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NESSUNO NE PARLA (O QUASI)

NESSUNO NE PARLA (O QUASI)
news quasi sconosciute
a cura di Gian Paolo Cassano

Continua la violenza nei confronti dei cristiani in Egitto. Come riferisce la Radio Vaticana, circa 200 famiglie di cristiani nelle due ultime due settimane hanno lasciato Al Arish in seguito a uccisioni di copti perpetrate da jihadisti dell’IS. Lo riferiscono alla stampa internazionale fonti della comunità copta, confermando l’uccisione di un altro cristiano Kamel Youssef, un idraulico (il sesto nel giro di un mese) nel capoluogo del Sinai settentrionale. È stato assassinato nei pressi della sua abitazione, davanti a moglie e a figli. Occorre ricordare che la copta è la più grande comunità cristiana del Medio Oriente e rappresenta circa il 10% della popolazione egiziana. Domenica scorsa era stato diffuso un video in cui gli ex miliziani “Ansar Beit el-Maqdes”, ora affiliati all’Is, indicavano nei copti la loro “preda favorita”, affermando che l’attentato del dicembre scorso a una chiesa del Cairo (con 27 morti) sarebbe stato “solo l’inizio” della persecuzione nei confronti dei cristiani.
Anche in Sud Sudan la situazione resta grave con la guerra civile che veda circa 5 milioni (su 11 milioni di abitanti) avere bisogno immediato di aiuti umanitari. Di qui l’ urgente ed accorato l’appello lanciato dai vescovi. Un clima di violenza che colpisce anche la Chiesa e in particolare sacerdoti, suore e religiose. Alcune chiese - ricordano i presuli - sono state bruciate. Nel messaggio vescovi ribadiscono che la Chiesa non si schiera con una delle parti coinvolte nel conflitto. La Chiesa - scrivono - è a favore della pace, della giustizia, del perdono, della riconciliazione, del dialogo, dello stato di diritto e del buon governo. Ed è contro la violenza, la discriminazione, la corruzione e l’oppressione.
Gian Paolo Cassano

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