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Archivio di Aprile 2017

Avvisi Parrocchia San Valerio Occimiano

Mercoledì 26 Aprile 2017

******** DOMENICA 23 aprile 2017

* S. Messe nella settimana:
Lunedì 24 aprile: ore 18,00
Martedì 25 aprile: ore 10,00
Mercoledì 26 aprile: ore 8,30
Giovedì 27 aprile: ore 15,45
Venerdì 28 aprile: ore 18,00

* Domenica 23 aprile:
Domenica della Divina Misericordia (o in Albis)

* San Giorgio:
Ricordo nella domenica 23 aprile
Festa lunedì 24 aprile: Vespri (17,45) e S.Messa (ore 18)

* Monastero invisibile:
30 aprile: a Cannobio, al Santuario S.S. Pietà (partenza: ore 7,45)
prenotarsi al più presto

* Domenica 30 aprile:
Giornata Università cattolica

Telecomando

Mercoledì 26 Aprile 2017

TELECOMANDO
a cura di Gian Paolo Cassano

MISSIONE GREEN: è il programma, in seconda serata e prima Tv in onda su La 5 al mercoledì. A condurlo è Gaia De Laurentiis, maniaca del green, con una precisione definita “da carabiniere” unita a dolcezza, che entra nelle case delle famiglie non proprio virtuose e dopo averne osservate le abitudini elabora un piano d’azione. La conduttrice viene affiancata da un esperto che la aiuta a far cambiare mentalità e abitudini ai padroni di casa. Lo scopo è quello di far capire alla famiglia quanto sia semplice, attraverso dei piccoli interventi nelle azioni quotidiane e in casa, progettare un futuro diverso basato su comportamenti virtuosi ed ecosostenibili.  Un programma utile e allo stesso tempo divertente che ci stupirà mostrandoci come, per fare del bene al pianeta, facciamo bene a noi stessi. Un programma che insegna a rispettare l’ambiente mettendo le basi per un cambiamento globale.
In occasione del viaggio del Papa in Egitto (venerdì 28 e sabato 29 aprile) TV 2000 assicurerà ampi servizi e diretta della visita apostolica. Per il suo 150° L’Azione Cattolica incontrerà il Papa domenica 30 aprile. Su Tv 2000 l’intero avvenimento (dalle 9,10 alle 12) e su Rai Uno, con Speciale A sua Immagine dalle 10 alle 10,10 e dalle 11 alle 12.
TERZA PAGINA (ogni giorno in coda al TG 2000 delle ore 12) è lo spazio di approfondimento curato da Saverio Simonelli che ogni giorno propone interviste, schede, segnalazioni a partire dai libri fino alla musica, cinema, teatro, ma senza perdere di vista anche le scienze, le mostre e gli eventi. ‘Terza pagina’ propone al suo interno un ‘perno’ a cadenza settimanale legato a una giornata particolare. Il lunedì focus sul mondo dell’editoria, il martedì dedicato al teatro, il mercoledì alle idee e le polemiche culturali, il giovedì alle mostre ed eventi e il venerdì spazio al cinema.
Gian Paolo Cassano

Nuovi Santi

Mercoledì 26 Aprile 2017

NUOVI SANTI
a cura di Gian Paolo Cassano

Un nuovo Beato: è padre Luis Antonio Rosa Ormières, sacerdote e fondatore della Congregazione delle Suore dell’Angelo Custode, vissuto nel 1800. E’ stato proclamato sabato 22 aprile in Spagna, nella cattedrale di Oviedo, con la presenza, in rappresentanza del Papa, del card. Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.
Domenica 23 aprile al Regina Coeli, il Papa ha reso omaggio alla sua figura auspicando che “il suo esempio e la sua intercessione aiutino in particolare quanti lavorano nella scuola e nel campo educativo”.
La sua è stata una vita accanto ai piccoli più svantaggiati e ai malati. Padre Luis Antonio Rosa Ormières era nato nel 1809 a Quillan, in Francia. Studiò nel seminario di Carcassonne e venne ordinato sacerdote a 24 anni, ma operò in particolare in Spagna, nelle Asturie. Semplice, umile e assieme uomo d’azione, si dedicò alla formazione dei bambini, con un’attenzione particolare per quelli meno fortunati, convinto che “dove ci sono i poveri ci dev’essere la Chiesa”.
“Il nuovo Beato era un uomo intraprendente – ha detto alla Radio vaticana il card. Amato - un educatore nato, con una personalità ricca di virtù cristiane, come la fede, la speranza, la carità, e di qualità umane come la bontà, la gratitudine, la serenità, l’amicizia. In lui la misericordia di Dio si faceva amorevolezza verso i piccoli, i deboli, i poveri, gli innocenti”.
Nel 1839 padre Ormières fondò la Congregazione femminile dell’Angelo Custode, in cui si racchiude il carisma e l’apostolato dell’istituto. “Era così generoso nell’assistere gli ammalati – aggiunge il Prefetto delle Cause dei santi - che il vescovo lo chiamò vero martire della carità. Invitava le sue Figlie spirituali a imitarlo nell’aiutare gli sventurati. Diceva: ‘Figlie mie, dovete mettere le ali e avere coraggio’”.
Oggi le Suore dell’Angelo Custode sono presenti in Europa (Spagna, Germania, Italia), Asia (Giappone), Africa (Mali, Costa d’Avorio) e America (Venezuela, Colombia, Ecuador, Stati Uniti, Messico, Nicaragua, El Salvador). Il loro carisma le porta ad essere veri angeli custodi del prossimo, con semplicità, umiltà e confidenza in Dio, generosità nel servizio e all’annuncio del regno di Dio con la testimonianza coerente del Vangelo.
Gian Paolo Cassano

La Parola di Papa Francesco

Mercoledì 26 Aprile 2017

LA PAROLA DI PAPA FRANCESCO
a cura di Gian Paolo Cassano

Mercoledì 19 aprile il Papa ha dedicato l’udienza generale all’annuncio gioioso della Risurrezione di Gesù. Francesco sottolineato che il cristianesimo nasce da “un fatto”: infatti “non è un’ideologia, non è un sistema filosofico, ma è un cammino di fede che parte da un avvenimento, testimoniato dai primi discepoli di Gesù”. Paolo, scrivendo ai Corinti, “lo riassume in questo modo: Gesù è morto per i nostri peccati, fu sepolto, e il terzo giorno è risorto ed è apparso a Pietro e ai Dodici. Questo è il fatto. E’ morto, è sepolto, è risorto, è apparso. Cioè, Gesù è vivo! Questo è il nocciolo del messaggio cristiano”.
Centrale è soprattutto l’ultimo elemento del mistero pasquale: la Risurrezione. Di qui nasce la fede.
San Paolo fa poi un elenco delle persone a cui apparve Gesù risorto: da Pietro fino a lui stesso che “non era un chierichetto”, ma un persecutore della Chiesa e si sentiva un uomo arrivato. Ma con l’incontro con Gesù risorto sulla via di Damasco “il persecutore diviene apostolo”, perché lo ha visto vivo, risorto ! “Questo è il fondamento della fede di Paolo, come della fede degli altri apostoli, come della fede della Chiesa, come della nostra fede”.
Il cristianesimo allora consiste non tanto nella nostra ricerca di Dio  ma nella “ricerca di Dio nei nostri confronti” perché è Gesù che “ci ha afferrati” e “conquistati per non lasciarci più”. E’ necessario però un cuore aperto: “il cristianesimo è grazia, è sorpresa, e per questo motivo presuppone un cuore capace di stupore. Un cuore chiuso, un cuore razionalistico è incapace dello stupore, e non può capire cosa sia il cristianesimo. Perché il cristianesimo è grazia, e la grazia soltanto si percepisce, di più: si incontra nello stupore dell’incontro”. “Anche se siamo peccatori”, anche se nella nostra vita abbiamo sommato tanti insuccessi, possiamo “andare al nostro sepolcro: tutti ne abbiamo un pochettino dentro. Andare lì, e vedere come Dio è capace di risorgere da lì. Qui c’è felicità, qui c’è gioia, e vita, dove tutti pensavano ci fosse solo tristezza, sconfitta e tenebre”.
Bisogna quindi partire dall’amore di Dio che ha sconfitto “la nostra acerrima nemica” la morte. “E se ci diranno il perché del nostro sorriso donato e della nostra paziente condivisione, allora potremo rispondere che Gesù è ancora qui, che continua ad essere vivo fra noi, che Gesù è qui, in piazza, con noi: vivo e risorto”.
Al Regina Coeli, domenica 23 aprile, festa della Divina Misericordia, il Papa ha reso omaggio a san Giovanni Paolo II che ha voluto dedicare questa domenica alla Divina Misericordia con l’invito “a riprendere con forza la grazia che proviene dalla misericordia di Dio”.
Commentando il Vangelo domenicale, ha parlato del “senso della misericordia che si presenta proprio nel giorno della risurrezione di Gesù come perdono dei peccati”. Così la Chiesa è chiamata da Gesù a “portare a tutti l’annuncio concreto del perdono”. E’ un “segno visibile della sua misericordia” che “porta con sé la pace del cuore e la gioia dell’incontro rinnovato con il Signore”.
E la misericordia diviene “vera forma di conoscenza” del mistero che viviamo”, in aggiunta ai sensi, all’intuizione, alla ragione e altre forme. Essa “apre la porta della mente (…) per comprendere meglio il mistero di Dio e della nostra esistenza personale. Fa capire che la violenza, il rancore, la vendetta non hanno alcun senso, e la prima vittima è chi vive di questi sentimenti, perché si priva della propria dignità”.
La misericordia “apre anche la porta del cuore” permettendo “di esprimere la vicinanza soprattutto con quanti sono soli ed emarginati, perché li fa sentire fratelli e figli di un solo Padre”. Essa “riscalda il cuore e lo rende sensibile alle necessità dei fratelli con la condivisione e partecipazione”, impegnandoci “ad essere strumenti di giustizia, di riconciliazione e di pace”, perché “è la chiave di volta nella vita di fede, e la forma concreta con cui diamo visibilità alla risurrezione di Gesù”.
Gian Paolo Cassano

Nessuno Ne Parla (O Quasi)

Mercoledì 26 Aprile 2017

NESSUNO NE PARLA (O QUASI)
news quasi sconosciute
a cura di Gian Paolo Cassano

Continua ad essere estremante grave la crisi in Venezuela, in un paese stremato economicamente e piagato da un governo autoritario. Centinaia di migliaia di persone (sei milioni in tutto il Paese, 2 milioni e mezzo solo a Caracas, secondo l’opposizione) continuano a scendere in piazza in numerose città del Venezuela in quella che è stata definita la “madre di tutte le proteste” per reclamare le dimissioni del presidente socialista Maduro. La donna avvolta in una bandiera venezuelana, ferma davanti  a un blindato, costretto a indietreggiare, è diventata l’immagine simbolo delle dimostrazioni. Durante le proteste almeno tre persone sono rimaste uccise.
La crisi economica nel Paese, amplificata dal ribasso del prezzo del petrolio, principale ricchezza del Venezuela si fa sempre più acuta: per tanti mancano cibo e medicine. Un sacerdote di 35 anni colpito da meningite è morto perché non è arrivato in tempo il farmaco presso l’Ospedale Universitario de Los Andes. E’ padre José Luis Arismendi che (come riferisce l’agenzia Fides) era sacerdote da solo due anni e lavorava presso la diocesi di Cabimas, nello stato di Zulia. 35 anni. Purtroppo anche l’intervento del card. Baltazar Porras, arcivescovo di Mérida, che era riuscito a reperire le medicine necessarie, è stato inutile. Gli antibiotici, indispensabili per curare la malattia, non sono arrivati in tempo.
I vescovi venezuelani hanno lanciato un nuovo appello perché le proteste siano pacifiche, accusando però il governo di aver perso la sua legittimità perché non rispetta più i diritti dei cittadini. “La protesta civile e pacifica – si legge nel comunicato della Conferenza episcopale del Venezuela, ripreso dall’agenzia Fides - non è un crimine. E’ un diritto”. Infatti “la democrazia è caratterizzata, soprattutto, dal rispetto e dalla protezione dei diritti dei cittadini. Quando lo Stato (o il governo) li ignora oppure non li rispetta, cessa di essere uno Stato democratico, perde legittimità, perché la sua funzione è quella di difendere tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro ideologia politica. Ci sono altri fattori che negano la democrazia, come la concentrazione dei poteri pubblici nelle mani di un unico potere. Questa è la situazione attuale in Venezuela”.
Gian Paolo Cassano

San Giorgio

Mercoledì 26 Aprile 2017

OCCIMIANO - (gpc) San Giorgio (con san Lorenzo) è co patrono di Occimiano, accanto al patrono principale San Valerio. Così, lunedì 24 aprile (e non il 23, cadendo di domenica) si è celebrata la festa liturgica. Per l’occasione si sono celebrati i Vespri della festa di San Giorgio ed è stata esposta all’altare di San Giorgio (dove c’è lo scurolo che la contiene) l’urna con le reliquie del Santo.
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Mistè D’na Vota

Mercoledì 26 Aprile 2017

OCCIMIANO – (gpc) Passeggiamo pedalando i Mistè D’na Vota. E’ questo lo slogan dell’iniziativa che si terrà lunedì 1 maggio e che tiene il posto de “L’Italia in tavola”, la rassegna gastronomica dedicata alle regioni che per quest’anno viene sospesa.
Saranno invece i bambini i protagonisti (ma la manifestazione è aperta a tutti, piccoli e grandi) della passeggiata ciclistica alla riscoperta degli antichi mestieri, organizzata dai Consigli Comunali dei Bambini e dei Ragazzi di Occimiano, Giarole, Mirabello, Conzano e Terruggia in collaborazione con FIAB Monferrato AmiBici.
Infatti la pluriennale e fruttuosa cooperazione tra i CCR del territorio ha portato i ragazzi ad approfondire la conoscenza dei mestieri tradizionali dei propri paesi. I risultati del lavoro svolto saranno presentati attraverso alcune dimostrazioni che intratterranno i partecipanti durante le tappe della pedalata che partirà da Occimiano alle 8.30 (con ritrovo alle ore 8.00).
Nel corso della mattinata, attraverso una vera e propria staffetta tricolore tra i giovani consiglieri, si riscopriranno le professioni del vasaio ad Occimiano, dell’agricoltore a braccia a Giarole, del fornaciaio di mattoni a Mirabello, dell’allevatore di bachi da seta a Conzano e delle ricamatrici e merlettaie a Terruggia.
Parte del percorso ciclistico e i momenti curati dai ragazzi saranno oggetto delle riprese del videomaker Guido Viale Marchino e la divulgazione del materiale realizzato consentirà di far conoscere le bellezze caratteristiche e le tradizioni del Monferrato.
La giornata si concluderà con il pranzo conviviale organizzato dalla Proloco presso la Villa dei Marchesi Da Passano a Occimiano.
gpc

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Avvisi Parrocchia San Valerio Occimiano

Mercoledì 19 Aprile 2017

******** DOMENICA 16 aprile 2017

* S. Messe nella settimana:
Lunedì 17 aprile: ore 10,00 (lunedì dell’Angelo)
Martedì 18 aprile: ore 18,00
Mercoledì 19 aprile: ore 8,30
Giovedì 20 aprile: ore 20,45
Venerdì 21 aprile: ore 18,00

* Martedì 18 aprile:
Festa diocesana dei Cresimandi col Vescovo (Casale, Oratorio Cuore Immacolato di Maria):ore 15,00

* Domenica 23 aprile:
Domenica della Divina Misericordia (o in Albis)
S. Giorgio (festa nella domenica e poi lunedì 24 aprile)

* Monastero invisibile:
30 aprile: a Cannobio, al Santuario S.S. Pietà (partenza: ore 7,45)
prenotarsi al più presto

Telecomando

Mercoledì 19 Aprile 2017

TELECOMANDO
a cura di Gian Paolo Cassano

“A.D. LA BIBBIA CONTINUA”. E’ il kolossal storico-religioso statunitense (già trasmesso lo scorso anno da Rete 4) che a partire da domenica 23 aprile, alle 21.20, Tv2000  manderà in onda il. Sei le puntate: la trama è ispirata agli Atti degli Apostoli e alle Lettere di Paolo, e racconta le vicende dei primi cristiani. Gesù è interpretato da Juan Pablo Di Pace; Pietro da Adam Levy; Caifa da Richard Coyle; Ponzio Pilato da Vincent Regan; Maria da Greta Scacchi, Maria Maddalena da Chipo Chung; Paolo da Emmet Scanlan.
“Il cinema del coraggio” è il ciclo di sette film che dal 25 aprile parte su Tv2000, ogni martedì alle 21.05. Si parte con il film “La Rosa Bianca” in onda il 25 aprile
Il film (del 2005) è diretto da Marc Rothemund, narra la cattura, la breve prigionia, il processo e la condanna alla pena capitale subìti dalla giovane universitaria di Monaco di Baviera Sophie Scholl,  da suo fratello Hans e da un loro amico, accusati di cospirazione contro il regime del Führer perché facenti parte del gruppo clandestino di opposizione denominato Rosa Bianca, fondato da studenti cristiani.
Seguiranno Rosenstrasse di Margarethe von Trotta (2 maggio), I cento passi di Marco Tullio Giordana (9 maggio) La guerra di Varian di Lionel Chetwynd (16 maggio),   In The presence of mine enemies, di Joan Silver (23 maggio), Il colore della libertà di Bille August (30 maggio), Il colore del coraggio di Lee Rose (6 giugno).
Gian Paolo Cassano

La parola di Papa Francesco

Mercoledì 19 Aprile 2017

LA PAROLA DI PAPA FRANCESCO
a cura di Gian Paolo Cassano

“Speranze del mondo e speranza della Croce”; su questo tema si è sviluppata la riflessione del Papa all’udienza generale del mercoledì santo 12 aprile. La speranza cristiana “nasce dalla Croce” e, a differenza di quelle umane che crollano, guarda il Cristo crocifisso e “dura fino alla vita eterna”. E’ “una speranza nuova” che matura come un “seme piccolo”, come ha fatto Gesù che, dando la sua vita, ha trasformato “il nostro peccato in perdono, la nostra morte in risurrezione, la nostra paura in fiducia”. Ecco perché “sulla croce, è nata e rinasce sempre la nostra speranza”; e “quando scegliamo la speranza di Gesù a poco a poco scopriamo che il modo di vivere vincente è quello del seme, quello dell’amore umile”, perché “non c’è altra via per vincere il male e dare speranza al mondo”. Ma la logica del seme che muore, dell’amore umile, è la via di Dio, e solo questa dà frutto: “lo vediamo anche in noi: possedere spinge sempre a volere qualcos’altro (,,,) E Gesù lo dice in modo netto: «Chi ama la propria vita la perde» (Gv 12,25): (…) chi ama il proprio e vive per i suoi interessi si gonfia solo di sé e perde”. Chi invece “serve, vive al modo di Dio: allora è vincente, salva sé stesso e gli altri; diventa seme di speranza per il mondo”. E’ vero amore che “passa attraverso la croce, il sacrificio, come per Gesù. La croce è il passaggio obbligato, ma non è la meta, è un passaggio: la meta è la gloria, come ci mostra la Pasqua”. Ora amare è “donare la vita, non possederla”: come “fanno le mamme: danno un’altra vita, soffrono, ma poi sono gioiose, felici perché hanno dato un’altra vita. Dà gioia; l’amore dà alla luce la vita e dà persino senso al dolore. L’amore è il motore che fa andare avanti la nostra speranza”. Papa Francesco ha poi esortato a contemplare il Crocifisso, “sorgente di speranza” perché “sperare con Gesù è imparare a vedere già da ora la pianta nel seme, la Pasqua nella croce, la vita nella morte”.
A Pasqua domenica 16 aprile, celebrando in S. Pietro la S. Messa ha ricordato che “il senso della vita è dato dalla fede in Cristo risorto”. Francesco ha sottolineato che la Risurrezione di Gesù “è il mistero della pietra scartata che finisce per essere il fondamento della nostra esistenza”. Condividendo una conversazione telefonica, avuta con un ragazzo gravemente malato, il Papa ha mostrato la morte in Croce di Cristo come via di fede per comprendere “disgrazie”, “malattie”, “guerre”, “distruzioni”, “odio”. Per questo la Chiesa continua a dire: “fermati, Gesù è risorto”. Questa “non è una fantasia” perché “la Risurrezione di Cristo non è una festa con tanti fiori”, ma è “il mistero della pietra scartata che finisce per essere il fondamento della nostra esistenza”. Oggi in una “cultura dello scarto, dove quello che non serve prende la strada dell’usa e getta”, quella pietra scartata “è fonte di vita”. Così “anche noi, sassolini per terra, in questa terra di dolore, di tragedie, con la fede nel Cristo Risorto abbiamo un senso, in mezzo a tanta calamità”, perché siamo “un sassolino presso quel sasso, quella pietra che la malvagità del peccato ha scartato”. Francesco ha quindi esortato a mettersi alla presenza di Dio con tutte le paure, le domande, le incertezze i “problemi quotidiani” o “tragedie umane”, invitando a tornare alla proprie case “ripetendo nel vostro cuore: Cristo è risorto” !
Nel messaggio prima della benedizione “Urbi et Orbi”, il Papa, guardando al male che in “diverse forme” opprime il cuore dell’uomo, ha ribadito che il “Signore non si stanca” di cercarci “nei deserti del mondo”. Gesù “con la sua risurrezione (…) ci ha aperto il passaggio alla vita eterna”. Egli “non si stanca di cercare noi, suoi fratelli smarriti nei deserti del mondo. E con i segni della Passione – le ferite del suo amore misericordioso – ci attira sulla sua via, la via della vita. Anche oggi Egli prende sulle sue spalle tanti nostri fratelli e sorelle oppressi dal male” e “attraverso i tempi”, il Pastore Risorto “va a cercare chi è smarrito nei labirinti della solitudine e dell’emarginazione”, attraverso persone che “sanno avvicinarsi” portando “rispetto” e “tenerezza” e quella voce “che richiama all’amicizia con Dio”. Il Signore “si fa carico di quanti sono vittime di antiche e nuove schiavitù: lavori disumani, traffici illeciti, sfruttamento e discriminazione, gravi dipendenze…..”. Cristo è vicino a quanti “sono costretti a lasciare la propria terra” per le guerre, il terrorismo, le “carestie”, o i “regimi oppressivi”. Per questo ha fatto appello affinché “il Signore Risorto guidi i passi di chi cerca la giustizia e la pace; e doni ai responsabili delle Nazioni il coraggio di evitare il dilagare dei conflitti e di fermare il traffico delle armi”. Così ha ricordato Siria, Terra Santa, Medio Oriente, Iraq, Yemen, Africa, America latina, Ucraina, perché il Signore doni la pace in queste terre. Parlando specialmente della grande mancanza di lavoro per i giovani europei, il Papa ha quindi evidenziato che “il Signore risorto, che non cessa di colmare il continente (…) della sua benedizione” ed ha invocato il dono della speranza, per quanti “attraversano momenti di crisi e difficoltà”.
Gian Paolo Cassano