quanto noi crediamo in noi stessi.” Nessuno è sbagliato agli occhi di Dio, “nessuno è inutile, nessuno escluso”, perché ognuno è prezioso, importante e insostituibile ai suoi occhi.
Gesù poi offre ai discepoli il dono dello Spirito Santo, per la remissione dei peccati: abbiamo bisogno di aprire il nostro cuore per lasciarci perdonare: “chiediamo la grazia di accoglierlo, di abbracciare il Sacramento del perdono. E di capire che al centro della Confessione non ci siamo noi con i nostri peccati, ma Dio con la sua misericordia.” E’ una sacramento che non abbatte, ma risolleva: “è il Sacramento della risurrezione, è misericordia pura. E chi riceve le Confessioni deve far sentire la dolcezza della misericordia. E questa è la via di coloro che ricevono le confessioni della gente: far sentire la dolcezza della misericordia di Gesù che perdona tutto. Dio perdona tutto.”
Infine il terzo dono, “dopo la pace che riabilita e il perdono che risolleva”, Gesù offre “le piaghe” che guariscono con “la misericordia”. Come per Tommaso, in quelle ferite, si tocca “con mano che Dio ci ama fino in fondo”: sono “canali aperti tra Lui e noi, che riversano misericordia sulle nostre miserie”, attraverso le quali si entra “nella sua tenerezza”, senza dubitare più della sua misericordia e scoprendo che “ogni nostra debolezza è accolta nella sua tenerezza”. Questo è ciò che accade in ogni Messa, “dove Gesù ci offre il suo Corpo piagato e risorto: Lo tocchiamo e Lui tocca le nostre vite”. Da qui inizia il cammino cristiano: “solo se accogliamo l’amore di Dio potremo dare qualcosa di nuovo al mondo.” Così i discepoli misericordiati sono diventati misericordiosi; infatti nessuno di loro “considerava sua proprietà quello che gli apparteneva, ma fra loro tutto era comune”: questo “non è comunismo, è cristianesimo allo stato puro. Ed è tanto più sorprendente se pensiamo che quegli stessi discepoli poco prima avevano litigato su premi e onori, su chi fosse il più grande tra di loro”. La condivisione diventa una conseguenza naturale dell’aver visto “nell’altro la stessa misericordia che ha trasformato la loro vita” e di aver scoperto di avere in comune “la missione, il perdono e il Corpo di Gesù”.
Al termine, al Regina Coeli, ha salutato i presenti, tra cui operatori sanitari e volontari, definendoli realtà “nelle quali la misericordia si fa concreta, si fa vicinanza, si fa servizio, attenzione alle persone in difficoltà”, augurando loro di sentirsi sempre “misericordiati per essere a vostra volta misericordiosi”.

TELECOMANDO a cura di Gian Paolo Cassano

Mercoledì 14 Aprile 2021

Obiettivo mondo: è un’iniziativa che ogni martedì su Rai Movie (ore 21,10) riprende la nobile tradizione del Film Dossier, commentando con ospiti, nell’approfondimento in onda dopo il film di prima serata, il tema proposto dalla programmazione del canale. In questa serie si intende riflettere su alcuni punti dell’Agenda 2030 dell’ONU: sconfiggere la povertà, promuovere pace, giustizia e istituzioni forti, rafforzare la partnership per gli obiettivi e assicurare a tutti energia pulita e accessibile. Martedì 20 aprile il film di Alessio Cremonini “Sulla mia pelle” e quello di Oliver Stone “Snowden” forniranno lo spunto per riflettere sull’accesso alla giustizia per tutti; martedì 27 aprile il tema dello sviluppo sostenibile sarà affrontato con la visione di “L’ultimo re di Scozia” di Kevin Macdonald e “Il tuo ultimo sguardo” di Sean Penn; martedì 4 maggio di energia pulita e accessibile si parlerà attraverso “Trascendence” di Wally Pfister, “Salt and Fire” di Werner Herzog e “I Recuperanti” di Ermanno Olmi. Per ogni appuntamento Giorgio Zanchini avrà ospiti esperti e rappresentanti di iniziative legate ai temi affrontati.
Torna, con la seconda serie “La compagnia del cigno” (Rai Uno, domenica, ore 21,20), la serie di Ivan Cotroneo dedicata alla musica e al talento che narra l’amicizia, l’ambizione e il duro lavoro di sette ragazzi, musicisti del Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, guidati dal Maestro Luca Marioni, interpretato da Alessio Boni.
“Vediamoci chiaro” è il programma della mattina di TV2000 (dal lunedì al venerdì, ore 10,30) condotto da Giuseppe Caporaso che si propone di supportare e tutelare i cittadini e suggerire soluzioni ai piccoli e ai grandi problemi delle famiglie. In ogni puntata vengono trattati importanti fatti legati all’attualità: lavoro, pensioni, consumi, economia e sanità. Inoltre si racconta l’Italia delle truffe, degli sprechi, delle inefficienze della pubblica amministrazione e delle liti condominiali. Non manca uno spazio social dedicato agli appelli e alle richieste dei cittadini.

Avvisi della Parrocchia S. Valerio Occimiano

Venerdì 9 Aprile 2021

PARROCCHIA S. VALERIO
OCCIMIANO
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DOMENICA 4 aprile 2021

* S. Messe nella settimana:
• Lunedì 5 aprile: ore 10,00 (lunedì dell’Angelo)
• Martedì 6 aprile: ore 18,00
• Mercoledì 7 aprile: ore 8,30
• Giovedì 8 aprile: ore 18,00
• Venerdì 9 aprile: ore 18,30

* Domenica 11 aprile:
• Domenica della Divina Misericordia (o in Albis)

* Martedì 6 aprile
• Incontro bambini prima Comunione 1° turno (Chiesa, ore 16,00)

* Devozione delle “tre Ave Maria”
• In questa settimana offriamo la 3° Ave Maria “perché la luce della Pasqua, vincendo le tenebre, avvolga ogni creatura

LA BELLEZZA NELLA PAROLA a cura di gpc

Venerdì 9 Aprile 2021

Venne Gesù, a porte chiuse. (…) Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». (Gv 20, 26-27)

L’incontro del Risorto con Tommaso è descritto con grande efficacia dal Guercino che dipinse la tela nel 1621 (ora nei Musei Vaticani).
L’attenzione è posta ai due protagonisti. Innanzitutto Gesù che porta il vessillo bianco (segno dell’avvenuta risurrezione), con la testa circondata da un anello di luce soprannaturale; è divino, ma offre con paziente condiscendenza la sua ferita alla verifica del discepolo. C’è poi Tommaso con un’espressione particolarmente enfatizzata e quasi caricaturale nella sconfinata incredulità, mentre si avvicina alla ferita di Cristo con fare circospetto e gli occhi sgranati.
A sinistra si nota Pietro (con i colori della sua iconografia) con le mani incrociate, estatico a tale incredulità. A destra, dietro Tommaso, altri due apostoli, privi di caratterizzazione, uno dei quali ha addirittura il volto nascosto. Essi fanno parte di un repertorio di figure di contorno, funzionale all’integrazione degli spazi vuoti.

Ha scritto mons. Emidio Cipollone, vescovo di Ortona: “grazie, Signore Gesù, per averci dato san Tommaso!/Uno come noi./Uno che non si accontenta delle certezze degli altri. (…) elaborando, (…) una sana inquietudine e un dubbio autentico (…) e lo hanno condotto ad inginocchiarsi davanti a te.”

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