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Archivio di Giugno 2021

“Camminata dei sentieri a passo libero”

Mercoledì 30 Giugno 2021

OCCIMIANO – (gpc) Erano un centinaio i partecipanti domenica scorsa 20 giugno alla “Camminata dei sentieri a passo libero”, la corsa non competitiva, a scopo benefico, il cui ricavato sarà devoluto all’Associazione ANDOS (che offre un supporto alle donne operate per il tumore al seno). Provenivano un po’ da tutto il Piemonte, ma anche da Liguria e Lombardia.
La manifestazione, aperta a tutti, organizzato dal Munfrà runner club (aderente all’UISP, Unione Italiana Sport Per tutti) e dal Comune occimianese, ha preso il via dopo la punzonatura in piazza Oratorio don Bosco dall’adiacente via Roma, dopo il saluto beneaugurante del presidente del Munfà runner club Fabrizio Colella, del benvenuto del Sindaco m.a Valeria Olivieri e di una preghiera di benedizione da parte del Prevosto.
Il percorso prevedeva due possibilità, una più lunga (dove si percorrono il sentiero di Aleramo, da poco inaugurato ed il sentiero del Grana, 11 km.) ed uno più breve (solo il sentiero di Aleramo, 6 km.).
Al termine, in piazza Grande Torino, tappa finale della camminata, sono stati premiati i primi cinque uomini arrivati (Matteo Volpi, Diego Picollo, Simone Trivellato, Marco Zuccarin, Claudio Castelletti) e le prime cinque donne (Valeria Fabbro, Silvia Malagoli, Cristina Mocci, Valeria Salzami, Maura Bruno).
Un riconoscimento è andato anche al primo occimianese (Attilio Domenighini), al più anziano (Mauro Falla) ed al più giovane (Federico Negro). Da parte dei corridori viva è la stata la soddisfazione per il bel percorso ricco di spunti panoramici anche nella parte collinare del paese.

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LA BELLEZZA NELLA PAROLA a cura di gpc

Mercoledì 30 Giugno 2021

“Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono. Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga.” (Mc 6,1)
L’episodio evangelico è ben descritto dal pittore fiammingo Gerbrand van den Eeckhout (vissuto nel XVII secolo), allievo preferito di Rembrant col quale rimase in contatto a lungo ed il cui influsso appare chiaro, nel gioco di ombre e di chiaroscuri, tipico del grande maestro olandese. Attivo prevalentemente ad Amsterdam, il suo stile si contraddistingue per la versatilità, spaziando dai ritratti alle scene storiche e di genere a quelle bibliche, dimostrando una molteplicità di influenze. Un certo pathos espressivo riflette un interesse verso il barocco.
Al centro della scena c’è Gesù che sta insegnando applicando a sé ciò che era stato letto in precedenza. In questo ambiente, ben caratterizzato da un’architettura classica, si notano due gruppi, uno alla destra con il rabbino, intento ad ascoltare il maestro, l’altro a sinistra appare disinteressato.
Un particolare potrebbe essere colto nel personaggio in primo piano, di spalle, in abiti secenteschi (a differenza degli altri che sono vestiti alla maniera orientale antica…), mentre sta guardano la scena. Potrebbe essere lo stesso autore o ciascuno di noi posto di fronte a ciò che sta avvenendo, poiché il messaggio evangelico e rivolto a tutto e chiede di essere attualizzato.
Entriamo ora anche noi nella sinagoga di Nazaret. Questa Scrittura si attua in ciascuno di noi quando la incarniamo nella nostra vita, quando è vissuta nella fedeltà, diventando lampada ai nostri passi, luce sul nostro cammino, nutrimento di verità per tutta la nostra esistenza. Ha scritto Benedetto XVI: “Ogni nostra giornata sia dunque plasmata dall’incontro rinnovato con Cristo. Facciamo silenzio per ascoltare la Parola del Signore e per meditarla” (”Verbum Domini”, 124).

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Mercoledì 30 Giugno 2021

OCCIMIANO – (gpc) In paese si attende il passaggio del Giro d’Italia donne: Infatti domenica 4 luglio, nella tappa che prenderà il via da Casale nello splendido scenario di piazza Castello (con l’arrivo ad Ovada, dopo 135 km.) passerà dalla SS 31 anche da Occimiano. Per questo L’amministrazione comunale con la locale stazione del Carabinieri ed il gruppo de Protezione civile hanno predisposto il tutto per un attraversamento in sicurezza nella centralissima via Vittorio Emanuele II, tra le 11 e le 12.

Paolo Dal Molin

Mercoledì 30 Giugno 2021

ROVERETO – (gpc) Splendido Paolo Dal Molin che sabato 26 giugno ha stabilito il nuovo record italiano dei 110 ostacoli. L’atleta occimianese ai campionati italiani nella cittadina trentina ha infatti stabilito, con 13”27, il nuovo primato, migliorando di un centesimo il precedente del genovese Emanuele Abate (che resisteva da 9 anni).
Già in batteria Paolo aveva corso in 13”60 nonostante quasi 4 metri di vento contrario, dominando la finale. Qui ha dovuto pazientare prima di realizzare quanto appena fatto. Un piccolo giallo, perché, per un errore, inizialmente gli è stato attribuito il crono di 13”41 (che comunque sarebbe già stato sufficiente per andare ai Giochi), subito corretto nel 13”27. Primato che per l’atleta delle Fiamme Oro vale anche il pass diretto per le Olimpiadi di Tokyo.
L’atleta trentaquattrenne ad inizio marzo aveva conquistato il bronzo sui 60 ostacoli agli Europei di Torun, confermando di aver superato anni di problemi fisici e dall’alto di un talento con pochi eguali si rilancia ai vertici della specialità. Così Dal Molin nella storia dell’atletica leggera.
Bravo Paolo !

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“Sogni giganti”

Mercoledì 30 Giugno 2021

OCCIMIANO - (gpc) “Sogni giganti”. E’ questo lo slogan dell’edizione 2021 di Estate ragazzi che, nato dalla collaborazione tra Comune e Parrocchia, si svolge nel pieno rispetto delle norme previste per la prevenzione anti covid. Prenderà il via lunedì 5 luglio, all’Oratorio Maria Ausiliatrice, coinvolgendo bambini e ragazzi per tutto il mese di luglio, per quattro settimane. Il lavoro coordinato, come sempre, dalla prof.sa Anna Maria Figazzolo, con Silvia Genta, vede coinvolti animatori e ragazzi (con il lavoro di Paola Montadi e di Alice Finotti) nelle diverse attività e proposte, con i membri del Consiglio dell’Oratorio ed alcune Ex Allieve e da Wilma Andreone e la valida collaborazione delle maestre Valentina Zavarise (scuola dell’infanzia) e Laura Gasparolo (biennio della primaria).
L’attività di Estate Ragazzi quest’anno prende spunto dalla storia del gigante gentile che si ispira al film d’animazione “Il mio amico gigante (The BFG)” diretto nel 1989 da Brian Cosgrove e Mark Hall e tratto dal romanzo dello scrittore britannico Roald Dahl. Il tema è legato alla dimensione del sogno e dell’amicizia come quella tra il gigante e la piccola Sofia. Il tempo sarà scandito da diverse tappe impegnando per tutto luglio i ragazzi in diverse attività, con laboratori creativi (quali traforo lanterne, cornici, acchiappa sogni, giardinaggio…..), spazi di riflessione e di preghiera.
Non mancheranno esperienze di uscite e di gite, in piscina (Valmilana), uscite in pullman (Parco Zoom di Torino), attività diversificate di sport, passeggiate, biciclettate…
Un’esperienza estiva come momento di crescita personale attraverso il gioco, la creatività, la scoperta delle proprie capacità e potenzialità. Diventa così possibile scoprire la bellezza e la novità dell’incontro con gli altri e dell’amicizia, imparando a superare egoismi e insofferenze e ad amare l’Oratorio come casa nostra.

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40° ANNIVERSARIO DEL PREVOSTO

Mercoledì 30 Giugno 2021

OCCIMIANO – Domenica 27 giugno è stata festa grande per tutta la comunità per celebrare i 40 anni di sacerdozio del prevosto don Gian Paolo Cassano. Erano presenti il sindaco Valeria Olivieri, il vice sindaco, assessore e consiglieri, rappresentanti del Consiglio dei ragazzi, i sindaci di Bozzole Ugo Baldi e di Pomaro Mirko Amisano, dove don Gian Paolo opera ed ha operato nel suo ministero. Era presente anche il consigliere provinciale Stefano Zoccola, il comandante dei Carabinieri lgt Antonio Caputo, fedeli di Occimiano, di Rivalba e Bozzole e molti amici che con l’occasione hanno voluto fare festa insieme a don Gian Paolo.
Hanno concelebrato anche don Giuseppe Bodrati, parroco della Città di Valenza e don Massimo Lazzarin di Cassolnovo (PV), legato ad Occimiano per ragioni familiari.
Nell’omelia il prevosto ha parlato della grandezza del Signore che si rivela nel chiamare a sé chi vuole lui e nei miracoli, come quelli descritti dal Vangelo domenicale di Marco. Il compito del sacerdote è quello di remare, di essere forte al servizio della Chiesa (come ebbe a dire il Papa ai Gesuiti qualche tempo fa).
Al termine della Messa il sindaco ha rivolto parole di augurio, consegnando una bella targa a don Gian Paolo. Altri doni sono venuti dalle ex allieve, sempre vicine alla Parrocchia (con una bella borsa ed alcune camicie), da parte dei ragazzi dell’oratorio e del Consiglio Pastorale Parrocchiale con un bello e nuovo cero pasquale, oltre ad una bella icona mariana. Bravo il Coro parrocchiale, diretto dalla prof. Anna Maria Figazzolo.
Ottima l’organizzazione di Andrea Bonzano che ha coordinato la celebrazione ed è stato poi protagonista (anche come voce solista) con una riuscita interpretazione della Buona Novella di De Andrè: si tratta di uno splendido lavoro del grande cantautore genovese, basato sui vangeli apocrifi che, pur non riconosciuti come divinamente ispirati, rivestono una loro significativa importanza. Il risultato è stato indubbiamente positivo ed il pubblico ha apprezzato la valida interpretazione dell’opera di De André che con originalità e capacità Andrea Bonzano ha saputo rilevare. Con Andrea bravissimi anche Luca Borsalino (alle tastiere) e Giuseppe Furfari (chitarra elettrica).
La festa poi è continuata sia lunedì (nella vigilia) sia martedì 29 giugno, nella solennità dei S.S. Pietro e Paolo, nell’onomastico di don Gian Paolo con la celebrazione solenne dell’Eucaristia, preceduta dai Vespri.

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Corso di pronto soccorso

Mercoledì 30 Giugno 2021

OCCIMIANO – (gpc) Si è tenuto nella serata di martedì 29 giugno, presso il Saone polifunzionale, l’incontro, promosso dal Comune e dalla Croce Verde di Casale, per illustrare il corso di pronto soccorso che si terrà tra settembre ed ottobre prossimi. In quest’occasione sono state presentate le finalità e le caratteristiche del pronto soccorso la cui utilità è evidente. Per chi ha voluto, è stato già possibile iscriversi all’edizione del corso che è aperto a tutti ed è gratuito. Sarà inoltre possibile proseguire il corso con alcune dimensione specifiche, come ad esempio per l’uso del defribrillatore che si pensa di poter presto installare in Municipio a disposizione della popolazione.

Prima Comunione a Villabella

Mercoledì 30 Giugno 2021

VILLABELLA – (gpc) Una festa per la piccola e vivace comunità di Villabella che ha accolto festosamente 6 bambini che hanno fatto la loro Prima Comunione, nel rito presieduto da don Armand. Sono: Gabriel e Nicolò Raiteri, Victoria Enrica Nirchio, Matteo Rizzetto, Emanuele Aviotti e Vanessa Protano. Brave le catechiste che hanno curato la loro preparazione: Anna Maria, Emanuela e Patrizia.

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NESSUNO NE PARLA (O QUASI) news quasi sconosciute a cura di Gian Paolo Cassano

Mercoledì 30 Giugno 2021

“Durante la pandemia - ha dichiarato Gilbert F. Houngbo, presidente dell’IFAD, il Fondo Internazionale per lo Sviluppo agricolo - i migranti hanno dimostrato una dedizione costante verso le loro famiglie e le loro comunità, effettuando il maggior numero di trasferimenti digitali di rimesse mai registrato”. E’ ciò che è emerso al Forum del Fondo Internazionale per lo Sviluppo agricolo (IFAD) che si è tenuto in questi giorni in occasione della Giornata Internazionale delle rimesse familiari il 16 giugno. C’è stata meno possibilità di viaggi e anche questo ha determinato l’aumento delle spedizioni di denaro, anche se in molti casi non è possibile accedere a questi fondi, come riporta Vatican news.
Infatti milioni di membri delle famiglie destinatarie, che vivono in zone rurali, affrontano enormi difficoltà per accedere ai servizi finanziari digitali che potrebbero aiutarli a uscire dalla povertà. Per questo l’IFAD ha lanciato un appello perché si investa con urgenza in infrastrutture e servizi finanziari digitali nei Paesi in via di sviluppo, per garantire che le famiglie che vivono in aree rurali non vengano lasciate indietro.
Al riguardo l’IFAD ha elaborato misure concrete per promuovere la digitalizzazione del mercato delle rimesse, nel tentativo di stimolare la ripresa e rafforzare la resilienza delle famiglie dei migranti in tutto il mondo. In linea con queste misure, l’Ifad sta attualmente finanziando soluzioni digitali promosse dal settore privato di cui beneficeranno oltre un milione di persone nella sola Africa occidentale.
In tutto il mondo, 200 milioni di migranti mandano regolarmente denaro a casa a circa 800 milioni di loro parenti. Questo contributo influisce in modo cruciale sulla loro vita e sulla loro possibilità di mantenersi. Quasi la metà di queste famiglie vive in aree rurali di Paesi in via di sviluppo, dove la povertà e la fame sono più diffuse. Le famiglie usano i soldi mandati a casa dai lavoratori migranti per soddisfare necessità essenziali quali cibo, alloggio, spese scolastiche e mediche, oltre che per avviare piccole attività imprenditoriali. Queste risorse spesso sono in grado di cambiare la vita delle famiglie e delle comunità locali.

LA PAROLA DI PAPA FRANCESCO a cura di Gian Paolo Cassano

Mercoledì 30 Giugno 2021

Mercoledì 23 giugno, all’Udienza generale nel Cortile di San Damaso, il Papa ha iniziato un nuovo ciclo di catechesi con un percorso di riflessione su argomenti importanti per la fede presenti nella Lettera ai Galati, sottolineando l’attualità delle problematiche che incontrarono queste comunità cristiane. Francesco ha tracciato un parallelo fra la situazione odierna e quella dei primi cristiani della Galazia, dove viveva un’antica popolazione celtica che, attraverso tante peripezie, si era stabilita in quella estesa regione dell’Anatolia che aveva il capoluogo nella città di Ancyra, oggi Ankara, la capitale della Turchia. Ora San Paolo si era accorto di “un grande pericolo” E’ la preoccupazione di un pastore che “è come il papà o la mamma che subito si accorgono dei pericoli dei figli”. Si erano infatti infiltrati alcuni cristiani provenienti dal giudaismo che con astuzia cominciavano a seminare teorie contrarie all’insegnamento paolino, sostenevano la necessita di vivere secondo le regole della legge mosaica, rinunciando alla loro identità culturale per assoggettarsi a prescrizioni e usanze tipiche degli ebrei, fino a denigrare Paolo. “È la strada di sempre: togliere l’autorità all’Apostolo”, presentandosi “come gli unici possessori della verità” e puntando “a sminuire anche con la calunnia il lavoro svolto dagli altri”.
Succede anche oggi dove “si incominciano le storie e poi finiscono per screditare il parroco, il vescovo. È proprio la strada del maligno, di questa gente che divide, che non sa costruire. E in questa Lettera ai Galati vediamo questa procedura.” L’incontro con Cristo per i Galati era stato davvero l’inizio di una vita nuova, con un percorso che “permetteva loro di essere finalmente liberi, nonostante la loro storia fosse intessuta da tante forme di violenta schiavitù, non da ultimo quella che li sottometteva all’imperatore di Roma”. In questa situazione di crisi i Galati si sentivano incerti su come comportarsi: dovevano “seguire quanto Paolo aveva loro predicato, oppure dare retta ai nuovi predicatori che lo accusavano?”. E’ uno smarrimento che si ripete ancora oggi di fronte a predicatori che “con forza affermano che il cristianesimo vero è quello a cui sono legati loro, spesso identificato con certe forme del passato, e che la soluzione alle crisi odierne è ritornare indietro per non perdere la genuinità della fede”, nella “tentazione di rinchiudersi in alcune certezze acquisite in tradizioni passate.” Il Pontefice ha indicato alcuni criteri di riconoscimento, a partire dalla rigidità: “si deve far questo, si deve fare quell’altro … La rigidità è proprio di questa gente.”
Francesco ha allora invitato a seguire l’insegnamento dell’Apostolo per comprendere quale strada seguire in un’opera in cui fondamentale è l’azione dello Spirito Santo. “E’ la via liberante e sempre nuova di Gesù Crocifisso e Risorto; è la via dell’annuncio, che si realizza attraverso l’umiltà e la fraternità; i nuovi predicatori non conoscono cosa sia umiltà, cosa sia fraternità; è la via della fiducia mite e obbediente; i nuovi predicatori non conoscono la mitezza né l’obbedienza. E questa via mite e obbediente va avanti nella certezza che lo Spirito Santo opera in ogni epoca della Chiesa. In ultima istanza, la fede nello Spirito Santo presente nella Chiesa, ci porta avanti e ci salverà.” Con la sua indefessa opera evangelizzatrice, Paolo era riuscito a fondare delle comunità, non una cattedrale, ma “piccole comunità che sono il lievito della nostra cultura cristiana di oggi”. Esse “crescevano e andavano avanti. Anche oggi questo metodo pastorale si fa in ogni regione missionaria,” in uno stile che si riconosce anche oggi, come nella lettera ricevuta da un missionario della Papua Nuova Guinea. Paolo si era dovuto fermare in quella regione a causa di una malattia, ad indicare “che la via dell’evangelizzazione non dipende sempre dalla nostra volontà e dai nostri progetti, ma richiede la disponibilità a lasciarsi plasmare e a seguire altri percorsi che non erano previsti”.
All’Angelus, domenica 27 giugno il Papa ha ricordato che “l’amore non si compra”, ma si trova “entrando in intimità con Gesù” ed aiutando le persone “ferite e sole”. Commentando il vangelo domenicale ed in particolare la guarigione della donna emorroissa che era ritenuta impura a causa delle perdite emorragiche: infatti, “era emarginata” e “viveva sola, con il cuore ferito”. Ha così posto in evidenza come “la malattia più grande della vita” sia “la mancanza di amore”, il “non riuscire ad amare. E la guarigione che più conta è la guarigione degli affetti.” In questa donna senza nome “possiamo vederci tutti”: come lei, anche noi cerchiamo rimedi sbagliati per “saziare la nostra mancanza d’amore”, pensando “che a renderci felici siano il successo e i soldi, ma l’amore non si compra, è gratuito. Ci rifugiamo nel virtuale, ma l’amore è concreto. Non ci accettiamo così come siamo e ci nascondiamo dietro i trucchi dell’esteriorità, ma l’amore non è apparenza. Cerchiamo soluzioni da maghi, da santoni, per poi trovarci senza soldi e senza pace, come quella donna.”
Il vero amore, invece, si trova in Gesù, nel “contatto diretto” con Lui, proprio come fa la donna che “si butta tra la folla per toccargli il mantello”. Ora “in questo tempo, abbiamo capito quanto siano importanti il contatto, le relazioni. Lo stesso vale con Gesù: a volte ci accontentiamo di osservare qualche precetto e di ripetere preghiere, tante volte come i pappagalli…Ma il Signore attende che Lo incontriamo, che Gli apriamo il cuore, che, come la donna, tocchiamo il Suo mantello per guarire. Perché, entrando in intimità con Gesù, veniamo guariti nei nostri affetti.” Lo sguardo di Gesù tra la gente “va in cerca di un volto e di un cuore pieno di fede”, perché “guarda alla persona. Non si arresta di fronte alle ferite e agli errori del passato, ma va oltre i peccati e i pregiudizi. (…) Quante volte, quando noi parliamo, cadiamo nel chiacchiericcio che è sparlare degli altri, ‘spellare’ gli altri. (…) Gesù va oltre i peccati. Gesù va oltre i pregiudizi. Non si ferma alle apparenze, arriva al cuore. E guarisce proprio lei, che era scartata da tutti. Con tenerezza, la chiama figlia”. Di qui l’invito a fare come Gesù, ad imitarlo, rivolgendo uno sguardo alle tante persone che ci vivono accanto, ferite e sole, e che “hanno bisogno di essere amate”, di sentire una nostra “carezza.” Gesù ci “chiede uno sguardo che non si fermi all’esteriorità, ma vada al cuore; uno sguardo non giudicante (…), ma accogliente. Perché solo l’amore risana la vita. (…) Non giudicare, non giudicare la realtà personale, sociale, degli altri. Dio ama tutti! Non giudicare, lasciate vivere gli altri e cercate di avvicinarvi con amore.”