La bellezza nella Parola

“In quel tempo, Gesù, vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe perché mandi operai nella sua messe!».
Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro il potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità. I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì”. (Mt, 9,36 – 10,4)

Gesù sceglie gli apostoli; nella storia dell’arte sono ritratti attorno a Gesù nell’Ultima cena o attorno a Cristo in gloria, come nel catino absidale della Chiesa di S. Pudenziana (vicino a S. Maria Maggiore) a Roma, costruita sulla domus del senatore Pudente, che avrebbe ospitato san Pietro durante la sua permanenza a Roma.

Il mosaicoè uno dei più antichi dell’intero periodo paleocristiano, risalente al 390 circa, anche se poi una parte del mosaico andò distrutta e venne restaurata. Rappresenta Cristo, al centro, vestito di tunica e pallio dorati, seduto in trono, riccamente decorato, che conferisce al Redentore una dignità imperiale. Gesù ha i capelli sciolti sulle spalle, una folta barba e ha il capo (unico fra tutti i presenti), circondato dall’aureola; in mano tiene un libro aperto sul quale si legge «dominus conservator ecclesiae pudentianae». Sembrerebbe così sommare le tre più diffuse iconografie paleocristiane di Gesù: il Cristo docente, filosofo e re. Dietro di lui, il Golgota, con una magnifica croce gemmata, poiché Gesù con la sua croce è il vincitore. È circondato da 10 apostoli (un tempo a figura intera), con la toga da senatori: manca Giuda e due sono andati persi, mentre è presente Paolo. Ci sono poi due donne che tengono una corona in mano, identificabili con le due figlie di Pudente e come allegorie della Chiesa nata dall’ebraismo (ecclesia ex circomcisione) e di quella nata dal paganesimo (ecclesia ex gentibus), che difatti incoronano, Pudenziana Pietro (a destra, brizzolato con barba e capelli corti) e Prassede Paolo (a sinistra, quasi calvo con una lunga barba nera).In alto, nel cielo, il Tetramorfo, composto da quattro figure, ossia i quattro Viventi dell’Apocalisse (l’angelo, il leone, il bue e l’aquila) associati agli evangelisti, ossia agli autori dei quattro Vangeli canonici: Matteo, Marco, Luca e Giovanni.