Nessuno ne parla (o quasi)

Tempo di elezioni nel mondo che domenica scorsa 7 giugno. In Armenia il partito al governo del primo ministro Nikol Pashinyan ha vinto le elezioni parlamentari dove il suo partito (Contratto Civile) è in testa davanti all’alleanza Armenia Forte del miliardario russo-armeno Samvel Karapetyan, rispettivamente con il 49,8% e il 23,3% dei voti. Anche altre due forze di opposizione, l’alleanza “Armenia” dell’ex presidente Robert Kocharyan e il partito Armenia Prospera – hanno superato la soglia elettorale per entrare in parlamento, ottenendo rispettivamente il 9,9% e il 4% dei voti. Pashinyan si è impegnato a continuare il percorso di riavvicinamento con l’Occidente sviluppando allo stesso tempo le relazioni dell’Armenia con la Russia.

Nelle elezioni anticipate in Kossovoil movimento Vetëvendosje di Albin Kurti è emerso ancora una volta chiaramente al primo posto (con il 42,92% dei voti), sebbene abbia subito un vistoso calo nei consensi. Crescono i partiti di opposizione, mentre cala visibilmente l’affluenza alle urne. Il Partito Democratico del Kosovo (PDK) ha ottenuto il 21,06%, la Lega Democratica del Kosovo (LDK) il 17,61%, mentre l’Alleanza per il Futuro del Kosovo (AAK) si è assicurata il 7,18%.