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Archivio di Maggio 2011

La parola di Papa Benedetto

Martedì 31 Maggio 2011

LA PAROLA DI PAPA BENEDETTO

a cura di Gian Paolo Cassano

Proseguendo il nuovo ciclo di catechesi dedicato alla preghiera, Benedetto XVI, nell’Udienza di mercoledì 25 maggio, si è ispirato al racconto biblico della lotta di Giacobbe con Dio, “una lotta misteriosa che lo coglie nella solitudine e senza dargli la possibilità di organizzare una difesa adeguata”. Il Papa ha ricordato come, in questo episodio biblico, la Chiesa vi abbia sempre letto il “simbolo della preghiera come combattimento della fede e vittoria della perseveranza”.

Il testo biblico – ha aggiunto -ci parla della lunga notte della ricerca di Dio, della lotta per conoscerne il nome e vederne il volto; è la notte della preghiera che con tenacia e perseveranza chiede a Dio la benedizione e un nome nuovo, una nuova realtà frutto di conversione e di perdono”.

La notte di Giacobbe al guado dello Yabboq diventa “per il credente un punto di riferimento per capire la relazione con Dio che nella preghiera trova la sua massima espressione”. Infatti “la preghiera richiede fiducia, vicinanza, quasi in un corpo a corpo simbolico non con un Dio avversario e nemico, ma con un Signore benedicente che rimane sempre misterioso, che appare irraggiungibili (…) E se l’oggetto del desiderio è il rapporto con Dio, la sua benedizione e il suo amore, allora la lotta non potrà che culminare nel dono di se stessi a Dio, nel riconoscere la propria debolezza, che vince proprio quando giunge a consegnarsi nelle mani misericordiose di Dio”.
Domenica 29 maggio, al Regina Coeli, ha messo in evidenza come anche oggi, la vocazione della Chiesa sia l’evangelizzazione “sia verso le popolazioni che non sono state ancora ‘irrigate’ dall’acqua viva del Vangelo; sia verso quelle che, pur avendo antiche radici cristiane, hanno bisogno di nuova linfa per portare nuovi frutti, e riscoprire la bellezza e la gioia della fede”.

E’ l’esempio della Chiesa apostolica: “Filippo e gli altri discepoli, con la forza dello Spirito Santo, fecero nei villaggi della Palestina ciò che aveva fatto Gesù: predicarono la Buona Notizia e operarono segni prodigiosi. Era il Signore che agiva per mezzo loro”. Così l’annuncio del Vangelo, porta la vita: è laforza risanatrice del Vangelo, che nel corso dei secoli ha ‘irrigato’, come fiume benefico, tante popolazioni”.
E’ la testimonianza di figure luminose che hanno “portato speranza e pace ad intere città” quali Carlo Borromeo, Madre Teresa di Calcutta e Karol Wojtyla, “un grande missionario” che “ha rilanciato la missione ad gentes e, al tempo stesso, ha promosso la nuova evangelizzazione”.

La Madre di Cristo – ha concluso Benedetto XVI - accompagni sempre e dovunque l’annuncio del Vangelo, affinché si moltiplichino e si allarghino nel mondo gli spazi in cui gli uomini ritrovano la gioia di vivere come figli di Dio”.

Gian Paolo Cassano

Telecomando

Martedì 31 Maggio 2011

TELECOMANDO

a cura di Gian Paolo Cassano

Segnaliamo il bel film Tv, dedicato ad uno degli eventi più tragici e controversi della seconda guerra mondiale, il bombardamento alleato della città di Dresda (13-14 febbraio 1945), definita per la sua bellezza la “Firenze dell’Elba”, con l’incendio della città e molte vittime civili. E’ il film tv “DRESDA”, per la regia di Roland Suso Richter, trasmesso sabato 4 giugno da Rai tre (ore 20,30). Grazie al contributo di alcuni storici che hanno raccolto documenti e testimonianze, viene raccontata la tragedia che ha scosso le coscienze e che in Germania ha ottenuto ascolti record (con oltre 12 milioni di telespettatori).

ITALIA MIA ESERCIZI DI MEMORIA, in onda al sabato su Rai uno (ore 23,10 circa), è condotto dalla coppia televisiva Maurizio Costanzo ed Enrico Vaime che prende in esame un anno raccontato attraverso gli eventi che lo hanno caratterizzato. I filmati dei telegiornali e dei programmi di approfondimento Rai sono il fil rouge del racconto dei due conduttori. Politica e attualità, cronaca nera e rosa, sport e costume, parole e immagini per rievocare situazioni e fatti custoditi nella memoria collettiva. Una sorta di riconoscimento al ruolo della televisione che attraverso i programmi di informazione ha consentito agli spettatori di diventare testimoni oculari della storia.

Gian Paolo Cassano

Unità

Martedì 31 Maggio 2011

OCCIMIANO – (gpc) Sabato 11 e domenica 12 giugno saranno i due momenti clou del ricco programma di manifestazioni predisposto dall’Amministrazione comunale e dalla sezione casalese dell’ANA in occasione del 150º dell’unità d’Italia. Specificatamente si vuole celebrare, con un raduno internazionale, il 10º anniversario dell’unità di protezione civile costituita dalla sezione casalese degli alpini il 27 giugno 2001. Il primo nucleo di volontari era formato da 25 unità e partecipò per la prima volta ad una esercitazione di raggruppamento a Bormio Pellice (TO) nel luglio 2001. Oggi l’unità può contare su 67 volontari effettivi tra cui una squadra di auto soccorso sanitario.

Sabato 11 giugno ci sarà la cerimonia di inaugurazione del campo base e della nuova tenda (ore 11,30) e l’attività dimostrativa di protezione civile (ore 15,00).

Domenica 12 giugno dopo il raduno in piazza Carlo Alberto (ore 9,00) ci sarà la partecipazione in Chiesa parrocchiale alla S. Messa (ore 10,00), cui seguirà la sfilata per le vie del paese fino al Parco della Rimembranza per la cerimonia dell’alzabandiera e degli onori ai caduti. In piazza Marchesi Da Passano ci saranno poi i saluti e le allocuzioni da parte delle autorità. Alle 13 il pranzo in collaborazione con la Pro loco i cui utili saranno devoluti in beneficenza a favore dell’Associazione Mato Grosso. Il menù comprende: insalata di carne cruda, petto di pollo con verdure grigliate, risotto alla trevigiana mantecato al gorgonzola, arrosto al vino bianco con patate al forno e insalata mista, bunet, crostata, panna cotta, acqua, vino, caffè. Il servizio sarà curato con tovaglie e tovaglioli di stoffa e posate d’acciaio (prezzo € 25).

In serata (alle ore 21,00), in piazza Marchesi da Passano, ci sarà il concerto sinfonico con l’orchestra del conservatorio “A. Vivaldi” di Alessandria, diretta dal m.o Andrea Mauri, con il chitarrista Giovanni Cestino. In programma musiche di G. Bizet (come il Preludio dalla Carmen), J. Rodrigo (diversi brani, tra cui la “Fantasia para un Gentilhombre”…) e di Nino Rota (con alcune delle sue più celebri musiche da film, come quella del Padrino).

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Repubblica

Martedì 31 Maggio 2011

OCCIMIANO – (gpc) Quest’anno la festa della Repubblica, giovedì 2 giugno, viene vissuta nel clima dei festeggiamenti per il 150° anniversario dell’Unità.

Il programma, nel quadro delle numerose iniziative lodevolmente messe in cantiere dall’Amministrazione comunale (congiuntamente con la sezione casalese dell’Associazione Nazionale Alpini) si concentrerà nella mattinata con alcuni significativi momenti.

A partire dalle 9,30, nella tensostruttura allestita in piazza Carlo Alberto, avverrà la proiezione su maxischermo della parata militare da Roma.

Verso le 10,00, ci sarà anche la premiazione del concorso “Le 10 immagini che rappresentano l’unità d’Italia”, bandito dalla Provincia (Assessorato allo Sport e alle Politiche giovanili) e rivolto ai ragazzi del triennio delle scuole secondarie di II grado.

In tale occasione verrà anche “svelato” il logo “per i 150 anni dell’Unità d’Italia” che ha ottenuto una particolare menzione da parte della Regione Piemonte.

Alle 11,00 ci sarà la Consegna delle targhe ai Comuni che hanno partecipato alla “ settimana europea della democrazia locale 2010” (Occimiano, Mirabello Monferrato, Borgo San Martino, Giarole, Pomaro, Frassineto Po , Valmacca, Ticineto). Alla manifestazione del 2 giugno interverranno il Sen. Angelo Muzio (Membro del Congresso dei Poteri Locali Regionali del Consiglio d’Europa),il Consigliere Regionale Marco Botta, l’Assessore alle Politiche giovanili ed allo Sport della Provincia di Alessandria Raffaele Breglia.

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Regione

Martedì 31 Maggio 2011

OCCIMIANO – (gpc) Sabato 28 maggio presso la Sala dei Trecento del Centro Incontri della Regione Piemonte di Corso Stati Uniti, il Presidente del Consiglio Regionale del Piemonte Dott. Valerio Cattaneo ha incontrato i Consigli Comunali dei Ragazzi del Piemonte. Tra essi c’era una delegazione del comune e dei componenti del consiglio comunale dei bambini e dei ragazzi composta da Paola Casalone e Marco Bongiorno, accompagnati dal sindaco prof. Ernesto Berra e dal funzionario comunale rag. Carla Marchisio.

In tale occasione, si è svolta la premiazione al concorso per la realizzazione di un “Logo per i 150 anni dell’Unità d’Italia” che diventi simbolo dei Consigli Comunali dei Ragazzi.

Dei circa duecento bozzetti pervenuti, provenienti da 58 Comuni piemontesi, una menzione speciale ha ottenuto anche quello presentati dal Consiglio comunale dei Ragazzi di Occimiano (AL) e che sarà presentato giovedì 2 giugno nel corso della manifestazione per la celebrazione della Festa della Repubblica Italiana

Il logo che ha ottenuto la menzione sarà “svelato” giovedì 2 giugno 2011

sono andati a Torino ad ”incontrare le istituzioni”, organizzando il viaggio nel capoluogo piemontese capitale del Risorgimento. La delegazione occimianese era guidata dal, con il, e (in rappresentanza del Consiglio comunale dei bambini e dei ragazzi) ed è stata accolta a Palazzo Lascaris, sede del Consiglio regionale del Piemonte.

Gli occimianesi hanno inoltre visitato la Mostra italiana del futuro presso le Officine grandi riparazioni.

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Pellegrini

Martedì 31 Maggio 2011

OCCIMIANO – (gpc) Pellegrini per Giovanni Paolo II. Una coppia di giovani sposi polacchi (Marco ed Alessandra Lapai) in pellegrinaggio a piedi è passata giovedì scorso 26 maggio, da Occimiano trovando ospitalità in Parrocchia. Erano partiti a gennaio da Zamosc (nel sud della Polonio) per arrivare in tempo alla beatificazione di papa Giovanni Paolo II a Roma il 1 maggio scorso.

Ora hanno come meta Santiago de Compostela dove contano di arrivare per la festa del nato o ai primi di agosto. Di qui (però questa volta in pullman) faranno ritorno in Polonia.

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Parrocchia

Martedì 31 Maggio 2011

OCCIMIANO – (gpc) La festa di Maria Ausiliatrice è sempre stata particolarmente sentita degli Occimianesi e si è accompagnata con un impegno intenso di preghiera.

Infatti, martedì 24 maggio, continuando una tradizione consolidatati in questi anni, sin dalle 9 del mattino (con l’esposizione del S.S. Sacramento e la celebrazione comunitaria di Lodi) è iniziata una preghiera prolungata di adorazione eucaristica che si è prolungata per tutta il giorno fino alla sera, concludendosi con la Benedizione Eucaristica, cui è seguita la S. Messa. Quest’anno poi è stata esposta per le devozione la bella statua della “Madonna del bombardamento”, nell’anno centenario dell’unità d’Italia. La statua riproduce l’immagine della Madonna della medaglia miracolosa ed ha le mani amputate in seguito al bombardamento del 25 gennaio 1945.

La statua era custodita in una piccola cappella votiva in via Vittorio Emanuele, all’altezza del cancello della casa che fu del prof. Guido Angelino, di fronte alla casa della famiglia Casalone.

Il 25 gennaio 1945, giovedì – racconta Monica Deambrosis che ne ha raccolto la memoria storica dalla madre Olimpia e da altri testimoni - era caduta la neve ed aveva imbiancato tutto il paese. I bambini erano a casa da scuola essendo giorno di riposo settimanale. Si udì un aereo che sorvolava il paese e poi girava abbassandosi sulle case. Dopo pochi istanti lo scoppio della bomba. Le finestre si spalancarono di colpo, i vetri si infransero.” Erano state sganciate due bombe.

Una aveva colpito la cappelletta facendone crollare il davanti e i lati. In mezzo al fumo appariva solo la parete posteriore e la statua della Madonna , intatta, ma con le mani mozzate. Attorno tutte macerie. La casa di fianco ospitava la falegnameria dei fratelli Figazzolo. Al momento dello scoppio si trovava a lavorare Oreste Ricaldone che rimase sepolto dalle cataste di assi, con la testa che sporgeva, miracolosamente illeso.

La seconda bomba invece cadde sull’abitazione di fronte alla falegnameria, quella del messo comunale Giovanni Angelino. La casa venne rasa al suolo e Giovanni, che si trovava in cantina, perì soffocato dal fumo e dalla polvere.”

Dopo la guerra la cappelletta venne ricostruita da alcuni muratori occimianesi; venne poi abbattuta verso la fine degli anni ‘60 per realizzare il cancello di ingresso della casa e della statua, custodita presso la Casa di riposo, si erano perse le tracce …. Ora, con l’occasione delle rievocazioni storiche per l’Unità d’Italia, è stata felicemente riproposta alla venerazione e al culto.

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Accoglienza

Martedì 31 Maggio 2011

OCCIMIANO – (gpc) Il comune di Occimiano si apre all’accoglienza di emigranti provenienti dal nord Africa; infatti, in relazione ai solleciti della regione Piemonte, l’amministrazione comunale ha deciso di offrire la disponibilità di quattro posti presso la casa di riposo San Camillo, di proprietà comunale. Ovviamente saranno garantite le regolari attività le funzioni della casa di riposo. Per quanto riguarda i costi, essi saranno a carico della regione del governo.

Riteniamo - dice il sindaco prof. Ernesto Berra - che una disponibilità di questo tipo presso i comuni sia sostenibile in tutte le comunità locali e possa permettere un’agevole integrazione del soggiorno degli stessi in un clima di reciproca convivenza e di rispetto dei diritti fondamentali delle persone.”

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Beata

Martedì 31 Maggio 2011

Una vita segnata dalla carità, un cuore sempre aperto all’accoglienza dei bisognosi, confidando saldamente nella Divina Provvidenza; è questo il ritratto sintetico di Madre Maria Chiara di Gesù Bambino, fondatrice della Congregazione delle Suore Francescane Ospedaliere dell’Immacolata Concezione. E’ stata proclamata beata a Lisbona in una solenne celebrazione, sabato 21 maggio presieduta dal card. José da Cruz Policarpo, patriarca della capitale portoghese, con la presenza del card. Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.

Libânia do Carmo Galvão Meixa De Moura Telles e Albuquerque (è questo il nome al secolo della neo beata), era nata ad Amadora il 15 giugno 1843; rimasta orfana di entrambi i genitori fu accolta dalle religiose francesi Figlie della Carità e quindi da una famiglia. Sotto la guida spirituale di padre Raimundo Beirão entrò nel Terz’Ordine francescano. In seguito dell’abolizione degli ordini religiosi in Portogallo tra il 1833 e il 1834, si trasferì a Calais, in Francia, dove emise i voti nel 1871. Ritornata in Portogallo, fondò con padre Beirão la Congregazione delle Suore Francescane Ospedaliere dell’Immacolata Concezione. Dedicò tutta la sua vita ad alleviare le sofferenze dei poveri e bisognosi, aprendo case di accoglienza, di assistenza e di istruzione (asili, scuole, ospedali …..), creando opportunità di lavoro e sostentamento economico, anche inviando le sue consorelle in Africa e in Asia. Morì a Lisbona il 1 dicembre 1899. Oggi la Congregazione da lei fondata è presente in 14 Paesi.
La serenità di fronte alle difficoltà della vita di Suor Maria Chiara sono più eloquenti di qualsiasi parola nel testimoniare la sua fede salda nell’Amore provvidenziale del Padre, vivendo la chiamata all’amore di Dio e alla carità verso il prossimo. “Da ciò – ha detto di lei il card. Amato - attinse l’umiltà nell’accettare contrasti e incomprensioni, la magnanimità nel perdonare e il coraggio nella fondazione di una Congregazione dedita all’assistenza e alla cura dei malati. Nella sua vita fu veramente eroica nel vivere e testimoniare le virtù della fede, della speranza e della carità. Del resto il Signore ha sigillato la santità di Suor Maria Chiara con molteplici segni e miracoli”.

Anche il Papa (al Regina Coeli di domenica 22 maggio), parlando delle nuova beata, ha rammentato come ci abbia insegnato a dare luce e calore alla moltitudine di poveri e dimenticati della società.

Gian Paolo Cassano

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La parola di Papa Benedetto

Martedì 24 Maggio 2011

LA PAROLA DI PAPA BENEDETTO

a cura di Gian Paolo Cassano

Una speciale preghiera per i cattolici cinesi (in collegamento con la Giornata del 24 maggio) è stata chiesta dal Papa durante l’udienza generale di mercoledì 18 maggio. “Là, come altrove – ha detto Benedetto XVI - Cristo vive la sua passione. Mentre aumenta il numero di quanti Lo accolgono come il loro Signore, da altri Cristo è rifiutato, ignorato o perseguitato”.

Il Pontefice ha espresso la sua vicinanza “ai sacerdoti e a tutti i cattolici che incontrano difficoltà nella libera professione di fede”, certi che “con la nostra preghiera possiamo aiutarli a trovare la strada per mantenere viva la fede, forte la speranza, ardente la carità verso tutti … fiduciosi che, con la preghiera, possiamo fare qualcosa di molto reale” per questa Chiesa.

Nell’Udienza ha riflettuto sulla figura di Abramo e sulla sua capacità di intercedere presso Dio per la salvezza dell’umanità, commentando innanzitutto la scena descritta dal capitolo 18 della Genesi, dove Abramo intercede nella preghiera presso Dio per gli abitanti di Sodoma e Gomorra puniti per la loro malvagità.

Così “Abramo mette davanti a Dio la necessità di evitare una giustizia sommaria”, intercedendo non solo per gli innocenti, ma per tutti. “Così facendo, mette in gioco una nuova idea di giustizia: non quella che si limita a punire i colpevoli, come fanno gli uomini, ma una giustizia diversa, divina, che cerca il bene e lo crea attraverso il perdono che trasforma il peccatore, lo converte e lo salva. Con la sua preghiera, dunque, Abramo non invoca una giustizia meramente retributiva, ma un intervento di salvezza che, tenendo conto degli innocenti, liberi dalla colpa gli empi, perdonandoli”.

La giustizia di Dio infatti è “superiore” perché Dio non è la punizione, ma la misericordia. Abramo “bussa” al suo cuore, anzi scava “negli abissi della misericordia divina”, perché sa che il desiderio divino è quello di “salvare, dare vita, trasformare il male in bene”.

Così “con la sua supplica, Abramo sta prestando la propria voce, ma anche il proprio cuore, alla volontà divina: il desiderio di Dio è misericordia, amore e volontà di salvezza (…) Con la voce della sua preghiera, Abramo sta dando voce al desiderio di Dio, che non è quello di distruggere, ma di salvare Sodoma, di dare vita al peccatore convertito”.

Se non ci saranno neanche dieci giusti, per Sodoma e Gomorra possano salvarsi è perché è necessaria “una piccola particella di bene da cui partire per salvare un grande male”, una “trasformazione dall’interno, un qualche appiglio di bene” per tramutare “l’odio in amore, la vendetta in perdono”, per rintracciare “dentro la realtà malata” un “germe di bene che può risanare e dare la vita”.

Che nelle nostre città – ha auspicato il Papa - si trovi il germe di bene”; ma occorrerà “che Dio stesso diventi quel giusto (…) il Giusto definitivo, il perfetto Innocente, che porterà la salvezza al mondo intero morendo sulla croce, perdonando e intercedendo per coloro che ‘non sanno quello che fanno’. Allora la preghiera di ogni uomo troverà la sua risposta, allora ogni nostra intercessione sarà pienamente esaudita”.

Domenica 22 maggio, al Regina Coeli, ha evidenziato nell’impegno di annunciare Cristo, “la via, la verità e la vita” il compito principale della Chiesa. Ciò significa “lasciarsi guidare da Gesù, dalla sua parola di Verità, e accogliere il dono della sua Vita. Facciamo nostro l’invito di San Bonaventura: Apri dunque gli occhi, tendi l’orecchio spirituale, apri le tue labbra e disponi il tuo cuore, perché tu possa in tutte le creature vedere, ascoltare, lodare, amare, venerare, glorificare, onorare il tuo Dio”.

Gian Paolo Cassano