OCCIMIANO – 100 anni: è il traguardo che lo scorso 8 gennaio ha raggiunto Giuseppina Rossi vedova Deambrosis.
A mezzogiorno in punto è stata festeggiata nella Sala Consiliare e poi successivamente con il pranzo presso il ristorante del Moro, dove è stata tagliata la bella torta dei 100 anni !
Il Sindaco m.a Valeria Olivieri (costretto a casa per salute) si è collegato telefonicamente per fare gli auguri alla vispa centenaria. A rappresentarla c’erano il vice sindaco Franco Aceto e l’assessore Emanuela Aceto che ha fatto le veci del primo cittadino consegnando un magnifico vaso di orchidee ed una pergamena. Era presente anche il prevosto che ha offerto un simbolico omaggio.
E c’erano gli amici più cari sempre a lei vicini a cominciare dalla cugina Monica Deambrosis.
Un traguardo raggiunto con piena lucidità; quando sono passato nei giorni scorsi per trovarla abbiamo insieme ripercorso il cammino di una vita. Giuseppina, occimianese doc, era nata alla Cascina Colomba (la si incontra all’inizio della zona industriale, nei pressi del torrente Rotaldo) in una famiglia dalle salde radici cristiane e con ben sei figli: infatti oltre a lei c’erano le sorelle Adelina, Norina e Luigina ed i fratelli Francesco e Mario. Con quest’ultimo in particolare Giuseppina ha percorso tanti km in bicicletta (anche con il tandem !), raggiungendo il Lago Maggiore, la Svizzera… Una vera sportiva, anche con la sua moto Benelli da corsa rossa. E’ stata anche eccellente nella guida dell’auto, fino all’età di 98 anni, senza mai avere un incidente !
Sposò Federico Deambrosis (il 29 giugno 194 9) e con lui gestì per alcuni anni il Bar Ristorante dell’Angelo nella centralissima piazza Carlo Alberto (al piano terra di Palazzo Cattana) sempre molto frequentato ed apprezzato anche per la buona cucina, che aveva in lei uno chef d’eccezione. Ed anche oggi continua a dilettarsi di cucina nella preparazione quotidiana…
La sua vita fu segnata da una grande prova, la morte del figlio Roberto (mio coetaneo) a soli 4 mesi, a causa di una brutta broncopolmonite, allora difficilmente curabile (non fu l’unico in quell’anno e ciò fa pensare anche a questi giorni segnati del covid !).
Con il marito poi aveva cominciato a frequentare nelle vacanze l’Appennino dell’Oltrepo pavese (a Pietragavina), appassionandosi alla ricerca di funghi e castagne nei boschi della montagna, luoghi che continuò, anche dopo la morte del marito (nel 1993).
Alla nostra centenaria vadano i migliori auguri dei nostri lettori. Ad multos annos !

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