Tracciando un bilancio del suo viaggio apostolico in Francia (il quinto internazionale, visitando il terzo paese europeo), dal 25 al 28 settembre 2026, il Papa, all’udienza generale di mercoledì 30 settembre si è detto “colpito dal fervore e dall’entusiasmo” con i quali è stato accolto, ricordando i momenti vissuti con i fedeli. A Parigi, dall’indimenticabile Veglia dei giovani agli incontri istituzionali, dalla grande Messa all’aperto con oltre 700.000 persone che hanno gremito Place de la Concorde dalla visita alla Cattedrale restaurata di Notre-Dame alla sede dell’UNESCO. E poi il pellegrinaggio a Lourdes il “santuario della civiltà dell’amore” dove sgorga la speranza e l’appello per il dialogo e la pace lanciato a Metz.
Il viaggio in Francia “è stato un grande dono” per il Pontefice “e per il popolo di Dio in quel Paese”,
Pensieri ed impressioni unite dal grande simbolo della Cattedrale di Notre-Dame, con il dramma dell’incendio subito, offrendo una chiave di lettura riassunta nella parola “rinascita”. “Il suo restauro è stata una prova della possibile collaborazione tra Chiesa, Stato, istituzioni pubbliche e società civile” che ha permesso una sinergia per il bene comune che “dovrebbe essere lo stile normale (…) di quanti hanno responsabilità civili ed economiche”, collaborazione che ha (come ha indicato nella visita all’UNESCO) il suo criterio fondamentale nella dignità della persona umana.
Notre-Dame è specialmente immagine del popolo santo di Dio, colta in parallelo alla Veglia con i 80.000 giovani nel grande Stadio Saint-Denis. “Due luoghi completamente diversi, eppure due eventi complementari, quasi uniti spiritualmente”, uniti dal fatto che la Chiesa è fatta “di persone che amano Gesù Cristo perché sono state amate da Lui”. Nella Cattedrale c’erano i ministri ordinati, i consacrati, gli operatori pastorali, allo Stadio giovani “attenti e commossi, che manifestavano cuori desiderosi di verità e d’amore: (…) un grande segno di speranza.”
Così anche l’incontro nella Maison Bakhita, per diverse persone in difficoltà, dove “ci si impegna quotidianamente a servire con amore la dignità della persona umana.” Il Papa ha colto poi nella Chiesa in Francia “un segno di rinascita che dura da alcuni anni, cioè il notevole e crescente numero di giovani e adulti che chiedono il Battesimo”. Una bella “sorpresa” di Dio, incoraggiando “il cammino dei catecumeni e dei neofiti”, con le loro comunità, intervenendo all’Assemblea sinodale provinciale in corso a Parigi. Il segno della rinascita è apparso durante la S.Messa in Place de la Concorde, con un’enorme partecipazione. “Ecco la vera ricostruzione, il restauro della Chiesa che solo Dio può fare, per intercessione della Vergine Maria.”
Successivamente Leone XIV si è recato come pellegrino a Lourdes per venerare la Vergine, “Colei che nell’ora della passione e della morte tiene accesa la lampada della fede e della speranza. Qui,
con materna premura Maria, “comunica a tutti, pellegrini e specialmente malati nel corpo e nello spirito” proprio “un messaggio di speranza e di rinascita” e che il Papa ha voluto rilanciare: “ogni vita umana, in qualunque condizione, anche di più grave fragilità, conserva la propria inviolabile dignità e merita di essere curata, accompagnata, sollevata dalla sofferenza con umana compassione e con l’ausilio dei mezzi offerti dalla scienza.” ALourdes che “rappresenta per tutto il mondo un santuario della civiltà dell’amore ha incontrato “alcune persone vittime di abusi”. Un momento lontano dai riflettori, di ascolto, dialogo e preghiera, esprimendo la volontà di tutta la Chiesa di ascoltarle. “Ho chiesto loro di aiutarmi a esprimere anche ad altre vittime la volontà mia e di tutta la Chiesa di ascoltarle, riconoscendo il loro dolore “e lavorando per la prevenzione degli abusi”.
L’ultima tappa è stata Metz, martoriata dalla Seconda Guerra Mondiale, dove “ha operato Robert Schuman, uno dei principali ispiratori del processo di unificazione europea”, che nasce “come progetto di pace dopo la distruzione della guerra. Possiamo dire che ciò che è accaduto a Notre-Dame di Parigi con l’incendio, era avvenuto in Europa con la Seconda Guerra Mondiale.” Sono i “principi di democrazia, solidarietà e fraternità tra i popoli” sulla base delle radici cristiane ed “è su tali fondamenta e con questa ‘linfa’ vitale che il progetto-Europa può rinnovarsi. Qui, con i rappresentanti delle diverse tradizioni religiose, ha sottoscritto l’“Appello di Metz” per il dialogo e la pace.
Nel motto della sua visita (“Perché il mondo abbia la vita”) si può riassumere tutta la sua missione di salvezza e che hanno espresso “in pienezza il senso evangelico di ogni incontro”.
