Proseguono le manifestazioni contro le misure di austerità del governo di centro-destra. Da oltre tre settimane contadini, insegnanti, trasportatori, operai, con cortei e blocchi stradali, manifestano in Bolivia, contro le misure di austerità del governo, invocando le dimissioni del capo dello Stato, Rodrigo Paz, al potere da appena sei mesi. La sua elezione a fine 2025 aveva segnato un cambiamento storico dopo il lungo ciclo del Movimento al Socialismo di Evo Morales. La Bolivia sta attraversando la sua peggiore crisi economica dagli anni ‘80, con l’inflazione su base annua che ad aprile ha raggiunto il 14%.
“Durante il governo di Evo Morales – spiega don Ricardo Giavarini, missionario fidei donum della diocesi di Bergamo, intervistato da Vatican news – erano state avviate delle riforme, per esempio della Costituzione, con l’obiettivo di amplificare la partecipazione dei settori che tradizionalmente erano ai margini, quindi contadini, minatori, giovani, organizzazioni popolari. Col nuovo esecutivo di centro-destra tali settori sono stati meno presenti, meno protagonisti, e questo ha costituito un primo fattore di rabbia da parte della gente. Ciò detto, il nuovo governo ha ereditato certamente grosse difficoltà, dopo anni di ‘malagestione’ del periodo di Morales e del suo delfino, Luis Arce, che in questo momento è in carcere, con l’accusa di corruzione, mentre su Morales pende un mandato d’arresto per tratta di esseri umani e minori.
