Scarsissima affluenza alle ultime elezioni parlamentari in Algeria, che si sono tenute lo scorso 2 luglio. Infatti si sono recati alle urne solo il 21% dei più di 24 milioni e 700.000 potenziali elettori.
Èla seconda organizzata da quando la scena politica è dominata dal movimento di protesta dell’Hirak, che nel 2019 portò nelle strade del Paese moltitudini di persone e innescò la fine della presidenza ventennale di Abdelaziz Bouteflika. Al suo posto venne eletto Abdelmadjid Tebboune, confermato alla presidenza nel 2024. Come riferisce l’agenzia Fides, in questi anni gruppi di opposizione hanno denunciato limitazioni all’attività di partiti politici e organizzazioni sociali. La campagna elettorale in preparazione alle elezioni è stata caratterizzata dall’esclusione di più di tremila settecento candidati, mentre coloro la cui candidatura è stata approvata sono stati diecimila. L’esclusione di più di un quarto delle candidature è stata trasversali: non hanno riguardato solo Partiti che possono essere considerati di opposizione, ma anche Partiti considerati vicini all’establishment.
Le elezioni sono state vinte dal Fronte di liberazione nazionale, che ha ottenuto novanta seggi, otto in meno rispetto al 2021. Il secondo partito più votato è stato il Raggruppamento nazionale democratico (Rnd), che con settantatré seggi (quindici in più rispetto alle ultime elezioni) è il Partito che ne ha guadagnati di più, seguito dal Fronte EL Moustakbal, che si è aggiudicato cinquantanove seggi, guadagnandone undici rispetto alle precedenti elezioni. Tra i Partiti di opposizione il Msp ha perso ventidue seggi, ottenendone quarantatré, e il Ffs ne ha ottenuti dodici. Dalle urne dovrebbe uscire una maggioranza, formata da Partiti favorevoli alla presidenza di Tebboune.
