“Alzad la mirada, Alzate i vostri occhi”; è questo il motto del quarto viaggio apostolico che Leone XIV ha compiuto in Spagna dal 6 al 12 giugno. Tre le tappe principali: Madrid, Barcellono, le Isole Canarie. Nel primo discoro nella capitale spagnola, alla presenza del re Felipe e delle autorità, il Papa ha lanciato un messaggio di pace, ricordando che la sicurezza non viene dalle armi né dai muri ma dal “crescere insieme fianco a fianco”, non chiudendosi in ideologie preconfezionate”, ma aprendosi “alla verità”. Ha poi visitato il Centro Cedia 24 Horas, una struttura di accoglienza e solidarietà che accoglienza persone fragili e senza fissa dimora ed i giovani (oltre 600.000) in Plaza de Lima a Madrid, rispondendo alle loro domande, ricordando gli anni da missionario in Perù e la testimonianza di una fede “segnata da molte difficoltà ma piena di speranza” invitandoli ad essere pienamente “umani”, dai “volti affidabili” e non “apparenze”, traendo il gusto della vita senza attendere ricchezza, piacere o potere. Un invito a “cercare sempre la verità” in mezzo a “molte cose sui social” che inganno e “raccontano bugie”, perché “Dio è la Verità, e se qualcosa vi allontana da Dio, non è vero. Non dimenticatelo.”Una piccola Giornata della Gioventù all’ombra dell’iconico Bernabeu che ha visto rosari, testimonianze, momenti di musica pop e liturgica e l’Adorazione Eucaristica finale, con tutti i presenti in ginocchio e in silenzio.
Domnica 7 giugno, nell’omelia della S. Messa a Plaza de Cibeles, davanti a 1 milione e 200.000 fedeli, Leone XIV ha ricordato come la religiosità non sia un museo da visitare ma una scuola di fede che ci porti fuori dall’egoismo cieco e dall’indifferenza, verso i poveri, i malati e gli scartati. Nessuno può inginocchiarsi davanti al Signore e disprezzare il fratello. Al termine della celebrazione, ha presieduto la solenne processione del Corpus Domini per le strade della città. Verso sera, poi, all’incontro “Tessere reti con il mondo della cultura, dell’arte, dell’economia e dello sport” nel Movistar Arena di Madrid, Leone XIV si è chiesto cosa stia “fiorendo e appassendo silenziosamente nella nostra società,” esortando a non rigettare il valore dell’eternità, caposaldo dell’identità europea, e a intrecciarlo con il quotidiano, guidati dalla Chiesa che, anche se talvolta “va controcorrente”, rimane “esperta di umanità”. Sempre domenica il Papa ha incontrato la comunità agostiniana. Lunedì 8 è stato (calorosamente accolto) il primo Pontefice a visitare il Congresso dei Deputati, sede della vita istituzionale, giuridica e democratica del Paese, incoraggiando alla pace attraverso il coraggio del negoziato, denunciando il riarmo in Europa e nel mondo, perché “la vera sicurezza nasce dal rispetto del diritto internazionale”. Ha poi invocato la difesa della vita e della famiglia, come pure la tutela della libertà di religione, chiedendo risposte concrete per il dramma migratorio per garantire accoglienza e integrazione. All’incontro con i vescovi spagnoli, Leone XIV ha invitato a proseguire il cammino sinodale intrapreso, ad aprirsi al dialogo con tutti, a creare realtà capaci di comunicare la propria esperienza di fede, a fare comunione, sanando le fratture e accompagnando il Popolo di Dio. Ha poi chiesto cura, ascolto e protezione per le persone ferite, in particolare dal clero, indicando ai sacerdoti l’esempio di san Giovanni d’Ávila. Ha incontrato alcune vittime di abusi. Ha pregato dinanzi alla Vergine dell’Almudena, presso la cattedrale di Santa María la Real de la Almudena ed incontrato i fedeli della diocesi madrilena, si chiede se “ciò che siamo e operiamo come cristiani” arriva al cuore della città. Per questo invita a “imparare nuovamente l’arte spirituale dell’attenzione”, fiduciosi che “si può tornare alla fede o conoscerla per la prima volta in età adulta”.
Martedì 9 giugno anche a Barcellona ha incontrato i giovani rispondendo ad alcune domande nello Stadio, invitando a coltivare l’inquietudine per scendere nelle profondità del cuore e a dare priorità al malessere invisibile dei ragazzi, poiché il perdono va invocato con costanza: “è un cammino lungo, si procede a piccoli passi”. Alla veglia ha incoraggiato a non considerare le “notti” della vita come cadute definitive ma come “occasioni per togliere le maschere che indossiamo”. Ha reso omaggio alla lingua catalana e poi ha invitato a Camminare “insieme nella fede che armonizza la diversità delle nostre idee e sensibilità”. Mercoledì 10 giugno ha visitato il Centro Penitenziario Brians 1, mettendo in rilievo a quanti stanno scontando una pena che l’Onnipotente ama indistintamente ogni uomo. “Gli errori della vita non determinano l’identità di una persona”, esortando ad aggrapparsi al Signore “che ci invita continuamente alla speranza” mostrandoci “un orizzonte meraviglioso che nessuna barriera fisica può impedirci di raggiungere”. Pellegrino poi a Montserrat, nel santuario dove è custodita l’immagine della “moreneta”, il Papa accenna agli anni in Perù come rettore della parrocchia a Lei dedicata. Dopo la recita del Rosario, ha poi ricordato che Gesù “smaschera la violenza che può nascondersi nelle nostre parole e nei nostri atteggiamenti” e invita a deporre le corazze che induriscono il cuore, ma a rivestirsi “unicamente delle armi di Dio”. Benedicendo la Croce di Cristo della Sagrada Familia, la Basilica, “catechesi fatta di pietre, di colori e di luce”, il Papa ha sottolineato che chi crede non può uccidere innocenti né “abbandonare chi soffre, chi piange, chi fugge dalla miseria”. La Croce di Cristo, posta in cima alla Basilica, “è la Croce degli ultimi che diventano primi, dei peccatori che diventano santi, dei morti che risorgeranno”
Giovedì 11 giugno A Las Palmas de Gran Canaria, Leone XIV ha incontrato i migranti e le realtà di accoglienza nel porto di Arguineguín, simbolo di drammatici approdi e di gratuita accoglienza. Qui ha esortato a “vie legali e sicure, soccorso, protezione delle vittime, integrazione”, in nome della “dignità umana” che “non ha passaporto,” gettando una corona di fiori in mare; in un messaggio alle donne vittime di tratta, ha affermato che il corpo non appartiene a chi se ne è approfittato, ma a Dio”. Nella cattedrale di Sant’Anna, a Las Palmas, il Papa ha incontrato i vescovi, i sacerdoti, i diaconi, i religiosi e le religiose, i seminaristi e gli operatori pastorali delle Isole Canarie, con l’incoraggiamento ad aiutare “fratelli e sorelle crocifissi dai drammi della vita”. Celebrando l’Eucaristia, nello Stadio, ha rivolto un pensiero ai fratelli e alle sorelle migranti e la gratitudine “per il bene che si compie qui”. Poi la raccomandazione che la carità non sia “mero assistenzialismo” e l’esortazione ad essere “portatori” di pace perché “nel mondo cessino le guerre e cresca una nuova umanità”. Venerdì 12 giugno Leone XIV nell’incontro con le realtà di integrazione dei migranti a Tenerife, ha lanciato un monito a chi si approfitta della disperazione di tanti, a chi trasforma “la sofferenza altrui in un affare”. Parole severe che riecheggiano quelle dei suoi predecessori: “dovrete comparire davanti alla giustizia divina”. Ha quindi spronato a riparare al male provocato, a “spezzare le catene” di chi è sotto scacco “perché la misericordia di Dio può raggiungere anche il peccatore più incallito”. Concludendo il suo viaggio apostolico, nell’omelia della Messa a Tenerife, il Pontefice ha chiesto di interrogare il cuore, spinto sempre “all’esodo”, perché “c’è vita quando si dona la vita” e non bisogna “ridurre tutto a commercio e profitto”. In queste isole al centro delle rotte migratorie, a fronte di chi specula sulla disperazione, i cristiani devono essere braccia di Cristo. È solo la misericordia a salvare l’umanità bisognosa di perdono e di riconciliazione per una vera e duratura pace.
