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La parola di Papa Francesco

LA PAROLA DI PAPA FRANCESCO
a cura di Gian Paolo Cassano

Con la misericordia si può cambiare il mondo: è l’insegnamento del Pontefice all’udienza generale di mercoledì 9 dicembre. Il Papa ha ricordato il senso dell’Anno Santo e ha affermato che credere nella misericordia e viverla con i fratelli significa entrare nel cuore della fede cristiana. Infatti “la Chiesa ha bisogno di questo momento straordinario”; ed il Giubileo è un momento privilegiato perché la Chiesa impari a scegliere unicamente “ciò che a Dio piace di più”, cioè “perdonare i suoi figli, aver misericordia di loro, affinché anch’essi possano a loro volta perdonare i fratelli”.
Ora “la gioia di Dio è perdonare, l’essere di Dio è misericordia. Per questo in quest’anno dobbiamo aprire i cuori, perché questo amore, questa gioia di Dio ci riempia tutti di questa misericordia”.
Anche la necessaria opera di rinnovamento delle istituzioni e delle strutture della Chiesa “è un mezzo che deve condurci a fare l’esperienza viva e vivificante della misericordia di Dio che, sola, può garantire alla Chiesa di essere quella città posta sopra un monte che non può rimanere nascosta”. L’obiettivo della Chiesa in questo Anno Santo è sentire forte in noi la gioia di essere stati ritrovati da Gesù: “così rafforzeremo in noi la certezza che la misericordia può contribuire realmente all’edificazione di un mondo più umano. Specialmente in questi nostri tempi, in cui il perdono è un ospite raro negli ambiti della vita umana, il richiamo alla misericordia si fa più urgente, e questo in ogni luogo: nella società, nelle istituzioni, nel lavoro e anche nella famiglia”.
Certo, “c’è molto da fare”, ma senza la misericordia, c’è sempre l’amor proprio,  che nel mondo si traduce in ricerca esclusiva dei propri interessi, di piaceri, onori e ricchezze, mentre nella vita dei cristiani si traveste spesso di ipocrisia e di mondanità. Ecco perché è necessario riconoscere di essere peccatori; e se sembrerebbe da ingenui credere di poter cambiare il mondo, “ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini”.
Domenica 13 dicembre, all’Angelus, Papa Francesco, ha affermato che convertirsi significa un concreto impegno alla giustizia e alla solidarietà. Riferendosi al vangelo domenicale ha fatto proprio l’appello del Battista, invitando a convertirsi, con un impegno concreto: “bisogna cambiare direzione di marcia e intraprendere la strada della giustizia, della solidarietà, della sobrietà: sono i valori imprescindibili di una esistenza pienamente umana e autenticamente cristiana”.
Ha poi ricordato l’accordo sul clima firmato alla Conferenza di Parigi: “la sua attuazione richiederà un corale impegno e una generosa dedizione da parte di ciascuno. Auspicando che venga garantita una particolare attenzione alle popolazioni più vulnerabili, esorto l’intera comunità internazionale a proseguire con sollecitudine il cammino intrapreso nel segno di una solidarietà che diventi sempre più fattiva”.
Ha lanciato un appello a tenere conto dei Paesi più poveri alla Conferenza Ministeriale dell’Organizzazione Internazionale del Commercio di Nairobi e si è riferito all’apertura “delle Porte Sante nelle cattedrali di tutto il mondo e delle ‘Porte della Misericordia’ che si aprono nei luoghi di disagio e di emarginazione”.
Gian Paolo Cassano

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