La bellezza nella Parola

“In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!»”. (Mt 16,21-23)


A commento mi servo del dipinto ad olio su tela, di grandi dimensioni (370 x 239 cm) realizzato nel 1607 dal pittore toscano Ludovico Cardi, detto il Cigoli (originario di questo paese del pisano, che si occupò di pittura, arti plastiche, anatomia pittorica, scenografia, letteratura e musica) per la cappella di Niccolò Carducci nel duomo di Livorno, dipinto che oggi è conservato a Firenze, nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti.

Anche se più propriamente l’opera si può riferire alla chiamata di Pietro, ugualmente si può applicare all’episodio evangelico in cui Gesù invita il suo apostolo ad occupare il posto tipico del discepolo e, cioè, andare dietro al Maestro.

Gesù è sulla destra coni classici coloro iconografici che identificano le due nature, umana e divina) e con la mano destra invita Pietro (riconoscibile anche dal manto ocra), piegato verso di lui (in una posa di totale sottomissione e devozione), ad occupare il suo posto, dietro di Lui. La mano sinistra è posta sul petto, ne momento rivelativo della missione del Signore che comprende la passione e la croce e che l’apostolo fatica a comprendere, ragionando secondo una logica umana. A sinistra, in secondo piano, si notano gli altri apostoli (due sono sulla barca, mentre sulla destra una piccola folla assiste alla scena. Splendido poi il paesaggio sullo sfondo, con una città in lontananza e con un albero fronzuto, quasi da quinta teatrale sulla destra, focalizzando l’attenzione dello spettatore su Cristo e Pietro. Un’opera fortemente influenzata dalla pittura controriformata toscana e dai modi di Federico Barocci, con un forte e drammatico chiaroscuro.