Vivissima commozione in paese ha destato la morte di Luciano (ma da tutti conosciuto come Giuseppe) Ricaldone mercoledì 29 aprile scorso. Una vita spesa nel lavoro (per tanti anni operaio alla Cerutti) e nella famiglia.
I funerali venerdì 1 maggio in Chiesa parrocchiale hanno visto una numerosissima partecipazione di fedeli, parenti ed amici ed una folta rappresentanza di diversi gruppi di alpini con i loro gagliardetti. Giuseppe è stato infatti vice capo gruppo di Occimiano con un impegno sempre costante, come ha ricordato il capogruppo prof. Ernesto Berra, prendendo la parola al termine delle esequie e recitando la preghiera dell’alpino ed invitando i fedeli (aiutati dalla direttrice del Coro parrocchiale prof. Anna Maria Figazzolo) a cantare insieme “Signore delle cime”.
“Sagrinti nen”: era solito dire così Giuseppe Ricaldone. Una filosofia di vita di chi ha “capito – ha detto ancora il prof. Berra – dove va la vita e come bisogna percorrerla. Lui ci ha dato una direzione: quella di dare il giusto peso alle situazioni, di non lasciarsi coinvolgere troppo dalle cose che rischiano di rovinare i rapporti e farci perdere di vista quello che conta.”
Giuseppe era uno degli ultimi alpini del paese ad aver vissuto da bambino la tragedia della guerra; “amava il proprio paese e si capiva anche dalla sua frase scherzosa, che diceva ogni tanto: “Dopo aver girato il mondo in largo ed in piano il più bel paese è Occimiano!”
Tutti lo ricordano per la sua presenza ed i tanti aneddoti che i tanti amici ricordano, quelli di un uomo che aveva dedicato la vita agli alpini e alla propria comunità.
È stato poi sepolto nel Cimitero di Occimiano. Alla moglie Lucia, alla sorella Alda ed al fratello Luigi, alla figlia Luisa con il marito Davide, alle nipoti Matilde e Ludovica ed agli altri parenti vadano le più sentite condoglianze dei nostri lettori.

