Dopo il ricovero e l’operazione al polmone, continua la convalescenza del Papa; ciò però non gli ha impedito di riprendere l’appuntamento con i fedeli con l’Udienza generale del mercoledì. Il 21 ottobre 2026 ha ringraziato tutti per la vicinanza e la preghiera: “grazie a Dio per la sua generosità. Rinnoviamo tutti la nostra fiducia nella bontà e la misericordia di Dio.” Ha quindi continuato la catechesi dedicata alla Gaudium et spes, evidenziando l’impegno per la famiglia nella società di oggi. Così la Costituzione conciliare prende in esame alcuni problemi più urgenti concentrandosi in primo luogo sul matrimonio e sulla famiglia, poiché “il bene della persona e della società umana e cristiana è strettamente connesso con una felice situazione della Comunità coniugale e familiare.” (GS 47) C’è in GS una rinnovata Concezione del matrimonio come “intima comunità di vita e di amore coniugale” (GS 48) parlando del matrimonio come “patto coniugale” inteso come “l’atto umano col quale i coniugi mutualmente si danno e si ricevono” (GS 48). La piena fedeltà e l’indissolubile unità nella reciproca donazione hanno nella procreazione ed educazione dei figli la piena espressione. È bello vedere come i Padri conciliari parlino di questo amore come un riflesso della Trinità divina, grazie al Sacramento chi li sostiene per amarsi come Cristo “ha amato la Chiesa e si è dato per essa.” (GS 48)
Il Concilio, così, si ferma a considerare l’amore coniugale e la sua fecondità, non solo nell’attrattiva erotica, ma in quell’amore che coinvolge tutta la volontà degli sposi, che abbraccia tutta la persona dell’uomo e della donna, pervadendole tutta la vita. In questo amore integrale la singolare intimità degli sposi ne favorisce la mutua donazione e arricchisce la vicendevole gioia. I figli allora sono il dono più eccellente del matrimonio, in cui si esprime la fecondità dell’amore che li fa diventare Cooperatori dell’amore di Dio creatore e quasi suoi interpreti.
Responsabilità che chiede un retto giudizio per il bene della famiglia, davanti a Dio, in una retta coscienza. Per questo occorre affermare che quando si tratta di mettere d’accordo l’amore coniugale con la trasmissione della vita si deve mantenere in un contesto di vero amore il significato totale della mutua donazione e della procreazione umana. Ecco perché la vita dev’essere sempre protetta, scongiurando aborto e infanticidio, in modo che ogni atto sia ordinato verso la vera dignità umana. C’è poi una funzione sociale della famiglia, “scuola di umanità più ricca” e “fondamento della società” (GS 52), con l’impegno di tutti a collaborare efficacemente alla promozione del matrimonio della famiglia. È un impegno urgente, oggi più che mai, sul quale il Magistero della Chiesa si è impegnato in questi anni.
Chiediamoci:
- Continuo a pregare per il Papa e per la sua salute?
- Rinnovo la mia fiducia nella bontà e nella misericordia di Dio?
- Capisco che il bene della persona e della società sono connessi con la realtà coniugale e familiare?
- Ho del Matrimonio la concezione di un’intima comunità di vita e di amore?
- Vedo nella piena fedeltà e nell’indissolubile unità dei coniugi la loro reciproca donazione?
- Mi lascio illuminare sulla realtà del matrimonio dalla luce dell’amore di Cristo?
- Capisco come la fecondità dell’amore coniugale di esprime nella procreazione?
- Vedo l’impegno della famiglia nella protezione della vita sin dal concepimento?
- Ripenso alla funzione sociale della famiglia come scuola di umanità e fondamento della società?
- Mi impegno a collaborare per la promozione del matrimonio della famiglia
