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LA BELLEZZA NELLA PAROLA a cura di gpc

“Erano le nove del mattino quando lo crocifissero. La scritta con il motivo della sua condanna diceva: «Il re dei Giudei». Con lui crocifissero anche due ladroni, uno a destra e uno alla sua sinistra.” (Mc. 15, 25-28)

Sul tema delle Passione ricchissimo è il panorama nella storia dell’arte; tra i tanti interpreti ho scelto questa tempera su tavola di Andrea Mantegna (1457-59), realizzato per la predella della Pala di san Zeno che era costituita da sei tavole.
L’opera è divisibile in due registri: uno inferiore, dove si trovano i soldati, il gruppo delle pie donne, san Giovanni ed altri spettatori, e uno superiore, dove si trovano i tre crocifissi sullo sfondo del cielo terso, che si schiarisce verso l’orizzonte. Alla fiera sopportazione del dolore di Cristo fanno da contraltare le espressive pose contorte dei due ladroni.
Gesù Crocifisso porta tutte le caratteristiche del Christus patiens, dalla corona di spine alla testa reclinata, alle gambe flesse, richiamando così tutta l’intensità della passione e del dolore che il Signore ha offerto per noi. Ai lati sono collocati i due ladroni anch’essi sulla Croce (legati, non inchiodati, come Gesù). Nella struttura verticale del dipinto, il corpo del Cristo, delineato nei minimi particolari, appare inerme, composto, privo ormai di vita.
Nel registro inferiore due gruppi appaiono contrapposti: a destra (di chi guarda) i soldati che stanno giocando ai dadi la veste di Cristo, su un tabellone colorato di forma circolare, dall’altra il dolore di Maria e delle Pie donne con Giovanni un poco scostato da loro, con il capo in alto rivolto verso il Cristo in segno di profonda adorazione. Numerosi sono i dettagli di grande valore, dalla città sullo sfondo rappresentazione ideale di Gerusalemme, in un cielo che va via via schiarendosi, ai teschi (richiamo anche al Golgota, luogo del cranio), che si vedono di lato e sotto la croce di Cristo e ricordano l’inevitabilità della morte, dai cavalieri a lato, in abiti rinascimentali, ad altri soldati che si muovono a cavallo e gente a piedi, nell’indifferenza dell’evento ….
Sant’Agostino (tratti dai suoi Discorsi) che unisce il mistero dell’Incarnazione a quello della Resurrezione del Signore che attrae tutti a Sé.
“La Parola ha sopportato che la sua carne / fosse appesa al legno,/(…) la Parola ha risuscitato la sua carne,/l’ha offerta allo sguardo dei suoi discepoli,/s’è presa ad essere toccata dalle loro mani./Essi toccano e gridano:/“Mio Signore e mio Dio”./Ecco il giorno che ha fatto il Signore.”

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