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Archivio di Gennaio 2016

Avvisi PARROCCHIA S.VALERIO OCCIMIANO

Mercoledì 27 Gennaio 2016

******** DOMENICA 24 gennaio 2016

* S. Messe nella settimana:
Lunedì 25 gennaio: ore 18,00
Martedì 26 gennaio: ore 18,00
Mercoledì 27 gennaio: ore 18,00
Giovedì 28 gennaio: ore 17,00
Venerdì 29 gennaio: ore 17,00

* Vespri
Lunedì 25 gennaio (ore 17,45) - segue: S. Messa

* Preghiera per l’unità dei cristiani
Domenica 24 gennaio: Celebrazione ecumenica (Casale, S. Stefano, ore 17,00)

* Festa di don Bosco
28 -29 gennaio: incontro con don Dante Caprioglio sdB in Oratorio
(ore 15,30) - S. Messa in Chiesa Parrocchiale (ore 17)
Sabato 30 gennaio: S. Messa (nella vigilia): ore 16,00 – veglia per la pace (con i ragazzi)
Domenica 31 gennaio: S. Messa (ore 11) bacio della reliquia – festa in Oratorio

* Domenica 31 gennaio:
Giornata mondiale malati di lebbra

Telecomando

Mercoledì 27 Gennaio 2016

TELECOMANDO
a cura di Gian Paolo Cassano

Su TV 2000, per “RETROSCENA (teatro in TV)” , alle ore 22,45, segnaliamo un appuntamento speciale di 50 minuti con un originale reportage di Michele Sciancalepore dal titolo: “Angeli e Vangeli senza confini” (da Zagabria a Slavonski Brod, dal teatro al campo profughi). E’ in programma martedì 2 febbraio (e in replica lunedì 8 febbraio) Si tratta di un viaggio sorprendente con immagini e interviste esclusive in cui l’arte e la vita, la finzione e la realtà si fondono e confondono. L’occasione l’ha fornita il debutto mondiale al Teatro Nazionale Croato di Zagabria di Vangelo, l’ultimo lavoro di Pippo Delbono. L’artista più anticonvenzionale e spiazzante della scena italiana e internazionale alle prese stavolta con la gioia e il dolore, la misericordia e la compassione, i conflitti e l’accoglienza che scaturiscono dal suo personale percorso nelle pagine evangeliche. Una realtà di carità cristiana che nel documentario dialoga intensamente con la creazione artistica di un teatro – verità! Due binari paralleli, due flussi che scorrono: l’arte e la vita. Binari, flussi, destinati a incontrarsi e a fondersi!
Giovedì 4 gennaio per la serie “Obiettivo Pianeta” va in onda su Rai due (alle 0,05) “La Gerusalemme vissuta da Gesù”, curato da Roberto Giacobbo. Il programma si propone come un viaggio alla scoperta degli aspetti più insoliti e meno conosciuti delle culture dei popoli che vivono nei cinque continenti, della fauna e flora ma non solo; una vera esplorazione a 360 gradi del nostro pianeta.
La storia appassionante di una delle prime e più grandi  imprenditrici italiane, protagonista dell’economia e della cultura del nostro Paese. E’ LUISA SPAGNOLI Interpretata da Luisa Ranieri), la fiction in due puntate (lunedì 1 e martedì 2 febbraio, ore 21,15) che Rai uno dedica all’imprenditrice umbra ideatrice dei Baci Perugina oltre che fondatrice della omonima casa di moda. A fare da sfondo al racconto sono le vie del centro della città di Perugia, che hanno ospitato le riprese.
Gian Paolo Cassano

La Parola di Papa Francesco

Mercoledì 27 Gennaio 2016

MAGISTERO DI PAPA FRANCESCO
a cura di Gian Paolo Cassano

E’ stata dedicata all’unità dei cristiani la riflessione del Pontefice nel corso dell’Udienza generale di mercoledì 20 gennaio. Francesco ha affermato che in virtù del Sacramento del Battesimo, cattolici, ortodossi e protestanti sono “fratelli” e formano “una nazione santa”. Infatti “il Battesimo costituisce il vincolo sacramentale dell’unità che vige tra tutti quelli che per mezzo di esso sono stati rigenerati”. Ora “quando noi cristiani diciamo di condividere un solo Battesimo, affermiamo che tutti noi – cattolici, protestanti e ortodossi – condividiamo l’esperienza di essere chiamati dalle tenebre impietose e alienanti all’incontro con il Dio vivente, pieno di misericordia. Tutti infatti, purtroppo, facciamo esperienza dell’egoismo, che genera divisione, chiusura, disprezzo. Ripartire dal Battesimo vuol dire ritrovare la fonte della misericordia, fonte di speranza per tutti, perché nessuno è escluso dalla misericordia di Dio. Nessuno è escluso dalla misericordia di Dio”.
Per la “condivisione di questa grazia (…) possiamo considerarci tutti realmente fratelli”. E ne consegue che come “cristiani possiamo annunciare a tutti la forza del Vangelo impegnandoci a condividere le opere di misericordia corporali e spirituali”. Ricordando la 1Pt 2 (testo biblico della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani) ha ricordato che “tutti, cattolici, ortodossi e protestanti, formiamo un sacerdozio regale e una nazione santa. Questo significa che abbiamo una missione comune, che è quella di trasmettere la misericordia ricevuta agli altri, partendo dai più poveri e abbandonati”.
Domenica 24 gennaio, all’Angelus, ha posto in evidenza l’equivalenza tra essere cristiano ed essere missionario, la “priorità” dell’evangelizzazione, soprattutto verso gli “scartati della società”. Infatti il cristianesimo è una questione di prossimità con i deboli, come dimostra Gesù che appare sulla scena a iniziare la sua missione. Il Signore si staglia subito sugli altri per l’originalità della sua parola, “che rivela il senso delle Scritture”, e per la “potenza” che impone l’obbedienza anche agli “spiriti impuri” né come il Battista ”proclama il giudizio imminente di Dio”, ma “annuncia il suo perdono di Padre”. Nella Sinagoga di Nazareth si attualizza la Parola: “oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato”. Qui si condensa per il Papa tutta l’esperienza cristiana: “evangelizzare i poveri: questa è la missione di Gesù, secondo quanto Lui dice; questa è anche la missione della Chiesa, e di ogni battezzato nella Chiesa. Essere cristiano ed essere missionario è la stessa cosa. Annunciare il Vangelo, con la parola e, prima ancora, con la vita, è la finalità principale della comunità cristiana e di ogni suo membro”. Per Gesù i destinatari privilegiati della Buona Novella sono “i lontani, i sofferenti, gli ammalati, gli scartati della società” ed evangelizzarli “significa avvicinarli, servirli, liberarli dalla loro oppressione”. Questo non significa tanto assistenza sociale o attività politica, ma “offrire la forza del Vangelo di Dio, che converte i cuori, risana le ferite, trasforma i rapporti umani e sociali secondo la logica dell’amore. I poveri, infatti, sono al centro del Vangelo”.
Gian Paolo Cassano

NESSUNO NE PARLA (O QUASI)

Mercoledì 27 Gennaio 2016

NESSUNO NE PARLA (O QUASI)
news quasi sconosciute
a cura di Gian Paolo Cassano

E’ Rebelo de Sousa, 67 anni, è il nuovo Presidente del Portogallo e subentrerà il 9 marzo al capo dello stato uscente, suo ex-compagno di partito nel conservatore Psd, Anibal Cavaco Silva. La notizia è passata quasi sotto silenzio dai media principali, anche se il Portogallo è uno stato dell’UE. Il nuovo presidente ha conseguito le maggioranza assoluta (52,9%), mentre il secondo arrivato candidato di area socialista Antonio Sampaio de Novoa ha ottenuto il 22,1%. Secondo quanto riporta l’Ansa nel suo discorso subito dopo la fine dello spoglio il neo presidente ha detto di aspettarsi che il governo di centro-sinistra presieduto dal primo ministro Antonio Costa generi più crescita economica “senza compromettere la stabilita’ finanziaria”. Nello stesso tempo ha promesso di essere imparziale e di incoraggiare il dialogo tra i partiti politici, “sanando le ferite” delle recenti crisi.
Una nuova sinergia di comunicazione cattolica online, attraverso Radiotelevisión Diocesana di Toledo, che comprende Canal Diocesano de Tv e Radio Santa María di Toledo, due mezzi di comunicazione della Fondazione Radio Santa María, presieduta dall’arcivescovo di Toledo. La Fondazione - riporta l’agenzia Fides - vuole essere un canale per l’annuncio del Vangelo e la diffusione della vita della Chiesa, partendo dalle esigenze e dalle sfide della società e della cultura del nostro tempo. Essa mira inoltre ad essere uno spazio di incontro e di accoglienza per coloro che non hanno sufficiente possibilità di fare sentire la loro voce ed esprimere le loro preoccupazioni. 
Gian Paolo Cassano

San Valerio

Mercoledì 27 Gennaio 2016

OCCIMIANO - E’ il dr Simone Prendin la nuova “Spiga d’argento 2016″, il premio che la Parrocchia intende assegnare ogni anno per mettere in evidenza la disponibilità al servizio ecclesiale e alla testimonianza del Vangelo. La decisione, maturata dal Consiglio pastorale vuole premiare la dedizione nel servizio alla Parrocchia, sia nella liturgia, sia nell’organizzazione della vita parrocchiale nel servizio puntuale sia in Chiesa che in quella della Madonna del rosario.
Così è stato venerdì 22 gennaio durante la Festa patronale di San Valerio (che corrisponde anche al quattordicesimo anniversario di ingresso in parrocchia del sottoscritto) che rappresenta un momento molto importante nella vita delle comunità parrocchiale e civica, evidenziato anche dalla presenza delle autorità civili e militari, a cominciare dal Sindaco m.a Valeria Olivieri (nel giorno del suo onomastico) il comandante della stazione dei Carabinieri lgt.m.lo Antonio Caputo, il presidente del consiglio comunale dei ragazzi Elena Montaldi, vice sindaco, assessore e consiglieri comunali, le insegnanti della scuola primaria con i loro scolari …
In passato la “Spiga d’argento” era stata assegnata a: mons. Germano Zaccheo, Dino Olivieri, Mariuccia Figazzolo, Livia Ercole Anarratone, Suore Figlie di Maria Ausiliatrice, diacono don Luigino Ghezzi, Carla Cattana e Lucia Imetti Aceto, Anna Imetti Bianco, Giovanna Cia Varzi, Wilma Andreone Debernardi, Anna Maria Figazzolo e Anna Barbano Andreone, can. Giuseppe Unia e Antonietta Cuntè Cassano.
Già nei giorni precedenti ci si era preparati con il triduo di preghiera in cui si era anche unita la dimensione della preghiera ecumenica.
Nella vigilia (giovedì 21), con la processione dall’antico San Valerio (presso la Casa di riposo), fino alla Chiesa parrocchiale, sono stati cantati solennemente i Primi vespri che hanno preceduto la Celebrazione dell’Eucaristia.
Venerdì 22 la Chiesa parrocchiale era particolarmente gremita, insieme agli “araldi di san Valerio” (i bambini che fanno la Prima Comunione) con un vestito rosso, a ricordo il sangue del martire, capaci di raccogliere l’eredità del santo patrono nell’annunciare e testimoniare il vangelo ed una rappresentanza dei giovani della leva del 1998, nell’anno delle loro maturità, con l’Eucaristia, presieduta dal mons. Carlo Grattarola (Rettore del Santuario della Madonna del Pozzo e Parroco di Giarole).
Nell’omelia ha messo in evidenza la grande figura del santo patrono Valerio, nella sua testimonianza a Cristo e la dimensione vocazionale nella risposta alla chiamata del Signore, nella gioia di una vita donata nell’annuncio del Vangelo.
Ottima l’esecuzione del Coro parrocchiale, diretto dalla prof.sa Anna Maria Figazzolo (con Matteo Camagna all’organo), eseguendo tra l’altro l’inno ufficiale a san Valerio (musicato dalla compianta m.a Maria Signorini).
E’ stata poi l’occasione per la benedizione delle spighe (che ha visto una particolare generosità nella preparazione da parte di alcune mamme), biscotti a forma di spiga di grano, che vogliono anche ricordare il miracolo della scoperta del corpo del Santo in un campo biondeggiante di spighe in pieno inverno.
Si è rinnovato, inoltre, l’appuntamento degli artisti con san Valerio, con la benedizione dei nuovi quadri. Quest’anno sono quattro gli artisti: la prof.sa Isabella Bocchio, il prof. Enzo De Gregorio, la prof. suor Franca Tomaghelli FMA, e dalla Spagna (da Elche, in segno di amicizia con Occimiano) del prof. Josè Francisco Fernández García. C’è stata poi l’offerta dei primi germi di grano, in onore del Santo che poi continueranno a curare in vista delle loro crescita e maturazione.
E poi continuando le serie delle “Collezioni degli occimianesi”, l’esposizione di alcuni magnifiche uova (cara soprattutto alla tradizione dell’Oriente cristiano) con il loro simbolismo pasquale, dalla collezione di Anna Maria Figazzolo. Si vogliono così sottolineare, nell’occasione del S. Patrono, alcune particolarità e “ricchezze” degli occimianesi.
Al termine la Pro Loco ha offerto in Canonica un rinfresco per gli ospiti. La Pro Loco, poi, ha ripreso l’antica consuetudine con la “Cena di San Valerio”, che ha organizzato (a base di polenta e cinghiale) nella sabato 23 e domenica 24 gennaio, presso la Villa dei Marchesi Da Passano.
Gian Paolo Cassano

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Don Bosco

Mercoledì 27 Gennaio 2016

OCCIMIANO - (gpc) E’ sempre molto sentita in paese la ricorrenza di san Giovanni Bosco e come sempre sono le ex allieve salesiane ad animare le celebrazioni per onorare degnamente il santo amico dei giovani, che Bosco ha lasciato una traccia viva della sua presenza di bene in mezzo alla gente monferrina.
La festa verrà preparata da due giorni di riflessione (giovedì 28 e venerdì 29 gennaio), promossi dalle attivissime ex allieve salesiane, con la guida del salesiano don Dante Caprioglio (direttore della comunità salesiana del S. Carlo di Borgo San Martino), partecipando poi alla S. Messa in Chiesa parrocchiale. Sabato 30 e domenica 31 gennaio verrà esposta la reliquia del Santo e sarà offerta per il bacio ai fedeli.
I ragazzi poi sabato sera faranno una veglia di preghiera nel segno di don Bosco e della pace e la festa continuerà anche domenica 31 nel pomeriggio in Oratorio con una serie di giochi ed attività preparate dagli animatori.
gpc

Avvisi PARROCCHIA S.VALERIO OCCIMIANO

Mercoledì 27 Gennaio 2016

******** DOMENICA 17 gennaio 2016

* S. Messe nella settimana:
Lunedì 18 gennaio: ore 18,00
Martedì 19 gennaio: ore 18,00
Mercoledì 20 gennaio: ore 18,00
Giovedì 21 gennaio: ore 18,30
Venerdì 22 gennaio: ore 18,00

* Domenica 17 gennaio :
Giornata delle migrazioni (Auditorium S.Filippo): ore 15,00

* Vespri
Lunedì 18 gennaio (ore 17,45) - segue: S. Messa

* San Valerio 2016
Triduo di preparazione: 19, 20 e 21 gennaio (ore 18,00)
Giovedì 21 gennaio: - ore 17,30: Processione dalla casa di riposo
- ore 18,00: Primi vespri
- ore 18,30: S. Messa
Venerdì 22 gennaio: S. Messa solenne: ore 18,00
Benedizione delle spighe di grano e delle spighe di San Valerio
Quadri di San Valerio
Consegna spiga d’argento
Offerta germi di grano
Le Collezioni degli occimianesi

* Preghiera per l’unità dei cristiani
Domenica 17 gennaio: Giornata dialogo ebraico – cristiano (ore 12,00) - S. Messa per l’unità (Carmelo, ore 17)
Domenica 24 gennaio: Celebrazione ecumenica (Casale, S. Stefano, ore 17,00)

* Circolo don Giacomo Alberione: Campagna tesseramento

Telecomando

Mercoledì 27 Gennaio 2016

TELECOMANDO
a cura di Gian Paolo Cassano

Prende il via giovedì 28 gennaio, su Tv 2000 (alle ore 22,40), “STORIE E PERSONE”, il nuovo ciclo di reportage  curato da Sergio Canelles dentro parti d’Italia lontane da riflettori o da cronache spesso superficiali per avvicinarsi invece a pezzi di quotidianità  e realtà ricche di sorprese e umanità. La prima tappa è Augusta, in Sicilia, sede del più grande polo petrolchimico d’Europa, ma anche territorio ferito da decenni di trascuratezze e delitti contro l’ambiente. Qui i tassi di malattie e di mortalità connesse all’inquinamento sono ben oltre la media nazionale. Ma ad Augusta c’è anche chi si oppone e non si rassegna a questo triste primato. A seguire, nel corso delle puntate,  le storie di adulti analfabeti che studiando arrivano a laurearsi; i racconti dei minatori italiani emigrati in Belgio; una giornata vicino ai pazienti dell’Ospedale psichiatrico  giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto; il lavoro degli ultimi carbonai a Serra san Bruno; a Reggio Emilia l’ultra decennale storia di un Consorzio di cooperative, ex ragazzi che hanno creato una rete di solidarietà e lavoro cui aderiscono oggi  migliaia di persone.  “Storie”, e dunque “Persone” che non si arrendono.
Come sempre, la Rai per la “Giornata della memoria” del 27 gennaio dedica ampio spazio al ricordo e all’approfondimento a cominciare dalla diretta dal Quirinale (Rai uno, ore 10,55) della celebrazione della Giornata della Memoria alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Su Rai Scuola, alle 18,30 ci saranno testimonianze di oggi e di ieri sulle donne deportate nel campo di Ravensbruck, mentre Rai Storia dedica l’intera programmazione in ricordo dei 70 anni dalla Shoah, anche attraverso alcuni materiali dalle Teche Rai.
Gian Paolo Cassano

La Parola di Papa Francesco

Mercoledì 27 Gennaio 2016

LA PAROLA DI PAPA FRANCESCO
a cura di Gian Paolo Cassano

La “misericordia secondo la prospettiva biblica”; è questo il tema del nuovo ciclo di catechesi che è iniziato mercoledì 13 gennaio all’udienza generale in Aula Paolo VI. È fin dall’inizio della Bibbia che la misericordia appare come il “nome” di Dio (che rimanda al nuovo libro-intervista del Papa appena presentato), rivelandosi a Mosè come “misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà”. Innanzitutto “Dio è misericordioso”: è questa un’immagine “di un Dio che si commuove e si intenerisce per noi come una madre quando prende in braccio il suo bambino, desiderosa solo di amare, proteggere, aiutare, pronta a donare tutto, anche sé stessa. Quella è l’immagine che suggerisce questo termine. Un amore, dunque, che si può definire in senso buono ‘viscerale’”. Ma Egli (ecco il secondo appellativo) è “pietoso”, “nel senso che fa grazia, ha compassione e, nella sua grandezza, si china su chi è debole e povero, sempre pronto ad accogliere, a comprendere, a perdonare”, proprio “come il padre della parabola riportata dal Vangelo di Luca….” Inoltre Dio “è lento all’ira”, perché in Lui è il “respiro ampio della longanimità e della capacità di sopportare” con una pazienza che l’uomo non ha e soprattutto (ecco il quarto appellativo) è “grande nell’amore e nella fedeltà”. E’ una definizione molto bella di Dio! “La parola ‘amore’, qui utilizzata, indica l’affetto, la grazia, la bontà. Non è l’amore di telenovela… È l’amore che fa il primo passo, che non dipende dai meriti umani ma da un’immensa gratuità. È la sollecitudine divina che niente può fermare, neppure il peccato, perché sa andare al di là del peccato, vincere il male e perdonarlo.” Al termine, Francesco citando il Salmo 121 e la seconda Lettera a Timoteo, ricorda che Dio rimane sempre fedele anche se l’uomo manca di fedeltà: “la fedeltà nella misericordia è proprio l’essere di Dio. E per questo Dio è totalmente e sempre affidabile. Una presenza solida e stabile. È questa la certezza della nostra fede. E allora, in questo Giubileo della Misericordia, affidiamoci totalmente a Lui, e sperimentiamo la gioia di essere amati da questo ‘Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e grande nell’amore e nella fedeltà’”.
Domenica 17 gennaio, all’Angelus, nella Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, il Papa ha invitato a non lasciarsi rubare “la gioia di vivere, che scaturiscono dall’esperienza della divina misericordia, anche grazie alle persone che vi accolgono e vi aiutano”. I migranti e rifugiati, infatti, portano “in sé una storia, una cultura, dei valori preziosi; e spesso purtroppo anche esperienze di miseria, di oppressione, di paura”. Riferendosi al Vangelo domenicale delle nozze di Cana il Pontefice ha colto “un atto benevolenza di Gesù verso gli sposo, una benedizione di Dio sul matrimonio”. Quindi “l’amore tra l’uomo e la donna è (….) una buona strada per vivere il Vangelo, cioè per incamminarsi con gioia sul percorso della santità”. Ma Cana “non riguarda solo gli sposi”, perché “ogni persona umana è chiamata ad incontrare il Signore nella sua vita” che “non si presenta a noi come un giudice pronto a condannare le nostre colpe; né come un comandante che ci impone di seguire ciecamente i suoi ordini”, ma “come Salvatore dell’umanità, come fratello, come il nostro fratello maggiore, Figlio del Padre: si presenta come Colui che risponde alle attese e alle promesse di gioia che abitano nel cuore di ognuno di noi”.
Domenica 17 c’è stata la visita di Francesco alla Sinagoga di Roma (la terza di un papa, dopo Giovanni Paolo II nel 1986 e poi Benedetto XVI nel 2010), in un clima festoso e di amicizia, con un commosso abbraccio ai superstiti della Shoah. Dopo aver reso omaggio alle lapidi in memoria della deportazione dell’ottobre del 1943 e dell’attentato terroristico del 1982, l’incontro con il Rabbino capo Riccardo Di Segni e tanti presenti. Il Papa, ricordando la dichiarazione conciliare Nostra Aetate, ha affermato l’irreversibilità del dialogo interreligioso dove “ci incontriamo come fratelli e sorelle davanti al nostro Creatore e a Lui rendiamo lode, che ci rispettiamo e apprezziamo a vicenda e cerchiamo di collaborare. E nel dialogo ebraico-cristiano c’è un legame unico e peculiare, in virtù delle radici ebraiche del cristianesimo: ebrei e cristiani devono dunque sentirsi fratelli, uniti dallo stesso Dio e da un ricco patrimonio spirituale comune, sul quale basarsi e continuare a costruire il futuro”. Con gli ebrei “fratelli e sorelle maggiori nella fede”, appartenenti all’unica “famiglia di Dio”, siamo chiamati ad assumerci “le nostre responsabilità per la città di Roma”, senza perdere di vista però le “grandi sfide del mondo”. Di qui l’impegno per la pace e la giustizia da rafforzare, perché “la violenza dell’uomo sull’uomo è in contraddizione con ogni religione degna di questo nome, e in particolare con le tre grandi religioni monoteistiche. La vita è sacra, quale dono di Dio” e “né la violenza né la morte avranno mai l’ultima parola davanti a Dio, che è il Dio dell’amore e della vita”.
Gian Paolo Cassano

NESSUNO NE PARLA (O QUASI)

Mercoledì 27 Gennaio 2016

NESSUNO NE PARLA (O QUASI)
news quasi sconosciute
a cura di Gian Paolo Cassano

A Cebu, nelle Filippine, tutto è pronto per il 51° Congresso eucaristico internazionale in programma dal 24 al 31 gennaio prossimi. E’ un’edizione particolarmente rilevante (anche se finora qui da noi non se ne è parlato), sotto diversi profili, geografico, storico-missionario e quello propriamente legato all’evangelizzazione dell’Asia. Qui infatti, come punto strategico dell’Asia orientale “potranno confluire - spiega all’agenzia Zenit p. Vittore Boccardi, segretario del Pontificio Comitato per i Congressi eucaristici - quei cristiani che, a causa delle distanze e dei costi proibitivi, sono spesso stati esclusi dai grandi eventi internazionali”.
Cebu è anche un luogo simbolicamente assai importante per la Chiesa asiatica, in uno dei due soli Paesi del continente, insieme a Timor Est, a maggioranza cattolica. Nel 1521 Ferdinando Magellano fu accolto con calore dal re indigeno Humabon che, poco più tardi si convertì al cristianesimo insieme con la regina Juana e 400 dei suoi sudditi. Per commemorare l’evento Magellano donò a Juana una statuetta del Santo Niño  (il Bambin Gesù) ed innalzò una croce nel luogo della conversione. Ancora oggi la festa del Santo Niño rappresenta una delle solennità religiose più importanti per i cattolici filippini.
Il tema è “Cristo in voi, speranza della gloria”, tratto dalla lettera ai Colossesi, sottolineando come la tensione escatologica insita nell’Eucaristia offra impulso al cammino storico dei cristiani, ponendo un seme di speranza nell’impegno evangelizzatore di ciascuno nel mondo di oggi. Il Congresso si inserisce poi nell’ambito dei “Nove anni per la Nuova Evangelizzazione”, promossi dai vescovi filippini in vista delle celebrazioni del quinto centenario dell’evangelizzazione del Paese nel 2021.  
Gian Paolo Cassano