“In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte. Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati.
Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui». E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla. Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.” (Mt 14,13-21)

Tintoretto, nel grande olio su tela (523 cm x 475 cm) realizzato tra il 1578 ed il 1581, per il Salone Maggiore della Scuola Grande di San Rocco a Venezia, rilegge in modo singolare l’episodio evangelico della Moltiplicazione dei pani e dei pesci, in una suggestiva chiave pasquale. La scena, collocata sotto il tramonto di un cielo rossastro che carica d’intimità la scena ed evoca il sacrificio di Cristo, è suddivisa su due piani. Siamo al momento precedente il grande miracolo con gli Apostoli che distribuiscono il pane e i pesci.
Nel primo, in alto, a sinistra, c’è Gesù, in piedi su un piccolo dosso, che riceve il cesto (contenente cinque pani d’orzo e due pesci) da parte di u ragazzo, presentato da S. Andrea che lo accompagna. Da notare come il movimento dell’apostolo sia speculare a quello del Maestro, cosicché il ragazzo, con l’albero che sta dietro di lui, viene a trovarsi al centro di un punto luminoso che rappresenta il perno della scena. Tutto ruota attorno all’offerta di cinque pani e due pesci, che nasconde la chiave interpretativa dell’episodio.
C’è poi una folla di fedeli (Tintoretto riesce a rendere il senso dell’accalcarsi della gente numerosa), uomini, donne e bambini, sia nella parte in alto, sia nella sezione in basso, che sono seduti attorno a un piccolo dosso, accorsi per ascoltare Gesù. Le persone sono sedute, secondo il comando dato ai discepoli di farle sedere. Si notino poi gli effetti chiaroscurali nel passaggio tra la potente penombra della parte inferiore del dipinto e lo splendore del cielo del primo mattino.
Sullo stesso tema si era espresso con un dipinto (una trentina di anni prima) ora conservato al Metropolitan Museum di New York.
