“Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».” (Mt 13,3-9)

La parabola del seminatore è rappresentata da Jacopo Bassano (il membro più importante di una famiglia di pittori, come il padre Francesco ed i figli Francesco e Leandro ed il primo ad adottare il nome della sua città natale come cognome), in un’opera databile intorno al 1567 e conservata a Firenze a Palazzo Pitti, proveniente dalla collezione del card. Leopoldo de’ Medici, appassionato collezionista di pittura veneziana. Si conoscono copie conservata agli Uffizi di Firenze, a Venezia (Gallerie dell’Accademia) a Madrid (Museo Thyssen), dove sono presenti maggiori spunti episodici.
In un ampio paesaggio agreste, con uno sfondo montano, egli raffigura un uomo (in primo piano, al centro della scena) che con la mano sinistra tiene un cestino di semi e con la destra, compiendo un ampio gesto, sparge il seme senza risparmio, sia nell’ampio terreno, che nei rovi (a lato) in un chiaro riferimento alla Parola di Dio che il Signore semina in abbondanza: solo i semi caduti sul terreno fertile (chi sa cogliere la parola divina) potranno germogliare e dare buoni frutti.
In basso a sinistra c’ è poi una donna, identificabile con la moglie del contadino, seduta in terra, che stringe il figlioletto al petto. Sono presenti inoltre, nella scena alcuni dettagli, resi con grande cura, spesso di valore simbolico, come la forma di pane posta sulla tovaglia bianca distesa sul terreno.
Il taglio compositivo in diagonale con l’ingresso del seminatore da destra, ritratto di spalle mentre si addentra nel paesaggio seguito dal cane (simbolo di fedeltà), è studiato per guidare l’occhio dello spettatore nella profondità dell’ambiente naturale colto con straordinaria finezza nei suoi valori atmosferici.
