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LA BELLEZZA NELLA PAROLA a cura di gpc

“Gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente”. (Mc.7,34-35)

L’icona greca dell’Effatà ci aiuta a capire l’episodio evangelico della guarigione del sordomuto. Su una tavola in foglia d’oro, in una bella cornice, domina la figura ieratica di Cristo che guarda lo spettatore, rivestito splendidamente con il chitone (sottoveste o tunica di colore rosso, in uso presso gli antichi greci, simbolo della sapienza divina, a cui allude anche la folta e ben curata capigliatura) e l’Himation (mantello dei romani, solitamente di colore blu, simbolo della regalità). Con una mano tiene un libro con la copertina riccamente decorata (egli è la Parola di Dio), mentre con l’altra sta toccando (con delicatezza) il sordomuto (che si regge con un bastoncino) per guarirlo. Nel nimbo crociato che circonda il viso compaiono (come di regola) le tre lettere greche “O Ω N” (omicron, omega, ni), che significano: Colui che è, che sempre è stato e sempre sarà. Tra la mano di Gesù e quella del sordomuto un cerchio luminoso che sembra alludere ad un’intensificazione della presenza di Dio che sana la malattia.
Gesù è la vita che vince la morte; dalla roccia, infatti, sorge l’albero della vita che a sua volta sostiene il crocifisso da cui scaturisce acqua dal costato che genera un fiume di grazia. Un simbolismo incrociato in cui si assommano ad esempio gli episodi di Mosè che percuote la roccia, il passaggio del mar Rosso, il battesimo di Gesù …. Sotto si vede anche la grotta del Golgota con il teschio di Adamo che viene redento dal sangue che scende dalle ferite di Cristo.
“Signore Gesù, ti ringraziamo per la tua Parola che ci ha fatto vedere meglio la volontà del Padre. Fa che il tuo Spirito illumini le nostre azioni (…) per eseguire quello che la Tua Parola ci ha fatto vedere.”

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