All’udienza generale mercoledì 1 aprile 2026, il Papa ha proseguito la catechesi sulla Lumen gentium soffermandosi sulla natura del “popolo messianico” ed in particolare sui laici nella Chiesa, che come diceva papa Francesco, “sono semplicemente l’immensa maggioranza del popolo di Dio. Al loro servizio c’è una minoranza: i ministri ordinati.” (Evangelii gaudium, 102). Lumen gentium spiega la natura e la missione dei laici in positivo, mentre per secoli erano stati visti come dei non chierici, evidenziando nella Chiesa la comune “dignità dei membri per la loro rigenerazione in Cristo, (…) la grazia di adozione filiale, (…) la vocazione alla perfezione; non c’è che una sola salvezza, una sola speranza e una carità senza divisioni.” (LG, 32).
L’uguaglianza di tutti i battezzati precede “qualsiasi differenza di ministero o di stato di vita”, perché “la condizione del popolo messianico è la dignità e la libertà dei figli di Dio,” (cfr LG, 9) sottolineando
la missione dei laici nella Chiesa e nel mondo. Laici sono i battezzati che “costituiti in popolo di Dio, resi a loro modo partecipi della funzione sacerdotale, profetica e regale di Cristo, esercitano nella Chiesa e nel mondo, per la parte che loro compete, la missione di tutto il popolo cristiano” (LG, 31).
Il popolo santo di Dio “non è mai una massa informe, ma il corpo di Cristo”, come, il Christus totus (come diceva Sant’Agostino) ma una “comunità organicamente strutturata”, nella “relazione feconda” tra le due forme di partecipazione al sacerdozio di Gesù: quello comune dei fedeli e quello ministeriale (cfr LG, 10). Nei laici Gesù vuole continua “la sua testimonianza e il suo servizio”, vivificandoli “con il suo Spirito” e spingendoli “a intraprendere ogni opera buona e perfetta” (LG, 34).
S. Giovanni Paolo II nella ChristifideleslLaici sottolineava le pagine “splendide” del Concilio sulla “natura, dignità, spiritualità, missione e responsabilità dei fedeli laici”, riecheggiando l’appello di Gesù a radunare tutti i fedeli, uomini e donne, “a lavorare nella sua vigna” (n. 2) Sull’apostolato dei laici, il Concilio aveva dedicato uno specifico documento (l’Apostolicam actuositatem).
Ora “l’apostolato laicale non si restringe allo spazio della Chiesa, ma si allarga al mondo: (…) negli ambienti di lavoro, nella società civile e in tutte le relazioni umane”, dove i cristiani, “con le loro scelte, mostrano la bellezza della vita cristiana, che anticipa qui e ora la giustizia e la pace che saranno piene nel Regno di Dio”, impregnando il mondo “dello spirito di Cristo” e raggiungendo “più efficacemente il suo fine nella giustizia, nella carità e nella pace” (LG, 36) che si attua solo “con il contributo, il servizio e la testimonianza dei laici!” Di qui l’invito ad essere una Chiesa “in uscita” (come più volte aveva evidenziato papa Francesco) “incarnata nella storia”, costantemente aperta alla missione, in cui ciascuno è discepolo-missionario, portatore “della gioia del Cristo” che ha incontrato. Nei saluti ai fedeli, poi, il Pontefice ha invitato a pregare “per i malati, i poveri e le vittime innocenti delle guerre”.
Chiediamoci:
- Riconosco nei laici l’immensa maggioranza del popolo di Dio
- Colgo nella Chiesa la comune dignità dei membri per la loro rigenerazione in Cristo?
- Vedo la dignità e la libertà dei figli di Dio come la condizione del popolo messianico?
- Capisco l’uguaglianza di tutti i battezzati che precede la differenza di ministero o stato di vita?
- Comprendo la missione dei laici all’interno di quella di tutto il popolo di Dio?
- Penso alla Chiesa non come una massa informe, ma al corpo di Cristo?
- Vivo la relazione feconda tra le due forme di partecipazione al sacerdozio di Gesù, quello comune dei fedeli e quello ministeriale?
- Guardo a Gesù che continua la sua testimonianza e il suo servizio nei laici?
- Ho mai letto il decreto conciliare Apostolicam actuositatem e l’esortazione apostolica Christifideles laici?
- Raccolgo l’appello di Gesù a lavorare nella sua vigna?
- l’apostolato laicale non si restringe allo spazio della Chiesa, ma si allarga al mondo: (…) negli ambienti di lavoro, nella società civile e in tutte le relazioni umane
- Accolgo l’invito ad esser una Chis in uscita?
- Prego per i malati, i poveri e le vittime innocenti delle guerre?
