Nessuno ne parla (o quasi)

Nel silenzio assordante dei grandi media, è importante ricordare un’altra guerra dimenticata, quella in Somalia, strascico delle continue lotte e violenza che attraversano il paese del Corno d’Africa. Nei giorni scorsi sono continuati in Somalia gli scontri tra le forze dell’esercito nazionale e gli jihadisti di Al Shabaab con l’uccisione di 14 terroristi, durante un’operazione mirata nella regione meridionale del Basso Scebeli. Lle forze speciali somale hanno distrutto inoltre un deposito di armi, materiali esplosivi e altre attrezzature presumibilmente utilizzate per pianificare e compiere attacchi contro i civili somali. 

Si tratta di una crisi politico-istituzionale interna che (come riferisce Vatican news) si innesta su una crisi umanitaria coinvolgendo milioni di persone e su altri conflitti in diverse aree del Paese. Infatti oltre 35 anni la Somalia è attanagliata da un collasso statale cronico, che combina violenza jihadista, frammentazione politica, crisi umanitaria e incapacità delle istituzioni di garantire sicurezza e prosperità. Tra il 2023 e il 2025, sono stati oltre 6.000 gli episodi di violenza e 15.000 i morti. Gli sfollati sono cresciuti di 600.000 unità, aggiuntisi ai quasi 3 milioni dovuti in gran parte a siccità o inondazioni. L’emergenza umanitaria riguarda ormai più di 9 milioni di persone.