La bellezza nella Parola

[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo. La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?». Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!». (Mt. 14,22-33)

A rappresentare l’episodio evangelico propongo il rilievo marmoreo, parte di un fregio, conservato al Museu Frederic Marès di Barcellona, datato al 1150 circa e proveniente dalla chiesa di Sant Pere de Rodes in Catalogna.  È opera del cosiddetto Maestro di Cabestany, scultore francese, tra le massime personalità dell’arte romanica, così conosciuto in quanto una delle sue opere più importanti si trova nella chiesa della cittadina di Cabestany, nella Francia meridionale.

A destra emerge la figura di Cristo, solida e potente, occupando il lato per tutta la sua altezza, mentre l’imbarcazione dei discepoli (due, a rappresentare l’intero gruppo, intenti a remare), che solca il mare, è a sinistra. Grosse fasce ondulate rappresentano le onde, con delle linee scolpite sul marmo e che seguono l’andamento delle onde, descrivono il mare. E, particolare curioso, tra queste onde, si trovano anche dei pesci!

Sulla barca si vede uno dei due discepoli, san Pietro, che sta uscendo dalla barca, a rappresentare un vivo gusto per la narrazione.  Cristo invece è raffigurato in una posa tipica della primitiva arte cristiana, intento, con la mano destra, a benedire i discepoli, mentre con l’altra tiene in mano un libro con la scritta “PAX VOBIS” (la pace sia con voi). Sul bordo superiore del rilievo c’è ancora un’altra iscrizione (che dà il titolo alla formella): “UBI DOMINUS APARUIT DISCIPULIS IN MARI” (“quando il Signore apparve ai discepoli in mare”).

Potremmo cogliere alcune caratteristiche tipiche dell’arte romanica, come ad esempio la semplificazione delle composizioni insieme alla tendenza a stilizzare i particolari (i panneggi dei vestiti hanno un andamento quasi geometrico). C’è anche un richiamo all’arte classica, come emerge dall’aspetto grave e dignitoso dei volti dei personaggi. Si noti lo stile tipico dello scultore che tende a riempire ogni spazio per non lasciare vuoti, oltre alle teste di forma triangolare e al suo tipico modo di scolpire gli occhi dei personaggi, realizzati con alcuni solchi sul volto per realizzare le palpebre facendo in modo che il bulbo oculare risulti come una piccola sfera.