Homepage - Scrivi a Don Cassano - Scrivi alla Parrocchia di San Valerio

Archivio di Giugno 2017

Avvisi della Parrocchia S. Valerio Occimiano

Martedì 27 Giugno 2017

******** DOMENICA 25 giugno 2017

* S. Messe nella settimana: (Chiesa Madonna del Rosario)
Lunedì 26 giugno: ore 18,00
Martedì 27 giugno: ore 17,00
Mercoledì 28 giugno: ore 17,00
Giovedì 29 giugno: ore 18,00
Venerdì 30 giugno: ore 18,00

* Vespri
Lunedì 26 giugno (ore 17,45) - segue: S. Messa

* Domenica 25 giugno:
Giornata della carità del Papa

* Martedì 27 giugno:
XXXVI Ordinazione don Gian Paolo: sono a Roma (ed in Udienza dal Papa) per il Convegno nazionale Familiari del Clero: vi sono grato di una vostra preghiera

* Salone parrocchiale:
Domenica 25 giugno: nuova edizione dello spettacolo “Fa’ cimbreia”, ore 21,00
Mercoledì 28 giugno: Film “le uova del corvo” (Ciclo Venti di Terre lontane), ore 21,00

* Lunedì 3 luglio:
Inizio di Estate ragazzi

Telecomando

Martedì 27 Giugno 2017

TELECOMANDO
a cura di Gian Paolo Cassano

RADIO VATICANA ITALIA: la radio del Papa ora è possibile ascoltarla sul digitale terrestre, con un ricco palinsesto giornaliero (canale 875). Da quando la storica antenna in onde media di S. Maria di Galeria è stata disattivata (per i problemi causati dell’inquinamento delle onde radio), ora finalmente è possibile ascoltare la Radio Vaticana con il segnale perfetto del digitale, mentre Tv 2000 cambia frequenza, ma conserva sempre la stessa numerazione (canale 28).
Su Rai tre continua il ciclo de LA GRANDE STORIA (venerdì ore 21,20): il 1 luglio la puntata è dedicata alle Donne!. Donne famose, donne coronate ma anche donne straordinariamente comuni. Puntata Rotocalco quella dell’8 luglio. Tre  storie italiane un po’ dimenticate. Nazisti predatori d’arte e i capolavori ritrovati dai monuments men italiani. Poi il disastroso alluvione che cinquant’anni fa mise in ginocchio Firenze. E infine l’ultima utopia del secolo breve, il Socialismo, raccontato attraverso le vicende di tre storici protagonisti: Turati, Nenni e Craxi.
Parte il 1 luglio l’edizione 2017 del TOUR DE FRANCE. Programmazione tv sulla Rai per il Tour de France . L’intera corsa a tappe sarà trasmessa su Rai Sport e Rai 3, senza dimenticare Rai Play per il servizio di streaming o per rivedere le emozioni on demand. La giornata si aprirà con Anteprima Tour alle ore 13.45 sul canale tematico sportivo, dopodiché ci sarà la diretta della tappa, che verrà proposta anche su Rai 2 a partire dalle ore 15. Al termine, seguirà Tour Processo, rubrica che terminerà intorno alle ore 18 circa. Oltre che in televisione e su internet, si potranno ricevere aggiornamenti dalla corsa su Rai Radio 1 dalle ore 16 alle ore 17.30.
Gian Paolo Cassano

La parola di Papa Francesco

Martedì 27 Giugno 2017

LA PAROLA DI PAPA FRANCESCO
a cura di Gian Paolo Cassano

“Essere santi si può perché ci aiuta il Signore”. E’ l’incoraggiamento del Papa all’Udienza generale di mercoledì 21 giugno, mettendo in evidenza la santità come testimonianza e compagnia di speranza. La santità passa nella quotidianità, perché essere santi significa fare il proprio dovere sempre e dovunque, con il cuore aperto a Dio. I santi testimoniano che “la vita cristiana non è un ideale irraggiungibile”. Essi hanno conosciuto le “nostre stesse fatiche”, perché non hanno creduto “che le forze negative e disgreganti possano prevalere. L’ultima parola sulla storia dell’uomo non è l’odio, non è la morte, non è la guerra”. La nostra vita è nelle mani di Dio e “la Chiesa è fatta di innumerevoli fratelli, spesso anonimi, che ci hanno preceduto e che per l’azione dello Spirito Santo sono coinvolti nelle vicende di chi ancora vive quaggiù”.  Ecco l’intercessione dei santi, “la moltitudine di testimoni” di cui parla la Lettera agli Ebrei che è stata proclamata in questa occasione. “Dio non ci abbandona mai”; è vero che siamo “polvere che aspira al cielo”, che siamo “deboli” , ma potente è il mistero della grazia. Di qui l’auspicio che il Signore “doni a tutti noi la speranza di essere santi”, nella vita di tuti i giorni: “occorre fare tutto con il cuore aperto verso Dio, in modo che il lavoro, anche nella malattia e nella sofferenza, anche nelle difficoltà, sia aperto a Dio. E così si può diventare santi. Che il Signore ci dia la speranza di essere santi. Non pensiamo che è una cosa difficile, che è più facile essere delinquenti che santi! No. Si può essere santi perché ci aiuta il Signore; è Lui che ci aiuta”. Che i cristiani possano “diventare immagine di Cristo per questo mondo”, persone “che vivono accettando anche una porzione di sofferenza, perché si fanno carico della fatica degli altri”. C’è bisogno di ‘mistici’, persone che rifiutano il dominio e aspirano, invece, alla carità: “senza questi uomini e donne il mondo non avrebbe speranza”.
Domenica 25 giugno, all’Angelus, ha lasciato risuonare l’invito di Gesù a non avere paura, quando istruisce e prepara i suoi discepoli “ad affrontare le prove e le persecuzioni che dovranno incontrare.” Infatti “l’invio in missione da parte di Gesù non garantisce ai discepoli il successo, così come non li mette al riparo da fallimenti e sofferenze. Essi devono mettere in conto sia la possibilità del rifiuto, sia quella della persecuzione. Questo spaventa un po’, ma è la verità”.
Il cristiano è “chiamato a conformare la propria vita a Cristo, che è stato perseguitato dagli uomini, ha conosciuto il rifiuto, l’abbandono e la morte in croce”, perché “non esiste la missione cristiana all’insegna della tranquillità; le difficoltà e le tribolazioni fanno parte dell’opera di evangelizzazione,…” Tutto questo diventa occasione “per verificare l’autenticità della nostra fede e del nostro rapporto con Gesù”, certi che Dio “non abbandona i suoi figli nell’ora della tempesta”, ma sono “sempre assistiti dalla sollecitudine premurosa del Padre.” Il pensiero è andato quindi all’odierna “persecuzione contro i cristiani”, invitando a pregare per loro perché continuino “a testimoniare con coraggio e fedeltà la loro fede”. C’è però un’altra “forma di prova che può essere anche l’assenza di ostilità e di tribolazioni”, di chi “non vuole essere svegliata dal torpore mondano, che ignora le parole di Verità del Vangelo, costruendosi delle proprie effimere verità”. Bisogna non aver paura di chi  deride e maltratta, di chi ignora o davanti onora ma dietro combatte il Vangelo.  “Gesù non ci lascia soli perché siamo preziosi per Lui”.
Gian Paolo Cassano

La parola di Papa Francesco

Martedì 27 Giugno 2017

LA PAROLA DI PAPA FRANCESCO
a cura di Gian Paolo Cassano

Martedì 20 giugno il Papa si è fatto pellegrino “sulle orme di due parroci che hanno lasciato una traccia luminosa, per quanto scomoda, nel loro servizio al Signore e al popolo di Dio”. Sono Don Primo Mazzolari, a Bozzolo, e Don Lorenzo Milani a Barbiana, colui che difese e promosse la dignità dei poveri dando loro la parola.
A Bozzolo, ha invitato la Chiesa a non ignorare più pastori come Don Primo Mazzolari, sacerdote “scomodo” perché vicino ai poveri e sempre alla ricerca dei “lontani” e di cui il prossimo 18 settembre (come ha annunciato il vescovo di Cremona, mons. Antonio Napolioni) partirà il processo di Beatificazione. Una vista privata che è diventata una “festa di popolo”, il popolo di Don Mazzolari. Il fermarsi in preghiera sulla tomba di Don Primo è stato un gesto semplice e al tempo stesso fortissimo perché ha rappresentato l’abbraccio del Successore di Pietro ad un sacerdote a volte incompreso, perché profetico. Francesco ha riconosciuto che la traccia lasciata da sacerdoti come lui è “luminosa, (…) per quanto scomoda” ed ha ribadito che “i parroci”, quando “sono i volti di un clero non clericale”, sono “la forza della Chiesa in Italia”. E’ stato giustamente per questo definito il “parroco d’Italia”, declinando l’attualità del suo messaggio da tre “scenari che ogni giorno riempivano” gli occhi e il suo cuore: “il fiume, la cascina e la pianura”.
Il fiume: infatti “la sua parola, predicata o scritta attingeva chiarezza di pensiero e forza persuasiva alla fonte della Parola del Dio vivo, nel Vangelo” celebrato “in gesti sacramentali mai ridotti a puro rito”. Egli “non si è tenuto al riparo dal fiume della vita, dalla sofferenza della sua gente”, ma ha cercato di cambiare il mondo e la Chiesa senza rimpianti per il passato “attraverso l’amore appassionato e la dedizione incondizionata.” Il Papa ha quindi indicato tre strade che sviano dalla direzione evangelica. Innanzitutto il “lasciar fare”, il “non sporcarsi le mani” guardando il mondo dalla finestra, che “mette la coscienza a posto, ma non ha nulla di cristiano”. Il secondo metodo sbagliato è quello dell’“attivismo separatista”, per cui “ci si impegna a creare istituzioni cattoliche” come banche e cooperative, ma si rischia di ritrovarsi con “una comunità cristiana elitaria” che favorisce “interessi e clientele con un’etichetta cattolica”. Il terzo errore è il “soprannaturalismo disumanizzante”, la tentazione dello spiritualismo che preferisce le devozioni all’apostolato.  Don Mazzolari è stato il “parroco dei lontani” perché li ha sempre cercati con amore; egli è stato un parroco convinto che “i destini del mondo si maturano in periferia”, e ha fatto della propria umanità uno strumento della misericordia di Dio, alla maniera del padre della parabola evangelica, così ben descritta nel libro La più bella avventura. Egli è stato giustamente definito il “parroco dei lontani”, perché li ha sempre amati e cercati, si è preoccupato “non di definire a tavolino un metodo di apostolato valido per tutti e per sempre, ma di proporre il discernimento come via per interpretare l’animo di ogni uomo”. 
Il secondo scenario è quello della cascina che a qual tempo era una “famiglia di famiglie”, che indica “l’idea di Chiesa che guidava don Mazzolari”; egli “pensava a una Chiesa in uscita”, quando diceva ai sacerdoti che “bisogna uscire di casa e di Chiesa, se il popolo di Dio non ci viene più”.
Di qui lo sguardo misericordioso del parroco di Bozzolo nel chiedere di non massacrare “le spalle della povera gente”, esortando così i sacerdoti italiani e di tutto il mondo. “E se, per queste aperture, veniva richiamato all’obbedienza la viveva in piedi, da adulto, e contemporaneamente in ginocchio, baciando la mano del suo Vescovo, che non smetteva di amare”. 
Il terzo scenario “è quello della vostra grande pianura”, dove bisogna inoltrarsi senza paura, perché è in mezzo alla gente che si “incarna la misericordia di Dio”. Di qui l’incoraggiamento “ad ascoltare il mondo, chi vive e opera in esso, per farvi carico di ogni domanda di senso e di speranza, senza temere di attraversare deserti e zone d’ombra. Così possiamo diventare Chiesa povera per e con i poveri, la Chiesa di Gesù.” Ecco la testimonianza di Don Mazzolari che ha vissuto “da prete povero, non da povero prete”. Infatti “la credibilità dell’annuncio passa attraverso la semplicità e la povertà della Chiesa”. Ha quindi esortato a fare tesoro della lezione di Don Mazzolari: “se doveste riconoscere di non aver raccolto la lezione di don Mazzolari, vi invito oggi a farne tesoro. Il Signore, che ha sempre suscitato nella santa Madre Chiesa pastori e profeti secondo il suo cuore, ci aiuti oggi a non ignorarli ancora. Perché essi hanno visto lontano, e seguirli ci avrebbe risparmiato sofferenze e umiliazioni”. 
Recandosi quindi a Barbiana ha ricordato che don Lorenzo Milani (a 50 anni dalla morte) ha saputo “ridare la parola ai poveri perché senza parola non c’è dignità. Ed è la parola che potrà aprire la strada alla piena cittadinanza nella società mediante il lavoro e la piena appartenenza alla Chiesa con una fede consapevole”. Egli ha testimoniato come nel dono di sé a Cristo si incontrano i fratelli promuovendo la loro dignità di persone. La scuola per Don Milani non era un discorso diverso dalla missione di prete ma il modo concreto di svolgere quella missione. “Questo vale a suo modo anche per i nostri tempi, in cui solo possedere la parola può permettere di discernere tra i tanti e spesso confusi messaggi che ci piovono addosso, e di dare espressione alle istanze profonde del proprio cuore, come pure alle attese di giustizia di tanti fratelli e sorelle che aspettano giustizia. Di quella umanizzazione che rivendichiamo per ogni persona su questa terra, accanto al pane, alla casa, al lavoro, alla famiglia, fa parte anche il possesso della parola come strumento di libertà e di fraternità”. 
Tutto in Don Lorenzo nasce dall’essere prete che ha radice nella sua fede, perché aveva sete di assoluto; così “Don Lorenzo ci insegna anche a voler bene alla Chiesa (…), con la schiettezza e la verità che possono creare anche tensioni ma mai fratture, abbandoni”.
Gian Paolo Cassano

Nessuno ne parla (o quasi)

Martedì 27 Giugno 2017

NESSUNO NE PARLA (O QUASI)
news quasi sconosciute
a cura di Gian Paolo Cassano

Si sono tenute domenica scorsa 25 giugno le elezioni in Albania (18 partiti in lizza, con uno sbarramento del 3%), registrando la conferma del premier socialista Edi Rama. Il Ps può contare sul 52 per cento dei voti, nettamente davanti al Partito democratico (destra) di Lulzim Basha, fermo al 29 per cento dei consensi. Il Movimento socialista dell’Integrazione (Lsi), il partito del presidente eletto Ilir Meta, raccoglie il 15,32 per cento dei voti, risultato che potrebbe permettergli di conservare il suo ruolo di ago della bilancia. Il Ps di Rama avrebbe ottenuto 75 dei 140 seggi di cui è composto il parlamento albanese, 10 in più rispetto alla legislatura  passata. Solo 42 seggi al posto dei 49 nell’attuale assemblea nazionale, per il PD. Il Lsi invece avrebbe ottenuto 4 seggi in più salendo ad un totale di 20. Al Pdiu invece andrebbero 2 seggi. Solo 1 seggio per il Partito socialdemocratico.
Il sistema elettorale albanese, un proporzionale regionale a liste chiuse, non permette di calcolare il numero esatto dei seggi assegnati in base alla percentuale dei voti, ma i socialisti di Rama potrebbero aver raggiunto l’obiettivo della maggioranza assoluta, con più di 70 dei 140 seggi.
Nella realtà in cui “tutto il mondo è intimamente connesso” i media vaticani cambiano. Ne ha parlato lo scosro22 giugno di mons. Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la comunicazione (Spc) alla IV edizione del Meeting dei giornalisti cattolici e non a Grottammare, nelle Marche. L’’obiettivo è quello di trasformare i singoli comparti mediali della Santa Sede in un nuovo sistema comunicativo, rappresentato dal grande portale unico multimediale che verrà varato entro l’anno (come riferisce la Radio Vaticana). Un secolo fa - ha spiegato il Prefetto - l’unico media fruito in mobilità era il giornale cartaceo; oggi c’è lo smartphone che contiene testi, audio e video. Per questo la riforma dei media vaticani - come ha ricordato Papa Francesco - non è un semplice maquillage, un’imbiancatura, ma punta alla creazione ex novo di un sistema mediatico aggiornato. Un processo di integrazione che è in corso - ha concluso mons. Viganò - “durante il quale teniamo conto della variabile dell’errore ma che punta a compiere nuovi passi decisivi nei prossimi mesi, con il varo del nuovo portale vaticano multimediale, inizialmente in sei lingue, e prima ancora con la presentazione a settembre del nuovo palinsesto del canale Radio Vaticana Italia”.
Gian Paolo Cassano

Ritmica

Martedì 27 Giugno 2017

OCCIMIANO (gpc) - La PGS Fortitudo compie 40 anni (traguardo tagliato nel 2016) e per festeggiarli sabato scorso 24 giugno anche il gruppo di ginnastica ritmica diretto da Sara Guareschi ha reso omaggio alla società dedicando allo speciale compleanno il saggio finale della stagione sportiva nella palestra della scuola media.
“Danzare permette di esprimere tutto il nostro essere e guardare noi ballare è come ascoltare i nostri cuori parlare” - è il messaggio delle giovani ginnaste, dai 5 ai 20 anni - “danzare è lottare contro ciò che trattiene e appesantisce, è scoprire l’essenza della vita ed entrare in contatto con la libertà. Per il tuo compleanno abbiamo pensato a frasi particolari, ma sono le più semplici ad essere veramente speciali: grazie per tutto quello che state facendo per noi”. Un sentimento ricambiato dalla presidente Maria Rosa Scarrone ricordando come le ragazze abbiano rappresentato degnamente la società e il paese alle finali nazionali nei circuiti CSI e Sport Europe disputate a Lignano Sabbiadoro e Rimini. Al termine anche i saluti e i complimenti da parte del sindaco Valeria Olivieri.
gpc

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Film

Martedì 27 Giugno 2017

OCCIMIANO – (gpc) “Ma revolution (La mia rivoluzione)”: è il titolo del film in programma nel Salone Parrocchiale (piazza Marconi) venerdì 7 luglio, alle ore 21. Il film, franco- tunisino, del regist narra la storia del giovane Marwann che da un giorno all’altro diviene una star. Per caso finisce sulla prima pagina di un giornale di Parigi e la sua immagine diventa simbolo della rivolta contro i dittatori del mondo arabo. Tuttavia l’adolescente è molto più preoccupato per le emozioni turbolente suscitate dall’amore per la compagna di studi Sygrid che per la rivoluzione politica in Tunisia.
La proposta è a conclusone del Progetto “Ritorno al futuro”, proposto dalla Migrantes diocesana, da E-Forum , con l’onlus Passi di vita, il Comune, la Parrocchia e l’Oratorio.
Già mercoledì 28 giugno è stato proiettato il film indiano “Le uova del corvo”. Sono due pellicole che hanno partecipato al Festival del film Africano, asiatico e latino americano e riproposte su licenza del COE di Milano.
gpc

Estate Ragazzi

Martedì 27 Giugno 2017

OCCIMIANO - (gpc) “Nord, Sud, Ovest, Oz”. E’ questo lo slogan dell’edizione 2017 di Estate ragazzi che prenderà il via lunedì 3 luglio, all’Oratorio Maria Ausiliatrice, coinvolgendo un centinaio di bambini e ragazzi per il mese di luglio, per quattro settimane (fino al 29 luglio). Il lavoro coordinato, come sempre, dalla prof. sa Anna Maria Figazzolo, vedrà coinvolti animatori e ragazzi nelle diverse attività e proposte, con i membri del Consiglio dell’Oratorio e alcune Ex Allieve. Sarà guidato da Luisa Bernardini, insegnante e collaboratrice della Associazione “Passi di vita”, Associazione che ha collaborato con l’Oratorio - per la preparazione degli animatori, con Giuditta Garavello e Sara Barbano
Lo slogan di quest’anno richiama la storia del Mago di Oz e si muove intorno a tre parole chiave (intelligenza, cuore, coraggio) e attraverso ai vari personaggi della storia scoprire i valori e tutto ciò che è necessario per una vita realizzata e felice.
E’ quindi un tempo – ricordano gli organizzatori – per vivere l’esperienza estiva come momento di crescita personale attraverso il gioco, la creatività, la scoperta delle proprie capacità e potenzialità, vivere la bellezza dell’incontro con gli altri e della crescita in amicizia all’Oratorio, imparando a superare egoismi e insofferenze e ad amare il nostro Oratorio come casa nostra. Inoltre significa vivere per scoprire che Dio ci chiama a compiere cose grandi nella nostra vita per il bene di tutti nella Comunità.
Il tempo sarà scandito da diverse tappe impegnando per tutto luglio i ragazzi in diverse attività, con laboratori creativi (alcuni già sperimentati, altri nuovi, come traforo, sartoria, pittura su stoffa, lanterne….), spazi di riflessione e di preghiera.
Non mancheranno esperienze di uscite e di gite, in piscina (Valmilana), e all’incontro degli oratori estivi della diocesi che si terrà il 4 luglio a Colle don Bosco. Sono previsti anche incontri e scambi con altri Oratori (San Germano, Bozzole…) e momenti di preghiera e celebrativi.
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Fa Cimbreia

Martedì 27 Giugno 2017

OCCIMIANO – (gpc) Grande successo ha riscosso domenica scorsa 25 giugno la nuova edizione di “Fa cimbreia” dal titolo “A soma strach”.
Infatti Il Salone teatro parrocchiale era affollatissimo (tra il pubblico anche il sindaco ed il prevosto) per applaudire le performance che la compagnia teatrale occimianese “Fa cimbreia” (in piemontese significa “far ridere, stare in allegria”) che quasi annualmente ripropone le sue gag con grande bravura e simpatia. L’appuntamento si è rinnovato con il quinto atto di una “saga” di personaggi che con ironia e simpatia fanno un po’ rivivere la vita di tutti i giorni del paese.
Il Gruppo teatrale è tutto formato da occimianesi che si sono ritrovati con il desiderio di far rivivere il teatro; per questo si sono sentiti spronati ad esibirsi in uno spettacolo che ha attirato la simpatia del pubblico e che si sono esibiti nello spettacolo, per la regia di Monica De Ambrosis, (che ha anche curato i testi) e che li ha simpaticamente presentati.
Il cast è composto da Leandro Negri, Giorgio Mazzucco, Romeo Casarotto, Matteo Babando, Claudio Rizzi, Luigi Aceto, Maria Rosa Scarrone, Natalino Bolognesi, Lucia Perracino, Bruna Montaldi, Gabriella Boccalatte, Franca Montaldi, Giovanna Debernardis, con l’aiuto tecnico di Alfredo Rivoire.
Così hanno dato vita a scenette dall’ironia pungente, cogliendo momenti e personaggi con simpatia; non sono mancate “velleità artistiche”, ripensando a personaggi famosi. Un grande successo per uno spazio di allegria.
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Banda

Martedì 27 Giugno 2017

OCCIMIANO – (gpc) Tornano le storiche majorettes, con la banda musicale “La Filamonica”. L’appuntamento è per venerdì prossimo 30 giugno presso l’Antica Corte della Villa dei Marchesi Da Passano.
Sarà poi un tuffo nel passato delle “Azzurre”, il gruppo storico delle majorettes che accompagnava la Banda musicale deal 1969 al 1993. Ora il gruppo (con Monica Deambrosis e Cristina Parletta) si è nel frattempo costituito in un’associazione sportiva dilettantistica “Senior le azzurre”.
La Banda musicale che eseguirà pezzi del proprio repertorio, più tipicamente bandistici che si alterneranno agli esercizi proposti dal gruppo delle majorettes.
gpc

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