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Archivio di Novembre 2014

La parola di Papa Francesco

Mercoledì 19 Novembre 2014

LA PAROLA DI PAPA FRANCESCO
a cura di Gian Paolo Cassano
Continuando la catechesi sulla Chiesa, mercoledì 12 novembre, all’Udienza generale, il Papa ha parlato dei Vescovi, riferendosi all’insegnamento paolino (nelle Lettere pastorali), evidenziando le qualità che non devono mancare in un vescovo, un presbitero, un diacono: “l’accoglienza, la sobrietà, la pazienza, la mitezza, l’affidabilità, la bontà di cuore”. E’ questo “l’alfabeto, la grammatica di base di ogni ministero” e “deve essere la grammatica di base di ogni vescovo”, per offrire un servizio e una testimonianza davvero gioiosi e credibili. “Questo significa che deve essere sempre viva la consapevolezza che non si è vescovi, sacerdoti o diaconi perché si è più intelligenti, più bravi e migliori degli altri, ma solo in forza di un dono, un dono d’amore elargito da Dio, nella potenza del suo Spirito, per il bene del suo popolo”. E’ una “consapevolezza è davvero importante e costituisce una grazia da chiedere ogni giorno” perché “un Pastore che è cosciente che il proprio ministero scaturisce unicamente dalla misericordia e dal cuore di Dio non potrà mai assumere un atteggiamento autoritario, come se tutti fossero ai suoi piedi e la comunità fosse la sua proprietà, il suo regno personale”. La consapevolezza che “tutto è dono, tutto è grazia, aiuta un Pastore anche a non cadere nella tentazione di porsi al centro dell’attenzione e di confidare soltanto in se stesso”: guai se un pastore pensasse “di sapere tutto, di avere sempre la risposta giusta per ogni cosa e di non avere bisogno di nessuno. Al contrario, la coscienza di essere lui per primo oggetto della misericordia e della compassione di Dio deve portare un ministro della Chiesa ad essere sempre umile e comprensivo nei confronti degli altri”. Anzi, la coscienza “di avere sempre qualcosa da imparare, anche da coloro che possono essere ancora lontani dalla fede e dalla Chiesa” porterà “ad assumere un atteggiamento nuovo, improntato alla condivisione, alla corresponsabilità e alla comunione”.
Al termine ha poi rivolto un appello perché cessino le violenze verso quei “cristiani che in varie parti del mondo sono perseguitati e uccisi a motivo del loro credo religioso”.
Domenica 16 novembre, all’Angelus, ha ricordato che “Gesù non ci chiede di conservare la sua grazia in cassaforte (…) ma vuole che la usiamo a vantaggio degli altri. Tutti i beni che noi abbiamo ricevuto sono per darli agli altri e così crescono. È come se ci dicesse: ‘Eccoti la mia misericordia, la mia tenerezza, il mio perdono: prendili e fanne largo uso’. E noi che cosa ne abbiamo fatto? Chi abbiamo ‘contagiato’ con la nostra fede? Quante persone abbiamo incoraggiato con la nostra speranza? Quanto amore abbiamo condiviso col nostro prossimo? Sono domande che ci farà bene farci. Qualunque ambiente, anche il più lontano e impraticabile, può diventare luogo dove far fruttificare i talenti”. Allora “non ci sono situazioni o luoghi preclusi alla presenza e alla testimonianza cristiana” che “non è chiusa, è aperta”. Così la parabola dei talenti “ci sprona a non nascondere la nostra fede e la nostra appartenenza a Cristo, a non seppellire la Parola del Vangelo, ma a farla circolare nella nostra vita, nelle relazioni, nelle situazioni concrete, come forza che mette in crisi, che purifica, che rinnova”. Questo vale anche per il perdono, nel Sacramento della Riconciliazione: “non teniamolo chiuso in noi stessi, ma lasciamo che sprigioni la sua forza, che faccia cadere quei muri che il nostro egoismo ha innalzato, che ci faccia fare il primo passo nei rapporti bloccati, riprendere il dialogo dove non c’è più comunicazione”. Dio ripone in tutti “immensa fiducia. Dio si fida di noi. Dio ha speranza in noi. E questo è lo stesso per tutti. Non deludiamolo! Non lasciamoci ingannare dalla paura, ma ricambiamo fiducia con fiducia!”.
Gian Paolo Cassano

Rotaldo

Mercoledì 19 Novembre 2014

OCCIMIANO (gpc) – E’ sempre un punto delicato e, con le piogge copiose di questi giorno, ecco l’ennesima enondazione. Così sabato scorso 15 novembre il torrente Rotaldo ha provocato un nuovo allagamento della vicinissima Cascina Colomba. Non è mancato il supporto di Protezione Civile e volontari ( tra cui il sindaco Valeria Olivieri e il vice Mario D’Amato) per la spalatura del fango. Interruzione anche in strada Paniate a causa dell’azione del torrente che ha scavato due grosse buche impedendo il passaggio di automezzi. Ricordiamo, al riguardo, come il consiglio comunale di fine ottobre abbia approvato all’unanimità il progetto definitivo per un primo lotto dei lavori di realizzazione del sistema arginale del torrente come previsto dal P.A.I. (Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico) nel Comune di Occimiano. L’iter è partito nel 2011, quando la Regione ha stanziato 2 milioni di euro (ridotti a 700.000 a seguito di dirottamenti successivi) per la costruzione di un tratto di argine a protezione della zona industriale: al progetto preliminare sono state apportate numerose determinazioni dai tecnici in conferenza di servizio, rendendo necessario l’attuazione di una proposta di variante al Piano Regolatore. “L’amministrazione comunale - commenta il sindaco - si augura che la prossima Conferenza dei Servizi, prevista per il 27 novembre, sblocchi definitivamente la situazione, permettendo la realizzazione del tratto di argine previsto”.
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Musica

Mercoledì 19 Novembre 2014

OCCIMIANO – (gpc) - Domenica prossima 23 novembre, seguendo una tradizione ormai consolidata, per l’occasione della festa di S. Cecilia (che si celebra il 22 novembre), in Chiesa parrocchiale, alle ore 10,00, il Prevosto benedirà ed affiderà il mandato a coloro che abitualmente compiono il servizio liturgico musicale (coro ed altri musicisti) e la Banda Musicale “La Filarmonica” che per l’occasione si unirà per l’animazione musicale con alcuni brani “ad hoc”. Al termine, i bandisti terranno un breve concerto sul sagrato della Chiesa. Si concluderà con il pranzo sociale presso la nuova sede della Pro Loco.
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Gita

Mercoledì 19 Novembre 2014

OCCIMIANO – (gpc) La Biblioteca Comunale “m.o. Angelo Debernardis” organizza una gita a Milano domenica 7 dicembre. L’occasione è quella della festa di Sant’Ambrogio, il santo Patrono della città e l’atteso e tradizionale appuntamento con la fiera degli Oh Bej! Oh Bej! che prende il suo particolare nome dalle esclamazioni di entusiasmo che avevano i bambini davanti ai ricchi banchi di fiori, libri e stampe, artigianato e dolciumi. Nel pomeriggio si svolgerà il tradizionale corteo storico con decine di figuranti in abiti cinquecenteschi. Con l’occasione sarà anche possibile vistare (a Palazzo Reale) le mostre su Van Gogh, su Marc Chagall, oppure all’Arengario il Museo del Novecento.
Il costo del viaggio è fissato in € 15 (con pranzo libero). Occorre prenotarsi entro il 2 dicembre (con versamento di un acconto di € 10,00), rivolgendosi a: Lucia Perracino 320 1791064 – Stefano Zoccola 335 8068038 - Valeria Amisano 333 1068661 - Giorgio Mazzucco 393 4524599.
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Flashmob

Mercoledì 19 Novembre 2014

OCCIMIANO - (gpc) Anche molti occimianesi si sono uniti per manifestare contro la violenza sulle donne. Erano in molti infatti, martedì 25 novembre, in piazza Carlo Alberto, insieme alle ragazze della leva del 1996, coloro che si sono dati appuntamento in piazza Carlo Alberto per il Flash mob, insieme alle ragazze della leva del 1996.
All’invito, promosso dall’Amministrazione comunale, hanno risposto in tanati per manifestare la proprie solidarietà con tutte le donne vittime di violenze e per chiedere un’attenzione maggiore e di rispetto per ogni persona; per l’occasione è stato realizzato in evento su facebook per coinvolgere non solo gli occimianesi.
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Albero

Mercoledì 19 Novembre 2014

OCCIMIANO – (gpc) Si rinnoverà venerdì prossimo 21 novembre la festa dell’albero, promosso dal Comune con L’Istituto comprensivo don Milani. Appuntamento alla Scuola materna alle 9,45 per celebrare gli alberi ed il loro indispensabile contributo alla vita, mettendo a dimora giovani alberi per fare più belli e verdi i nostri paesi.
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Islam

Mercoledì 19 Novembre 2014

CASALE – (gpc) “Ancora violenza e guerra nel nome di Dio. La cronaca continua a mostrarci terribili rituali di morte, ancora più blasfemi perché compiuti invocando una fede e una tradizione religiosa.
Come credenti di diverse tradizioni spirituali, cristiani e musulmani che da anni sono impegnati in un cammino comune, ribadiamo che il nostro comune futuro sta nel dialogo e nella convivenza, nel rispetto reciproco e nella mutua comprensione di quello che siamo e delle ragioni che animano i nostri cuori.” Comincia così il documento conclusivo firmato dal presidente della Comunità islamica casalese Abdel Aziz Echakari (che aveva aperto l’incontro portando il suo saluto) e dal delegato diocesano per ecumenismo e dialogo interreligioso don Gian Paolo Cassano.
E’ stato questo il momento conclusivo della Giornata per il dialogo islamo – cristiano sul tema delle radici comuni che sono amore, misericordia e compassione. L’incontro si è tenuto domenica scorsa 16 novembre a Casale, presso l’auditorium S. Chiara, organizzata congiuntamente dalla comunità islamica casalese e dalla diocesi di Casale (ufficio ecumenismo e dialogo), con il patrocinio del comune casalese, con il plauso all’iniziativa espresso nel suo intervento dall’assessore alla pubblica istruzione prof. Ornella Caprioglio. Una giornata all’insegna della comprensione e del mutuo rispetto tra cristiani e musulmani, in un salone particolarmente affollato di cristiani e di musulmani che hanno voluto riflettere sulla misericordia e sulla compassione di Dio nelle due tradizione religiose. Ci sono stati anche brevi momenti di preghiera con la preghiera islamica della sera (’Isha) e di alcuni versetti del Corano recitati dall’imam di Alessandria Ahmed Athahma, nonché di un preghiera vespertina cristiana ispirata alla liturgia dei Vespri. Introdotti da Yacoub Frasson (membro del Centro islamico casalese e della Sezione islamica italiana) si è svolto un dialogo un confronto a due voci (islamica e cristiana) con un breve dibattito, cui è seguito un momento di condivisione fatto con semplicità e con il contributo un po’ di tutti.
Don Cassano, partendo dal vangelo dell’ adultera (Gv. 8) ha messo in rilievo la misericordia di Gesù nei confronti della donna peccatrice. La misericordia, infatti, come commentava papa Francesco, è una carezza di Dio nei nostri confronti. Di qui l’invito a ritrovare strade comuni per praticare compassione e misericordia nella vita quotidiana, nei confronti di chi è portatore di una diversa cultura o di una diversa religione, nei confronti dell’ambiente nel quale viviamo, nelle scelte economiche e nella distribuzione delle risorse a livello nazionale e internazionale, nel prendere posizione di fronte ai conflitti e alle minacce per la pace.
Marco Omar Aldrigo (presidente della Sezione Islamica italiana), in relazione al monoteismo islamico ha sottolineato come misericordia e compassione la ripetono continuamente i musulmani quando, leggendo il Corano, trovano in apertura di ogni sura l’invocazione ad “Allah, il compassionevole, il misericordioso”. Attraverso anche alla citazione di alcuni Hadit (detti del Profeta Mohammed) che evidenziano la misericordia ed il perdono, ha poi denunciato ogni forma di violenza (in nome della religione).
Ecco l’impegno sottoscritto: “insieme sogniamo (si legge ancora nella dichiarazione comune) e ci impegniamo per  una comunità internazionale che bandisca la guerra e la logica degli imperi per riconoscere i diritti dei popoli e di ogni minoranza religiosa, etnica, culturale e politica.
Insieme dichiariamo che la fuga dalla guerra e dal terrore di migliaia di cristiani, musulmani e di altre minoranze etniche e religiose dal Medio Oriente, oltre che provocare lo sgretolamento del tessuto sociale di questa martoriata regione, segna  la sconfitta di ogni principio di civiltà, di convivenza e di democrazia. Insieme ci impegniamo perché le nostre comunità sentano sempre più viva la necessità e l’urgenza di un lavoro educativo e teologico teso a promuovere il valore della nonviolenza tra i propri fedeli, togliendo ogni  legittimità teologica o religiosa a chi promuova guerre, stupri violenze e intolleranza nei confronti di altri uomini e di altre donne, di bambini e bambine qualsiasi sia la loro fede o il loro orientamento culturale.”
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Avvisi PARROCCHIA S.VALERIO OCCIMIANO

Mercoledì 12 Novembre 2014

******** DOMENICA 9 novembre 2014

* S. Messe in settimana
Lunedì 10 novembre: ore 18,00
Martedì 11 novembre: ore 9,15
Mercoledì 12 novembre: ore 9,15
Giovedì 13 novembre: ore 9,15
Venerdì 14 novembre: ore 18,00

* S. Evasio 2014:
Martedì 11 novembre: Primi Vespri (ore 18,00)
Mercoledì 12 novembre: S. Messa Pontificale (ore 18,00)

* Domenica 9 novembre: S. Messa ore 10,00: Giornata dell’Unità
d’Italia: segue corteo e commemorazione dei caduti

* Giornata dialogo cristiano – islamico
Domenica 16 novembre
Casale M., Auditorium S. Chiara (via F. Cane), ore 18,15
Invito aperto a tutti con condivisione specialità gastronomiche (torte, spuntini, bevande…)

* Circolo don Giacomo Alberione
Inizia la campagna tesseramento (Adulti € 10, ragazzi € 8 per tutto l’anno)
prossimo film: “August Rush, la musica nel cuore”: sabato 15 novembre (ore 21,00)
teatro: “Dai che lo spettacolo ‘l stà per cmensà”: sabato 22 novembre (ore 21,00)

Telecomando

Mercoledì 12 Novembre 2014

TELECOMANDO
a cura di Gian Paolo Cassano

I GRANDI DELLA FEDE: è la rubrica (Rete 4, domenica, ore 10,50 e, dopo il TG4, alle 12), condotta da Alessandra Buzzetti dove si raccontano i Testimoni della Fede, i Santi più amati e le personalità cristiane che più hanno inciso nel mondo contemporaneo, attraverso interviste e contributi filmati a loro dedicati. Emergono così figure importanti come San Francesco, Beato Don Carlo Gnocchi, Santa Rita da Cascia e Don Luigi Di Liegro…
Segnaliamo, per la sua qualità, il programma giornalistico TERRA ! (condotto da Toni Capuozzo), in onda su Rete 4 al lunedì (ore 23,55) e alla domenica (ore 9,00). Un appuntamento con l’informazione di qualità, inchieste su temi talvolta emarginati dai media, interviste a potenti e gente comune, piccole e grandi storie di vita quotidiana. In sostanza, i mille aspetti dei malesseri che avvolgono la nostra società. La trasmissione si compone di puntate monotematiche in cui ogni argomento è trattato ed indagato a fondo attraverso servizi giornalistici, interviste, inchieste e documenti ufficiali.
SPORT 2000 (Tv 2000, lunedì e sabato, ore 19): dal grande calcio alla Clericus Cup, il palinsesto di Tv2000 si colora di sport. La trasmissione in diretta, condotta da Giampiero Spirito, si occupa dei principali avvenimenti del week end sportivo con interviste, servizi, collegamenti esterni e prestigiosi ospiti in studio, che possono interagire con il pubblico attraverso mail, facebook e sms. I grandi temi, le storie dei campioni di oggi e di ieri ed il loro rapporto con la fede.  Papa Francesco e la sua passione per il calcio ma anche un’attenzione particolare ai valori dello sport ed all’attività degli oratori, in collaborazione con il Centro Sportivo Italiano, per mettere in luce “la valenza educativa dello sport e la sua dimensione sociale”, come ricordato proprio da Papa Bergoglio.  Non mancano  i volti noti degli opinionisti Felice Pulici e Giovanni Bertini, ex calciatori, e di Antonio Creti, esperto dei media.
Gian Paolo Cassano

La parola di Papa Francesco

Mercoledì 12 Novembre 2014

LA PAROLA DI PAPA FRANCESCO
a cura di Gian Paolo Cassano

L’episcopato “non è un’onorificenza, è un servizio” e nella Chiesa non c’è posto per una “mentalità mondana”; lo ha ribadito con forza il Papa nell’udienza generale di mercoledì 5 novembre, dedicata alla S. Madre Chiesa gerarchica. E’ attraverso al ministero ordinato (di vescovi, presbiteri e diaconi) che “la Chiesa esercita la sua maternità”, che ci accompagna “per tutto il corso della nostra vita”, da quando “ci genera nel Battesimo come cristiani”, fino ai momenti “della prova, della sofferenza e della morte”.
Una maternità che si esprime “in particolare nella persona del vescovo e nel suo ministero”. I Vescovi, come successori degli apostoli scelti da Gesù ed invitati ad annunciare il Vangelo e “a pascere il suo gregge” vengono “posti a capo delle comunità cristiane, come garanti della loro fede e come segno vivo della presenza del Signore in mezzo a loro”. Quindi “non si tratta di una posizione di prestigio, di una carica onorifica (…) Non dev’esserci posto nella Chiesa per la mentalità mondana” che punta alla carriera …. Essere vescovi vuol dire “tenere sempre davanti agli occhi” l’esempio di Gesù, venuto “non per essere servito, ma per servire”.
Così “nella storia della Chiesa, tanti vescovi santi ci mostrano che questo ministero non si cerca, non si chiede, non si compra, ma si accoglie in obbedienza, non per elevarsi, ma per abbassarsi, come Gesù che ‘umiliò se stesso, facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce’”.
Come li ha pensati Cristo “non separati l’uno dall’altro, ognuno per conto proprio, ma insieme, perché stessero con Lui, uniti, come una sola famiglia”, i vescovi “costituiscono un unico collegio, raccolto attorno al Papa, il quale è custode e garante di questa profonda comunione, che stava tanto a cuore a Gesù e ai suoi stessi Apostoli.”
Per questo le comunità cristiane “riconoscono nel vescovo un dono grande” e sono chiamate ad alimentare una sincera e profonda comunione con lui: “non c’è una Chiesa sana se i fedeli, i diaconi e i presbiteri non sono uniti al vescovo. Questa Chiesa non unita al vescovo è una Chiesa ammalata. Gesù ha voluto questa unione di tutti i fedeli col vescovo, anche dei diaconi e dei presbiteri”.
Domenica 9 novembre, all’Angelus, ha fatto memoria del 25° del crollo del Muro di Berlino, ribadendo che la caduta “fu resa possibile dal lungo e faticoso impegno di tante persone che per questo hanno lottato, pregato e sofferto, alcuni fino al sacrificio della vita. Tra questi, un ruolo di protagonista ha avuto il santo Papa Giovanni Paolo II”. Ma la storia è maestra di vita; per questo Francesco ha chiesto che, “con l’aiuto del Signore e la collaborazione di tutti gli uomini di buona volontà, si diffonda sempre più una cultura dell’incontro, capace di far cadere tutti i muri che ancora dividono il mondo, e non accada più che persone innocenti siano perseguitate e perfino uccise a causa del loro credo e della loro religione. Dove c’è un muro, c’è chiusura di cuore! Servono ponti, non muri!”
Parlando poi della Dedicazione della Basilica Lateranense, ne ha sottolineato il senso spirituale nell’“unità” che tale Basilica rappresenta per tutte le comunità cristiane in quanto sede originaria “del vescovo di Roma”. Ciò “ci stimola a impegnarci perché l’umanità possa superare le frontiere dell’inimicizia e dell’indifferenza, a costruire ponti di comprensione e di dialogo, per fare del mondo intero una famiglia di popoli riconciliati tra di loro, fraterni e solidali”. Se occorrono mattoni per costruire una chiesa, ci vuole un’anima perché quei “mattoni” prendano vita nelle vite dei cristiani, “pietre vive” chiamate, anche se ciò non è facile, al dovere della “coerenza nella vita fra la fede e la testimonianza (…). ‘Questo è un cristiano!’, non tanto per quello che dice, ma per quello che fa, per il modo in cui si comporta. Questa coerenza, che ci dà vita, è una grazia dello Spirito Santo che dobbiamo chiedere” .La Chiesa “è chiamata ad essere nel mondo la comunità che, radicata in Cristo per mezzo del Battesimo, professa con umiltà e coraggio la fede in Lui, testimoniandola nella carità”.
Gian Paolo Cassano