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NESSUNO NE PARLA (O QUASI)

NESSUNO NE PARLA (O QUASI)
news quasi sconosciute
a cura di Gian Paolo Cassano

“Padre Jude Onyebadi è stato liberato ed è in buono stato di salute”: lo ha detto il card. Onaiyekan, arcivescovo di Abuja, capitale della Nigeria, alla Radio Vaticana. Il sacerdote era stato sequestrato il 16 dicembre da tre uomini armati, nella regione centro meridionale di Issele-Uku, mentre dal nord-est del Paese giunge invece la notizia della liberazione di 2.000 prigionieri ostaggio di Boko Haram. Sembra che lo stato di salute sia buono; non è stato pagato alcun riscatto, nonostante la somma ingente chiesta in un primo tempo. “Il rapimento, purtroppo – ha aggiunto il card. Onaiyekan - è diventato un mestiere dei malviventi, qua, in Nigeria: invece di compiere rapine a mano armata, rapiscono la gente e poi chiedono il riscatto. Ogni tanto riceviamo la richiesta di pagamento di riscatto per qualche sacerdote rapito; pure alcune suore sono state rapite, qualche tempo fa, ma sono state liberate dopo due-tre giorni.” La Chiesa nigeriana ha espresso una ferma condanna contro questo modo di agire e contro i rapitori, chiedendo al governo di migliorare il sistema di sicurezza per il comune cittadino che non può andare in giro con la scorta armata.
Sempre in Africa, in Congo, è da registrare l’appello dei Vescovi a rilanciare il dialogo tra maggioranza presidenziale ed opposizione “per una gestione consensuale della transizione nella Repubblica Democratica del Congo”. E’ ciò che ha detto mons. Marcel Utembi Tapa, arcivescovo di Kisangani e presidente della Conferenza Episcopale Nazionale Congolese (Cenco), per trovare un accordo per la gestione del periodo di transizione tra la fine del mandato del Presidente Joseph Kabila (scaduto il 19 dicembre) e l’elezione di un nuovo Presidente. La data delle elezioni presidenziali non è stata ancora fissata ed è uno dei punti in discussione. Mons. Utembi ha però avvertito che la “Cenco non è disposta a prolungare indefinitamente e in modo improduttivo i colloqui”. Nel frattempo rimane viva la tensione nel Paese a causa delle dimostrazioni che chiedono l’abbandono del potere da parte di Kabila. Secondo Human Rights Watch 34 persone sono state uccise dalle forze di sicurezza nel corso di manifestazioni a Kinshasa, Lubumbashi, Matadi e Boma.
Gian Paolo Cassano

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