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LA PAROLA DI PAPA FRANCESCO a cura di Gian Paolo Cassano

Riflettendo sull’accompagnamento spirituale (all’udienza generale di mercoledì 4 gennaio 2023) il Papa ha concluso la serie delle catechesi dedicate al tema del discernimento. L’accompagnamento spirituale è “importante anzitutto per la conoscenza di sé”, che è “una condizione indispensabile per il discernimento”. “Guardarsi allo specchio, da soli, non sempre aiuta”, mentre invece un altro ti dice quella verità che noi magari non vediamo. E’ essenziale soprattutto “farsi conoscere”, anche nelle proprie fragilità che sono “la nostra vera ricchezza, (…) che dobbiamo imparare a rispettare e ad accogliere, perché, quando viene offerta a Dio, ci rende capaci di tenerezza, di misericordia, di amore”. Di qui l’invito a guardarsi “dalle persone che non si sentono fragili: sono dure, dittatoriali. Invece, le persone che con umiltà riconoscono le proprie fragilità: sono più, più comprensive con gli altri.” E’ la fragilità che ci rende umani. “Non a caso, la prima delle tre tentazioni di Gesù nel deserto – quella legata alla fame – cerca di rubarci la fragilità, presentandocela come un male di cui sbarazzarsi, un impedimento a essere come Dio. E invece è il nostro tesoro più prezioso: infatti Dio, per renderci simili a Lui, ha voluto condividere fino in fondo la nostra fragilità.”
Un aiuto offerto dall’accompagnamento spirituale è la possibilità di “smascherare equivoci anche gravi nella considerazione di noi stessi e nella relazione con il Signore”. Quante volte il Vangelo riferisce colloqui fatti da Gesù che diventano esperienza di liberazione e di salvezza (come ad esempio per la Samaritana, per Zaccheo, per la donna peccatrice …. “Raccontare di fronte a un altro ciò che abbiamo vissuto o che stiamo cercando aiuta a fare chiarezza in noi stessi, portando alla luce i tanti pensieri che ci abitano, e che spesso ci inquietano con i loro ritornelli insistenti.” Quando, in momenti bui, pensiamo di aver sbagliato tutto, di non valer niente…. Sono “pensieri falsi e velenosi, che il confronto con l’altro aiuta a smascherare, così che possiamo sentirci amati e stimati dal Signore per come siamo, capaci di fare cose buone per Lui.”
Chi fa accompagnamento “non si sostituisce al Signore”, né alla persona accompagnata, ma “cammina al suo fianco”, incoraggiandola a leggersi dentro e porta frutti, se si vive la “figliolanza e la fratellanza spirituale”, se non si è soli, ma “inseriti in una comunità”. Infatti “siamo gente di un popolo, di una nazione, di una città che cammina, di una chiesa, di una parrocchia, di questo gruppo … una comunità in cammino. Non si va al Signore da soli. (…) Come nel racconto evangelico del paralitico, spesso siamo sostenuti e guariti grazie alla fede di qualcun altro che ci aiuta ad andare avanti (…) altre volte siamo noi ad assumerci tale impegno a favore di un altro fratello o di una sorella, e siamo accompagnatori per aiutare quell’altro.”
Per questo ha indicato come Maestra di discernimento la Vergine Maria, che “parla poco, ascolta molto e custodisce nel cuore”. Lei indica sempre Gesù, e le sue parole: “Fate quello che vi dirà” sono una consegna per tutti i cristiani: “Maria sa che il Signore parla al cuore di ciascuno, e chiede di tradurre questa parola in azioni e scelte. Lei ha saputo farlo più di ogni altro, e infatti è presente nei momenti fondamentali della vita di Gesù, specialmente nell’ora suprema della morte di croce”.
Non bisogna dimenticare che “il discernimento è un’arte” che si può imparare per crescere spiritualmente e soprattutto è “un dono di Dio.” Occorre chiedere sempre al Signore “la grazia di discernere nei momenti della vita” ed una persona che “aiuti a discernere”. Il Signore ci incoraggia e ci sostiene: quante volte nel Vangelo leggiamo le parole di Gesù: “non temere” o “non abbiate paura” ! E’ ciò che ripete anche a noi: “se ci fidiamo della sua parola, giocheremo bene la partita della vita, e potremo aiutare altri. Come dice il Salmo, la sua Parola è lampada ai nostri passi e luce sul nostro cammino.”
Chiediamoci allora:
• Credo che sia importante il discernimento nella mia vita?
• So riconoscere le mie fragilità ?
• Comprendo l’importanza nei momenti bui, di avere un confronto che mi aiuta a smascherare i pensieri falsi e velenosi ?
• Rifletto sulla parola del Papa: “siamo gente di un popolo, di una nazione, di una città che cammina, di una chiesa, di una parrocchia, di questo gruppo … una comunità in cammino.”
Gian Paolo Cassano

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