La bellezza nella Parola

“In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo si salva per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio».” (Gv 3,16-18)

Contempliamo la S.S. Trinità nel grande affresco (317 x 667) che Masaccio dipinge a Firenze in S. Maria novella tra il 1425 ed il 1427, una delle opere fondamentali per la nascita del Rinascimento italiano della storia dell’arte. Le figure della Trinità sono disposte secondo il modello iconografico (detto del “Trono di grazia”) che, soprattutto a partire dal XII secolo, si sviluppò nell’arte dove la figura del Padre regge il Cristo in croce davanti al suo petto, quasi ad esibirlo ai fedeli.

L’affresco di Masaccio fu la prima rappresentazione di tale iconografia in scala monumentale e la prima ad essere trattata con realismo in una grandiosa architettura dipinta (anziché, come in precedenza, in uno sfondo d’oro o di cielo), che crea l’illusione di una cappella che si apre nella navata. Vasari (più di un secolo dopo) scriveva: “pare che sia bucato quel muro”. Qui sono poste, secondo una struttura piramidale, le figure che popolano la scena in un atteggiamento statuario.

Il Padre, pur sembrando gigantesco per un effetto illusorio, ha tuttavia una statura uguale a quella del Figlio è raffigurato in piedi, evocando il sacerdote nell’elevazione durante l’Eucaristia, mentre, di solito (nel “Trono di grazia”) era seduto in trono, per evocare il tema del Giudizio che segue la Resurrezione. È una figura matura, ieratica, indossando una tunica rossa ed un mantello blu; poggia, su una piattaforma orizzontale con le braccia leggermente aperte per reggere la croce, con un’aureola raffigurata in scorcio prospettico, segno di irradiazione divina. Il Figlio risalta nell’affresco per il pallore delle sue carni, in una posizione arcuata delle gambe inchiodate sulla croce ed il panno bianco che sembra scivolare lungo i fianchi. La Spirito Santo (sotto forma di colomba) sembra unire il Padre ed il Figlio con le ali disposte attorno al collo di Dio Padre.

Su di un piano inferiore e, nell’illusione prospettica, più prossime allo spettatore stanno le figure statuarie di Maria (a destra) e di Giovanni (a sinistra). La Madonna è raffigurata come donna matura, con un mantello blu, con uno sguardo di severa impassibilità, invitando, con il gesto della mano destra, lo spettatore a contemplare la crocifissione del figlio. L’evangelista è avvolto in un mantello rosso; sta a mani giunte con lo sguardo rivolto alla croce, nel tipico atteggiamento del “dolente”.