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Archivio di Gennaio 2020

Festa patronale di san Valerio

Martedì 21 Gennaio 2020

OCCIMIANO – La festa patronale di san Valerio è sempre un punto di riferimento per tutta la comunità. Così è stato mercoledì 22 gennaio, con al S. Messa solenne presieduta per l’occasione da mons. Dino Negro (prevosto della Cattedrale di Alba e rettore del Seminario). In tale occasione è stata data la “Spiga d’argento 2020″ ad Antonino Arceri: è il premio che la Parrocchia assegna ogni anno per mettere in evidenza la disponibilità al servizio ecclesiale e alla testimonianza del Vangelo. Antonino è artigiano con un suo laboratorio di calzature a Valenza, ma è soprattutto da alcuni anni il fedelissimo sacrestano. Così è stato durante la Festa patronale di San Valerio (che corrisponde anche al diciannovesimo anniversario di ingresso in parrocchia del sottoscritto).
In passato la “Spiga d’argento” era stata assegnata a: mons. Germano Zaccheo, Dino Olivieri, Mariuccia Figazzolo, Livia Ercole Anarratone, Suore Figlie di Maria Ausiliatrice, diacono don Luigino Ghezzi, Carla Cattana e Lucia Imetti Aceto, Anna Imetti Bianco, Giovanna Cia Varzi, Wilma Andreone Debernardi, Anna Maria Figazzolo e Anna Barbano Andreone, can. Giuseppe Unia, Antonietta Cuntè Cassano, Simone Prendin, Elide Cristofoletto Cappa, Marianna Acampora, Emanuela Aceto.
La festa patronale rappresenta un momento molto importante nella vita delle comunità parrocchiale e civica, evidenziato anche dalla presenza delle autorità civili e militari e da una rappresentanza dei Cavalieri dell’Ordine dei S.S. Maurizio e Lazzaro (con il vicario per la provincia Alessandro Medici).
Già nei giorni precedenti ci si era preparati con il triduo di preghiera in cui si era anche unita la dimensione della preghiera ecumenica e nella vigilia (martedì 21), con la processione dall’antico San Valerio (presso la Casa di riposo), fino alla Chiesa parrocchiale, dove sono stati cantati solennemente i Primi vespri. Mercoledì 22 la Chiesa parrocchiale era particolarmente gremita, insieme agli “araldi di san Valerio” (i bambini che fanno la Prima Comunione) con un vestito rosso, a ricordo il sangue del martire, capaci di raccogliere l’eredità del santo patrono nell’annunciare e testimoniare il vangelo ed i giovani della leva del 2002, nell’anno delle loro maturità. Ottima l’esecuzione del Coro parrocchiale, diretto dalla prof.sa Anna Maria Figazzolo, eseguendo tra l’altro l’inno ufficiale a san Valerio (musicato dalla compianta m.a Maria Signorini), il servizio liturgico (coordinato da Andrea Bonzano), nonché gli addobbi (coordinati da Anna Imetti), insieme a tanti collaboratori. E’ stata poi l’occasione per la benedizione delle spighe (che ha visto una particolare generosità nella preparazione da parte di alcune mamme), biscotti a forma di spiga di grano, che vogliono anche ricordare il miracolo della scoperta del corpo del Santo in un campo biondeggiante di spighe in pieno inverno. Si è rinnovato, inoltre, l’appuntamento degli artisti con san Valerio, con la benedizione delle nuove opere di Elena Bertelle, Isabella Bocchio, Laura Rossi che vanno ad arricchire la “Galleria di San Valerio” (allestita con la guida di Pier Giorgio Panelli, direttore artistico della Galleria) che nel corridoio della sacrestia raccoglie le opere (una settantina) degli artisti che anno dopo anno hanno interpretato la figura del S. Patrono.
C’è stata poi l’offerta dei primi germi di grano, da parte dei bambini, in onore del Santo, che poi continueranno a curare in vista delle loro crescita e maturazione.
E poi continuando le serie delle “Collezioni degli occimianesi”, l’esposizione degli strumenti musicali in miniatura, raccolti con pazienza da Andrea Bonzano; si vogliono così sottolineare, nell’occasione del S. Patrono, alcune particolarità e “ricchezze” occimianesi. E per concludere il rinfresco preparato dalla Pro Loco (che riprende l’antica tradizione della “Cena di San Valerio”) che avrà una sua appendice nel pranzo di domenica 26 (ore 12,30, alla Villa dei marchesi Da Passano) a base di bollito misto (costo € 20, prenotando presso Simone: 3396931508, ore serali).

“Da 60 anni i nostri progetti uniscono il mondo”

Martedì 21 Gennaio 2020

“Da 60 anni i nostri progetti uniscono il mondo”: è questo lo slogan della 67° Giornata Mondiale dei Malati di Lebbra (che si celebra domenica 26 gennaio) come un’opportunità per l’Unione Internazionale Raoul Follereau, “di ribadire al mondo intero che la lebbra non è una fatalità e di continuare la sua battaglia, grazie alla generosità di chi vorrà sostenerci con offerte che permetteranno ai malati di essere curati e guariti”.
Lo scorso anno la Giornata ha raggiunto circa 1.000 piazze che si sono trasformate in dignità e diritti per 138.479 malati di lebbra! Anche quest’anno l’attenzione sarà rivolta, oltre alla lebbra, a tutte le malattie tropicali dimenticate, che esistono ancora e che vanno eliminate. I fondi che verranno raccolti durante la 67° Giornata mondiale dei malati di lebbra saranno destinati alle attività socio sanitarie, di lotta alla lebbra, dei progetti nei Paesi più poveri del mondo dove queste malattie non sono state ancora sconfitte. Infatti in molte piazze d’Italia (in diocesi ad Occimiano, a Rivalba e Bozzole) viene proposto il Miele della solidarietà, per offrire un contributo concreto alla lotta contro questa terribile malattia.
La lebbra oggi è una malattia curabile, ma nelle aree più povere del mondo il morbo continua a colpire molte persone. Le cause principali continuano ad essere l’assenza di strutture sanitarie, la mancanza di igiene e di alimentazione adeguata. Inoltre le disabilità e lo stigma nei confronti della malattia sono ancora causa di isolamento ed emarginazione delle persone colpite. Per questo l’AIFO opera non solo per curare le persone colpite dal morbo, ma anche per la prevenzione, la riabilitazione delle persone che in seguito alla malattia presentano disabilità e per il loro reinserimento ed inclusione sociale.
La lebbra, malattia antica ma non ancora sconfitta benché curabile, colpisce ogni anno più di 200.000 nuove persone nel mondo, principalmente in India, Brasile e Indonesia, che concentrano l’80% dei casi. In questi ed altri paesi sono soprattutto le regioni più povere ad essere interessate, laddove le condizioni di vita sono più precarie. Per questo, accanto alla lebbra, vogliamo attirare l’attenzione su tutte le malattie tropicali dimenticate che mietono vittime ancor più numerose. Oltre alle malattie dimenticate, interi gruppi sociali sono dimenticati, emarginati e discriminati. Da 60 anni AIFO si occupa degli ultimi, donne, uomini e bambini/e, del pianeta.
In questi anni l’AIFO (Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau - via Borselli 4/6 - 40135 Bologna Tel. 051 4393211 - Fax 051 434046 - N.ro verde 800550303 - info@aifo.it) ha aiutato milioni di persone non solo a prevenire e curare le malattie e le loro conseguenze, in particolar modo le disabilità, ma a inserirsi nella società, superando barriere e pregiudizi. AIFO oggi è attiva con quasi 50 progetti di cura e inclusione sociale in Asia, Africa e America latina; nel solo 2018 ne hanno beneficiato più di 300.000 persone, di cui oltre un terzo bambini/e.
In occasione della prossima 21° giornata di Campionato di Serie A, il messaggio della GML sarà anche negli stadi, l’Associazione Italiana Allenatori Calcio (AIAC) e la Lega Calcio Serie A hanno dato la loro adesione alla GML 2020. Un gruppo di volontari AIFO sarà domenica in piazza San Pietro ad ascoltare la parola di papa Francesco. Il contributo di ognuno è essenziale per continuare a sostenere i progetti dell’AIFO: ad esempio, con poco più di 10 € al mese (circa 130 € all’anno) si può finanziare la cura completa di un malato di lebbra, con bollettino di c.c. postale n. 7484 (intestato ad ASSOCIAZIONE ITALIANA AMICI DI RAOUL FOLLEREAU-A.I.FO. – ONLUS); con un bonifico su c.c. Banca Popolare Etica (codice IBAN IT89 B050 1802 4000 0000 0505 050); con carta di credito e RID: telefonando al n. verde AIFO (800.550303).
Maggiori informazioni sul sito: www.aifo.it http://www.aifo.it/informazioni/news/articolo/67-gml-da-60-anni-uniamo-il-mondo.

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Gruppo Alpini

Martedì 21 Gennaio 2020

OCCIMIANO – (gpc) L’attivissimo gruppo Alpini occimianese ha tenuto domenica scorsa 19 gennaio la sua assemblea annuale, nella quale sono stati ricordati gli alpini soci defunti nell’anno passato Mario Gasparolo, Clelia Aceto, Luisa Varzi. E’ intervenuto il presidente sezionale Gianni Ravera ed il vice Luciano Collaviti; erano presenti la madrina Carla Marchisio, alcuni consiglieri ed il sindaco di Occimiano (Valeria Olivieri) che ha portato il suo saluto, oltre agli invitati permanenti Mauro Barbano e Claudio Amadio, cui Berra ha rivolto un particolare ringraziamento per aver tesserato don Natale Raiteri, cappellano della Julia classe 1926. Novità sono gli ingressi di Maurizio Verganti, tesoriere per alcune situazioni specifiche, e Franco Delodi, come caposquadra della Protezione Civile, che vede molti soci donne e uomini impegnati attivamente e rimane il vero motore pulsante del gruppo e dell’intera sezione casalese.
Nella relazione morale il capogruppo Ernesto Berra, ha riepilogato le attività dello scorso anno, tra cui spiccano la Convenzione con il Comune di Occimiano in supporto ai volontari, pensionati e lavori socialmente utili, la nuova sala comunale per le emergenze, la collaborazione con il Comune e le scuole del paese per l’allestimento della mostra nella sala storica (molte ore sono state dedicate dal consigliere Luparia) in occasione della cerimonia del IV Novembre: un’entusiasmante carrellata di pensieri, fantasia, amore per le penne nere, con l’esposizione della Preghiera dell’Alpino, un lavoro di indubbia importanza, cui ha contribuito il consigliere Mastroianni offrendo le penne nere. Un plauso, inoltre, alla squadra sportiva (Fabrizio Colella, Simone Trivellato, Ivo Cabrino) che rende onore al gruppo e alla sezione.
Nel programma per quest’anno c’è il pellegrinaggio sezionale ad Aquileia (dove, nell’ottobre 1921, partì il treno con la salma del Milite Ignoto diretto a Roma), l’adunate nazionale (a Rimini) e quella del Primo Raggruppamento (a Verbania) ed il presidio alla Fiera di San Giuseppe di Casale Monferrato. Si rinnova il continuo sostegno ai soci della Protezione Civile, mentre un consiglio sezionale, a dicembre, sarà organizzato a Occimiano. L’assemblea ha unanimemente rinnovato la fiducia al proprio capogruppo prof. Ernesto Berra. Vice capogruppo sono Ricaldone Giuseppe e Luigi Zanarotto. Del Consiglio direttivo fanno parte Pier Angelo Bellomo, Edoardo Barbano, Emilio Varzi, Gian Bortolo Carlassara, Fabio Daniel, Giorgio Mastroianni Francesco Pavese e gli alfieri Marino Massarenti, Renzo Luparia. E’ stato poi confermato Segretario-tesoriere Mauro Aceto (che ha dato lettura delle relazione economica e del regime amministrativo, approvati all’unanimità).

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Avvisi della Parrocchia S. Valerio Occimiano

Lunedì 13 Gennaio 2020

PARROCCHIA S. VALERIO
OCCIMIANO
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DOMENICA 12 gennaio 2020

* S. Messe nella settimana:
• Lunedì 13 gennaio: ore 18,00
• Martedì 14 gennaio: ore 18,00
• Mercoledì 15 gennaio: ore 18,00
• Giovedì 16 gennaio: ore 18,00
• Venerdì 17 gennaio: ore 18,00

* Preghiera per l’unità dei cristiani
• 18-25 gennaio: Ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani
• Sabato 25 gennaio: Preghiera ecumenica diocesana (Casale, S. Stefano, ore 18,00)

* San Valerio 2020
• Triduo di preparazione: 19 (ore 10,30), 20 (ore 18,00) e 21 gennaio
• Martedì 21 gennaio: - ore 17,15: Processione dalla casa di riposo
- ore 17,30: Primi vespri
- ore 18,00: S.Messa
• Mercoledì 22 gennaio:
- S. Messa solenne: ore 18,00 (presieduta da Mons. Dino Negro)
- Benedizione delle spighe di grano e delle spighe di San Valerio
- Quadri di San Valerio
- Consegna spiga d’argento
- Offerta germi di grano
- Esposizione collezione occimianesi
- Presenza dei Cavalieri dell’Ordine S.S. Maurizio e Lazzaro

* Devozione delle “tre Ave Maria”
• In questa settimana offriamo la 3° Ave Maria “perché possiamo accogliere il nuovo anno civile come opportunità per testimoniare la nostra fede in ogni ambiente e situazione di vita” (Vescovi italiani all’ADP-RMPP)

NESSUNO NE PARLA (O QUASI) news quasi sconosciute a cura di Gian Paolo Cassano

Lunedì 13 Gennaio 2020

Rimane sempre delicata la situazione in America latina. Sono mesi carichi di tensione e pieni di stravolgimenti, dal Brasile al Cile, dall’Argentina alla Bolivia fino al Venezuela: cambi di governo, leader politici in esilio o scarcerati, ondate di proteste e ribellioni sedate con violenza dai governi, economie al collasso e una sempre maggiore incertezza. Quasi tutte le rivolte in questi Paesi hanno un unico denominatore comune, ovvero la crisi economica, ingigantita dall’eccesso di neoliberismo (Argentina, Cile, Ecuador) e dall’instabilità politica accelerata, oltre che caotica e in alcuni casi violenta, che stanno vivendo i Paesi membri dell’asse bolivariano (Venezuela, Bolivia, Nicaragua).
In quest’ultima nazione la Chiesa invoca elezioni libere ed eque, come si legge in un messaggio della Commissione Giustizia e Pace dell’arcidiocesi di Managua (capitale del Nicaragua). Si invoca un cambiamento di mentalità per rispondere alla grave crisi politica che attanaglia il Paese, con un ritorno alla legalità e alla Costituzione. Nel messaggio (come riferisce Vatican news) si delinea la strada da percorrere dinanzi ad un clima di “paura, coercizione, continue minacce, atti di violenza”. Si chiede la nascita di “un nuovo e imparziale Consiglio supremo elettorale, una profonda riforma della legge elettorale, l’aggiornamento delle liste, il voto dei cittadini all’estero e la supervisione da parte di organismi internazionali”. “Abbiamo – prosegue il messaggio - il coraggio di cambiare, di assumere una nuova mentalità segnata da valori umani e cristiani”. Un cambiamento di mentalità invocato soprattutto dai giovani. Il Nicaragua, da quasi due anni sta attraversando una grave crisi che ha provocato numerose vittime: 328 morti secondo la Commissione Interamericana per i Diritti Umani (CIDH), ben 651 per le organizzazioni locali, 200 per il governo, oltre a molti scomparsi tra gli oppositori del presidente Daniel Ortega.

TELECOMANDO a cura di Gian Paolo Cassano

Lunedì 13 Gennaio 2020

Torna al sabato su Rai tre alle 18,10 “PER UN PUGNO DI LIBRI”, il programma che invita i giovani studenti delle scuole superiori a scoprire i piaceri della lettura ricomincia. Arrivata alla sua diciannovesima edizione, la trasmissione conferma Geppi Cucciari alla conduzione insieme al giornalista, scrittore e critico letterario Piero Dorfles, che accompagna i giovani concorrenti in questo avvincente viaggio nel mondo della letteratura attraverso alcuni capolavori che rappresentano il nostro immaginario. Nella prima puntata (sabato 19) si sfideranno una classe del Liceo Copernico di Verona e una del Liceo Vittorio De Capraris di Atripalda, in provincia di Avellino su Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, capolavoro della fantascienza distopica che fa riflettere sull’importanza della cultura nella nostra società.
Su Iris venerdì 17 gennaio (ore 9,30) segnaliamo GRAN TORINO, il complesso ritratto, in pieno stile Eastwood, di un uomo che ha fatto dell’odio verso i diversi la sua ragione di vita. Un film dove il contenuto etico viene sempre rafforzato dall’estetica della forma. E in una corposa e vasta filmografia, Gran Torino si può a buon diritto annoverare tra i suoi capolavori.
Su Tv 2000 torna al mercoledì (ore 21,05) “BEATI VOI”, il programma di approfondimento giunto alla sesta stagione, quest’anno dedicato ai Dieci Comandamenti. Per ogni puntata, oltre alle testimonianze di persone comuni la cui storia personale rende concreto un aspetto dei Comandamenti, la testimonianza di una personalità di rilievo del panorama culturale italiano – scrittori, filosofi, artisti, non credenti o laici – per un confronto ricco di spunti di riflessione per i telespettatori.

LA PAROLA DI PAPA FRANCESCO a cura di Gian Paolo Cassano

Lunedì 13 Gennaio 2020

Mercoledì 8 gennaio, all’Udienza generale, il Papa, ha continuato a riflettere sugli Atti degli apostoli, che sono da leggere perché così si vede “come il Vangelo, con la forza dello Spirito Santo, arriva a tutti i popoli, si fa universale;” in questa occasione si è fermato a commentare il naufragio di Paolo a Malta, esempio di come vivere la prova avendo fiducia in Cristo. Di qui la preghiera al Signore “di aiutarci a vivere ogni prova sostenuti dall’energia della fede; e ad essere sensibili ai tanti naufraghi della storia che approdano esausti sulle nostre coste, perché anche noi sappiamo accoglierli con quell’amore fraterno che viene dall’incontro con Gesù. È questo che salva dal gelo dell’indifferenza e della disumanità.” L’annuncio del Vangelo passa nel superamento della prova. “Il naufragio da situazione di disgrazia, si muta in opportunità provvidenziale”. L’approdo a Malta segna un cambio, con la generosa accoglienza dei maltesi “che assicurano ai naufraghi un po’ di calore e di sollievo”, con Paolo, che “da vero discepolo di Cristo, si mette a servizio per alimentare il fuoco con alcuni rami che prende”, venendo improvvisamente morso da una vipera, che non reca però a lui alcun danno, tra lo stupore dei presenti. ”Dice la storia che da quel momento non ci sono vipere a Malta: questa è la benedizione di Dio per l’accoglienza di questo popolo tanto buono”. Da quel momento “il soggiorno a Malta diventa per Paolo l’occasione propizia per dare ‘carne’ alla parola che annuncia ed esercitare così un ministero di compassione nella guarigione dei malati”. Infatti “quando un credente fa esperienza della salvezza non la trattiene per sé, ma la mette in circolo. «Il bene tende sempre a comunicarsi. Ogni esperienza di verità e di bellezza cerca per sé stessa la sua espansione, e ogni persona che viva una profonda liberazione acquisisce maggiore sensibilità davanti alle necessità degli altri» (Evangelii gaudium, 9). Un cristiano ‘provato’ può farsi di certo più vicino a chi soffre e rendere il suo cuore aperto e sensibile alla solidarietà verso gli altri.” Anche in mezzo “ad apparenti fallimenti”, Dio può agire in ogni circostanza perché “chi si offre e si dona a Dio per amore, sicuramente sarà fecondo”.
Al termine, Francesco ha chiesto ai fedeli di ricordarsi la data del Battesimo, un pensiero a lui particolarmente caro: ”sicuramente noi sappiamo la data del compleanno, la data della nascita; ma quanti di voi sanno la data del battesimo? Pochi … va bene. Ma siccome non si festeggia, si dimentica. Per fare un compito a casa: domandate ai genitori, ai nonni, agli zii, agli amici: ‘Quando sono stato battezzato? Quando sono stata battezzata?’, e portare sempre quella data del battesimo nel cuore per ringraziare il Signore della grazia del battesimo.”
Richiesta su cui è tornato all’Angelus domenica 12 gennaio, nella festa del Battesimo del Signore, perché questo “è un dovere di giustizia verso il Signore che è stato tanto buono con noi”. In precedenza, nella Cappella Sistina, come ogni anno, aveva celebrato la S. Messa durante la quale ha amministrato il Battesimo a 32 neonati (17 bambini e 15 bambine), ricordando che “battezzare un figlio è un atto di giustizia, per lui, (…) perché noi nel Battesimo gli diamo un tesoro (…) un pegno: lo Spirito Santo. Il bambino esce con la forza dello Spirito dentro: lo Spirito che lo difenderà, lo aiuterà, durante tutta la vita. Per questo è così importante battezzarli da bambini perché crescano con la forza dello Spirito Santo. (…) Curate che crescano con la luce, con la forza dello Spirito Santo, così la catechesi, l’aiuto, l’insegnamento, gli esempi che voi darete in casa vostra.”
Nella preghiera mariana di mezzogiorno ha evidenziato che come Gesù “è il Figlio amato del Padre”, anche noi “rinati dall’acqua e dallo Spirito Santo, sappiamo di essere figli amati” e “fratelli di tanti altri fratelli, investiti di una grande missione per testimoniare e annunziare a tutti gli uomini l’amore sconfinato del Padre”. Certo il Messia “non ha bisogno di essere purificato” perché è Lui che purifica, e la Sua decisione di ricevere il Sacramento sorprende il Battista: “ma Dio è il Santo, le sue vie non sono le nostre, è Gesù è la Via di Dio, una via imprevedibile.” Se la distanza fra l’uomo e Gesù era “abissale, incolmabile (…) il Figlio di Dio è venuto proprio per colmare la distanza fra l’uomo e Dio”. Egli “è tutto dalla parte di Dio”, ma “è anche tutto dalla parte dell’uomo, e riunisce ciò che era diviso”. La sua è “la via dell’obbedienza filiale e della solidarietà con l’uomo fragile e peccatore. È la via dell’umiltà e della piena vicinanza di Dio ai suoi figli.” Un atteggiamento mite, semplice, rispettoso, “della moderazione e del nascondimento”, che è “richiesto anche oggi ai discepoli del Signore”, che molto spesso invece si vantano. “Non è un buon discepolo quello che si pavoneggia. Il buon discepolo è l’umile, il mite, quello che fa bene senza farsi vedere. Nell’azione missionaria, la comunità cristiana è chiamata ad andare incontro agli altri sempre proponendo e non imponendo, dando testimonianza, condividendo la vita concreta della gente.”
Gian Paolo Cassano

L’Officina meccanica occimianese (Of.Me.Oc) di Pier Luigi Gaviora

Lunedì 13 Gennaio 2020

OCCIMIANO (gpc) - L’Officina meccanica occimianese (Of.Me.Oc) ha chiuso i battenti lo scorso 31 dicembre, dopo oltre quarant’anni di attività. La ditta, in via Circonvallazione (all’ingresso del paese provenendo da Alessandria) è stata un punto riferimento per i tantissimi gli agricoltori (e non solo) del paese e dei Comuni limitrofi che in questi anni hanno usufruito dei suoi servizi. “Era il 1977 quando ho iniziato - racconta il titolare Pier Luigi Gaviora - trasformando il capannone di materiale edile di mio suocero Osvaldo Amisano in un’attività di riparazione di macchine agricole”. In oltre quarant’anni, l‘Officina è stato un luogo di ritrovo abituale, con panchina e sedie a costituire un piccolo salottino per trascorrere qualche ora insieme, per discutere di tutto e di più.
L’officina si è messa anche al servizio della comunità parrocchiale, come ricordano le due croci che sormontano la facciata della chiesa parrocchiale e il campanile: “hanno contribuito anche altri cittadini e qualche azienda – aggiunge Gaviora - ma i loro nomi sono incisi sulla banderuola del campanile e restano top-secret: per scoprirli bisogna salire fino lassù in cima”.
Così è stato anche per la scultura della Virgo fidelis, omaggio alla caserma dei Carabinieri, ricordando con orgoglio i quattro anni di servizio nell’Arma del titolare. Ora la meritata pensione: “Intanto mi curerò dai postumi dell’incidente di inizio novembre”, quando venne investito mentre era in bicicletta a due passi da casa, dando più tempo alla famiglia e ai nipotini che non fanno certo mancare il lavoro a lui e alla moglie Carla. “E poi – conclude – è meglio smettere quando l’azienda è ancora in buona salute. La crisi economica globale? Mi ha interessato solo marginalmente: la semina di riso, grano, mais e tutte le attività connesse al mondo agricolo non si fermano mai e, di conseguenza, i mezzi hanno bisogno di costante manutenzione”. Per far fronte alla quale sarà ora necessario trovare una valida alternativa.

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Mostra dei presepi

Lunedì 13 Gennaio 2020

OCCIMIANO – (gpc) Domenica scorsa 22 gennaio, nella festa del battesimo del Signore, al termine della Celebrazione Eucaristica sono stati premiati (da parte del prevosto e della prof.sa Anna Maria Figazzolo, che ha organizzato l’evento) ragazzi ed adulti che avevano aderito all’invito della parrocchia ed Oratorio alla Mostra dei presepi. A tutti il diploma di partecipazione ed un dono. Visto il buon successo già si pensa all’edizione dell’anno prossimo.
Ricordiamo tutti coloro che hanno preparato ed esposto i loro presepi, con impegno e creatività: Adele Cia, Gloria Aiuolo, Thomas Cavalli, Beatrice Casalone, Beatrice Furlan, Margherita Gueli, Ludovica Carlassara, Gabriele Trucco, Enrico e Giovanni Verrua, Luca Lumia, Riccardo Varzi, Tommaso Lupano, Demetrio Carruale, Osvaldo e Andrea Gaviora, Marilena Cia, Mattia Musso, Gioele Carruale, Elena Gaviora, Luciano Carruale, Gabriele Cia, Giovanna Debernardis Delodi, Classe IV B Valenza, Monica Deambrosis, Laura Delodi, Rosanna Amelio Debernardis, Jacopo Lionzo, Pier Luigi Pilotti.

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Festa del S. Valerio

Lunedì 13 Gennaio 2020

OCCIMIANO - (gpc) Si celebrerà mercoledì prossimo 22 gennaio la festa del S. Valerio, Patrono della comunità cristiana. La festa inizierà già nella vigilia (martedì 21 gennaio) con la Processione dall’edicola di San Valerio presso la Casa di riposo (luogo dove sorgeva un’antica Chiesa intitolata al santo) alle 17,15, e con la seguente celebrazione solenne dei Primi Vespri e della S.Messa in Chiesa parrocchiale. Per l’occasione saranno presenti per l’undicesima volta gli “Araldi di san Valerio” come i suoi “dignitari”, a far onore al Santo e che vedranno protagonisti i bambini della Prima Comunione, insieme ai giovani della leva 2002.
La festa che corrisponde anche al diciannovesimo anniversario di parrocchia del sottoscritto, sarà mercoledì 22 con la S. Messa solenne, alle ore 18,00, presieduta da mons. Dino Negro (prevosto della Cattedrale di Alba) ed animata dal Coro Parrocchiale (diretto dalla prof.sa Anna Maria Figazzolo) con la partecipazione delle autorità e dei Cavalieri dell’Ordine dei S.S. Maurizio e Lazzaro. Ci sarà anche la consegna, per il diciassettesimo anno consecutivo della “spiga d’argento” che la Parrocchia intende assegnare (il nome sarà conosciuto in questa occasione) ogni anno per mettere in evidenza la disponibilità al servizio ecclesiale e alla testimonianza del Vangelo.
Saranno esposte anche le nuove opere (nell’ambito dell’iniziativa proposta dalla Parrocchia che invita gli artisti ad esprimersi su S. Valerio), come pure una delle collezioni degli occimianesi. Anche quest’anno poi sarà poi l’offerta dei germi di grano (che hanno ricevuto il giorno dell’Epifania) da parte dei bambini. Si rinnova poi la bella consuetudine delle spighe di San Valerio (piccoli panetti a forma di spiga di grano) che, preparati da mani sapienti, esprimono il segno della vigilanza e che saranno benedette per l’occasione.

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