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La parola di Papa Francesco

LA PAROLA DI PAPA FRANCESCO
a cura di Gian Paolo Cassano

All’Angelus domenica 21 luglio il Papa ha commentato il Vangelo domenicale (Lc. 10, con l’ospitalità a Gesù di Marta e Maria), comprendendo che “non si tratta della contrapposizione tra due atteggiamenti: l’ascolto della parola del Signore, la contemplazione, e il servizio concreto al prossimo. Non sono due atteggiamenti contrapposti, ma, al contrario, sono due aspetti entrambi essenziali per la nostra vita cristiana; aspetti che non vanno mai separati, ma vissuti in profonda unità e armonia”. Il rimprovero che il Signore “con dolcezza” rivolge a Marta è legato al fatto di essere “troppo assorbita e preoccupata dalle cose da ‘fare’. In un cristiano, le opere di servizio e di carità non sono mai staccate dalla fonte principale di ogni nostra azione: cioè, l’ascolto della Parola del Signore, lo stare - come Maria - ai piedi di Gesù, nell’atteggiamento del discepolo”.
Per questo il Pontefice ha inviato a tenere “profondamente unite” la preghiera e l’azione. “Una preghiera che non porta all’azione concreta verso il fratello povero, malato, bisognoso di aiuto, fratello in difficoltà, è una preghiera sterile e incompleta. Ma, allo stesso modo, quando nel servizio ecclesiale si è attenti solo al fare, si dà più peso alle cose, alle funzioni, alle strutture, e ci si dimentica della centralità di Cristo, non si riserva tempo per il dialogo con Lui nella preghiera, si rischia di servire se stessi e non Dio presente nel fratello bisognoso”.
E’ lo stile di san Benedetto riassunto nel motto “ora et labora”, prega e opera. “E’ dalla contemplazione, da un forte rapporto di amicizia con il Signore che nasce in noi la capacità di vivere e di portare l’amore di Dio, la sua misericordia, la sua tenerezza verso gli altri. E anche il nostro lavoro con il fratello bisognoso, il nostro lavoro di carità nelle opere di misericordia, ci porta il Signore, perché noi guardiamo proprio al Signore nel fratello e la sorella bisognosi”.
Prima della partenza per Rio, in occasione della XXVIII Giornata Mondiale della Gioventù, Francesco ha compiuto due gesti molto significativi. Il primo (venerdì 19) è stata la vista al suo predecessore Benedetto XVI nel monastero Mater Ecclesiae, in Vaticano, chiedendo “di accompagnare nei prossimi giorni con la vicinanza spirituale e la preghiera il suo prossimo viaggio in Brasile e i giovani riuniti per la Giornata Mondiale della Gioventù a Rio de Janeiro”. Il secondo (sabato 20) la visita a S.Maria maggiore per affidare alla Vergine Maria il suo viaggio apostolico.
Concludendo l’Angelus poi ha chiesto di accompagnarlo con la preghiera e salutando i giovani, protagonisti di questa “Settimana della Gioventù” ha aggiunto: “tutti coloro che vengono a Rio vogliono sentire la voce di Gesù, ascoltare Gesù: ‘Signore, che cosa devo dare della mia vita? Qual è la strada per me?’. Anche voi (…) fate la stessa domanda al Signore: ‘Signore Gesù, che cosa devo fare della mia vita? Qual è la strada per me?’. Affidiamo all’intercessione della Beata Vergine Maria, tanto amata e venerata in Brasile, queste domande: quella che faranno i giovani laggiù, e questa che fate voi, oggi. E che la Madonna ci aiuti in questa nuova tappa del pellegrinaggio.”
Gian Paolo Cassano

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