“Un giorno Eliseo passava per Sunem, ove c’era una donna facoltosa, che l’invitò con insistenza a tavola. In seguito, tutte le volte che passava, si fermava a mangiare da lei. Essa disse al marito: “Io so che è un uomo di Dio, un santo, colui che passa sempre da noi. Prepariamogli una piccola camera al piano di sopra, in muratura, mettiamoci un letto, un tavolo, una sedia e una lampada, sì che, venendo da noi, vi si possa ritirare”. Recatosi egli un giorno là, si ritirò nella camera e si coricò. Eliseo chiese a Giezi il suo servo: “Che cosa si può fare per questa donna?”. Il servo disse: “Purtroppo essa non ha figli e suo marito è vecchio”. Eliseo disse: “Chiamala!”. La chiamò; essa si fermò sulla porta. Allora disse: “L’anno prossimo, in questa stessa stagione, tu terrai in braccio un figlio”. (2 Re 4,8-11.14-16)

Guardo ad Eliseo nell’episodio dell’incontro tra il grande profeta, erede di Elia, e la donna di Sunam, nell’interpretazione di Gerbrand van den Eeckhout. Nella tela del 1649 (conservata al Museo nazionale di Varsavia), il pittore olandese cattura la spiritualità e l’emozione dell’incontro tra il profeta e la Sunammita, ambientandola all’aperto. E’ uno dei capolavori dell’arte barocca olandese del XVII secolo, con la sua enfasi sulla rappresentazione realistica dei dettagli e sulla drammatica espressione delle emozioni. Un aspetto poco noto della pittura è che non era solo un pittore, ma anche uno studioso di storia e letteratura biblica. Ciò si riflette nella tua attenzione ai dettagli nella rappresentazione dei personaggi e degli oggetti, nonché nella loro capacità di catturare l’emozione e la spiritualità della storia.
C’è una dinamica di sguardi e gesti che guidano l’occhio dello spettatore. La Sunnamita è rappresentata in ginocchio, con le mani giunte verso il profeta, in senso di sottomissione di fede incrollabile. Indossa abiti dai toni chiari che la mettono in forte risalto.
Eliseo in piedi domina la scena, avvolto in un ricco mantello di un rosso intenso; il braccio è proteso in avanti, un gesto diviso tra la sorpresa per il dolore della donna e l’autorità spirituale pronta ad agire. Ghiezi, servo di Eliseo è accanto alla donna, intenzionato a scacciarla ed allontanarla, prima di essere fermato dal profeta. Dietro, si scorgono spesso l’asinello e il servitore con cui la donna ha intrapreso il viaggio. Indossa un tipico abito scuro formale con un vistoso colletto bianco a gorgiera o a tonaca, caratteristico dei borghesi o dei ministri calvinisti olandesi del XVII secolo. Significativo contrasto tra la compassione del profeta che accoglie la donna e il rifiuto di Ghiezi, ad indicare il distacco dalla sofferenza umana.
