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LA DIVINA MISERICORDIA

La Risurrezione di Cristo sia per il mondo fonte di speranza”: così si è espresso Benedetto XVI nel Lunedì dell’Angelo (24 marzo), al Regina Coeli a Castel Gandolfo.  Si tratta di  un “avvenimento assolutamente nuovo” nella storia dell’umanità che “ha inscritto una volta per sempre l’alleluia nel cuore della Chiesa! Anche nel nostro cuore”.
Per questo il Papa ha invitato alla gioia in modo che l’alelluja pasquale “sia l’espressione proprio della nostra stessa vita”.
Il Pontefice ha poi fatto memoria dei martiri missionari nella Giornata a loro dedicata perché sia “uno stimolo per ciascuno di noi a testimoniare in modo sempre più coraggioso la nostra fede e la nostra speranza in Colui che sulla Croce ha vinto per sempre il potere dell’odio e della violenza con l’onnipotenza del suo amore”.
Ha anche auspicato un impegno a livello mondiale per debellare la tubercolosi “affinché quanti soffrono possano riconoscere, attraverso la loro opera, il Signore Risorto che dona ad essi guarigione, conforto e pace”.
Nell’udienza generale di mercoledì 26 marzo papa Benedetto ha parlato ancora della Risurrezione “verità fondamentale della nostra fede, la cui verità storica è ampiamente documentata” e come l’incontro  con Gesù vivo continui “a convertire e ad affascinare tanti uomini e donne che fin dall’inizio del cristianesimo continuano a lasciare tutto per seguirlo e mettere la propria vita a servizio del Vangelo.”
Per questo occorre lasciarsi ”conquistare dal fascino della sua Risurrezione. Ci aiuti Maria ad essere messaggeri della luce e della gioia della Pasqua per tanti nostri fratelli”.
Al Regina Coeli di domenica 30 marzo il Papa ha fatto memoria di Giovanni Paolo II che aveva stabilitoche in tutta la Chiesa la Domenica dopo Pasqua, oltre che Domenica in Albis, fosse denominata anche Domenica della Divina Misericordia” e di cui ricorre il 2 aprile il terzo anniversario della morte, proprio alla vigilia della domenica II di Pasqua. Giustamente papa Giovanni Paolo II ricordava: “Al di fuori della misericordia di Dio non c’è nessun’altra fonte di speranza per gli esseri umani”.
“Il suo messaggio, come quello di Santa Faustina, - afferma Benedetto XVI - riconduce dunque al volto di Cristo, suprema rivelazione della misericordia di Dio”.
E’ un’opportuna puntualizzazione poiché la “Misericordia è il nucleo centrale del messaggio evangelico”: anzi “è il nome stesso di Dio, il volto con il quale Egli si è rivelato nell’antica Alleanza e pienamente in Gesù Cristo, incarnazione dell’Amore creatore e redentore.”
La misericordia divina  illumini il volto della Chiesa che la manifesta in tutto ciò che dice  compie, ricordando che “dalla misericordia divina, che pacifica i cuori, scaturisce poi l’autentica pace nel mondo, la pace tra popoli, culture e religioni diverse”.

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