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Archivio di Aprile 2020

Avvisi della Parrocchia S. Valerio Occimiano

Giovedì 30 Aprile 2020

PARROCCHIA S. VALERIO
OCCIMIANO
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DOMENICA 26 aprile 2020

* In ottemperanza al Decreto ministeriale e alle disposizioni dei Vescovi:
• E’ sospesa ogni attività pastorale e celebrazioni liturgiche pubbliche. I funerali in forma privata con benedizione in cimitero.
• Rimangono aperte le chiese per la preghiera personale.
• La S. Messa sarà celebrata senza il popolo

* S. Messe nella settimana:
• Lunedì 27 aprile: ore 10,00
• Martedì 28 aprile: ore 10,00
• Mercoledì 29 aprile: ore 10,00
• Giovedì 30 aprile: ore 10,00
• Venerdì 1 maggio: ore 10,00
• Sabato 2 maggio: ore 10,00

* Ogni domenica:
• Benedizione del paese sul sagrato ed in piazza con la reliquia di san Valerio

* Per il 1 maggio
• L’invito è a recitare in casa il Rosario, simbolicamente uniti alle 21 del 1 maggio, consacrazione dell’Italia a Maria S.S. dal santuario della Madonna di Caravaggio, esponendo alle finestre un piccolo drappo bianco o una candela accesa. TV2000 assicura la diretta.

* Domenica 3 aprile:
• Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni

* Mese mariano con il Rosario ad Ottobre (anziché maggio)
• Ogni giorno alle 20,45 suonerà la campana mariana alle 20,45 per invitare ad unirsi alla preghiera del Rosario da casa

* Devozione delle “tre Ave Maria”
• In questa settimana offriamo la 3° Ave Maria “Perché nel giorno del Risorto torni a risuonare la Parola che dà vita, in cui possiamo nutrirci insieme del Pane della Vita e del Vino dell’alleanza”.

NESSUNO NE PARLA (O QUASI) news quasi sconosciute a cura di Gian Paolo Cassano

Giovedì 30 Aprile 2020

E’ stata celebrata sabato 25 aprile la Giornata mondiale della malaria. Per l’occasione l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), con lo slogan “Zero malaria inizia con me”, ha espresso preoccupazione, perché nell’attuale emergenza della pandemia di Covid-19 non vengano ritardati i piani di prevenzione e cura della malaria, che uccide ancora oltre 400 mila persone ogni anno, in massima parte in Africa.
La malaria è una malattia, che può avere esiti letali, ma prevenibile e curabile, causata da parassiti trasmessi all’uomo attraverso le punture di zanzare Anopheles femmine, inferte in genere nelle ore crepuscolari e notturne. Se nei Paesi endemici è la malattia trasmessa da un vettore più diffusa al mondo, in quelli non endemici è la patologia d’importazione più rilevante, legata principalmente ai viaggi in zone tropicali e all’aumento dei flussi migratori.
Essa miete ancora ogni anno 405.000 morti, vale a dire circa 1.100 al giorno, secondo i dati stimati nell’ultimo rapporto dell’Oms, reso noto nel dicembre scorso, relativi al 2018. In quell’anno sono stati 228 milioni i casi registrati quell’anno, in lievissimo calo rispetto ai 231 milioni del 2017. Per massima parte (al 93 %), la malaria colpisce i Paesi africani, dove si registrano il 94 % dei decessi totali, che interessano in maggioranza neonati e bambini sotto i 5 anni. I più piccoli sono il 67 % delle vittime. Donne in gravidanza, pazienti con l’Aids, nonché migranti e viaggiatori sono tra i gruppi a più alto rischio di contrarre la malattia.
Le regioni di massimo contagio è l’Africa sub-sahariana, ma ci sono focolai d’infezione anche nel Sud-Est asiatico, nel Mediterraneo, nel Pacifico occidentale e nell’America Latina. Nel 2018 oltre la metà dei casi di malaria nel mondo si sono avuti in soli 6 Paesi: Nigeria (25%), Repubblica Democratica del Congo (12%), Uganda (5%), Costa d’Avorio, Mozambico e Niger (4%). Complessivamente quasi la metà della popolazione mondiale vive ancora oggi in zone malariche.
C’è grande preoccupazione nell’Organizzazione Mondiale della Sanità per un possibile ritardo nei programmi di lotta alla malaria e di allentamento nelle strategie di prevenzione, dovuti alla pandemia del Covid-19. “Se c’è bisogno urgente di affrontare in modo aggressivo il nuovo Coronavirus”, avverte l’Oms, occorre “al contempo che altre malattie killer, come la malaria, non vengano trascurate”.

TELECOMANDO a cura di Gian Paolo Cassano

Giovedì 30 Aprile 2020

Gad Lerner torna in tv con “LA SCELTA - I partigiani raccontano” (ore 20.20 su Rai 3), un programma che raccoglie una selezione delle testimonianze dirette dei Partigiani dell’ANPI, ultime icone viventi della lotta al fascismo. Ogni puntata porta alla luce i ricordi toccanti dei partigiani, in un intenso intreccio tra memoria autobiografica e memoria collettiva, tra Storia nazionale e storia personale, quella di chi, giovanissimo, fu chiamato ad una scelta rischiosa: quella di combattere per la libertà. Nel corso delle puntate vengono affrontati diversi temi legati alla Resistenza e alla vita dei partigiani. Il programma è iniziato lo scorso lunedì 27 aprile con due successive puntate (martedì e mercoledì). Continuerà (con la 4°) lunedì 4 maggio, in cui racconterà dei partigiani che già nel 1938, sin da piccoli, dai banchi di scuola, protestarono contro le leggi razziali. Il viaggio nella memoria realizzato da Gad Lerner e Laura Gnocchi avrà la sua conclusione con la puntata Speciale de LA SCELTA - I partigiani raccontano in onda, sempre venerdì 8 maggio, sempre su Rai3, ma alle 23.10, alla quale parteciperanno gli storici Paolo Mieli e Giovanni De Luna e il Presidente dell’ANPI, Carla Nespolo.
All’inizio fu il Maestro Manzi a portare la scuola nelle case degli italiani. Oggi, nell’età più tecnologica della storia, Rai Cultura segue quei passi con una nuova offerta didattica: “#maestri”, in onda da lunedì 27 aprile, ogni giorno alle 15.20 su Rai3. Il programma è firmato da Rai Cultura e realizzato in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, e rientra nell’offerta didattica #lascuolanonsiferma. Arte, scienza, letteratura, ma anche informatica, cucina e musica. Accademici e grandi divulgatori portano la scuola a casa con brevi lezioni di quindici minuti rivolte a tutti gli studenti: 43 puntate, 86 lezioni rivolte a tutti gli studenti degli istituti superiori, con più di venti maestri d’eccellenza. Tra i nomi, Alessandro Barbero, Eva Cantarella, Marta Cartabia, Sabino Cassese, Andrea Giardina, Vittorio Lubicz, Alberto Melloni, Maria Grazia Messina, Marco Mezzalama, Massimo Montanari, Piergiorgio Odifreddi, Telmo Pievani, Nicola Piovani, Chiara Saraceno, Liliana Segre, Luca Serianni, Beppe Severgnini, Claudio Strinati, Gianni Toniolo, Mario Tozzi, Alessandro Zuccari.

LA PAROLA DI PAPA FRANCESCO a cura di Gian Paolo Cassano

Giovedì 30 Aprile 2020

L’udienza generale di mercoledì 22 aprile è stata dedicata, nella giornata della terra, alla difesa del creato. Il Papa ha incoraggiato a crescere nella coscienza della cura della casa comune, che è stata invece inquinata e depredata, dando anche a vita a un movimento popolare “dal basso”. Serve quindi “una conversione ecologica” ed “un piano condiviso” per scongiurare il deterioramento della terra, avendo cura delle altre creature e nutrendo amore e compassione per gli altri. La terra non è un “deposito di risorse” ma per i “credenti il mondo naturale è il Vangelo della Creazione”. E’ il “modo nuovo” con cui guardare alla creazione, consci di essere un’unica famiglia umana interdipendente che, a causa dell’egoismo, è venuta meno alla propria responsabilità di “custodi” della terra, mettendo in pericolo la stessa vita. Dal Papa è venuto poi l’apprezzamento sincero per i “vari movimenti internazionali e locali”, che si sono formati “per risvegliare le coscienze”, anche se “sarà ancora necessario che i nostri figli scendano in strada per insegnarci ciò che è ovvio, vale a dire che non c’è futuro per noi se distruggiamo l’ambiente che ci sostiene”. Ciascuno però può dare il suo piccolo contributo, incoraggiando “a organizzare interventi concertati anche a livello nazionale e locale. È bene convergere insieme da ogni condizione sociale e dare vita anche a un movimento popolare dal basso”. Ha così ricordato due prossimi “importantissimi” incontri, la COP15 sulla Biodiversità a Kunming (Cina) e la COP26 sui Cambiamenti Climatici a Glasgow (Regno Unito). Si tratta di creare “armonia” anche nel “nostro rapporto con la gente, con il prossimo, con i più poveri, con la terra”, nell’armonia che fa lo Spirito Santo. “Nel celebrare oggi la Giornata Mondiale della Terra, siamo chiamati a ritrovare il senso del sacro rispetto per la terra, perché essa non è soltanto casa nostra, ma anche casa di Dio. Da ciò scaturisce in noi la consapevolezza di stare su una terra sacra!” Dio davanti alla creazione vide che era cosa molto buona ma oggi dobbiamo constatare che “siamo stati noi a rovinare l’opera del Signore”, perché “abbiamo peccato contro la terra, contro il nostro prossimo e, in definitiva, contro il Creatore”.
Un detto spagnolo dice che “Dio perdona sempre; noi uomini perdoniamo alcune volte sì, alcune volte no; la terra non perdona mai”. Se l’abbiamo deteriorata, la risposta sarà molto brutta. Infine ha richiamato alla contemplazione, a quella saggezza del “buon vivere” dei popoli originari, intesa da loro non nel senso di passarla bene, ma del vivere in armonia con la terra, esortando, in questo tempo pasquale, ad apprezzare il magnifico dono del creato e a prendersi cura dei fratelli.
Al Regina Coeli domenica 26 aprile ha commentato il passo del Vangelo domenicale dei discepoli di Emmaus, insegnando una svolta, un cambio di prospettiva, un guardare alla realtà “più grande e vera della vita” che è l’amore di Gesù. Ha così sottolineato il passaggio dalla tristezza alla gioia che è possibile se si smette “di orbitare nel proprio io”, se si accetta il cambio di passo che solo l’incontro con Dio può generare. “L’inversione di marcia è (…) passare dai pensieri sul mio io alla realtà del mio Dio; passare – con un altro gioco di parole – dai “se” al “sì”. Dal “se” ai “sì” (…) Se fosse stato Lui a liberarci, se Dio mi avesse ascoltato, se la vita fosse andata come volevo, se avessi questo e quell’altro…, in tono di lamentele. Questo ‘se’ non aiuta, non è fecondo, non aiuta noi né gli altri. Ecco i nostri se, simili a quelli dei due discepoli. I quali passano però al sì: “sì, il Signore è vivo, cammina con noi. Sì, ora, non domani, ci rimettiamo in cammino per annunciarlo”. Sì, io posso fare questo perché la gente sia più felice, perché la gente migliori, per aiutare tanta gente. Sì: sì, posso.” Dalla lamentela alla gioia si passa al servizio, abbandonando “l’aria grigia della tristezza”, che non fa crescere bene, per arrivare alla pace. Ecco “la bella notizia dell’incontro con Gesù Risorto”, che è espressione dell’amore di Gesù di una “realtà più grande e vera della vita, positiva, solare, bella” che i discepoli da Emmaus corrono a portare a Gerusalemme.
Sono, infatti, due le direzioni opposte della vita: “c’è la via di chi, come quei due all’andata, si lascia paralizzare dalle delusioni della vita e va avanti triste; e c’è la via di chi non mette al primo posto sé stesso e i suoi problemi, ma Gesù che ci visita, e i fratelli che attendono la sua visita, cioè i fratelli che attendono che noi ci prendiamo cura di loro. Ecco la svolta: smettere di orbitare attorno al proprio io, alle delusioni del passato, agli ideali non realizzati, a tante cose brutte che sono accadute nella propria vita.”
Ora “non c’è salita, non c’è notte che non si possono affrontare con Gesù”, perché tutto cambia se si fa esperienza del suo amore, del suo incontro. I discepoli di Emmaus sono i testimoni di questa svolta: aprono il cuore, ascoltano le Scritture e invitano Gesù a casa. “Sono tre passaggi che possiamo compiere anche noi nelle nostre case: primo, aprire il cuore a Gesù, affidargli i pesi, le fatiche, le delusioni della vita, affidargli il ‘se’; e poi, secondo passo, ascoltare Gesù, prendere in mano il Vangelo, leggere oggi stesso questo brano, al capitolo ventiquattro del Vangelo di Luca; terzo, pregare Gesù, con le stesse parole di quei discepoli: ‘Signore, «resta con noi» (v. 29). Signore, resta con me. Signore, resta con tutti noi, perché abbiamo bisogno di Te per trovare la via’. E senza di Te c’è la notte.”

LA CHIESA NEL MONDO Le notizie ecclesiali della settimana a cura di Gian Paolo Cassano

Giovedì 30 Aprile 2020

MESSAGGIO DEL PATRIARCA BARTOLOMEO I
ISTANBUL – Il patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I ha scritto (lo scorso 22 aprile) un messaggio in occasione della Giornata della terra in cui ricorda come l’umanità sia ad un bivio e come la pandemia abbia messo a nudo la fragilità della terra. Tutto ciò deve far riflettere – sostiene in un messaggio – su quanto abbiamo promesso e non mantenuto durante questo mezzo secolo, per instaurare un “rapporto nuovo” col pianeta.
RADIO IN AFRICA
Celebrazioni eucaristiche, catechesi e momenti di preghiera ma anche lezioni per studenti: in tempo di coronavirus, scuole e chiese chiuse, le emittenti radiofoniche del continente assumono un ruolo fondamentale. In Africa la radio resta lo strumento migliore per informare la popolazione, sono in molti a non avere accesso a Internet o alla televisione e in questa fase di emergenza causata dalla pandemia di Covid-19, e la Chiesa per raggiungere e sostenere i suoi fedeli utilizza proprio le emittenti radiofoniche.
IN YEMEN
SANA’A - La popolazione nello Yemen vive oggi anche il dramma della pandemia, con tutte le incertezze e le paure per il domani che porta con sé. Oltre questo ci sono guerra e fame. Per questo il vicario apostolico dell’Arabia meridionale mons. Paul Hinder, in un’intervista alla Radio Vaticana ha rimarcato le sfide che nella sua regione affrontano i cristiani. Ha rilanciato l’appello del Papa allo stop alla guerra e al commercio delle armi. Lo Yemen, infatti, rischia il crollo sanitario con l’arrivo della pandemia in un sistema già devastato da cinque anni di guerra. Finora un solo caso di coronavirus è stato confermato nel Paese ma il governo riconosciuto internazionalmente esprime tutta la sua preoccupazione per lo stato di profonda povertà e per la scarsità d’acqua che rende il Paese ‘terreno fertile’ per le malattie.
RINVIATO IL CONGRESSO EUCARISTICO
BUDAPEST- La pandemia da Covid-19 costringe a procrastinare anche il Congresso eucaristico internazionale in origine fissato nella capitale ungherese per il prossimo settembre. Si celebrerà nel settembre 2021. Sarà un’opportunità per prepararlo meglio, con l’auspicio che aiuti l’Europa a riflettere sulle sue radici.
CHIESA BIRMANA
RANGOON - In Myanmar la Chiesa offre le sue proprietà per i centri di quarantena. Si tratta di aiutare con interventi di prevenzione, sensibilizzazione e con l’ospitalità: in prima linea seminari e strutture ecclesiastiche in tempo di pandemia nel Paese asiatico. Al 23 aprile, il Myanmar ha registrato 139 casi di Covid-19 e 5 morti.
COMECE
BRUXELLES – Presa di posizione della COMECE (Commissione delle conferenze episcopali della Comunità Europea), esprimendo la loro posizione su quanto accade nel Mediterraneo e nei porti libici: al centro la richiesta di un meccanismo di solidarietà concertato tra gli Stati membri dell’Ue e che si attivi in automatico in caso di emergenza in mare. “La pandemia – ha detto il Segretario Generale della COMECE mons. Barrios Prieto - non dovrebbe essere una scusa per lasciare che gli esseri umani muoiano nel Mediterraneo”.
SOLIDARIETA’ DELLA CHIESA CALDEA
BAGHDAD – Per l’emergenza Covid-19, Il Patriarca di Babilonia dei Caldei, il card. Louis Raphaël I Sako ha deciso di devolvere il proprio stipendio e quello dei vescovi e dei sacerdoti caldei di Baghdad in sostegno della popolazione. Cristiani e non cristiani, pregano “secondo la propria religione - ha detto a Vatican news mons. Shlemon Warduni vescovo ausiliare del Patriarcato caldeo di Baghdad - e chiedono al Signore di aiutarci e darci la forza di superare questo momento”. Il Paese del Golfo ha fatto registrare ad oggi oltre 1.600 casi, con più di 80 vittime.

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“In casa con la testa, per la città con il cuore”

Giovedì 30 Aprile 2020

OCCIMIANO - (gpc) In questo periodo di emergenza, la comunità occimianese è stata supportata dalla Fondazione Ernesto e Carla Rota e dalla Pro Loco di Occimiano che hanno contribuito a sostenere le prime iniziative messe in campo dall’Amministrazione. Anche Occimiano è stato coinvolto nella raccolta fondi “In casa con la testa, per la città con il cuore” promossa dal Comune di Casale Monferrato e aperta al territorio. Da alcuni giorni è attiva una raccolta fondi “Per Occimiano” che ha lo scopo di sostenere le iniziative dell’Amministrazione per far fronte all’emergenza Covid-19 che ringrazia quanti hanno già voluto contribuire. Ad oggi, a pochi giorni dall’apertura del conto, le donazioni ammontano a 1.800 €. Per chi avesse piacere di aderire all’iniziativa, ricordiamo il codice IBAN dedicato: IT46Q0760110400001049450198.
Con l’avvio della Fase II dell’emergenza epidemiologica, l’Amministrazione comunale ha disposto la riapertura del cimitero: a partire dal 5 maggio, l’accesso sarà consentito ad una sola persona per famiglia, munita di mascherine e guanti, nelle giornate di martedì, giovedì e sabato, dalle ore 9 alle 12 e dalle ore 16 alle 19. La nota pubblicata su Facebook precisa, inoltre, di non sostare troppo a lungo, nel caso ci fossero persone in attesa all’ingresso, che verrà comunque regolamentato.
Accanto alle notizie del virus, la gioiosa notizia della nascita di due piccole Occimianesi alle quali diamo il nostro benvenuto, Emma Patrucco e Zoe Gabban: un segno di speranza per il prossimo futuro della nostra comunità.

25 aprile

Giovedì 30 Aprile 2020

OCCIMIANO (gpc) - L’Amministrazione comunale ha aderito sabato scorso alla proposta dell’ANPI di ricordare il 75° anniversario della Liberazione con un canto o una lettura. Davanti al palazzo municipale (il video è pubblicato sulla pagina Facebook del Comune) il consigliere comunale Giuditta Garavello ha dato lettura della poesia “Una sera di sole”, scritta nel 1944 da un autore anonimo. In precedenza il sindaco Valeria Olivieri, accompagnata dal vice Franco Aceto, ha evidenziato il contesto particolare in cui quest’anno viene celebrato l’evento, nel pieno della pandemia da Coronavirus. “Abbiamo toccato con mano quanto sia doloroso perdere, anche solo in parte, la libertà. Certamente, nel 1945 le condizioni erano molto diverse, ma l’insegnamento da trarre è che con impegno e coraggio potremo affrontare il futuro con speranza e ottimismo”. La prima cittadina riflette inoltre sul significato che assume oggi la parola “Resistenza”, in riferimento alla battaglia contro la diffusione del contagio: “Attuare comportamenti consapevoli per riconquistare una preziosa normalità, parte essenziale della nostra libertà. Liberazione evoca gioia e i giovani di 75 anni fa hanno creduto con tutto il cuore nella costruzione di un futuro migliore. Nostro compito, dunque, è aiutare i giovani di adesso a non perdere i sogni, ricordando che la libertà non va data per scontata ma custodita e coltivata ogni giorno”. E conclude rivolgendosi ai volontari della Protezione Civile comunale, presenti alla cerimonia con una rappresentanza: “Vi ringrazio, a nome della comunità, per il sostegno e il supporto quotidiano nella gestione dell’emergenza”.

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Mercato ambulante del mercoledì: bookcrossing

Giovedì 30 Aprile 2020

OCCIMIANO (gpc) - Novità durante il mercato ambulante del mercoledì: oltre ai due banchi di prodotti alimentari (i soli presenti per via delle limitazioni introdotte per fronteggiare l’epidemia di Coronavirus), a partire da oggi - 29 aprile - piazza Carlo Alberto ospiterà anche un angolo dedicato al bookcrossing, per chi avesse piacere di prendere in prestito un libro o metterne altri a disposizione. Un’iniziativa utile per riscoprire il piacere della lettura, soprattutto in questo periodo di temporanea sospensione delle attività della Biblioteca comunale.

Festa del co- patrono San Giorgio

Giovedì 30 Aprile 2020

OCCIMIANO – (gpc) Seppure con le limitazioni del periodo di epidemia (senza cioè la partecipazione del popolo) giovedì scorso 23 aprile è stata celebrata la festa del co- patrono San Giorgio. Come sempre, il prevosto ha celebrato all’altare di san Giorgio, aprendo lo scurolo dove è conservata l’urna con le reliquie di san Giorgio. Per l’occasione, in forma ufficiale era anche presente (in rappresentanza di tutti gli occimianesi) il Sindaco Valeria Olivieri.
Il sindaco, assieme al vice sindaco Franco Aceto ed al responsabile della Protezione civile Mauro barbano hanno anche partecipato in forme ufficiale, opportunamente distanziati alla Messa per il 25 aprile, al termine della quale il sindaco ha anche letto la preghiera per l’Italia di S. Giovanni Paolo II.
Domenica poi (come la scorsa settimana) al termine della S.Messa il prevosto è uscito sul sagrato ed in piazza con la reliquia del S. Patrono Valerio benedicendo tutto il paese. Così si ripeterà anche nelle prossime domeniche.

Pagamento tassa rifiuti

Giovedì 30 Aprile 2020

OCCIMIANO (gpc) - Le scadenze relative al pagamento della tassa rifiuti partiranno dal mese di giugno: lo ha annunciato l’Amministrazione comunale con una nota pubblicata su Facebook. Inoltre le attività commerciali, artigianali e produttive costrette a forzate chiusure (con conseguenti danni economici) a seguito delle ordinanze ministeriali e regionali per contenere il contagio da Coronavirus, potranno richiedere una riduzione dell’importo da versare in base, appunto, al periodo di chiusura.