La bellezza nella Parola

“In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano. In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo. In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».” (Mt 18,15-20)

Colgo l’immagine evangelica dell’insegnamento di Gesù sulla correzione fraterna attraverso all’icona bizantina moderna di Gesù che insegna alle folle, realizzata dal noto artista e iconografo contemporaneo Paolo Orlando. L’affresco originale da cui è tratta questa immagine fa parte di un ciclo iconografico monumentale situato all’interno della Chiesa greco-cattolica melchita dell’Annunciazione a Nazareth.

Gesù è sulla sinistra, seduto, nella posizione del Maestro che insegna,proteso verso la folla, sulla destra. Porta un nimbo crociato con le lettere greche Ὁὤν, (cioè “Colui che è”), la rivelazione del nome dia Dio a Mosè mentre con una mano benedice e con l’altra prende la parola. Si noti una fitta schiera, posta su più piani e come la compressione dei corpi e la prospettiva invertita (tipica dell’arte bizantina) servano a dare l’idea di una moltitudine, della Chiesa. Sullo sfondo si vedono delle stilizzate ed alcuni alberi geometrici, ad indicare come la natura partecipi all’evento sacro assumendo forme ordinate e spiritualizzate.

Cristo indossa una tunica rossa e un manto (himation) blu; al contrario della tradizione occidentale, qui il rosso simboleggia la sua natura divina (il fuoco dello Spirito, il sangue, la regalità), mentre il blu rappresenta la natura umana di cui si è rivestito (il colore della terra e del cielo terreno). I discepoli invece indossano manti dalle tonalità calde del rosa antico, dell’arancione e del verde opaco, che riflettono la varietà dell’umanità illuminata dalla grazia divina. Ci sono anche alcune donne con il capo coperto (maphorion) e dei bambini piccoli, sottolineando come la parola di Gesù sia rivolta a tutti. I volti mostrano espressioni solenni, occhi grandi e spalancati per contemplare il mistero divino, mentre la luce non viene dall’esterno, ma è una luce spirituale che si irradia dall’interno dei personaggi.