Un percorso letterario avvincente; è quello che ha compiuto il prof. Angelo Cassano (docente di Lettere all’Istituto Leardi a Casale e S. Martino di Rosignano, ricercatore e studioso dantista) venerdì scorso 6 marzo. L’incontro, organizzato dall’UCIIM (in collaborazione con la Parrocchia ed il comune di Occimiano) si è tenuto nel Salone della Canonica, in un ideale “Viaggio nella Divina Commedia, tra letteratura visionistica e tecniche stilistico – retoriche.” Il relatore ha fatto riferimento a quella letteratura che mette in rapporto mondi diversi, tra dimensione terrena ed eternità, con una serie di caratteristiche che emergono dalla lettura della Divina Commedia, partendo dalla tradizione preesistente, dal V secolo fino alla letteratura mistica. E’ emersa la ricerca del paradiso terrestre, presente anche in Dante e già oggetto di precedenti opere (di cui la più importante è stata la navigazione di San Brandano), il confronto con altri autori coevi al grande poeta, da Bonvesin de la Riva, a Giacomino da Verona, per vedere le differenze della lingua con quella di Dante, individuando le ragioni, sia di tipo linguistico che storico, del prevalere del Toscano, su cui si basa la lingua italiana che è stata strumento di unificazione culturale, proprio come lingua scritta.
Interessante è stato capire come delle circa 7.000 parole della Divina Commedia, il 14% non sia più in uso ed un centinaio di esse sia stata inventata dall’Alighieri: curioso poi come nel vocabolario di base (composto da circa 2000 parole) il 90 % sia originato tra il XIII ed il XIV secolo. Non è casuale che Marcello Veneziani parli di Dante come padre dell’Italia, che si è formata non tanto per una prevalenza politica o militare, ma unicamente come discorso culturale.
Sono stati poi visti alcuni aspetti particolari in Dante, a partire dall’affermazione di Ungaretti che definisce la poesia come portatrice di un mistero. Così sono stati visti una serie di aspetti in relazione tra il canto V ed il 33 dell’Inferno, mostrando la tecnica del contrappunto tra orizzontale e verticale e la figura letteraria piuttosto rara dello zeugma, nonché una serie di spetti numerico – matematici nella struttura dei canti.

