Homepage - Scrivi a Don Cassano - Scrivi alla Parrocchia di San Valerio

Archivio di Aprile 2018

Avvisi della Parrocchia S. Valerio Occimiano

Lunedì 30 Aprile 2018

PARROCCHIA S. VALERIO
OCCIMIANO
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DOMENICA 29 aprile 2018

* S. Messe nella settimana:
• Lunedì 30 aprile: ore 18,00
• Martedì 1 maggio: ore 18,00
• Mercoledì 2 maggio: ore 8,30
• Giovedì 3 maggio: ore 18,00
• Venerdì 4 maggio: ore 18,00

* Lunedì 30 aprile: San Giuseppe Benedetto Cottolengo:
• Vespri : ore 17,45
• S. Messa: ore 18,00

* Monastero invisibile:
• 1 maggio a Stresa (partenza: ore 8,30)
• Quota pullman € 20 (pranzo € 17 o al sacco)
• prenotarsi al più presto

* Mese di maggio:
• Dal 2 maggio preghiera mariana (ore 20,45)
• Dal lunedì al venerdì nella Chiesa della Madonna del Rosario

* Rispondere alle sfide dei migranti e rifugiati:
17° punto: PROMUOVERE: Incoraggiare gli Stati ad adottare politiche e pratiche che garantiscano la libertà religiosa, in termini di professione e pratica, a tutti i migranti e rifugiati, indipendentemente dal loro status migratorio.

NESSUNO NE PARLA (O QUASI)

Lunedì 30 Aprile 2018

NESSUNO NE PARLA (O QUASI)
news quasi sconosciute
a cura di Gian Paolo Cassano

In Sud Sudan, una terra ancora tormentata dalla guerra civile, arriva una notizia di speranza. A Nzara lo scorso 21 aprile è stata posta la prima pietra di una struttura sanitaria dal valore di 2 milioni di dollari,che comprenderà una clinica e un reparto maternità, un reparto chirurgico e una banca del sangue. Un gesto di pace. Infatti “la Chiesa continua a integrare gli sforzi del governo nel fornire un sostegno essenziale alla popolazione bisognosa” – ha detto all’Agenzia Fides mons. Barani Eduardo Hiiboro Kussala, vescovo di Tombura-Yambio (in Sud Sudan), presidente della Conferenza Episcopale che riunisce i vescovi di Sudan e Sud Sudan. Il Vescovo ha presieduto alla cerimonio di posa della prima pietra che “segna il passaggio dalla pianificazione alla realtà – ha aggiunto mons. Kussala - Nonostante i danni persistenti della guerra civile nel nostro Paese, oggi assistiamo ad un gesto di pace attivo, che segna una forte discontinuità con la guerra”.
La guerra civile perdura in Sud Sudan dal dicembre 2013, quando il presidente Salva Kiir ha accusato il suo ex vice, Riek Machar, di aver tentato un colpo di Stato, accuse che Machar ha poi respinto.
“La posa della prima pietra segna l’inizio dei principali lavori di costruzione del nuovo ospedale” aggiunge mons. Kussala - Penso che questa notizia possa essere utile, poiché per la maggior parte dal Sud Sudan provengono solo tristi notizie”. Commentando la scelta di Nzara, il vescovo afferma che “la decisione è stata presa sulla base di una varietà di criteri, come la dimensione del sito e la sua posizione, e l’interesse della diocesi nell’area dove è stato speso quasi il 50% del budget annuale. La dimensione del sito - e dell’edificio che verrà costruito - è stata scelta in vista di possibili ampliamenti”.
Gian Paolo Cassano

TELECOMANDO

Lunedì 30 Aprile 2018

TELECOMANDO
a cura di Gian Paolo Cassano

ULISSE dedica due puntate sabato 5 e 12 maggio (RAI TRE, ore 21,30) a “Roma sotto Roma. I segreti nascosti della città”. Il programma, abilmente condotto da Alberto Angela, svelerà i segreti emersi dal passato. Un percorso nei luoghi meno conosciuti della Capitale per scoprirne le varie stratificazioni attraverso tesori mai dissepolti, porte segrete e sotterranei inesplorati. Tra questi le Terme di Traiano nel parco di Colle Oppio, dove è stato ritrovato il più grande mosaico parietale di epoca romana mai scoperto: 300 metri quadri scoperti, ma una parte è ancora sepolto e da portare alla luce.
Dal prossimo maggio Focus Tv prenderà il posto di Mediaset Italia due sul canale 35 del digitale terrestre. Focus tv, infatti, lascia Discovery per passare a Mediaset. Per la precisione il canale sarà trasmesso sul canale 35 del digitale terrestre che al momento ospita la programmazione di Mediaset Italia Due, traslocando dal canale 56 del digitale terrestre al canale 35 di Mediaset. Al suo posto Discovery ha lanciato Motor trend, un canale dedicato agli appassionati di motori.
Tra le prossime programmazioni di Tv 2000 ricorderemo: il 6 maggio il film “Don Milani, il priore di Barbiana” (ore 21.10). L’8 maggio si collega con Pompei la Festa della Madonna di Pompei con la discesa del quadro della Madonna (ore 8.30), la S. Messa (ore 10.30) e la Supplica (ore 12), il documentario su Pompei (ore 12.40 e 19.30) ed il programma “Bartolo Longo: il Rosario e la carità (ore 13.10 23.20). Il 9 maggio, nel 25° anniversario dell’anatema di Papa Giovanni Paolo II contro i mafiosi, trasmette la S. Messa nella Valle dei Templi di Agrigento concelebrata dai vescovi della Sicilia, in diretta (dalle ore 18) ed il 10 maggio la Visita del Papa a Nomadelfia e Loppiano, con dirette dalle ore 7.35.
Gian Paolo Cassano

“Zampettando ad Occimiano” e “Occimiano for dogs”

Lunedì 30 Aprile 2018

OCCIMIANO – (gpc) Duplice appuntamento domenica 6 maggio per tuti gli amici dei cani. Il primo è “Zampettando ad Occimiano”, una passeggiata in compagnia degli amici a quattro zampe lungo un percorso di campagna semplice ed agevole. L’appuntamento è in piazza Grande Torino, quando a partire dalle ore 15, si riceveranno le iscrizioni. La partenza è fissata alla ore 16,00, per terminare verso le 18,30.
La manifestazione è organizzata dai Volontari del Rifugio di Cascine Rossi e da Baulandia, in collaborazione con il comune di Occimiano e la Pro loco.
Alle ore 18,30 preso l’Antica corte dei Marchesi Da Passano (via Cavour, 68) ci sarà “Occimiano for dogs”, l’apericena a buffet per raccogliere fondi per il Canile. Per partecipare, per motivi organizzativi, è obbligatoria la prenotazione (Anna, ore pasti, 0142.71278).
In casa di maltempo, sarà annullata la zampettata, ma si conferma l’apericena (che si svolge in locali al coperto).
gpc

Alessandria Milano

Lunedì 30 Aprile 2018

OCCIMIANO – (gpc) Anche in Comune è possibile firmare la “Petizione per l’indizione di una Consultazione popolare volta a domandare alle Aziende competenti l’istituzione di una linea ferroviaria diretta tra Alessandria e Milano, non soggetta a fermate e tendente alla copertura della tratta in un’ora di viaggio” (in esecuzione del decreto del Presidente nr. 57 del 03/04/2018 ad oggetto).
gpc

NUOVI SANTI - Hanna Chrzanowska

Lunedì 30 Aprile 2018

NUOVI SANTI
a cura di Gian Paolo Cassano

E’ la infermiera laica ad esser proclamata beata. E’ la polacca Hanna Chrzanowska elevata alla gloria degli altari lo scorso sabato 28 aprile, nel Santuario della Divina Misericordia di Cracovia, durante una celebrazione presieduta dal cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi.
A lei si deve l’organizzazione di un sistema innovativo di assistenza domiciliare per i malati cronici che, grazie alle parrocchie, coinvolse centinaia di persone che vivevano in un paese comunista in condizioni estremamente degradanti della dignità umana. Fu un sistema di assistenza realizzato da infermiere professioniste supportate da suore, studenti, parenti e vicini dei malati, coinvolgendo religiosi e sacerdoti in una rete di aiuto, ponendoli al fianco di persone povere, malate e bisognose. Così Chrzanowska divenne anche una pioniera degli ospizi in Polonia.
Fu poco prima della Seconda Guerra mondiale che maturò una profonda conversione, iniziando poi ad assistere i malati nelle loro case ed organizzando un innovativo sistema di cure, che la portò a collaborare, dal 1957 al 1973 con Karol Wojtyla (il futuro papa Giovanni Paoolo II).
Fu lei ad introdurlo nelle profondità della miseria umana, mentre allo stesso tempo insegnava un approccio pratico agli ammalati in modo che sentissero amore, cure, aiuto. Wojtyla esercitò su lei una forte influenza spirituale, come dimostra la fitta corrispondenza tra loro. “Lei – disse una volta il Papa - è sempre stata vicina al mio cuore”; l’infermiera era un frutto del Concilio Vaticano II, una laica, professionista, che attingendo alla profondità della spiritualità cristiana viveva uno stretto rapporto con Cristo che si incarnava nel servizio agli ammalati.
Divenuta membro professo delle Oblate benedettine, riuscì a fare ancora di più: far celebrare la Messa presso i domicili dei malati e, oltre agli esercizi spirituali che già da tempo organizzava per le colleghe, ne organizzò anche per gli ammalati, nella splendida cornice dell’Abbazia di Tyniec, il suo rifugio segreto dove ricaricava le forze fisiche e spirituali.
Ella considerava il proprio lavoro “un’ambulanza costante per gli sfollati”, affatto un mestiere inferiore a quello del medico, le cui arti erano esclusivamente rivolte all’aspetto sanitario. Non si occupava solo del fisico, ma dello spirito e dell’umore dei suoi pazienti, quelli ricoverati in ospedale ma anche i malati terminali che non potevano più muoversi dalle loro case, o i poveri in condizioni disperate che affollavano le parrocchie.
Hanna era l’incarnazione delle beatitudini di Cristo, «in particolare – disse nell’omelia funebre nel 1973 - quella che dice: Beati i misericordiosi», ribadendo la gratitudine nei suoi confronti perché «sei stata per me un grande aiuto e conforto».
Domenica 29 aprile, al Regina Coeli, il Papa ha ricordato la sua beatificazione e come avesse dedicato la sua vita a curare gli ammalati “nei quali vedeva il volto di Gesù sofferente”, pregando affinché sia imitato l’esempio di questa “apostola degli infermi”.
Gian Paolo Cassano

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LA PAROLA DI PAPA FRANCESCO bis

Martedì 24 Aprile 2018

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LA PAROLA DI PAPA FRANCESCO
a cura di Gian Paolo Cassano

Sulle orme di mons. Tonino Bello, il prete e vescovo della Chiesa del grembiule, a 25 anni dalla sua morte.; è il pellegrinaggio che il Papa ha compito venerdì 21 aprile in Puglia, testimoniando il dovere e assieme la bellezza di stare accanto agli ultimi.
La prima tappa è stata Alessano, nel Leccese, sua terra natale, dove “don Tonino” (come tutti fraternamente lo chiamavano) è sepolto. Incontrando i fedeli ha messo in rilievo come don Tonino ci dia “la ricchezza incomparabile di capire i poveri” e servirli. Questa “era per lui vera ricchezza. Aveva ragione, perché i poveri sono realmente ricchezza della Chiesa. Ricordacelo ancora, don Tonino, di fronte alla tentazione ricorrente di accodarci dietro ai potenti di turno, di ricercare privilegi, di adagiarci in una vita comoda.” Non a caso, mons. Bello sottolineava come il Vangelo chiami a una vita spesso “scomoda”, perché ”una Chiesa che ha a cuore i poveri rimane sempre sintonizzata sul canale di Dio, non perde mai la frequenza del Vangelo e sente di dover tornare all’essenziale per professare con coerenza che il Signore è l’unico vero bene. Per questo, nella fedeltà al suo insegnamento, bisogna non “teorizzare” la vicinanza ai poveri ma star loro vicino, seguendo l’esempio di Gesù “fino a spossessarsi di sé”. Don Tonino “non stava con le mani in mano”, ma “agiva localmente per seminare pace globalmente, nella convinzione che il miglior modo per prevenire la violenza e ogni genere di guerre è prendersi cura dei bisognosi e promuovere la giustizia. Infatti, se la guerra genera povertà, anche la povertà genera guerra. La pace, perciò, si costruisce a cominciare dalle case, dalle strade, dalle botteghe, là dove artigianalmente si plasma la comunione.” Poi, l’auspicio che questa terra di “frontiera” o “terra-finestra”, dal Sud dell’Italia si spalanchi “ai tanti Sud del mondo”, dove “i più poveri sono sempre più numerosi mentre i ricchi diventano sempre più ricchi e sempre di meno”. Significa essere una “finestra aperta, da cui osservare tutte le povertà che incombono sulla storia”, soprattutto “una finestra di speranza perché il Mediterraneo, storico bacino di civiltà, non sia mai un arco di guerra teso, ma un’arca di pace accogliente.” Così ha auspicato “che il Signore ci dia questa grazia: una Chiesa non mondana, al servizio del mondo. Una Chiesa monda di autoreferenzialità” ed “estroversa, protesa, non avviluppata dentro di sé, non in attesa di ricevere, ma di prestare pronto soccorso; mai assopita nelle nostalgie del passato, ma accesa d’amore per l’oggi, sull’esempio di Dio, che ha tanto amato il mondo.” Don Tonino era un “credente con i piedi per terra e gli occhi al Cielo” e soprattutto “con un cuore che collegava Cielo e terra”. Per questo parlava della vocazione come “evocazione” a indicare “una chiamata a diventare non solo fedeli devoti, ma veri e propri innamorati del Signore, con l’ardore del sogno, lo slancio del dono, l’audacia di non fermarsi alle mezze misure”, per cui “quando il Signore incendia il cuore, non si può spegnere la speranza. Quando il Signore chiede un ‘sì’, non si può rispondere con un ‘forse’”. Soleva dire “che noi cristiani ‘dobbiamo essere dei contempl-attivi, con due t, cioè della gente che parte dalla contemplazione e poi lascia sfociare il suo dinamismo, il suo impegno nell’azione’, della gente che non separa mai preghiera e azione.”
A Molfetta, dove ha esercitato il suo ministero episcopale fino alla morte, ha celebrato l’Eucaristia, invitando ad “entrare in una relazione vitale, personale” con Gesù, attingendo dall’Eucaristia che non è “un bel rito, ma la comunione più intima, più concreta, più sorprendente che si possa immaginare con Dio”. La vita del cristiano parte dall’Eucaristia, come diceva don Tonino: ‘se manca l’amore da cui partono le opere, se manca il punto di partenza che è l’Eucaristia, ogni impegno pastorale risulta solo una girandola di cose’. Infatti “chi si nutre dell’Eucaristia assimila la stessa mentalità del Signore”, come Lui diventa pane spezzato per gli altri, “smette di vivere per sé, ma vive per Gesù e come Gesù, cioè per gli altri. Vivere per è il contrassegno di chi mangia questo Pane, il marchio di fabbrica del cristiano. Si potrebbe esporre come avviso fuori da ogni chiesa: dopo la Messa non si vive più per sé stessi, ma per gli altri. (…). ‘Dopo la Messa non si vive più per sé stessi, ma per gli altri’. Don Tonino ha vissuto così.” Don Tonino Bello diceva che ‘l ‘Eucarestia non sopporta la sedentarietà’ e che senza alzarsi da tavola resta ‘un sacramento incompiuto’. Allora il Papa si è chiesto: “in me, questo Sacramento si realizza? Più concretamente: mi piace solo essere servito a tavola dal Signore o mi alzo per servire come il Signore? Dono nella vita quello che ricevo a Messa? E come Chiesa potremmo domandarci: dopo tante Comunioni, siamo diventati gente di comunione?(…) E noi, che condividiamo questo Pane di unità e di pace, siamo chiamati ad amare ogni volto, a ricucire ogni strappo; ad essere, sempre e dovunque, costruttori di pace.” Don Tonino Bello spesso ripeteva: ‘in piedi’ e Francesco ha invitato a rischiare la vita per Gesù: “la vita cristiana va investita per Gesù e spesa per gli altri. Dopo aver incontrato il Risorto non si può attendere, non si può rimandare; bisogna andare, uscire, nonostante tutti i problemi e le incertezze.”
Gian Paolo Cassano

LA PAROLA DI PAPA FRANCESCO

Martedì 24 Aprile 2018

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LA PAROLA DI PAPA FRANCESCO
a cura di Gian Paolo Cassano

Continuando la catechesi sul Battesimo, all’udienza generale di mercoledì 18 aprile il Papa ha ricordato l’importanza della data del proprio Battesimo (“è come se fosse il secondo compleanno”), da celebrare. Si è soffermato innanzitutto sul rito di accoglienza quando viene chiesto il nome, perché indica l’identità personale, in quanto il Battesimo accende “la vocazione personale a vivere da cristiani, che si svilupperà in tutta la vita”. Di conseguenza “implica una risposta personale e non presa a prestito, con un ‘copia e incolla’. La vita cristiana infatti è intessuta di una serie di chiamate e di risposte: Dio continua a pronunciare il nostro nome nel corso degli anni, facendo risuonare in mille modi la sua chiamata a diventare conformi al suo Figlio Gesù. E’ importante dunque il nome!” Ma “la fede non si può comprare” ma si può chiedere e ricevere in dono ed i catecumeni adulti manifestano in prima persona ciò che desiderano mentre i bambini sono presentati dai genitori e i padrini. A suggellare questo, è il segno della croce tracciato sulla fronte, che manifesta chi siamo, come “un marchio pasquale”, che rende visibile esteriormente il modo cristiano di affrontare la vita. Di qui l’appello a farsi il segno della croce “quando ci svegliamo, prima dei pasti, davanti a un pericolo, a difesa contro il male, la sera prima di dormire” perché “significa dire a noi stessi e agli altri a chi apparteniamo, chi vogliamo essere” e ad insegnare ai bambini a farlo bene perché non sempre è così, conservando anche in casa un po’ di acqua benedetta: “così, ogni volta che rientriamo o usciamo, facendo il segno della croce con quell’acqua ci ricordiamo che siamo battezzati.“
Domenica 22 aprile (nella Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni) il Pontefice ha ordinato 16 nuovi sacerdoti (di cui 11 della diocesi di Roma), provenienti da diverse parti del mondo invitandoli ad essere sempre misericordiosi. Nell’omelia ha ricordato che Gesù è il solo Sommo Sacerdote del Nuovo Testamento, e in Lui tutto il popolo di Dio è costituito popolo sacerdotale: “nondimeno, tra tutti i suoi discepoli, il Signore Gesù vuole sceglierne alcuni in particolare, perché esercitando pubblicamente nella Chiesa in suo nome l’officio sacerdotale a favore di tutti gli uomini, continuassero la sua personale missione di maestro, sacerdote e pastore.” Il Papa, poi rammentando la partecipazione del presbitero alla missione di Cristo, ha raccomandato di dispensare “a tutti quella Parola di Dio, che voi stessi avete ricevuto con gioia. Leggete e meditate assiduamente la Parola del Signore per credere ciò che avete letto, insegnare ciò che avete appreso nella fede, vivere ciò che avete insegnato.” Riferendosi poi al Sacramento della Penitenza ha chiesto: “per favore, non stancatevi di essere misericordiosi. Pensate ai vostri peccati, alle vostre miserie che Gesù perdona. Siate misericordiosi”, esercitando in letizia e carità sincera il loro sacerdozio “unicamente intenti a piacere Dio e non a voi stessi o agli uomini, per altri interessi. Soltanto il servizio a Dio, per il bene del santo popolo fedele di Dio”, avendo “sempre davanti agli occhi l’esempio del Buon Pastore, che non è venuto per essere servito, ma per servire e per cercare e salvare ciò che era perduto.” Gesù è il “Pastore buono per eccellenza” (ha ribadito poi al Regina Coeli, insieme a 4 dei novelli sacerdoti) perché ha offerto la sua vita per noi e ci risana dalle “tante forme di infermità spirituale”, come ambizione, pigrizia, orgoglio, mettendo “con fiducia la propria esistenza nelle mani del Risorto”. Bisogna per questo “lasciarci conoscere” da Gesù. Lui sa quali sono i nostri pregi e difetti, i progetti e le speranza deluse “ma ci accetta così come siamo, anche con i nostri peccati, per guarirci, per perdonarli,” guidandoci “con amore, perché possiamo attraversare sentieri anche impervi senza smarrire la via”. Ma anche noi siamo chiamati a conoscere Gesù; perciò bisogna abbandonare “gli atteggiamenti autoreferenziali per incamminarsi su strade nuove”, aperte su vasti orizzonti: se “nelle nostre comunità si raffredda il desiderio di vivere il rapporto con Gesù, di ascoltare la sua voce e di seguirlo fedelmente, è inevitabile che prevalgano altri modi di pensare e di vivere che non sono coerenti col Vangelo.” Di qui, con l’aiuto di Maria, la necessità di “maturare una relazione sempre più forte con Gesù. Aprirci a Gesù, perché entri dentro di noi. Una relazione più forte: Lui è risorto. Così possiamo seguirlo per tutta la vita.”
Gian Paolo Cassano

S. GIORGIO

Martedì 24 Aprile 2018

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OCCIMIANO - (gpc) San Giorgio (con san Lorenzo) è co patrono di Occimiano, accanto al patrono principale San Valerio. Così, lunedì 23 aprile si è celebrata la festa liturgica. Per l’occasione si sono celebrati i Vespri della festa di San Giorgio ed è stata esposta all’altare di San Giorgio (dove c’è lo scurolo che la contiene) l’urna con le reliquie del Santo.
gpc

CONSIGLIO COMUNALE

Martedì 24 Aprile 2018

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OCCIMIANO – (gpc) Si terrà giovedì 26 aprile (presieduto dal Sindaco m.a Valeria Olivieri), alle ore 21,15, in seduta pubblica il Consiglio comunale che prevede l’approvazione del Conto Consuntivo anno 2017 e la 1^ Variazione al Bilancio di Previsione 2018-2020. In programma anche la comunicazione in ordine al riaccertamento ordinario residui anno 2017 e precedenti e l’approvazione nuovo schema di convenzione per la gestione in forma associata di una centrale unica di committenza con il Comune di Casale Monferrato.
gpc