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Archivio di Febbraio 2014

Telecomando

Lunedì 24 Febbraio 2014

TELECOMANDO
a cura di Gian Paolo Cassano

FUORI QUADRO. Dodici puntate tematiche, che attraversano l’arte contemporanea, con aperture ad altri linguaggi come architettura, cinema, video, musica, performance. E’ il nuovo programma di e con Achille Bonito Oliva che in onda su Rai 3, la domenica, alle 13.25. “L’arte intercetta la vita. E per tutto questo, è la domenica della vita”
I LUOGHI DELLA DEVOZIONE POPOLARE: su Tv2000 dal lunedì al venerdì alle ore 13.20 riparte il viaggio dedicato ai più importanti luoghi della devozione popolare presenti in Italia, i Santuari, che Paolo VI chiamava “le cliniche della Fede”. Dietro i documentari una grande firma, un regista di eccezione: Pupi Avati. Ad esempio la puntata di venerdì 28 febbraio è dedicata andremo Santuario della Madonna Nera del Sacro Monte di Viggiano a Potenza.
Su La Effe Gad Lerner torna con un nuovo programma: è “FISCHIA IL VENTO”, frutto della collaborazione tra La Effe, Repubblica.it e Pulsemedia. Va in onda al mercoledì (ore 21,30), ma anche su una piattaforma multimediale. “Non sarà un talk show – ha detto il noto giornalista - ma un viaggio tra la gente per raccontare l’Italia al di fuori di uno studio tv”. Un viaggio per raccontare il presente, per capire cosa sta succedendo e dove fischia il vento, un approfondimento dell’attualità attraverso l’incontro con rappresentanti della realtà sociale, economica, culturale e politica contemporanea.
Gian Paolo Cassano

La parola di Papa Francesco

Lunedì 24 Febbraio 2014

LA PAROLA DI PAPA FRANCESCO
a cura di Gian Paolo Cassano

“Solo se ci lasciamo riconciliare nel Signore Gesù col padre e con i fratelli, possiamo essere veramente nella pace”. Lo ha affermato il Papa nel corso dell’Udienza generale di mercoledì 19 febbraio. Parlando del sacramento della Riconciliazione (o Confessione) continua così la catechesi dedicata ai sacramenti.
Ora il perdono dei peccati non è “frutto dei nostri sforzi”, ma “dono dello Spirito Santo” che ci guarisce, perché “non è qualcosa che possiamo darci noi. Io non posso dire: mi perdono i peccati. Il perdono si chiede, si chiede a un altro e nella Confessione chiediamo il perdono a Gesù”. Allora possiamo veramente “essere nella pace”; è ciò che “abbiamo sentito tutti nel cuore quando andiamo a confessarci, con un peso nell’anima, un po’ di tristezza; e quando riceviamo il perdono di Gesù siamo in pace, con quella pace dell’anima tanto bella che soltanto Gesù può dare, soltanto Lui”. Poiché “il luogo in cui si rende presente lo Spirito” è la comunità cristiana, allora “non basta chiedere perdono al Signore nella propria mente e nel proprio cuore, ma è necessario confessare umilmente e fiduciosamente i propri peccati al ministro della Chiesa”.
Qui “il sacerdote non rappresenta soltanto Dio (…) ma tutta la comunità, che si riconosce nella fragilità di ogni suo membro, che ascolta commossa il suo pentimento, che si riconcilia con lui, che lo rincuora e lo accompagna nel cammino di conversione e di maturazione umana e cristiana”. Uno non può confessarsi solo con Dio: “sì, tu puoi dire a Dio ‘perdonami’, e dire i tuoi peccati, ma i nostri peccati sono anche contro i fratelli, contro la Chiesa. Per questo è necessario chiedere perdono alla Chiesa, ai fratelli, nella persona del sacerdote”.
A volte si può avere un po’ di vergogna, ma questo “fa bene, perché ci fa più umili, e il sacerdote riceve con amore e con tenerezza questa confessione e in nome di Dio perdona”. Allora non bisogna avere paura della confessione ! Dopo uno “esce libero, grande, bello, perdonato, felice”, perché si è avvolti nell’abbraccio caloroso “dell’infinita misericordia del Padre: (…) Dio fa festa! Andiamo avanti su questa strada.”
Quindi il Pontefice ha chiesto ad ognuno dei presenti: “quando è stata l’ultima volta che ti sei confessato, che ti sei confessata? Sono due giorni, due settimane, due anni, vent’anni, quarant’anni? E se è passato tanto tempo, non perdere un giorno di più, vai, che il sacerdote sarà buono. E’ Gesù lì, e Gesù è più buono dei preti, Gesù ti riceve, ti riceve con tanto amore. Sii coraggioso e vai alla Confessione!”.
Sabato 22 febbraio in San Pietro si è svolto il Concistoro per l’insediamento dei nuovi cardinali, con la particolare presenza del papa emerito Benedetto XVI e domenica 23 l’Eucaristia concelebrata dai nuovi cardinali.
All’Angelus ha esortato a lavorare per l’unità della Chiesa, evitando ogni divisione, perché una comunità non appartiene a qualche predicatore, ma a Cristo.
“Da questa appartenenza deriva che nelle comunità cristiane – diocesi, parrocchie, associazioni, movimenti – le differenze non possono contraddire il fatto che tutti, per il Battesimo, abbiamo la stessa dignità: tutti, in Gesù Cristo, siamo figli di Dio. E questa è la nostra dignità: in Gesù Cristo siamo figli di Dio. Coloro che hanno ricevuto un ministero di guida, di predicazione, di amministrare i Sacramenti, non devono ritenersi proprietari di poteri speciali, padroni, ma porsi al servizio della comunità, aiutandola a percorrere con gioia il cammino della santità”.
La Chiesa “affida la testimonianza di questo stile di vita pastorale ai nuovi Cardinali”. Così il Concistoro la Celebrazione Eucaristica “hanno offerto un’occasione preziosa per sperimentare la cattolicità, la universalità della Chiesa, ben rappresentata dalla variegata provenienza dei membri del Collegio Cardinalizio, raccolti in stretta comunione attorno al Successore di Pietro. E che il Signore ci dia la grazia di lavorare per l’unità della Chiesa, di costruire questa unità, perché l’unità è più importante dei conflitti. L’unità della Chiesa è in Cristo, i conflitti sono problemi che non sempre sono di Cristo”.
Di qui l’esortazione a rinnovare “la fede, l’amore per Cristo e per la sua Chiesa” e “a sostenere questi Pastori e ad assisterli con la preghiera, affinché guidino sempre con zelo il popolo che è stato loro affidato, mostrando a tutti la tenerezza e l’amore del Signore”. I pastori infatti hanno bisogno di preghiera per “aiutare ad andare avanti il Popolo di Dio! Dico ‘aiutare’, cioè servire il Popolo di Dio, perché la vocazione del vescovo, del cardinale e del Papa è proprio questa: essere servitore, servire in nome di Cristo. Pregate per noi, perché siamo buoni servitori: buoni servitori, non buoni padroni!”
Gian Paolo Cassano

Donne

Lunedì 24 Febbraio 2014

POMARO M. – (gpc) Una bella anteprima per la festa delle donne. Sabato prossimo 1 marzo, infatti, presso la SOMS, si terrà un interessante incontro a cui sono invitate tutte le donne, ma anche gli uomini !
Alla SOMS di Pomaro, aprire dalle ore 16,00, sul team “la salute , i diritti, gli ambienti di lavoro delle donne”, interverranno le dott.se Cinzia Spriano , (assistente sociale specialista, anche nel centro Me.dea), Rosetta Bertini (naturopata, operatrice nel centro d’ascolto Me.dea), Anna Maria Avonto (dirigente servizi socio-assistenziali ASL- AL / Casale M.), Beatrice Novella (biologa-nutrizionista).
Come cornice dell’incontro, organizzato dalla prof.ssa Isabella Bocchio , consigliere di Pomaro e dell’Unione Valli di Po e Colline, nonché presidente UCIIM), sarà allestita una mostra fotografica sulla storia delle “donne di Pomaro”.
Il pomeriggio, alla presenza delle autorità locali, si concluderà con un aperitivo offerto dalla SOMS .
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Carnevale Pomaro

Lunedì 24 Febbraio 2014

POMARO M. - (gpc) Gran festa di carnevale all’Oratorio S. Sabina. Mamma e nonne hanno preparato le bugie e poi … tutti in maschera per un pomeriggio in serenità. Così è avvenuto domenica scorsa 23 febbraio. Giochi e tanta allegria e naturalmente molti coriandoli ….
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Dal Molin

Lunedì 24 Febbraio 2014

OCCIMIANO – (gpc) Paolo Dal Molin campione italiano ! Ai campionati nazionali di Atletica leggera ad Ancona sabato scorso 22 febbraio il giovane occimianese si laureato campione italiano nella sua specialità, quella dei 60 m. ostacoli, bissando il successo ottenuto già due anni fa , sempre ad Ancona. Ottimo il risultato con il quale si è imposto sugli avversari; un 7’60 (a soli 9” dal suo record personale che è anche primato italiano stabilito il 1 marzo 2013 agli Europei di Goteborg) che lo colloca al 12° posto della top ten mondiale.
Lo scorso anno il campione monferrino avevo dovuto accusare diversi problemi fisici che avevano bloccato la sua attività agonistica. Ora Paolo, che quest’anno gareggia per le Fiamme Oro Padova, ha dato prova di essersi pienamente ritrovato, con un risultato di grande significato, con un carburante che, unito al talento, normalmente produce risultati esaltanti. Dopo aver passato le batterie, senza forzare più del necessario (7’75”), ha dato prova della sua bravura imponendosi nella finale , senza commettere errori, staccando di 28” Hassen Fofana (compagno di squadra) e con margini ancora più ampi su Lorenzo Perini e Ivan Mach.
A seguire la sua performance c’era la famiglia Berra (il sindaco Ernesto con la moglie Carla ed il figlio più piccolo Paolo) a cui ha Paolo Dal Molin è particolarmente legato per fargli sentire la vicinanza familiare e di tutti gli Occimianesi.
“Dove può spingersi, questo ragazzo? Difficile a dirsi. – dicono di lui - I mezzi sono straordinari, la potenza quella di un dragster, che brucia l’asfalto in accelerazione. Imbrigliare queste doti è la sfida. Che potrebbe aprire scenari inimmaginabili.”
Non ci resta che attendere il prossimo appuntamento di marzo, quando dal 7 al 9 a Sopot (Polonia) si terranno i Campionati Mondiali indoor; lì Dal Molin si presenta da campione Italiano e con il sorriso dolcissimo che tutti gli Occimianesi conoscono. Forza Paolo ! Occimiano ed il Monferrato sono con te !
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Concerto

Lunedì 24 Febbraio 2014

OCCIMIANO – (gpc) Arriva la grande musica con il “Gran galà dell’Opera e dell’operetta.” L’appuntamento è per sabato prossimo 1 marzo, alle ore 21,00 nel Salone parrocchiale di Occimiano (piazza Marconi). Il Concerto si inserisce nelle iniziative predisposte da Comune, Biblioteca ed Oratorio per il Carnevale 2014.
Protagonista sarà la Cappella musicale della Cattedrale con la partecipazione del Coro San Valerio di Occimiano, entrambi diretti dalla prof.ssa Anna Maria Figazzolo, che canterà anche come soprano.
La Cappella musicale della Cattedrale, nata 27 anni fa per volontà del Vescovo Mons. Carlo Cavalla , con la direzione del M° Maria Signorini, ha saputo crescere negli anni con un’impronta di qualità e competenza. La Cappella è formata da circa 25 elementi partecipa a tutti i solenni pontificali del Vescovo e a numerosi altri eventi religiosi della Diocesi. Ha al suo attivo numerosi concerti e vanta un vasto repertorio religioso e profano (operistico).
Dal 2008 il Coro è diretto da Anna Maria Figazzolo che da soprano solista ha raccolto il testimone dopo la prematura scomparsa dell’amato M° Signorini. Esperta nel canto liturgico, non disdegna però splendide performance nella musica lirica, in cui eccelle per una particolare abilità. Da molti anni inoltre ha fondato il Coro san Valerio che accompagna le celebrazioni liturgiche ed oar si cimenta anche nel canto “profano”.
Nel concerto si avvarrà dell’accompagnamento al pianoforte del m.o Maria Cecilia Brovero.
Gli appassionati potranno gustare alcune delle arie e dei cori più famosi dell’Opera italiana (nelle prima parte), nonché una selezione dei brani più noti dell’operetta (nella seconda parte).
Così saranno proposte musiche di Bellini, Verdi, Puccini, Mascagni, Lehar …
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Carnevale

Lunedì 24 Febbraio 2014

OCCIMIANO – (gpc) Al Carnevale occimianese (organizzato da Comune, Biblioteca ed Oratorio) anche quest’anno i protagonisti saranno soprattutto i bambini ed i ragazzi con i genitori, che si ritroveranno già verso le 14 di sabato prossimo 1 marzo in Oratorio, per partire verso le 14,30 per la sfilata in maschera per le vie del paese, a piedi, in bicicletta, pattini …
Percorreranno via Circonvallazione e via Costa, facendo sosta alla Casa di riposo, per un momento di festa con gli anziani ospiti; riprenderanno poi il percorso e, dopo essere passati per via Salmazio, via Brofferio, via Cavour, piazza Marchesi Da Passano, piazza Lamarmora, via Garibaldi e via Roma , torneranno in Oratorio per continuare la festa, con giochi e merenda e con le classiche bugie di carnevale !
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La parola di Papa Francesco

Giovedì 20 Febbraio 2014

LA PAROLA DI PAPA FRANCESCO
a cura di Gian Paolo Cassano

Chi vive realmente la Messa – ha ricordato Papa Francesco all’udienza generale di mercoledì 12 febbraio - non può non preoccuparsi di chi ha bisogno di aiuto. Così Il Pontefice ha chiesto: “Io che vado a Messa come vivo questo? Mi preoccupo di aiutare, di avvicinarmi, di pregare per coloro che hanno questi problemi? O sono un po’ indifferente? O forse mi preoccupo di chiacchierare: ‘Hai visto come era vestita quella o come è vestito quello’?… Alle volte, si fa questo dopo la Messa o no? Si fa! E quello non si deve fare! Dobbiamo preoccuparci per i nostri fratelli e sorelle che hanno un bisogno, una malattia, un problema”.
E’ questo il primo dei tre “segnali” che “ci dicono se noi viviamo bene l’Eucaristia o non la viviamo tanto bene” cioè “il nostro modo di guardare e considerare gli altri”, se cioè simile o meno all’atteggiamento di Gesù, che amava stare con le persone e “condividere” i loro desideri o problemi. Poi ha individuato concretamente un paio di categorie di persone che certamente hanno bisogno di aiuto: le vittime dell’alluvione e dei problemi sociali del lavoro: “chiediamo a Gesù, a questo Gesù che noi riceviamo nell’Eucaristia, che ci aiuti ad aiutarli”.
Il secondo indizio è il perdono; si va a Messa per la grazia “di sentirsi perdonati e pronti a perdonare”. L’Eucaristia non è la liturgia per chi si “ritiene o vuole apparire migliore degli altri”, ma di chi ha bisogno “di essere accolto e rigenerato dalla misericordia di Dio”. Infatti “se ognuno di noi non si sente bisognoso della misericordia di Dio, non si sente peccatore, ma meglio che non vada a Messa! Perché noi andiamo a Messa perché siamo peccatori e vogliamo ricevere il perdono di Gesù, partecipare alla sua redenzione, al suo perdono. Quel ‘Confesso’ che diciamo all’inizio non è un ‘pro forma’, è un vero atto di penitenza! Io sono peccatore e confesso! Così inizia la Messa”.
C’è poi un terzo ed ultimo segnale che riguarda il rapporto tra la celebrazione eucaristica e “la vita delle nostre comunità cristiane”. L’Eucaristia è un dono, “un’azione di Cristo”, non una commemorazione umana di ciò che Lui ha fatto. Di qui sgorga “la missione e l’identità stessa della Chiesa”, il che comporta una responsabilità. Così “una celebrazione può risultare anche impeccabile dal punto di vista esteriore, bellissima, ma se non ci conduce all’incontro con Gesù, rischia di non portare alcun nutrimento al nostro cuore e alla nostra vita. Attraverso l’Eucaristia, invece, Cristo vuole entrare nella nostra esistenza e permearla della sua grazia, così che in ogni comunità cristiana ci sia coerenza tra liturgia e vita: questa coerenza tra liturgia e vita”.
Venerdì 14 febbraio, poi, incontrando oltre 25.000 fidanzati di tutto il mondo (nel contesto dell’incontro “La gioia del Sì per sempre”, promosso nel giorno di San Valentino dal Pontificio Consiglio per la Famiglia), ha risposto alle domande di alcune coppie ed ha fatto un quadro della società contemporanea.
“Tante persone hanno paura di fare scelte definitive, per tutta la vita, sembra impossibile”, in un mondo in cui “tutto cambia rapidamente, niente dura a lungo”. Ma l’amore è una relazione, “è una realtà che cresce (…) che si costruisce come una casa. E la casa si costruisce assieme, non da soli”. Di qui l’invito: “cari fidanzati, voi vi state preparando a crescere insieme, a costruire questa casa, per vivere insieme per sempre. Non volete fondarla sulla sabbia dei sentimenti che vanno e vengono, ma sulla roccia dell’amore vero, l’amore che viene da Dio. La famiglia nasce da questo progetto d’amore che vuole crescere come si costruisce una casa che sia luogo di affetto, di aiuto, di speranza, di sostegno. Ma tutti insieme: affetto, aiuto, speranza, sostegno! Come l’amore di Dio è stabile e per sempre, così anche l’amore che fonda la famiglia vogliamo che sia stabile e per sempre. Per favore non dobbiamo lasciarci vincere dalla “cultura del provvisorio”! ”
Di fronte alla “paura del ‘per sempre’”, la “cura” giorno per giorno è quella di affidarsi “al Signore Gesù in una vita che diventa un cammino spirituale quotidiano, fatto di passi, di crescita comune, di impegno a diventare donne e uomini maturi nella fede”. Perché il “per sempre” non è solo una questione di durata: “un matrimonio non è riuscito solo se dura, ma è importante la sua qualità. Stare insieme e sapersi amare per sempre è la sfida degli sposi cristiani”.
Ha poi ricordato anche ai giovani fidanzati le tre piccole regole che aveva proposto incontrando le famiglie: permesso, grazie, scusa !
Quindi, una riflessione sulla festa per le nozze, con l’invito a fare in modo “che sia una vera festa, una festa cristiana, non una festa mondana”, perché ciò che rende “pieno e profondamente vero” il matrimonio è “la presenza del Signore che si rivela e dona la sua grazia”. È “Lui il segreto della gioia piena, quella che scalda il cuore veramente”: “è bene che il vostro matrimonio sia sobrio e faccia risaltare ciò che è veramente importante. Alcuni sono più preoccupati dei segni esteriori, del banchetto, delle fotografie, dei vestiti e dei fiori… Sono cose importanti in una festa, ma solo se sono capaci di indicare il vero motivo della vostra gioia: la benedizione del Signore sul vostro amore”.
Domenica 16 febbraio, all’Angelus, si è soffermato sul quinto comandamento del decalogo, ‘Non uccidere’: “Gesù ci ricorda che anche le parole possono uccidere! Quando si dice di una persona che ha la lingua di serpente, cosa si vuol dire? Che le sue parole uccidono! Pertanto, non solo non bisogna attentare alla vita del prossimo, ma neppure riversare su di lui il veleno dell’ira e colpirlo con la calunnia”.
La raccomandazione del Pontefice è stata quella di non “sparlare”: “niente chiacchiere”, perché anch’esse “possono uccidere,(…) uccidono la fama delle persone”. Forse “all’inizio, può sembrare una cosa piacevole, anche divertente, come una caramella. Ma alla fine ci riempie il cuore di amarezza e avvelena anche noi. Ma, vi dico la verità: sono convinto che se ognuno di noi facesse il proposito di evitare le chiacchiere, alla fine diventerà santo”. Infatti “la perfezione dell’amore” che Gesù ci propone è “un amore la cui unica misura è di non avere misura, di andare oltre ogni calcolo”, anzi “che il nostro rapporto con Dio non può essere sincero se non vogliamo fare pace con il prossimo”.
Così “per ottenere comportamenti buoni e onesti non bastano le norme giuridiche, ma occorrono delle motivazioni profonde, espressione di una sapienza nascosta, la Sapienza di Dio, che può essere accolta grazie allo Spirito Santo. E noi, attraverso la fede in Cristo, possiamo aprirci all’azione dello Spirito, che ci rende capaci di vivere l’amore divino”.
Gian Paolo Cassano

Avvisi PARROCCHIA S.VALERIO OCCIMIANO

Giovedì 20 Febbraio 2014

******** DOMENICA 16 febbraio 2014

* S. Messe nella settimana:
Lunedì 17 febbraio: ore 18,00
Martedì 18 febbraio: ore 18,00
Mercoledì 19 febbraio: ore 18,00
Giovedì 20 febbraio: ore 8,30
Venerdì 21 febbraio: ore 18,00

* Giornata del malato:
Domenica 16 febbraio: S. Messa in S. Filippo (con l’Oftal, ore 15,00)

* Venerdì 21 febbraio :
Incontro Catechisti (Canonica, ore 18,30)

* Domenica 23 febbraio:
Battesimo Guendalina Pedone (ore 16,00)

* Circolo don Giacomo Alberione
Continua la campagna tesseramento (Adulti € 10, ragazzi € 8 per tutto l’anno)
Prossimo film: Sky Hight (domenica 16 febbraio, ore 16,00)

Telecomando

Giovedì 20 Febbraio 2014

TELECOMANDO
a cura di Gian Paolo Cassano

NON E’ MAI TROPPO TARDI. Questo il titolo della fiction televisiva che Rai 1 proporrà lunedì 24 e martedì 25 febbraio in prima serata alle 21.10. Richiama la preziosa trasmissione che contribuì notevolmente all’alfabetizzazione primaria nell’Italia del secondo dopoguerra, tra il 1959 e il 1968 in tv, con cui insegnò a leggere e scrivere a più di un milione di italiani. Traccia la figura di un maestro, nel pieno senso del termine, un uomo eterogeneo e generoso, che per qualche anno della sua vita è stato un rivoluzionario in Sud America: anche in questo caso, nel pieno senso del termine. E’ Alberto Manzi, considerato da più di una generazione come il maestro d’Italia, tanto che oggi gli sono intitolate diverse scuole sparse nella Penisola. Viale Mazzini presenta la fiction realizzata proprio sulla figura e la storia di Alberto Manzi.
“Uno spirito libero, generoso, che si rifiutava di mettere i voti sulla pagella e, al loro posto, metteva un timbro, dicendo: Fa quel che può, quello che non può non fa”: così il produttore Angelo Barbagallo descrive il maestro Alberto Manzi. Le due puntate, dirette da Giacomo Campiotti ripercorrono l’avventura umana e professionale di Manzi (interpretato da con Claudio Santamaria), dalla prima cattedra in un carcere minorile fino all’esperienza tv.
HOTEL 6 STELLE (Rai tre, lunedì, ore 23,10). E’ il mondo del lavoro nell’esperienza di 6 ragazzi molto speciali. Hotel 6 Stelle, prodotto da Rai3 e Magnolia, in collaborazione con l’Associazione Italiana Persone Down (AIPD) e con il patrocinio del Segretariato Sociale Rai è ispirato alla trasmissione svedese Service with a smile, e adattato per l’Italia da Claudio Canepari, racconta l’esperienza lavorativa di 6 ragazzi con sindrome di Down, impegnati in un tirocinio formativo in un grande hotel della Capitale.
Gian Paolo Cassano